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(Adnkronos) - Bresh è il protagonista del Suzuki stage in piazza Colombo della seconda serata del Festival di Sanremo 2026. L'artista torna come ospite dopo aver partecipato in gara alla kermesse canora lo scorso anno con il brano 'La tana del granchio'. Bresh, al secolo Andrea Emanuele Brasi, è nato a Lavagna in Liguria il 28 giugno del 1996. Nella sua generazione, è uno dei nomi più noti della scena rap legata alla Liguria. Il cantautore e rapper italiano ha già calcato il palco del Festival di Sanremo nel 2024 per duettare insieme a Emma Marrone nella serata delle cover in un medley dei maggiori successi di Tiziano Ferro. E lo scorso anno in gara tra i concorrenti Big con il brano 'La tana del granchio' che si è classificata all'11º posto nella classifica finale della 75esima edizione. Nella serata delle cover ha duettato con Cristiano De André, cantando 'Creuza de mä' di Fabrizio De André. Il percorso di Bresh inizia nel 2013 con il mixtape intitolato ‘Cosa vogliamo fare’. Quindi, la crescita con le collaborazioni con Tedua e Izi. Il dna ligure è evidente: Bresh è legato artisticamente a Fabrizio De Andrè, che il rapper ascolta sin dalla giovane età. Il 2025 è stato l'anno della sua consacrazione: esce con il terzo album in studio 'Mediterraneo', in cui spiccano collaborazioni di spicco con Achille Lauro, Kid Yugi, Sayf e l'amico Tedua. Bresh conquista le classifiche con la sua hit ‘Guasto d’amore’ del 2023 che diventa il coro da stadio per il Genoa, la canzone, infatti, altro non è che una dedica d’amore alla squadra di calcio e più in generale alla sua città d’infanzia, Bogliasco, un piccolo comune in provincia di Genova. Il cantante è molto riservato sulla sua vita privata, motivo per il quale non pubblica mai nulla sui suoi profili social che non siano contenuti legati alla musica. Ma nell’aprile 2023 ha ufficializzato la sua storia sentimentale con Elisa Maino, influencer da oltre 3 milioni di follower su Instagram, che l'ha accompagnato nella sua partecipazione al Festival di Sanremo 2025. Tuttavia la loro relazione pare sia finita recentemente. Secondo i fan la conferma sarebbe arrivata da Bresh attraverso le parole del brano 'Introvabile', uscito senza preavviso e come dichiarato dal cantante "scritto di pancia". Bresh ha raccontato lo scorso 10 gennaio di essere stato vittima di un attacco da parte di un cane. Il cantautore ligure ha condiviso sui social le conseguenze dell'incidente, mostrando i graffi sul volto provocati da un Dobermann. Nelle Instagram stories, Bresh ha mostrato le ferite coperte da cerotti, rassicurando i fan sul suo stato di salute. Non ha fornito dettagli di come sia avvenuto, ma il cantante ha affrontato la situazione con ironia, scrivendo a corredo della foto: "Dobermann 1, Andrea 0", ammettendo, suo malgrado, la 'vittoria' dell'animale. Bresh durante la partecipazione dello scorso anno al Festival di Sanremo è stato protagonista, suo malgrado, di un doppio problema tecnico durante la performance con Cristiano De André nella serata delle cover. I due hanno omaggiato Faber con il brano 'Creuza de ma' ma quando, dopo l'incipit di Cristiano, Bresh ha cominciato a cantare... il microfono non ha funzionato. L'esecuzione è stata interrotta e il microfono è stato sostituito. Alla seconda chance, il trasmettitore del microfono di Cristiano De André si è staccato dai pantaloni. Bresh, si è accorto del problema, ma ha continuato a cantare. Per evitare una nuova interruzione un tecnico è entrato in scena e ha riagganciato l'apparecchio caduto. I due artisti hanno concluso la performance. Ma non c'è due senza tre. Carlo Conti, dopo l'esibizione (fuori gara) di Paolo Kessisoglu con la figlia Lunita, ha permesso a Bresh e Cristiano De André di esibirsi nuovamente, senza interruzioni o inconvenienti tecnici. E la terza è quella buona: l'esibizione è finita senza intoppi. Un episodio che è diventato un meme sui social.
(Adnkronos) - Tre giorni di networking, più di 60 ostelli presenti e 120 esperti di backpacker tourism: sono questi i numeri della Europe’s Famous Hostels Conference, la più grande conferenza indipendente sugli ostelli al mondo. L’appuntamento quest’anno si è tenuto all’Anda Venice Hostel di Venezia, l’innovativo ostello di Pagnan Group, dal 23 al 25 febbraio. “La vacanza in ostello - afferma Silvia Pagnan, Chief Tourism Officer Pagnan Group - è sempre più desiderata dalla Generazione Z e incuriosisce moltissimo anche i viaggiatori Millennial, che amano spostarsi in modo avventuroso e flessibile. Gli ostelli di ultima generazione in Italia e in Europa si rivolgono sempre più a un pubblico che cerca comfort, condivisione e un equilibrato rapporto qualità-prezzo”. Panel e laboratori hanno permesso di mettere in luce punti di forza e criticità di un mercato in forte crescita. Whycation e viaggiatore intenzionale sono i nuovi trend che guidano l’evoluzione del backpacking in flashpacking. Fondata nel 1995, l’associazione Europe's Famous Hostels ha l’obiettivo di creare un terreno comune, uno spazio di confronto dove scambiare conoscenze, aumentare visibilità e costruire partnership significative. Sono coinvolti quindi tutti i professionisti del campo: dal personale degli ostelli ai partner del settore, ai creatori di contenuti di viaggio. Un’esperienza unica per alzare sempre più gli standard già elevati del turismo backpacker. Dopo la cerimonia di benvenuto il 23 febbraio, martedì 24 si è entrati nel vivo della conferenza con workshop pratici su argomenti rilevanti per il settore e tavole rotonde con ospiti esterni. Ospite d’onore Nicolò Guarrera, noto anche come Pieroad, che ha raccontato la sua impresa epica del giro del mondo a piedi. “Nel 2020 sono uscito a fare due passi”, racconta scherzosamente nel social. Veneto, classe 1993, è partito poco dopo il primo lockdown, una sfida nella sfida, con solo l’essenziale nel suo inseparabile carrellino. Per lui non si è trattato di viaggiare, ma di “vivere una parte della vita camminando”, da nomade e con ritmo lento. Alternando notti trascorse in tenda e sacco a pelo ad altre passate in un letto vero, durante la sua esperienza è diventato un “esperto” di backpacking, sa bene quali sono i servizi veramente importanti e quali piccole cose fanno la differenza nell’accoglienza. Tante le tematiche affrontate nella tre giorni all’Anda Venice Hostel. In primis, proprio grazie al contributo di Nicolò Guarrera, sono stati evidenziati i nuovi trend di settore. Cresce il viaggiatore intenzionale, colui che organizza il proprio viaggio autonomamente e consapevolmente, scegliendo in modo attivo cosa vedere e dove dormire a seconda dei propri interessi. Strettamente legato è il concetto di whycation che mette al centro del viaggio il motivo profondo della partenza, spesso legato alla ricerca del proprio benessere mentale e psicofisico. Sfumature diverse che danno un risultato simile: al contrario del turista 'mordi e fuggi' che affolla le solite mete, il nuovo viaggiatore cerca esperienze, relazioni autentiche con le comunità locali, ritmi più lenti e vuole avere un impatto positivo sul luogo che l’ha ospitato. L’identikit del viaggiatore: approccio slow e indipendente, zaino in spalla, si muove con i mezzi pubblici e dorme in ostello, la struttura ricettiva per eccellenza del backpacker tourism e del turismo avventura. Un mercato in forte crescita, connesso al turismo open air e outdoor, al solo traveler, il viaggiatore in solitaria, e che si sta trasformando ora in una forma più evoluta: il flashpacking. Il nuovo viaggiatore 'zaino in spalla' ha un budget più elevato, spirito di avventura e autonomia si intrecciano a comfort e tecnologia, grazie a una capacità di spesa superiore. Tra gli interventi anche quello di Ilaria Pagnan, Chief Human Resources Officer di Pagnan Group, oltre che viaggiatrice e fotografa appassionata. La sua relazione ha permesso di mettere in luce i punti di forza e le criticità del settore, soffermandosi in particolare sul bisogno di valorizzare competenze e opportunità strategiche e sulla necessità di approfondire aspetti legati all’alfabetizzazione digitale, alla mentalità commerciale e all’intelligenza emotiva. Da più parti si è ribadito che il cuore dell’ostello è il suo team. Il personale è una vera e propria comunità dove ogni membro si sente parte di un progetto al quale collabora attivamente, esprimendo il meglio di sé e dando vita a una cultura vivace e inclusiva. Focus anche su social media e intelligenza artificiale, sul passaggio dal marketing all’ospitalità autentica, sulla finanza e gestione delle entrate, sulla cybersecurity in equilibrio tra tecnologia e buone abitudini. Infine, quattro workshop dinamici hanno acceso i riflettori su: gestione dei conflitti e conformità, operazioni di reception, finanze e ricavi, reputazione online e marketing, attraverso intuizioni pratiche, esempi reali e discussioni aperte.
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.