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(Adnkronos) - Il veleno che ha ucciso Aleksei Navalny il 16 febbraio del 2024 è stato prodotto nello stesso laboratorio di Mosca, l'SC Signal, associato all'avvelenamento a cui l'oppositore sopravvisse nell'estate del 2020. All'inizio del mese, cinque Paesi europei avevano rivelato che Navalny era stato ucciso usando l'epibatidina, una sostanza neurotossica che in natura si trova sulla pelle di una rana in Equador. Il sito di notizie investigativo Agentsvo ha ritrovato un paper pubblicato nel 2015 sulla rivista scientifica Il Bollettino russo di chimica in cui si presenta un metodo per sintetizzare la sostanza neurotossica. I sette autori dello studio sulla sintesi dell'epatibidina figurano come scienziati del Laboratorio di alte tecnologie Llc, ma sei di loro, lavoravano all'SC Signal. Si tratta dei chimici Igor Babkin, Sergey Galan, Georgy Nazarov, Alexey Aksyonov, Olga Yudina e del direttore di laboratorio Aleksey Lamanov. Il settimo coautore, il colonnello Mikhail Gutsalyuk, è direttore di un dipartimento di ricerca di una accademia militare di Kostroma. I giornalisti di Agentsvo hanno anche recuperato uno studio del 2013-2014 sulla sostanza firmato da personale dell'Istituto di ricerca statale di chimica organica e tecnologia (GosNIIOKhT) - fra cui compare anche il nome del direttore, Vladimir Kondratyev, noto specialista in armi chimiche - che, come ha scoperto un altro sito di giornalismo investigativo, The Insider, lavorava ufficialmente sul possibile impiego dell''epatidibina come anti dolorifico ma che in realtà studiava metodi per rivelare la presenza della tossina. La fonte di Agentsvo sostiene che gli scienziati dell'Sc Signal hanno prodotto l'epatidibina (in particolare, Galan e Babkin sono specializzati su questa sostanza). Ma dal momento che il laboratorio non era attrezzato o mancava del personale per effettuare un trial pre clinico, hanno trasferito la loro ricerca al GosNIIOKhT. Sia GosNIIOKhT che SC Signal sono legati all'attacco con i Novichok contro Navalny dell'agosto del 2020: entrambi gli istituti avevano lavorato allo sviluppo dell'agente nervino. E, secondo The Insider, tabulati telefonici dimostrano che quell'estate, Kondratyev comunicava regolarmente con il direttore di SC Signal, Artur Zhirov, che aveva personalmente sintetizzato la dose di Novichok usata su Navalny. Babkin aveva co firmato un brevetto a nome del 27esimo centro di ricerca scientifica del ministero della Difesa che descrive un metodo per produrre un agonista del cappa-oppioide, una sostanza della stessa classica usata dalle forze russe intervenute al Teatro Dubrovka di Mosca sequestrato da terroristi ceceni nel 2022 e che provocò la morte di decine di ostaggi. Galan e Nazarov sono esperti di nano incapsulamento, un processo per rivestire sostanze attive con un guscio protettivo, la tecnologia che si ritiene sia stata usata per stabilizzare il Novichok. Un altro degli autori del paper del 2015, Aksyonov, è specializzato nell'estrazione di sostanze da piante esotiche.
(Adnkronos) - Nasce un’alleanza strategica nel cuore del Mediterraneo per la salvaguardia e la valorizzazione del corallo. Il 25 febbraio 2026, la città di Torre del Greco ospiterà il workshop internazionale “Il corallo come ponte di cooperazione nel Mediterraneo”, un evento che riunirà istituzioni, centri di ricerca e imprese da Italia e Tunisia per definire una filiera del corallo etica, circolare e sostenibile. L’iniziativa culminerà con la firma di un Protocollo d’Intesa (MoU) volto a stabilire un nuovo modello di cooperazione transfrontaliera. L’evento si propone di affrontare le sfide cruciali che accomunano i Paesi del Mediterraneo: dal degrado degli ecosistemi marini causato dai cambiamenti climatici alla necessità di una maggiore tracciabilità del prodotto per contrastare la pesca illegale e tutelare i consumatori. Il workshop rappresenta una piattaforma per integrare la ricerca scientifica sulla mappatura dei fondali e il restauro degli habitat con le più avanzate tecnologie digitali, come la blockchain, per garantire trasparenza e sicurezza lungo tutta la catena del valore. Un momento centrale della giornata sarà la firma del Protocollo d’Intesa tra Consorzio Corallo e Cammeo Torrese, Cluster Big (Blue Italian Growth), ForMare, Cluster Maritime Tunisien (Cmt), Instm – Institut National des Sciences et Technologies de la Mer e Stazione Zoologica Anton Dohrn. L’accordo formalizza l’impegno a collaborare su progetti di ricerca congiunti, programmi di formazione per artigiani e giovani, e lo sviluppo di standard condivisi per la pesca sostenibile e la commercializzazione responsabile. L’obiettivo è trasformare la protezione del corallo in un’opportunità di sviluppo per le economie costiere, promuovendo l’empowerment di donne e giovani e valorizzando un patrimonio culturale e artigianale unico al mondo.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.