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(Adnkronos) - Gli ori, le condizioni di salute dopo l'infortunio, il sogno, il futuro. Federica Brignone, doppio oro ai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, parla in conferenza stampa a Casa Italia il giorno dopo il successo in gigante sull'Olympia delle Tofane. "Scambierei le mie due medaglie olimpiche per tornare indietro e non subire questo infortunio" dice l'azzurra che ribadisce quanto dichiarato in un'intervista a 'Repubblica'. "Stanotte non ho dormito tantissimo ovviamente, avrei voluto dirvi che ero andata a fare baldoria a Casa Austria ma non ce l’ho fatta, ero stordita - racconta - Mi sono ritirata in camera mia in hotel con i miei amici. Quando mi sono svegliata mi sono detta come caspita è potuto succedere tutto questo, mi sto ancora chiedendo il perché e il come". Brignone parla dell'infortunio e del periodo successivo. "Cosa è successo quel giorno? La mia fortuna è stata quella di accettare immediatamente quello che era successo e guardare avanti, rimanere estremamente positiva, questa è stata la mia più grande forza - sottolinea - non solo ieri, la calma che ho mantenuto dal 3 aprile, non dico che sia stato facile mantenere la calma ma lo è stato. L'ho fatto con il lavoro di prima. Se mi fosse successo 10 anni fa sarebbe stato molto più difficile. Il percorso fatto con le persone che mi hanno aiutato, con l'ipnosi, con mio fratello in pista, con persone che non lavorano per me ma con me. L'obiettivo è avere un team con cui condividiamo gioia e dolori e abbiamo stima reciproca grande". Per la campionessa azzurra il periodo dopo l'infortunio è stato molto duro "ma non ho mai avuto paura del vuoto, mai avuto paura di annoiarmi", afferma. "Sono 15 anni che ho una carriera sportiva soddisfacente e quello che ho fatto l’anno scorso e nelle ultime dieci stagioni è stato un crescendo. Ho sempre lavorato come una pazza, in maniera solida, sono stata molto ligia, una vera professionista. Sono qui con due medaglie al collo facendo una cosa diversa, non ho mai lavorato tante ore così nella mia vita, non ho fatto una preparazione perfetta e il raggiungimento non mi crea vuoto ma casino e sono quasi spaventata". Sulle sue condizioni, Brignone spiega che "la gamba non sta tanto bene questa mattina, oggi è una di quelle giornate non positive". "Fare altra operazione? Non posso fare l'operazione che dovrei, non posso togliere la 'ferraglia' che ho nella gamba. La dovrò fare ma ci vorrà ancora del tempo. Ora non sono pronta per tornare sotto i ferri e togliere la placca, la mia tibia non è ancora apposto - aggiunge la campionessa azzurra - Un altro sogno sportivo? È passato troppo poco tempo, la sfida della stagione ora è qualificarsi per le finali, non è la sfida che vi aspettate, non è la Coppa del mondo o l'oro olimpico. La mia sfida sportiva è aver questo coraggio e affrontare le gare, qualificarmi per le finali sarebbe un grande raggiungimento perché ci sono poche gare che restano, le Olimpiadi non valgono, altrimenti sarei già avanti". "Cosa mi aspetta? Giorno per giorno capirò, ora farò un check-up al J Medical per vedere come sto. L'idea di continuare la stagione è il mio paravento per tutto il resto che non ho voglia di affrontare, cercherò di proteggermi con le gare e il vivere da atleta, che è la mia protezione più grande. La voglia di rimettermi in gioco la capirò però solo quando sarò in pista. Di sicuro non sono più disposta a prendere farmaci per sciare", afferma l'azzurra. "L'abbraccio di Mattarella all'arrivo? E' stato veramente particolare già vincere in casa, davanti al tuo pubblico, c'è stata tutta la tribuna che cantava l'Inno, una bandiera gigante sulle tribune che sventolava, penso che sia una delle emozioni e dei momenti più particolari che ho vissuto (VIDEO). Io non lo sapevo nemmeno che sarebbe venuto al SuperG. Me lo sono trovato lì e quando me lo hanno detto ho risposto 'urca meno male che non ho fatto una figuraccia'. Mi ha detto 'ci contavo', gli ho risposto 'Lei sì, io sinceramente proprio no'. Lui con la sua solita umiltà, si è sempre comportato con umiltà e rispetto con noi atleti, è una cosa che mi piace moltissimo", dice Brignone sulla presenza all'arrivo dopo l'oro in SuperG del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ora aspetta l'azzurra al Quirinale con medaglie e bandiera. In riferimento al caso Bastoni in Inter-Juve e l’inchino delle avversarie dell’azzurra dopo il successo in Gigante, Brignone osserva: "Come sportivi abbiamo dei valori veramente forti. La meritocrazia ancora vale nel nostro sport, il cronometro non è influenzabile, nel nostro sport c'è tantissimo rispetto, c'è una competitività sana. In nessun modo possiamo condizionare le performance degli altri. Il nostro è uno sport pericoloso, dove se sbagli una curva finisci 10 mesi in riabilitazione. Se raggiungi un risultato, gli altri sono in ammirazione. Nel tennis o nel calcio si può influenzare l’altro, qui non è possibile. C'è una rivalità sana e spero che sia d'esempio". “Se mi ha scritto Sinner? Non solo lui ma anche tutti gli altri ragazzi che ho conosciuto nel percorso estivo”, riferisce Brignone in conferenza stampa. All’azzurra manca il tennis. “Ora non posso giocare”, dice l’azzurra che fa poi un paragone con il cancelletto di partenza. “Mettere i bastoncini fuori è come un match point a Wimbledon. E non trovi il silenzio. Ho visto le Finals e non trovi il silenzio, c’è sempre qualcuno che parla. Ma come fanno a non capire quanta concentrazione ci vuole? Io sono stata salvata dal fatto che le seggiovie e le piste erano riservate solo a noi, solo gente dell’ambiente che rispetta questi piccoli spazi, mi ha permesso di essere focalizzata. Hai bisogno di una concentrazione tale, serve una grande capacità. Nel match point basta un niente per toglierti quello che ti sei costruito, è stato un grande aiuto. Vivo queste esperienze e mi emoziono anche solo a vedere il gigante maschile, lo slittino o le gare degli altri ragazzi. Ci sono sportivi che mi danno emozioni particolari”, sottolinea Brignone. “Il red carpet a Venezia? Io l’attrice non la faccio, sarà chiaro per tutti. C’è qualcosa che parla della mia storia da atleta, è tutto partito l’anno scorso, volevamo raccontare chi sono nello sci, è un progetto che è li dall’anno scorso e si sta sviluppando - spiega in conferenza stampa in merito al progetto in preparazione - Non è un film, non è una fiction, solo immagini vere. Ho avuto Federico, un mio amico carissimo che mi ha seguito, veniva in ospedale tutti i giorni, ha seguito veri passaggi ed emozioni e da amico ha permesso di vedere alcune cose”. “E’ più un docureality, se uscirà e spero che esca viene fuori come non ho preparato le Olimpiadi quest’anno. Mi sarebbe piaciuto raccontare una stagione normale ma è stato comunque bello”, aggiunge la campionessa olimpica. "Il mio sogno? Per il momento hanno parlato più che altro di sport, però una delle prime cose che voglio fare, lo dico da anni, è un viaggio, stare via quanto voglio e come voglio senza dover tornare per degli impegni - rivela l'azzurra - Ma il mio sogno in questo momento è di continuare ad avere la mia vita e non cambiarla, che la mia vita rimanga la mia, non cambi per i miei risultati sportivi. Non voglio cambiare comportamenti. La fortuna che ho è che a casa mia in Valle d'Aosta la gente è abituata a vedermi. Non ho mai fatto una vita da vip, ho sempre fatto le mie cose, dalle feste in paese, ballare con le persone, fare il torneo di beach volley, andare a bere un caffè con le amiche. Tutte queste cose voglio continuare a farle”, conclude la carabiniera valdostana.
(Adnkronos) - "Il mercato del noleggio a lungo termine in Italia ha registrato una crescita del +33% nel 2024, superando 1,2 milioni di veicoli in circolazione. Quali sono, secondo lei, i principali fattori che hanno spinto questa espansione così significativa? Da quando ho iniziato 7 anni fa il mondo è cambiato e si sta profilando sempre di più una fase di forte incertezza economica, segnata prima dalla pandemia e poi dai conflitti internazionali. Questo ha portato gli acquirenti a forti incertezze sull’acquisto del nuovo anche grazie ad un aumento significativo dei tassi di interesse e dei prezzi delle auto". Così, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Valentina Calastri, consulente specializzata nel noleggio auto a lungo termine per privati, professionisti e aziende. "Oggi - spiega - i consumatori hanno molto insicurezza e manifestano maggiore cautela nelle scelte di acquisto. Aggiungerei anche che le continue modifiche sulle normative relative ad inquinamento ed emissioni fanno sì che le auto si svalutino in tempi brevi non permettendo di stimare il reale valore di un’auto nel medio-lungo periodo e rischiando di rendere un mezzo acquistato in utilizzabile già nel breve periodo. Per queste ragioni il noleggio a lungo termine risulta più vantaggioso a livello psicologico oltre che economico, eliminando le incognite legate al possesso, offrendo un costo mensile fisso e predeterminato, che consente di pianificare la spesa senza i rischi della svalutazione o dell’evoluzione del mercato. Una soluzione quindi che dà stabilità e prevedibilità al consumatore". "Nel medio periodo personale di attività - chiarisce - ho sempre visto un miglioramento del mercato quindi per me è un segnale di continuità, non come un nuovo picco straordinario. Credo che andremo verso una fase più matura, con ritmi di crescita meno esplosivi ma più stabili dati anche dai rinnovi dopo scadenza. Non si tratta di un trend ma di un’affermazione di un servizio che funziona e che agevola il consumatore. Le condizioni che lo hanno spinto a scegliere il noleggio a lungo termine restano tutte presenti: costi del nuovo elevati, incertezza normativa, attenzione alla gestione e prevedibilità della spesa. Difficilmente questi fattori verranno meno nel breve periodo". "Nel lungo periodo - fa notare - posso pensare ad una crescita più graduale, causata da un ampliamento del pubblico. Il servizio nlt (noleggio lungo termine) è sempre più apprezzato dai privati e pmi, non per convenienza occasionale ma per scelta razionale. Al di là dei mezzi, il mercato diventerà più selettivo: conteranno meno i volumi e di più la capacità di offrire consulenza, chiarezza e soluzioni realmente adatte alle esigenze del singolo cliente. Quindi ipotizzo che il noleggio a lungo termine si consoliderà come modello di riferimento, destinato a crescere in modo meno rumoroso, ma decisamente più stabile". Quali sono oggi gli errori più frequenti che privati e aziende commettono quando si avvicinano al noleggio a lungo termine? "Il primo errore, molto diffuso sia tra i privati sia tra le aziende - sottolinea Valentina Calastri - è valutare il noleggio esclusivamente in base al canone mensile, senza analizzare cosa includa realmente il contratto. Franchigie assicurative, scoperti, penali a fine noleggio o servizi esclusi possono fare una grande differenza nel periodo di noleggio". "Un secondo errore - avverte - riguarda la scelta non corretta di durata e chilometraggio. Spesso si sottostimano le percorrenze o si opta per formule poco coerenti con l’uso reale del veicolo, con il rischio di conguagli e costi extra a fine contratto. Un ulteriore errore che spesso riscontro con le aziende, è quello di non inserire il noleggio all’interno di una strategia di mobilità più ampia, limitandosi a sostituire l’acquisto con il noleggio senza una vera analisi fiscale, finanziaria e operativa". "Credo - continua - che la mobilità privata e le pmi saranno i segmenti più dinamici. Categorie che vogliono avere servizi semplici e costi controllabili. Per le aziende strutturate, invece, il focus non sarà tanto sull’aumento dei volumi quanto sull’ottimizzazione e sulla razionalizzazione delle flotte. Sul fronte dei veicoli, continueranno a essere centrali i suv compatti e i crossover, per la loro versatilità e per il buon equilibrio tra costi, spazio e utilizzo quotidiano. Vedo in prospettiva un aumento delle motorizzazioni ibride, soprattutto full e plug-in, percepite come la soluzione più 'di transizione' e meno rischiosa rispetto all’elettrico puro che vedo come un’imposizione data dalle normative sempre più restringenti ma poco adattabile alla vita reale data anche la mancanza di infrastrutture adeguate. Il mercato dovrà fare i conti anche con le soluzioni a guida autonoma che ridurranno la necessità di avere un mezzo proprio e che in alcune parti del mondo sono già utilizzate sui veicoli commerciali leggeri per la distribuzione degli acquisti e-commerce". Per Valentina Calastri "la vera esigenza futura di mobilità sarà la flessibilità di contratti e mezzi. I clienti chiederanno contratti più adattabili, possibilità di revisione in corso d’opera e soluzioni che riducano l’esposizione al rischio tecnologico e normativo. La proprietà di un mezzo sarà sconveniente a molti per l’ampia offerta dei servizi e il noleggio a lungo termine non sarà più solo una formula finanziaria, ma uno strumento per la mobilità, sempre più personalizzato e orientato al servizio". In che modo il suo approccio umano e su misura riesce a fare la differenza per il cliente, trasformando il noleggio a lungo termine in un’esperienza semplice e senza stress? "Ho sempre cercato - afferma - di essere quasi una 'psicologa' nell’approccio verso i miei clienti. Sembra una banalità ma molte volte ascoltare il cliente, farlo parlare, capire le sue esigenze instaura un rapporto di fiducia che si traduce anche in una forte riduzione dei costi che andrà a sostenere. Mantenendo un approccio consulenziale, io non propongo soluzioni preconfezionate. Parto sempre da un’analisi puntuale delle reali esigenze di mobilità, dell’utilizzo del veicolo, del contesto fiscale e delle aspettative nel medio periodo. Questo mi permette di strutturare contratti 'tailor made', evitando scelte inefficaci o costi nascosti che spesso emergono solo nel tempo e sono controproducenti per la fiducia verso il servizio". "La vera differenza - assicura - non la fa il prodotto ma come si propone il servizio al cliente. La mia consulenza nasce proprio dall’esigenza di dare ordine e chiarezza a un settore che, per l’utente medio, appare complesso e poco trasparente. Inoltre mi sforzo quotidianamente di essere per i clienti una presenza costante. Li seguo in ogni fase: dalla scelta iniziale alla gestione quotidiana, fino alla riconsegna del veicolo. Questo si traduce per il cliente in decisioni semplici, riduzione dello stress garantendo continuità, soprattutto nei momenti critici. Il cliente non acquista un canone, non noleggia solo un’auto, ma ottiene una gestione della mobilità chiara, consapevole e senza sorprese. Quella tranquillità, costruita su competenza, ascolto e fiducia, che trasforma una consulenza in una relazione stabile".
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.