ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Nuovo appuntamento con Fabio Fazio e Che Tempo Che Fa, oggi domenica 1 marzo, dalle ore 19:30 in diretta sul NOVE, e in streaming su discovery+. Tra gli ospiti di oggi, la star di Hollywood Demi Moore, icona del cinema mondiale, vincitrice di un Golden Globe, un Critics’ Choice Award e uno Screen Actors Guild Award per 'The Substance' (2024), che le è valso anche la candidatura al Premio Oscar e al BAFTA. Nella sua straordinaria carriera di 45 anni ha interpretato film entrati nella storia del cinema come 'Ghost – Fantasma' (1990), 'Codice d'onore' (1992), 'Proposta indecente' (1993), 'La lettera scarlatta' (1995), 'Striptease' (1996), 'Il giurato' (1996), 'Soldato Jane' (1997), 'Charlie’s Angels - Più che mai' (2003) e molti altri. Ci saranno anche Virginia Raffaele e Fabio De Luigi, protagonisti di 'Un bel giorno', al cinema dal 5 marzo, quarta prova da regista di Fabio De Luigi che torna sul grande schermo in coppia con Virginia Raffaele, a tre anni dal loro primo ruolo da protagonisti insieme. E ancora: Matilda De Angelis, interprete del nuovo film di Stefano Mordini 'La Lezione', presentato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public e nelle sale dal 5 marzo. Il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dalla fondazione del Corriere, al quale è dedicato il volume '1876–2026, La storia nelle prime pagine del Corriere della Sera'; gli editorialisti de la Repubblica Massimo Giannini e Annalisa Cuzzocrea; l’inviato di Avvenire Nello Scavo; Michele Serra; Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele; Giulia Veronesi, direttrice dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica all’IRCCS Ospedale San Raffaele. A chiudere la puntata l’immancabile appuntamento con 'Che tempo che fa – il Tavolo' con: Flora Tabanelli, a soli 18 anni l’italiana più vincente di sempre nello sci freestyle e Medaglia di Bronzo nel big air ai Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026; Nino Frassica; Mara Maionchi; Alessia Marcuzzi; Gabriele Cirilli, in tour nei teatri d’Italia con “Cirilli & Family” e nel cast di 'Only Fun – Comico Show' su NOVE; Giovanni Esposito; Paolo Rossi; Gigi Marzullo; la Signora Coriandoli; Orietta Berti; Ubaldo Pantani alias Lapo Elkann, reduce dalla conduzione della terza serata del 76° Festival di Sanremo; Francesco Paolantoni; Giucas Casella.
(Adnkronos) - "Siamo tutti interessati, persone e organizzazioni, da questa trasformazione, quindi nessuno si può tirare indietro. Per questo, io credo che bisogna rivendicare una gestione pubblica dell'intelligenza artificiale, credo che solo così possiamo lavorare bene e insieme, con una strategia europea, è importante dotarsi di politiche e strumenti comuni. Per noi, governare l'intelligenza artificiale nel mercato del lavoro significa una cosa molto concreta: significa dare una direzione comune e trasformarla in strategia operativa". Così Vincenzo Caridi, capo del Dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. "L'Ia in Italia -spiega ancora Caridi- può dare moltissimo, perché siamo un Paese bellissimo ma non tutto funziona come dovrebbe; abbiamo una grande crisi demografica, e questo vuol dire meno lavoratori, e l'Ia può essere utilizzata per potenziare le competenze dei lavoratori che ci sono, non per sostituirli. L'Ia quindi è una sfida, e dobbiamo lavorarci con una strategia europea", conclude.
(Adnkronos) - "Il 2026 è l’anno in cui la circolarità diventa una condizione strutturale per competere. Non è più un ambito specialistico o reputazionale: entra nei meccanismi economici, finanziari e industriali". Così Camilla Colucci, Ceo di Circularity, Società Benefit che accompagna le imprese nel percorso verso l’integrazione dei principi Esg nel proprio modello di business, ricostruisce con l'Adnkronos trend e tappe di questo 2026 sul fronte dell'economia circolare, individuando sfide e opportunità per il settore. "Tre passaggi sono decisivi - spiega - Il primo è l’entrata in applicazione operativa di norme chiave come il regolamento Ppwr sugli imballaggi, il diritto alla riparazione, l’estensione dell’Ecodesign e il Digital Product Passport previsti dall’Espr (Ecodesign for Sustainable Products Regulation). La progettazione dei prodotti cambia: riciclabilità reale, contenuto di riciclato, tracciabilità e dati diventano requisiti di mercato". Il secondo elemento è "la centralità delle filiere e delle materie prime seconde. Il 2026 consolida l’idea che il riciclo non sia solo gestione del rifiuto, ma leva di autonomia industriale e geopolitica, in coerenza con il Critical Raw Materials Act e gli obiettivi europei di copertura del fabbisogno tramite riciclo". Il terzo passaggio "riguarda la misurazione. Standard come la UNI/TS 11820 e l’allineamento agli indicatori europei rendono la circolarità auditabile. Finanza, banche e clienti chiedono Kpi, evidenze, Lca (Life Cycle Assessment) e coerenza con Tassonomia Ue e Csrd. È il passaggio definitivo da narrativa a governance". In questo quadro, prosegue, "l’Italia parte da una posizione di forza: se parliamo di riciclo, siamo leader europei nel tasso di utilizzo circolare di materia dopo l’Olanda e il Belgio (21,6% contro una media Ue del 12,2% nel 2024) e superiamo già oggi i target Ue sul riciclo degli imballaggi. Tuttavia, le criticità non mancano. La filiera della plastica è un caso emblematico: a fronte di buoni volumi di raccolta, persistono squilibri tra domanda e offerta di materiale riciclato e problemi di competitività industriale. Un’altra sfida cruciale riguarda i Raee e le batterie: i tassi di raccolta restano lontani dagli obiettivi europei". Infine, "la dipendenza dalle importazioni di materiali, cresciute in valore in modo significativo negli ultimi anni, espone le imprese a volatilità e rischi geopolitici, per cui integrare la circolarità nella gestione del rischio supply chain diventa una priorità". Per le imprese italiane "la vera sfida sarà integrare la circolarità nei processi core come procurement, progettazione, contrattualistica, gestione del rischio e non trattarla come funzione separata o solo reputazionale. Gli impatti potenziali sono chiari: maggiore efficienza operativa, miglior accesso al credito ma anche maggiore esposizione a rischi normativi e di non conformità per chi non si adegua". In vista di queste tappe fondamentali, Circularity ha pubblicato la Circularity Trend Guide 2026, una guida gratuita che anticipa e analizza i dieci trend chiave che caratterizzeranno il 2026 nell’economia circolare. "La Circularity Trend Guide 2026 nasce per supportare le imprese nel tradurre un quadro normativo e di mercato complesso in una roadmap operativa - spiega Colucci - Non è un documento teorico: mette insieme radar normativo, numeri chiave, implicazioni concrete e azioni pratiche per le imprese. Abbiamo strutturato la guida attorno a dieci trend che coprono packaging, materie prime seconde, digitalizzazione dei dati, procurement circolare, benefici economici e qualità dei flussi. L’obiettivo è aiutare le aziende a passare dal 'fare iniziative' al costruire sistemi di gestione con Kpi chiari, data owner, clausole contrattuali, business case, accordi di filiera. Solo così la circolarità diventa leva industriale e non costo aggiuntivo". Perché "il 2026 è anche l’anno in cui la circolarità entra definitivamente nei business plan". "I dati mostrano che le imprese che investono in sostenibilità ed economia circolare registrano riduzioni dei costi operativi, miglioramenti di redditività e, in molti casi, un accesso al credito più favorevole. In parallelo, cresce il rischio di greenwashing: senza dati, Lca e standard riconosciuti, le dichiarazioni ambientali possono trasformarsi in un boomerang reputazionale e normativo - conclude - La circolarità non è quindi solo un tema ambientale: è una strategia di resilienza industriale. Integrare dati, tecnologia, progettazione e filiera significa ridurre dipendenze, aumentare efficienza e rafforzare la credibilità sul mercato. La nostra ambizione, come Circularity, è quella di accompagnare le imprese in questo passaggio: dal rispetto delle regole alla costruzione di un vantaggio competitivo duraturo".