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(Adnkronos) - Da una parte i rischi di tossinfezioni alimentari e dall'altra lo spreco. E' quello che dovremmo ricordarci quando mettiamo un alimento nel carrello della spesa, dopo avere letto per bene l'etichetta, che ci fornisce tante informazioni, e soprattutto la scadenza. Per alcuni alimenti va rispettata "senza indugiare perché i rischi di contaminazioni batteriche invisibili sono alti", mentre per "altri dovremmo anche farci guidare dal buon senso". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Antonella Maugliani, prima ricercatrice del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Il primo passo è fare chiarezza sulle varie tipologie di scadenza che hanno gli alimenti, freschi o meno: "La dicitura 'da consumare entro', seguita dal giorno e dal mese, soprattutto per il latte, lo yogurt e i formaggi freschi, la carne o il pesce - spiega Maugliani - ci impone di non consumarli e non fidarci del nostro occhio e naso per percepire se sono ancora buoni, perché tanti batteri sono invisibili e c'è il rischio di tossinfezioni". Anche se è passato solo un giorno? "Sì, perché quella data è stata messa dall'azienda ed è frutto di prove e rispetta la normativa sulla sicurezza alimentare". Mentre la dicitura 'da consumarsi preferibilmente entro'? "Meglio chiamarla Tmc (tempo minimo di conservazione) - continua l'esperta - ed è invece un'indicazione relativa alla qualità degli alimenti che si possono consumare anche oltre la data se conservati bene e non sono aperti, ma potrebbero aver perso sapore, freschezza e odori. Un esempio: la pasta, il riso, i cibi in scatola, gli snack, il tonno. Qui vale la regola del buon senso: una volta aperto, se la consistenza e l'odore non è quello tipico conosciuto, meglio controllare l'etichetta e verificare se è passato 1 meso o 1 anno dalla data. Tendenzialmente", per fare un esempio, "una scatoletta di tonno, conservata bene, si può mangiare anche dopo 1 anno". Maugliani è la responsabile scientifica del progetto Sac (Sicurezza alimentare a casa) dell'Iss, che ha come obiettivi "monitorare come viene percepita la sicurezza alimentare online, per migliorare la comunicazione e supportare i consumatori nelle loro scelte consapevoli, attraverso strumenti digitali dedicati". "Una delle domande del questionario" 'Mangia sicuro' del progetto Sac dell'Iss "è proprio sulle uova: dove vanno conservate una volta acquistate? Perché al supermercato sono sugli scaffali e non in frigo. Ma, invece, vanno messe in frigo nel ripiano centrale dove viene garantita una temperatura stabile senza sbalzi", sottolinea Maugliani. Gli italiani, poi, sono dei grandi consumatori di acqua in bottiglie di plastica. Si può bere anche se scaduta? "C'è un problema chimico se andiamo oltre la data di scadenza, ovvero il rilascio di sostanza plastiche. In più non sappiamo come è stata conservata e trasportata. Consiglio - suggerisce l'esperta - di berla entro i limiti della scadenza, non lasciarla mai al sole e mai abbandonare una bottiglietta in macchina e poi pensare di bere il contenuto giorni dopo". Infine, l'insalata in busta va lavata? "Io consiglio di lavarla perché non tutte sono uguali, ci sono quelle che rientrano nei prodotti di quarta gamma che hanno subito degli accorgimenti nel confezionamento per modificare l'atmosfera nella busta e garantire la salubrità del prodotto", conclude la specialista dell'Iss.
(Adnkronos) - Dopo la firma del protocollo d'intesa lo scorso ottobre, Asstra (Associazione italiana di trasporto pubblico locale) e Sviluppo Lavoro Italia (società in house del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) compiono un decisivo passo avanti per trasformare l'accordo in azioni concrete a supporto delle imprese del settore. Martedì 24 febbraio 2026, a partire dalle ore 10.30, presso la sede di Asstra a Roma (piazza Cola di Rienzo 80/A), si terrà l'incontro di presentazione delle attività operative del Protocollo, dedicato alle aziende associate. L'obiettivo della giornata è illustrare nel dettaglio le opportunità e gli strumenti messi a punto per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, ridurre il mismatch di competenze e qualificare il capitale umano nel trasporto pubblico locale. L'evento, che vedrà la partecipazione dei vertici e dei tecnici di entrambe le realtà, sarà un momento di confronto fondamentale per condividere i bisogni emergenti delle aziende e co-progettare interventi mirati, dalla rilevazione dei fabbisogni professionali all'attivazione di percorsi formativi in modalità duale. Dopo i saluti istituzionali del presidente di Asstra, Andrea Gibelli, e della presidente di Sviluppo Lavoro Italia, Paola Nicastro, i lavori entreranno nel vivo con gli interventi dei team di Sviluppo Lavoro Italia, che approfondiranno le direttrici strategiche e operative dell'accordo. In particolare, si discuterà di competenze come fattore chiave per la transizione del settore, dell'analisi dei fabbisogni professionali a breve termine e delle modalità di realizzazione di percorsi formativi duali. Spazio anche alle esperienze dal territorio con le testimonianze di Carlo Poledrini, direttore centrale di Arst Spa, e Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità Spa, che porteranno esempi di soluzioni innovative già avviate dalle imprese associate. La sessione pomeridiana sarà infine dedicata a un ampio spazio di confronto con le aziende presenti, per raccogliere aspettative e priorità, in un'ottica di collaborazione concreta per costruire insieme la mobilità del futuro. "Con l'incontro del 24 febbraio entriamo nel vivo dell'accordo con Sviluppo Lavoro Italia", dichiara Andrea Gibelli, presidente di Asstra. "Dopo aver condiviso la visione e gli obiettivi, ora è il momento di mettere a terra strumenti operativi che rispondano ai reali bisogni delle nostre aziende. Le grandi trasformazioni in atto, dall'innovazione tecnologica all'evoluzione dei modelli organizzativi, richiedono professionalità sempre più qualificate. Questo confronto diretto con le associate è fondamentale per calibrare al meglio gli interventi, rendendoli efficaci e immediatamente fruibili per accompagnare il settore e i suoi lavoratori in questa fase di cambiamento", spiega ancora. “Il Protocollo avvia ora la sua attuazione con un lavoro strutturato di analisi delle evoluzioni occupazionali del settore e dei fabbisogni professionali e di competenze, anche attraverso strumenti avanzati di labour market intelligence”, dichiara Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia. “L’obiettivo -continua- è tradurre questa attività di analisi e confronto con le imprese in interventi mirati, capaci di ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e accompagnare il settore nelle transizioni ecologica e digitale. L’intesa rappresenta uno strumento strategico per far fronte alla domanda di nuove professionalità da parte delle aziende, rafforzando al tempo stesso i canali di accesso dei giovani nel mercato del lavoro. In questa prospettiva intendiamo valorizzare i percorsi duali e gli Its, contribuendo alla costruzione di una filiera formativa integrata, capace di rispondere in modo tempestivo ai bisogni del sistema produttivo e di generare occupazione stabile e di qualità”. L'incontro del 24 febbraio rappresenta quindi il primo fondamentale tassello di un percorso che, grazie alla collaborazione strutturata tra il sistema delle imprese di trasporto e la società del Ministero del Lavoro, punta a costruire una filiera formativa integrata e capace di generare occupazione stabile e di qualità. L'obiettivo condiviso è quello di non limitarsi a leggere i cambiamenti, ma di fornire alle aziende gli strumenti per governarli attivamente, investendo sulle competenze come leva strategica per l'innovazione e la competitività dell'intero comparto del trasporto pubblico locale.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.