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(Adnkronos) - Si è conclusa con successo la quarta edizione del Learning More Festival, che si è svolta a Modena da venerdì 20 febbraio a domenica 22 febbraio. Grande partecipazione e coinvolgimento da parte del pubblico, per un totale di oltre 9.500 iscrizioni e oltre 7.000 partecipazioni in presenza. Lezioni, workshop, talk di approfondimento, experience, installazioni e learning show hanno accompagnato il pubblico in una riflessione sull’uso consapevole e strategico della tecnologia nei processi formativi e nella vita quotidiana. Il Festival ha offerto strumenti concreti per sviluppare competenze trasversali e affrontare le sfide del presente, mettendo in dialogo scienza dell’apprendimento, cultura digitale e innovazione educativa, con un’attenzione particolare a scuole e famiglie. "Learning More Festival cresce anno dopo anno, diventando il principale appuntamento nel nostro Paese per chi si occupa di apprendimento, formazione e capitale umano", dichiarano i co-fondatori di Fem e di Learning More Festival Damien Lanfrey e Donatella Solda. Il successo di pubblico e l’attenzione di sempre più stakeholder nazionali e internazionali dimostra che i temi e le innovazioni che ruotano attorno all’apprendimento e al cambiamento del lavoro sono sempre più centrali: benessere digitale, mentoring genitoriale, attenzione al carico cognitivo, pensiero critico, intenzionalità, validazione e collaborazione uomo-AI sono solo alcuni tra i concetti chiave che guideranno le frontiere della formazione". Quest’anno il Festival ha raccolto una grande risposta di pubblico: gli eventi hanno fatto registrare il tutto esaurito e ogni sede del programma è stata animata da una forte partecipazione. Sul fronte digitale, i canali social ufficiali hanno superato i 4.2 milioni di impression per 9500 iscrizioni alla Web App del Festival. Numeri che confermano una comunità sempre più attenta e coinvolta. In linea con il focus generazionale che da sempre caratterizza il Festival, le scuole hanno avuto un ruolo centrale e per tre intense giornate, con studenti e docenti provenienti da tutte le regioni italiane hanno animato Modena, trasformandolo in un laboratorio vivo di idee e confronto. Il Festival è promosso da Fem - Future Education Modena, centro internazionale e primo hub innovativo per l’EdTech in Italia, creato da Wonderful Education e Fondazione di Modena. Fem sviluppa modelli, contenuti e formati educativi e professionalizzanti altamente innovativi e a elevato impatto sociale, genera startup EdTech, attiva centri educativi, avanza la frontiera della ricerca applicata sul rapporto tra educazione e tecnologia. Il team internazionale di Fem conta oltre 60 persone tra pedagogisti, psicologi cognitivi, neuroscienziati, designer, game expert, tecnologi, esperti di AI, matematici, linguisti, scienziati e un network di più di 150 esperti, 100 partner nazionali e internazionali e 10 programmi strategici di Ricerca & Sviluppo in ambito educativo e formativo. Il Learning More Festival è realtà anche grazie al Comune di Modena, alla Fondazione di Modena, alla Regione Emilia-Romagna e a Modena Città dei Festival, che insieme a Fem-Future Education Modena sono co-promotori. Sono partner istituzionali Confindustria Emilia Centro, Camera di Commercio di Modena, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Cinema e Immagini per la Scuola, Anitec-Assinform, EdTech Italia, Airi, Talenti@MO. Sono partner Foncoop, Umana, Gruppo Spaggiari, PagoPA, BPER Banca, FiberCop, Parmigiano Reggiano, Ifoa, Inaz, readER (Mlol), Vem Sistemi, Sanoma, ZNext, Erg, UniNettuno, Canva, Gruppo Hera, Gam Gonzagarredi Montessori. Sono partner culturali e tecnici Fondazione Ago, Unimore, Fondazione Collegio San Carlo, Kopernicana, Purple Dot, Uppa, Ayros Editore, Alef Consulting, Global Edtech Testbed Network, Ubik Modena. Charity partner: Oxfam Italia. Media partner: Adnkronos, Search On Media Group. Appuntamento nel 2027 per la V edizione del Learning More Festival.
(Adnkronos) - "Abbiamo sempre una Austria House quando ci sono le Olimpiadi, l'ultima volta è stata l'estate scorsa a Parigi per i Giochi estivi. Per noi è la piattaforma perfetta per promuovere al meglio l'Austria specialmente a livello internazionale, e non solo in Italia che rappresenta uno dei nostri primi cinque mercati di riferimento, e continua a crescere, ma anche per gli operatori internazionali". Ad affermarlo è Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese, presente nei giorni scorsi a Cortina d'Ampezzo, per presentare la Austria House, un luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza che durante le Olimpiadi accoglie atleti e ospiti. "Con questa struttura - sottolinea - vogliamo mostrare che siamo una destinazione top per gli sport invernali ma anche per le eccellenze culinarie e l'ospitalità. Qui abbiamo 60 stakeholders da 50 paesi, tutti mercati importanti per noi, dagli Stati Uniti all'Australia, passando per la Cina. L'interesse, quindi, è davvero molto alto e non c'è mai stato un coinvolgimento politico a un livello come questo, con la presenza delle massime cariche del governo austriaco". Austria House, quindi, è soprattutto un luogo dove mostrare quanto di meglio ha da offrire l'Austria e in particolare la regione confinante con questa area delle Dolomiti, l'Osttirol. "Il nostro Tirolo orientale - spiega - è connesso molto bene con l'area di Cortina e in occasione dei Giochi Olimpici invernali vogliamo promuoverlo, anche perché rappresenta una di quelle 'gemme nascoste' che in Austria stiamo facendo conoscere con una nuova campagna di comunicazione. Questa parte di Tirolo, infatti, non è molto conosciuta ma è meravigliosa e non sovraffollata; rappresenta un ottimo esempio di come si possa trovare un equilibrio nel turismo anche rispetto alla sostenibilità. Sicuramente è una regione che avrà benefici dalle Olimpiadi, anche ospitando eventi collaterali. Abbiamo anche un bus brandizzato, che si muove attraverso Cortina offrendo un altro piccolo contributo alla promozione". "Lienz - prosegue - rappresenta un esempio perfetto di destinazione per tutto l'anno, con la sua natura incontaminata: per l'inverno e gli sport sulla neve, ma anche per l'estate. E proprio la destagionalizzazione, il turismo 365 giorni all'anno, è uno dei punti chiave della nostra nuova campagna di promozione. E' un luogo dove si possono trascorrere vacanze bellissime, anche con attività avventurose, dall'hiking all'ice bathing. E' un territorio molto autentico e sostenibile, che invita allo slow travel, che è un nuovo trend anche per le nuove generazioni. Quindi penso che anche per un target giovane questa parte di Austria è, appunto, una vera gemma". E c'è soddisfazione per il record di turisti registrato nel 2025 in tutto il paese. "Il turismo in Austria sta crescendo molto: lo scorso anno abbiamo avuto il numero più alto di sempre con 157 milioni di pernottamenti, nonostante il livello dell'inflazione e dei prezzi. Anche mercati come quello statunitense sono cresciuti entrando per la prima volta nei primi dieci, pure per l'inverno. Sta tornando anche la Cina, dopo il Covid, anche grazie a buone connessioni di voli, così come i paesi arabi", osserva Astrid Steharnig-Staudinger. "L'Italia rappresenta, appunto, il quinto mercato di riferimento per noi - ricorda la Managing Director di Austria Tourism - e cresce del 3%, abbiamo avuto 2,8 milioni di pernottamenti dall'Italia. E' un mercato che continua a crescere, soprattutto in estate ma se prima era un turismo soprattutto culturale diretto verso Vienna e Salisburgo, ora è legato molto anche alla natura, ad attività come hiking, in particolare nelle zone vicine al confine come la Carinzia e appunto il Tirolo orientale". Il 2026 sarà un anno molto intenso per Austria Tourism e le sue attività di promozione. "Ora abbiamo le Olimpiadi, poi - aggiunge la Managing Director - ospiteremo l'Eurovision Song Contest a Vienna a maggio. Per noi sono piattaforme enormi, avremo più di cento rappresentanti di media. Poi abbiamo chef stellati, che hanno avuto il riconoscimento Michelin lo scorso anno, e vogliamo anche posizionare l'Austria come destinazione gastronomica. Abbiamo ottimi locali, non solo per il fine dining ma anche trattorie e ristorantini dove si mangia molto bene". "Quest'anno abbiamo avuto una campagna, ad esempio, che univa l'arte alla gastronomia, chiamata 'Arte culinaria', che combina artista e chef in eventi flagship da New York alla Spagna, e che toccherà anche l'Italia. Anche nella città di Vienna il focus del 2026 è il food, che è un ottimo attrattore turistico nella bassa stagione, durante la quale abbiamo già il 23% di presenze. Sicuramente il binomio tra natura ed eccellenze gastronomiche è vincente", assicura. Poi c'è il grande tema della destagionalizzazione. "Abbiamo lanciato questa nostra nuova campagna - ribadisce - che mira a promuovere il turismo 365 giorni all'anno: non promuoviamo più estate e inverno separatamente, mostrando ad esempio immagini di stagioni diverse e opposte. Abbiamo cambiato il modo di comunicare, ad esempio non mostriamo più immagini di paesaggi, che si trovano in molti paesi, ma puntiamo piuttosto alle emozioni, così mostriamo volti espressivi e sorridenti. Ed effettivamente abbiamo avuto molto successo con questa campagna. Scriviamo la parola 'Lebens-gefuhl' per promuovere l'Austria in tutto il mondo ma senza più tradurla. L'idea - conclude - è di trasmettere il messaggio che devi venire in Austria per sentire l'Austria, e per sentirti a casa, qualcosa che non puoi sperimentare in un altro paese".
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.