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(Adnkronos) - L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz, il dialogo con gli Stati Uniti frena, la guerra rischia di ricominciare. Il muro contro muro è totale e il cessate il fuoco scadrà il 21 aprile, tra pochi giorni. Nelle ultime 24 ore il quadro cambia totalmente, Teheran smentisce Donald Trump su tutta la linea e la tensione torna a salire. Il presidente americano convoca una riunione nella Situation Room della Casa Bianca: senza una svolta, la ripresa della guerra è un rischio concreto. La riapertura dello Stretto, via cruciale per il 20% del commercio mondiale di petrolio, non si concretizza dopo la fumata bianca annunciata da Trump nella giornata di venerdì. Gli Stati Uniti mantengono il blocco navale e Teheran fa scattare il semaforo rosso nello Stretto. "È impossibile per gli altri attraversare Hormuz finché noi non possiamo. Se gli Stati Uniti non revocano il blocco, il transito sarà certamente limitato", comunica Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano. Lo stop dipende anche e soprattutto dalla volontà dei Pasdaran, come evidenzia la nota del comando centrale militare Khatam Al-Anbiya: "Il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato al suo stato precedente, sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate iraniane". L'apertura annunciata da Trump ("L'Iran non può ricattarci, non ci saranno pedaggi a Hormuz") è già evaporata, con effetti - tra l'altro - a livello globale. Una nuova chiusura prolungata di Hormuz farebbe immediatamente impennare i prezzi del petrolio e del gas, con conseguenze dirette - in molti paesi, Italia compresa - su benzina e diesel, bollette e inflazione. Si torna al punto di partenza o, forse, ancora più indietro. Nello Stretto, due navi indiane finiscono sotto colpi sparati presumibilmente dai barchini dei Guardiani della Rivoluzione. "Avvertiamo che nessuna nave, di alcun tipo, deve lasciare il proprio ancoraggio nel Golfo Persico e nel Mar dell'Oman. Qualsiasi tentativo di avvicinarsi allo Stretto di Hormuz sarà considerato come collaborazione con il nemico e l'imbarcazione responsabile sarà presa di mira", dicono i Pasdaran. Nelle stesse ore, come riferisce il Wall Street Journal, la Marina degli Stati Uniti si prepara ad abbordare e, in alcuni casi, a sequestrare petroliere e navi cargo legate all'Iran in acque internazionali, ricalcando un 'modus operandi' già adottato con il Venezuela. L'operazione amplierebbe il raggio d'azione della pressione statunitense nei confronti della Repubblica islamica oltre il Medio Oriente. In questo quadro, non sorprende che l'Iran non abbia ancora dato il suo via libera a un nuovo round di negoziati formali con gli Stati Uniti, come riferisce l'agenzia Tasnim. Vacilla, a dir poco, la seconda certezza di Trump: il presidente degli Stati Uniti continua a definire imminente un nuovo incontro tra delegazioni: "Negozieremo durante il fine settimana. Stiamo avendo dei colloqui molto positivi. Sta andando tutto bene". Il dialogo, grazie alla mediazione in particolare del Pakistan, prosegue dietro le quinte. "Negli ultimi giorni", mentre era presente a Teheran il capo dell'Esercito pakistano, Asim Munir, dagli americani sono state "avanzate nuove proposte, che la Repubblica islamica dell'Iran sta valutando senza però fornire una risposta definitiva", fa sapere il Consiglio supremo di sicurezza nazionale di Teheran. L'organo, in una nota citata da Tasnim, avverte che "la grande nazione e il coraggioso popolo iraniano: non scenderemo a compromessi, non ci ritireremo né tollereremo nulla". I canali non sono interrotti, ma l'appuntamento per lunedì a Islamabad al momento è più che cancellato e anche la Casa Bianca deve fare i conti con la nuova (o vecchia) realtà. Il presidente, che rimane a Washington nel weekend, nel pomeriggio di sabato convoca una riunione nella Situation Room per discutere della recrudescenza della crisi nello Stretto di Hormuz, come riferiscono due funzionari a Axios. Nel meeting, Trump si confronta con il vice presidente Jd Vance - capodelegazione nei primi negoziati con l'Iran - il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il direttore della Cia John Ratliffe ed il capo degli Stati maggiori riuniti dell'esercito Dan Caine. Un funzionario statunitense dichiara che, "se non ci sarà presto una svolta, la guerra potrebbe riprendere" nei prossimi giorni. La tensione tra Washington e Teheran è legata anche al destino dei 440 chili di uranio arricchito al 60% in possesso della Repubblica iraniana. Il materiale, con passaggi relativamente semplici, può raggiungere in tempi bravi la soglia di arricchimento del 90% necessaria per la produzione di armi nucleari. "L'Iran ci consegnerà l'uranio", ha detto Trump a più riprese. Le smentite arrivate già nella giornata di venerdì hanno costretto il presidente degli Stati Uniti a correggere il tiro: "Ci prenderemo l'uranio in un modo o nell'altro". Risposta? "Trasferire l'uranio arricchito dell'Iran negli Stati Uniti non è mai stata un'opzione per noi. Il materiale non verrà spostato da nessuna parte", taglia corto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Le distanze tra Washington e Teheran restano ampie e Trump torna a alzare il tono della retorica: "Non prolungherò la tregua, il blocco navale rimane. Forse dovremo tornare a lanciare bombe". L'ennesimo avvertimento, in pieno 'Trump style', rivolto a Teheran per spingere l'Iran a tornare al tavolo dei negoziati.
(Adnkronos) - “Questo premio nasce dall’iniziativa dell’International corporate communication hub, che è un punto di incontro tra imprese e università. E' un premio estremamente interessante perché mette i ragazzi nella condizione di essere immersi in un network dove, oltre all’università, incontrano le imprese, le associazioni di categoria e le istituzioni importanti.” Ha detto Stefania Romenti, professoressa di Strategic communication e prorettrice alla Didattica, Università Iulm, alla presentazione della nona edizione del Premio giovani comunicatori Icch, a Roma. Il contest nazionale è dedicato a studenti universitari e giovani professionisti tra i 18 e i 35 anni, che desiderano mettersi alla prova e confrontarsi con sfide reali nel campo della comunicazione e del Public Affairs. Per Stefania Romenti, il valore del progetto risiede soprattutto nella capacità di creare un ecosistema formativo “che va oltre l’aula” e l’aspetto più rilevante è proprio l’esperienza di immersione nel sistema professionale: “I partecipanti hanno la possibilità di valorizzare le proprie competenze creative, ma anche professionali, dal punto di vista della comunicazione”. Un percorso che, ha aggiunto, “può essere poi valorizzato nel proprio cv o nei colloqui di selezione del lavoro”. Romenti ha quindi sottolineato la natura formativa del contest: “E' un’occasione concreta per allenare competenze reali, confrontandosi con brief aziendali e dinamiche professionali autentiche”.
(Adnkronos) - In occasione della 64esima edizione della Milano Design Week, Gruppo Saviola conferma il proprio ruolo di riferimento nella cultura del progetto e dell’innovazione sostenibile partecipando alla manifestazione con il suo prodotto di punta, Pannello Ecologico, che sarà protagonista di diverse installazioni che mettono al centro materia, design e responsabilità ambientale. Tra i principali appuntamenti, dal 20 al 26 aprile, Pannello Ecologico è parte del progetto “Sensory Landscape” di Elle Decor Italia, allestito nello storico Palazzo Bovara in Corso Venezia 51 (Milano). L’installazione, ideata da Piero Lissoni in collaborazione con Antonio Perazzi per il landscape design e con il contributo di netsuke studio per la exhibition design coordination, esplora la sensorialità come strumento di riconnessione profonda con lo spazio. Un invito a rallentare e a riscoprire i cinque sensi attraverso un linguaggio progettuale essenziale, dove la materia diventa elemento narrativo discreto ma centrale. In questo contesto, Pannello Ecologico, attraverso la finitura Zero.Matt Evolution, contribuisce a dare forma a un paesaggio percettivo che riflette i valori di sostenibilità, sottrazione consapevole e cultura del progetto condivisi da oltre 50 aziende. Durante la Design Week, Pannello Ecologico è inoltre protagonista di altri importanti progetti del Fuorisalone: Presso Galleria Lorenzelli (Porta Venezia – Milano) la mostra “Mask Il Volto Nascosto” di Lorenzelli Arte, allestita con Pannello Ecologico, esplora il potenziale espressivo della materia attraverso l’allestimento e il racconto del prodotto. Un percorso che mette in dialogo design, materia e identità di brand, aperto per tutta la durata della manifestazione. Altro progetto di grande ispirazione sarà rappresentato dalla presenza di Pannello Ecologico con “Techneteca” promosso da Repubblica del Design, archivio del “saper fare” sostenibile nato per celebrare i 100 anni del complesso scolastico di viale L.Bodio 22 (Milano), è un progetto diffuso con sedi nel capoluogo Lombardo e in Provincia di Venezia. Il progetto prende forma in un contesto volutamente paradossale: un bunker, che non è solo uno spazio fisico, ma è simbolo di protezione e stratificazione, in cui ciò che normalmente resta invisibile, diventa oggetto di osservazione e confronto. Dedicato ai temi della memoria del progetto, della sostenibilità e della transizione ecologica, “Techneteca” debutta durante la Milano Design Week per poi diventare un archivio permanente, valorizzando il patrimonio storico e culturale del design. Resta confermata la presenza di Pannello Ecologico all’Adi Design Museum in Piazza Compasso d’Oro 1 (Milano), con StrippedWood, finitura di grande tendenza in questo contesto che è esposta fino al 4 giugno 2026. Il prodotto Saviola è stato selezionato tra quelli in concorso per il Compasso d’Oro 2026, riconoscendo il contributo dell’azienda alla ricerca sui materiali e all’evoluzione del design italiano.n Attraverso queste installazioni, tutte aperte al pubblico, Gruppo Saviola ribadisce il proprio impegno nella promozione di un design responsabile, capace di coniugare innovazione, estetica e sostenibilità, dimostrando come Pannello Ecologico® possa essere non solo materiale industriale, ma un vero e proprio linguaggio progettuale.