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(Adnkronos) - Ulixes Sgr e Lumen Ventures annunciano il lancio di 'Lumen II', veicolo dedicato a investimenti in fase seed con un focus settoriale su insurtech, fintech, digital health e cybersecurity. Il fondo ha già completato con successo il first closing e proseguirà la raccolta fino al raggiungimento dell’hard cap di 100 milioni di euro. Il fondo è gestito da Ulixes Sgr, società di gestione del risparmio italiana appartenente al Gruppo Banca Popolare di Fondi, che con questa nuova iniziativa arricchisce la propria offerta e il proprio management, integrando il proprio expertise con quello del team Lumen Ventures, alla seconda iniziativa nel settore del Venture Capital. Tra gli investitori che hanno partecipato al primo closing figurano Cdp Venture Capital Sgr, Fondazione Enpam e Banca Popolare di Fondi congiuntamente ad un pool di banche del territorio, tra le quali anche Banca Popolare di Cortona, Banca Valsabbina e Banca Popolare Pugliese, a conferma del crescente interesse del sistema finanziario italiano verso l’innovazione nei servizi finanziari, assicurativi e nella sanità digitale. Lumen II opererà principalmente come lead investor in Italia investendo nel talento di second time founders italiani con forte attenzione al gender diversity. Il fondo che, sotto il profilo Esg, si qualifica come ex articolo 8 Sfdr, prevede di investire in imprese italiane e, limitatamente, tramite imprese con sede all’estero che abbiano un chiaro impatto sul territorio nazionale. Gli investimenti internazionali saranno orientati principalmente a sostenere aziende italiane con piani di espansione sui mercati esteri, founder italiani che operano già fuori dai confini nazionali o che intendono rientrare in Italia per sviluppare i propri progetti imprenditoriali, nonché realtà internazionali che presentino una solida e concreta connessione strategica con il mercato italiano. Il focus su insurtech, fintech e digital health riflette la profonda trasformazione in atto in settori ad alta regolamentazione e ad elevato potenziale di digitalizzazione, dove innovazione tecnologica, nuovi modelli di pricing e soluzioni data-driven stanno ridefinendo le dinamiche competitive. Lumen II intende affiancare le partecipate non solo con capitale, ma con competenze strategiche, supporto nell’execution e un network qualificato di partner industriali e finanziari. Sono nominati Key Manager del fondo Luca Adinolfi e Davide Fioranelli, unitamente a Daniele Vadori, professionista con oltre 15 anni di esperienza nel settore degli investimenti e dell’innovazione, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le competenze di analisi, execution e sviluppo strategico del portafoglio. L’ingresso di Daniele Vadori rafforza ancor più la struttura operativa del fondo, ampliando il presidio sulle attività di scouting, due diligence e supporto alle società in portafoglio. Lumen II punta a intercettare le migliori opportunità imprenditoriali in Italia e in Europa, contribuendo allo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione e favorendo l’integrazione tra startup e operatori tradizionali. La raccolta proseguirà nei prossimi mesi fino al raggiungimento dell’hard cap di 100 milioni di euro. “La partenza del nuovo veicolo di investimento rappresenta per Ulixes un importante momento di crescita e un ulteriore opportunità per il supporto dell’iniziativa imprenditoriale e dei modelli di business innovativi", commenta il presidente Gianluca Marzinotto. "Siamo dell’idea che le competenze specialistiche apportate dal management team, confermate dal sostegno ricevuto da parte di primari investitori istituzionali, rappresentano un valore aggiunto per la Sgr e consentiranno la creazione di sinergie di lungo periodo anche per le banche di territorio", conclude. Aggiungono Adinolfi e Fioranelli: "Con Lumen II intendiamo posizionarci come investitore di riferimento nelle prime fasi di sviluppo di startup innovative nei settori finanziario, assicurativo e sanitario digitale. Il completamento del first closing e la qualità degli investitori che hanno aderito rappresentano un segnale concreto di fiducia nella nostra strategia e nella capacità di generare valore nel medio-lungo periodo".
(Adnkronos) - "Tra aspettative confermate e dubbi ancora aperti, l’Italia ha avviato il proprio percorso di recepimento della Direttiva 970/2023 sulla trasparenza salariale. Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione, successivamente trasmesso alle Camere per l’acquisizione dei pareri parlamentari. Rispetto alla Direttiva, la bozza di decreto introduce alcune semplificazioni a favore delle piccole e medie imprese italiane, ma altrettanti dubbi interpretativi. La più grande semplificazione riguarda il riferimento ai contratti collettivi per la definizione delle categorie di lavoratori che svolgono lavoro uguale o di pari valore. Ai sensi della bozza di decreto, costituisce 'stesso lavoro' o 'lavoro di pari valore' quello riconducibile a mansioni identiche o comparabili, riconducibili al medesimo livello del contratto collettivo applicato". Così, con Adnkronos/Labitalia, Ornella Patané, partner di Toffoletto De Luca Tamajo, in merito allo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva EU sulla trasparenza salariale. Secondo l'esperta, "si tratta di una presunzione semplice a favore della contrattazione collettiva che assicura sistemi di classificazione retributiva fondati su criteri oggettivi e neutri rispetto al genere, ai sensi della Direttiva, e che consente la prova contraria, ovvero la dimostrazione dell’esistenza di trattamenti retributivi individuali discriminatori" "Il riferimento alla contrattazione collettiva, tuttavia, non risulta sempre adeguato -continua Patanè- ai fini di una compiuta attuazione della Direttiva. In primo luogo, perché i livelli dei contratti collettivi sono generici e molto ampi e non prendono in considerazione ogni singola organizzazione aziendale. In secondo luogo, essi non prevedono livelli retributivi per la fascia più alta della popolazione aziendale, ovvero per quadri e dirigenti, ove si annida statisticamente la discriminazione retributiva di genere". "Forse proprio in considerazione di questo, la bozza di decreto consente -spiega ancora l'esperta di diritto- anche sistemi di classificazione professionale decisi dal datore di lavoro ai fini della determinazione della retribuzione, integrativi dei livelli previsti dalla contrattazione collettiva, purché anch’essi basati su criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere. A differenza di quanto previsto dalla Direttiva, tali sistemi integrativi di classificazione dei lavoratori sono decisi unilateralmente dalle imprese e non condivisi con i rappresentanti dei lavoratori". Secondo Patanè "presenta, inoltre, dei problemi interpretativi la definizione di livello retributivo, introdotta dalla bozza di decreto rispetto a quanto previsto dalla Direttiva: definizione certamente importante perché su di essa si baseranno tutte le comparazioni introdotte dalla Direttiva per valutare la sussistenza di un gap retributivo di genere. Nella bozza di decreto, vanno esclusi dal livello retributivo i superminimi individuali, i premi una tantum e le indennità ad personam, qualora questi siano stati previsti a favore di alcuni dipendenti sulla base di criteri 'oggettivi individuali'". "Tale formulazione poco felice da un punto di vista lessicale prima ancora che giuridico, introduce non poche incertezze interpretative soprattutto perché pare vanificare lo scopo della Direttiva volto a comparare tutti gli elementi retributivi, fissi, variabili e in natura proprio al fine di rinvenire eventuali situazioni di discriminazione", conclude Patanè.
(Adnkronos) - Abb conferma la presenza a Key - The Energy Transition Expo, il principale appuntamento italiano dedicato alle tecnologie per l’efficienza energetica, la digitalizzazione e l’elettrificazione. Dal 4 al 6 marzo, allo Stand 100 - Padiglione A1 presso il Rimini Expo Center, l’azienda presenta un portafoglio aggiornato di soluzioni pensate per supportare l’evoluzione dell’intera filiera dell’elettrificazione. All’offerta tecnologica si affianca un programma di formazione tecnica ricco e strutturato, con corsi sui temi più caldi e richiesti dal mercato destinati a impiantisti, progettisti, installatori e tecnici. Abb è fortemente impegnata nello sviluppo delle competenze, puntando su aggiornamento continuo e professionalità qualificate.