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(Adnkronos) - Acquazzoni, sabbia del deserto in arrivo ma le temperature restano gradevoli e miti. Il bel tempo si prende già una pausa dall'anticipo di Primavera a partire dal weekend portando piogge e instabilità, soprattutto al Centro-Sud. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, sabato 7 marzo, e per i giorni a venire. L’Europa è attualmente protetta quasi per intero da un vasto scudo di alta pressione, ma la mappa meteorologica nasconde un'insidia proprio sul Mediterraneo occidentale. Un vortice molto attivo, intrappolato tra la Penisola Iberica e il Nord Africa, sta innescando una decisa rotazione ciclonica dei venti, cambiando le carte in tavola per il nostro fine settimana. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che questa configurazione sta richiamando un intenso flusso di correnti direttamente dal Sahara verso l’Italia e il cuore del Vecchio Continente. Si tratta di masse d'aria miti e cariche di umidità (dopo aver attraversato il Mediterraneo), ma soprattutto cariche di "sabbia" del deserto, spinta dai venti d'alta quota addirittura fino ai cieli della Scandinavia. Non è sabbia, è "Silt" l'ingrediente segreto della pioggia. Alzando gli occhi al cielo, le velature che osserviamo sull'Italia sono nubi medio-alte composte da un mix di vapore acqueo e silt. Tecnicamente, infatti, quella che chiamiamo comunemente "sabbia del deserto" è formata da particelle con le dimensioni del silt (o limo), molto più fini e leggere dei granelli di sabbia. Questa polvere impalpabile non solo è capace di offuscare i cieli donando loro un aspetto giallognolo e lattiginoso, ma svolge un ruolo fisico fondamentale: funge da eccezionale "nucleo di condensazione", aggregando il vapore acqueo e favorendo la formazione delle gocce di pioggia. Non è un caso, dunque, che le piogge non mancheranno in questo fine settimana. L'instabilità sarà il risultato della perfetta combinazione di tre fattori: - Il Vortice iberico-nordafricano: il motore principale, che aumenterà l’instabilità atmosferica specie sulle nostre regioni centro-meridionali. - Il calore accumulato: l’aumento termico anomalo degli ultimi giorni fornirà l'energia necessaria per lo sviluppo di improvvisi temporali pomeridiani (la classica attività termoconvettiva). - Il silt sahariano: come spiegato, l'abbondanza di queste particelle in sospensione faciliterà la condensazione del vapore in pioggia. Le precipitazioni del weekend avranno un carattere occasionale e irregolare. Sabato saranno più probabili su Sardegna, Sicilia (in modo isolato), Calabria, Basilicata e localmente in Puglia. Domenica, invece, sarà decisamente meglio avere un ombrello a portata di mano su buona parte del Centro-Sud e, a sorpresa, anche in Liguria. Soprattutto nel pomeriggio, assisteremo a improvvisi acquazzoni primaverili, confermando in pieno il celebre proverbio: "marzo pazzerello, esci col sole ma porta l’ombrello". La "beffa" dell'Equinozio. E le temperature? Resteranno piacevolmente miti, con valori tipici del mese di aprile, fino a tutta la prossima settimana. Non escludiamo, però, un drastico calo termico proprio in concomitanza con l’Equinozio di Primavera, il 20 marzo. In quel caso si tratterebbe di una vera e propria beffa: l'arrivo ufficiale della Primavera astronomica coinciderebbe con il ritorno di pioggia e temperature più fresche. A ben guardare, però, non sarebbe nulla di straordinario per la climatologia italiana. Le vere, grandi anomalie di questo 2026 le abbiamo già vissute: prima le 7 settimane di piogge torrenziali (da Capodanno al 20 febbraio), seguite da questa lunghissima e anomala fase di caldo primaverile anticipato. Sabato 7. Al Nord: giornata in prevalenza soleggiata e molto mite, salvo foschie notturne in Val Padana. Al Centro: nubi sparse e addensamenti pomeridiani sui rilievi, piovaschi tra Toscana e Lazio. Al Sud: instabile con piogge occasionali e rovesci più probabili su Sardegna, Calabria, Basilicata, localmente in Puglia e in forma isolata in Sicilia. Domenica 8. Al Nord: nubi in aumento al Nord-Ovest, con possibili acquazzoni sparsi a sorpresa sulla Liguria. Al Centro: instabilità in aumento nelle ore pomeridiane, con acquazzoni primaverili su rilievi e zone interne. Al Sud: ancora variabilità. Ombrelli aperti per acquazzoni sparsi, in attenuazione serale. Lunedì 9. Al Nord: variabile con qualche rovescio al Nord-Ovest. Al Centro: instabilità in rapido aumento con acquazzoni primaverili sui rilievi e nelle zone interne. Al Sud: ancora variabilità con acquazzoni sparsi e sole. Tendenza: nuova settimana un po’ instabile specie a ridosso dei rilievi.
(Adnkronos) - "Tra aspettative confermate e dubbi ancora aperti, l’Italia ha avviato il proprio percorso di recepimento della Direttiva 970/2023 sulla trasparenza salariale. Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione, successivamente trasmesso alle Camere per l’acquisizione dei pareri parlamentari. Rispetto alla Direttiva, la bozza di decreto introduce alcune semplificazioni a favore delle piccole e medie imprese italiane, ma altrettanti dubbi interpretativi. La più grande semplificazione riguarda il riferimento ai contratti collettivi per la definizione delle categorie di lavoratori che svolgono lavoro uguale o di pari valore. Ai sensi della bozza di decreto, costituisce 'stesso lavoro' o 'lavoro di pari valore' quello riconducibile a mansioni identiche o comparabili, riconducibili al medesimo livello del contratto collettivo applicato". Così, con Adnkronos/Labitalia, Ornella Patané, partner di Toffoletto De Luca Tamajo, in merito allo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva EU sulla trasparenza salariale. Secondo l'esperta, "si tratta di una presunzione semplice a favore della contrattazione collettiva che assicura sistemi di classificazione retributiva fondati su criteri oggettivi e neutri rispetto al genere, ai sensi della Direttiva, e che consente la prova contraria, ovvero la dimostrazione dell’esistenza di trattamenti retributivi individuali discriminatori" "Il riferimento alla contrattazione collettiva, tuttavia, non risulta sempre adeguato -continua Patanè- ai fini di una compiuta attuazione della Direttiva. In primo luogo, perché i livelli dei contratti collettivi sono generici e molto ampi e non prendono in considerazione ogni singola organizzazione aziendale. In secondo luogo, essi non prevedono livelli retributivi per la fascia più alta della popolazione aziendale, ovvero per quadri e dirigenti, ove si annida statisticamente la discriminazione retributiva di genere". "Forse proprio in considerazione di questo, la bozza di decreto consente -spiega ancora l'esperta di diritto- anche sistemi di classificazione professionale decisi dal datore di lavoro ai fini della determinazione della retribuzione, integrativi dei livelli previsti dalla contrattazione collettiva, purché anch’essi basati su criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere. A differenza di quanto previsto dalla Direttiva, tali sistemi integrativi di classificazione dei lavoratori sono decisi unilateralmente dalle imprese e non condivisi con i rappresentanti dei lavoratori". Secondo Patanè "presenta, inoltre, dei problemi interpretativi la definizione di livello retributivo, introdotta dalla bozza di decreto rispetto a quanto previsto dalla Direttiva: definizione certamente importante perché su di essa si baseranno tutte le comparazioni introdotte dalla Direttiva per valutare la sussistenza di un gap retributivo di genere. Nella bozza di decreto, vanno esclusi dal livello retributivo i superminimi individuali, i premi una tantum e le indennità ad personam, qualora questi siano stati previsti a favore di alcuni dipendenti sulla base di criteri 'oggettivi individuali'". "Tale formulazione poco felice da un punto di vista lessicale prima ancora che giuridico, introduce non poche incertezze interpretative soprattutto perché pare vanificare lo scopo della Direttiva volto a comparare tutti gli elementi retributivi, fissi, variabili e in natura proprio al fine di rinvenire eventuali situazioni di discriminazione", conclude Patanè.
(Adnkronos) - “L'Italia è un Paese emergente dopo il fenomeno della saturazione dei Flapd europei, gli hub di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino dedicati ai data center”. A dirlo, in occasione di Key – The Energy Transition Expo a Rimini, è Virginia Canazza, esperta di Data Center e partner di Key To Energy, advisory firm specializzata nella consulenza relativa alle attività della filiera dell’energia. (VIDEO) La kermesse, in svolgimento fino al 6 marzo nei padiglioni della fiera di Rimini e firmata Ieg - Italian Exhibition Group, si conferma punto di riferimento per gli attori della transizione energetica in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo. “Il tasso di crescita dei data center è sostenuto, circa il 16-20% all'anno, con il 68% concentrato in Lombardia, in particolare nell’area di Milano - prosegue - Ad oggi, i consumi sono pari a circa 4,5 Twh, corrispondenti a circa un gigawatt di potenza elettrica installata e 600 megawatt di potenza It. Il trend di crescita potrà essere ancora più sostenuto nel prossimo futuro, arrivando a richiedere una copertura energetica da due a quattro volte superiore all’attuale fabbisogno entro il 2030. Circa 1,6 gigawatt di nuovi progetti, guardando alla pipeline di quelli in fase avanzata di sviluppo, potranno essere operativi entro il 2028-2029. Il trend di crescita italiano relativo ai data center” pone il Paese in una condizione di competitività “rispetto ai trend monitorabili a livello europeo e globale”. Nata nel 2007 per supportare partner pubblici e privati nel percorso di evoluzione del sistema energetico, nell’attuazione delle scelte, nel monitoraggio dei risultati e nel rispetto dei principali indicatori di sostenibilità, Key to Energy ha da allora realizzato oltre 1.000 progetti, per un totale di 40.000 MW e un controvalore di 20 miliardi di euro, collaborando con i principali attori industriali e finanziari del settore energetico. Sostenuta da una profonda conoscenza delle dinamiche aziendali e di mercato; l'advisory firm è in grado di sviluppare soluzioni tailor-made ad alto valore aggiunto, progettate per ottimizzare l’efficienza energetica, valorizzare le energie rinnovabili e mitigare i rischi. “I data center, come grandi centri di consumo che stanno evolvendo verso dimensioni sempre maggiori con una velocità di sviluppo che va accentuandosi, vedono l'energia come un asset strategico - spiega - Sono molteplici le opzioni per un approvvigionamento energetico nel mercato italiano che siano competitive e sostenibili e che possano anche mitigare l'esposizione a una sempre crescente volatilità dei mercati - precisa - Ci sono strumenti patrimoniali basati sull'acquisizione e la proprietà di asset di generazione per coprire i propri consumi ma sono disponibili anche schemi commerciali che, attraverso contratti di medio-lungo termine, possono mitigare l'esposizione al rischio del mercato”. Quando “i centri di consumo si sviluppano con una velocità maggiore di quello che è l'adeguamento infrastrutturale del sistema, si pongono delle tematiche relative alla necessità di uno stretto coordinamento” volto all’integrazione delle reti esistenti con “quelle della transizione energetica, e quindi delle rinnovabili - conclude - e con questa nuova componente di domanda. Per massimizzare i benefici, l’evoluzione e l'integrazione progressiva e sostenibile devono basarsi su un approccio sinergico”.