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(Adnkronos) - Barack Obama "ha rivelato informazioni classificate" sugli alieni, e "non deve farlo". Donald Trump, rispondendo a una domanda dall'Air Force One, si esprime così sulle dichiarazioni dell'ex presidente circa la possibile esistenza degli alieni. "Ha commesso un grave errore, ha fornito informazioni classificate. Non so se sono veri o no, non ho un'opinione. Non ne parlo mai, molti ne parlano. Molti ci credono", dice il presidente degli Stati Uniti. Obama è stato protagonista di un 'caso' dopo la partecipazione ad un podcast. All'intervistatore che gli chiedeva "quale fosse la prima domanda alla quale volevi una risposta quando sei diventato presidente", aveva risposto ridendo "dove sono gli alieni?". E poi parlando sempre degli alieni aveva aggiunto: "Sono reali ma non li ho visti, e non sono conservati nell'area 51, non c'è una struttura sotterranea a meno che non vi sia un'enorme cospirazione per tenerla nascosta al presidente degli Usa". Nel giro di poche ore, le parole di Obama sono rimbalzate sui social e hanno alimentato un dibattito frenetico, costringendo l'ex presidente a correggere il tiro. "Non ho mai visto prove durante la mia presidenza di contatti con noi da parte degli extraterrestri. Veramente!", ha detto Obama. "Stavo cercando di rispettare lo spirito del botta e risposta, ma siccome ho attirato l'attenzione fatemi chiarire, statisticamente, l'universo è così vasto che ci sono buone possibilità che vi sia la vita lì fuori", ha scritto l'ex presidente su Instagram dopo aver postato la clip della sua dichiarazione originaria. "Ma le distanze tra i sistemi solari sono così grandi che la possibilità che noi veniamo visitati dagli alieni è molto bassa e non ho visto prove durante la mia presidenza che gli extraterrestri abbiamo avuti contatti con noi. Veramente!", ha concluso. Durante l'intervista, Obama
(Adnkronos) - Presentato oggi a Roma a Palazzo Chigi il nuovo portale della famiglia e della genitorialità, progettato dall’Inps e accessibile anche da App: 40 prestazioni Inps per la famiglia e i genitori e 300 servizi di altre pubbliche amministrazioni in una logica di interoperabilità. La home page del portale presenta i principali servizi Inps per la famiglia, evidenziando anche quelli già attivi. La piattaforma è organizzata in 7 sezioni: servizi Inps (personalizzati), diventare genitori, crescita bambina/bambino, disabilità, centri per la famiglia, servizi di prossimità (vicino a te). Al portale si accede con Spid o Cie. Tra i servizi presenti, Isee, Assegno Unico Universale, bonus nuovi nati, bonus asilo nido, nuovo bonus mamme, bonus sociali, congedi parentali (maternità e paternità), indennità per congedi, carta Dedicata a te, carta europea della disabilità, Reddito di libertà, Adi, bonus donne, lavoratori domestici, libretto di famiglia, centri per le famiglie, prestazioni per figli con disabilità. Il portale propone un’esperienza integrata e personalizzata, in una gestione interistituzionale e interoperabile che abilita la collaborazione tra Inps e altre Pa. “Avere luoghi fisici e virtuali attraverso i quali ricevere servizi e orientarsi è un elemento centrale di supporto che semplifica la vita ai genitori e aiuta anche a far percepire la vicinanza di uno Stato amico", dichiara Eugenia Roccella, ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. Per il presidente Inps Gabriele Fava, "il Portale della Famiglia e della Genitorialità non è un punto di arrivo. È un tassello di una responsabilità più ampia. Con il portale della famiglia prende forma il grande progetto della riorganizzazione dei servizi Inps per eventi della vita. Non introduce nuove prestazioni. Non modifica la normativa. Non è una misura finanziaria aggiuntiva, ma una scelta strutturale di semplificazione, ricondurre prestazioni oggi sparse in un unico accesso, in un solo clic”.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.