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(Adnkronos) - "Ho visto cose che nessun umano dovrebbe mai vedere". Con queste parole cariche di dolore, Erica Didone, madre di Achille Baroli, il 16enne morto nel tragico incendio della discoteca 'Le Constellation' di Crans-Montana, ha raccontato la sua testimonianza a Domenica In, ospite oggi di Mara Venier. Crans-Montana è un luogo del cuore per la famiglia Baroli: "La prima volta che siamo andati a Crans-Montana Achille aveva sei mesi, siamo andati sempre lì. Lì si sentiva libero", ha spiegato. Eppure quella sera, un presentimento 'da mamma' l'aveva attraversata: "Eravamo a casa nostra tutti insieme a Capodanno. Io non volevo che lui con i suoi amici andassero in quel locale. Io sono molto istintiva, ho imparato ad ascoltarmi molto, e anche se non ero mai entrata in quel posto non volevo che ci andassero". Erica ne parlò anche con altri genitori cercando un'alternativa: "Ad Achille avevo parlato dell'alternativa e lui mi disse che avrebbe sentito anche gli altri ragazzi, era giusto volevano stare tutti insieme". Alla fine, però, il gruppo ha deciso di andare comunque in quel locale. Poi, la chiamata che ha cambiato tutto. "Un amico di Achille ha chiamato la sua mamma e ci ha detto di correre. Giuseppe aveva detto che stava bruciando tutto". All’inizio Erica aveva cercato di mantenere la calma, ma dopo pochi minuti lo ha raggiunto: "Ho iniziato a parlare da sola, ma in realtà parlavo alla sua anima". Le immagini di quella notte, davanti al locale 'Le Constellation' resteranno per sempre impresse: "Ho visto cose che nessun essere umano dovrebbe vedere, io sono qua per tutti loro. Per tutti. Erano ovunque, erano distrutti". Con il marito è rimasta immobile davanti all'ingresso fino alle quattro del mattino, quando poi un poliziotto li ha portati via: "Ci ha caricati su una camionetta e lì è iniziato il calvario. Perché arrivavano i ragazzi sulle lettighe, ti rendevi conto che era una cosa più grande di quella che potevi pensare. E poi ci hanno portato in quel centro congressi e noi non ci siamo più mossi per tre giorni. Era il 3 gennaio quando ce l'hanno detto". Mara Venier ha ricordato una testimonianza emersa dai racconti dei ragazzi presenti: "Achille era uscito da quel posto, degli amici l'hanno visto ma lui è rientrato per aiutare". "Non lo so - ha risposto Erica Barosi -. Spero che un giorno me lo potranno dire i suoi amici, che adesso non sono nelle condizioni di parlare. Ma se l'ha fatto mi fido di lui, sono fiera di lui e mi fido di lui e so che non era uno stupido". Momento di intensa commozione quando è stato trasmesso il filmato dei funerali del giovane Achille sulle note del brano 'Perdutamente' di Achille Lauro, canzone che cantava sempre in macchina con la sua mamma. "Io continuo a cantarla, la canto con il sorriso, è bella, non è triste. Mi riconnette con Achille".
(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a quella ambientale ma anche a quella geopolitica - avere talenti che non riescono a esprimere il proprio potenziale, anche dal punto di vista professionale, è un limite". Sono le parole di Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, partecipando all’evento 'Progetto Donna', promosso dall’Ordine professionale provinciale a Palazzo Isimbardi e dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Proprio per questo, oggi abbiamo deciso di improntare la giornata con un approccio diverso -spiega- da una parte abbiamo il tema dell’alleanza, con le istituzioni e le aziende che interverranno, dall’altra parte portiamo invece elementi di consapevolezza, grazie alle esperienze che ascolteremo. E infine, una parte di misurazione e strumenti. Chiudiamo la giornata con un intervento specifico sugli strumenti per migliorare e aumentare l’autoconsapevolezza", conclude.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.