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(Adnkronos) - Gaia tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston canta il brano 'I maschi' di Gianna Nannini, con Levante, in gara al Festival con il brano 'Sei tu'. Gaia Gozzi, conosciuta solo come Gaia, ha ottenuto la popolarità partecipando prima a X Factor nel 2016, aggiudicandosi il podio e classificandosi seconda. Successivamente partecipa al talent show di Maria De Filippi, Amici, vincendo la diciannovesima edizione. Non è stata una proclamazione rosa e fiori: Gaia ha vinto nel periodo della pandemia, quando l'Italia era in lockdown per il Covid. Lo studio era senza pubblico e non ha potuto nemmeno abbracciare Maria de Filippi o i suoi compagni di avventura. Classe 1997, Gaia è nata a Guastalla (in provincia di Reggio Emilia) ma ha origini brasiliane dalla parte materna. Il portoghese è una lingua che Gaia parla fluentemente, insieme all'inglese e al francese, e nei suoi album è spesso presente: “Mi ritrovo in tutto, nel portoghese e nell'italiano, non mi piace incasellare le canzoni”, ha raccontato l'artista in un'intervista a Rolling Stones. Gaia ha confessato di non aver mai studiato canto. Ha preso parte ad una sola lezione, abbandonando subito dopo. Dopo la pubblicazione del suo secondo album, Alma, Gaia duetta con diversi artisti italiani come Carl Brave per Mosaici e Guè ed Ernia. Tra i progetti più recenti c'è Sesso e Samba, il tormentone estivo che pubblica nel 2024 in collaborazione con il rapper Tony Effe, anche lui in gara al Festival di Sanremo. Tra le esperienze di Gaia c'è anche il doppiaggio. Nel 2023, infatti, ha prestato la voce alla protagonista Asha del cartone animato Disney Wish. Gaia a Rolling Stones ha raccontato di aver vissuto una relazione “tossica, durata tre anni e mezzo, con una persona che non sapeva come gestirsi” e che questo le ha causato alcuni traumi. È stata legata sentimentalmente al produttore musicale Daniele Dezi, in arte Orang3, già padre di una figlia di 7 anni. Ma in un'intervista rilasciata recentemente al brand 'My Secret Case', Gaia ha lasciato intendere di essere tornata single da diversi medi e di aver avuto in passato rapporti con le donne. Ah... e il suo colore preferito è il verde. Ama i tatuaggi di cui alcuni ben visibili sul suo corpo. Durante la settimana sanremese, il brano di Gaia 'Chiamo io chiami tu' è diventato virale sulle piattaforme social, in particolare su TikTok in cui la cantante mostrava nei dettagli i passi della coreografia. A rubare la scena, tuttavia, è stato proprio il ballerino Carlos Diaz Gandia che nel video postato sul web spiega i passi attraverso dei suoni onomatopeici "Shom sha sha tiki ta tiki ta kaka", diventati un vero e proprio tormentone e ispirazione di meme. Ospite di Fabio Fazio, il coreografo ha parlato della sua collaborazione con Gaia: “È una delle artiste più belle sia a livello personale che di movimento. Ha un grande potenziale”. Gaia ospite il 6 aprile 2025 a Domenica In ha parlato dello sfogo di acne che si è manifestato sul suo viso. "Non abbiamo bisogno di nasconderci", ha detto Gaia Gozzi che aveva condiviso sui social un video in cui si è mostrata al naturale, senza filtri e senza trucco. "Sto vivendo uno dei momenti più belli, intensi e significativi della mia vita e mi ritrovo a dover fare i conti con una pelle che urla, chiede aiuto e una tregua", aveva scritto la cantante sui social mostrando il volto segnato dall'acne. In studio da Mara Venier ha spiegato: "Sono una persona molto emotiva, somatizzo subito e il mio corpo reagisce di conseguenza, ognuno ha le proprio battaglie con il fisico a me viene questo sfogo sul viso. Non è solo stress, sono diversi i motivi. Ma questa situazione non mi era mai capitata prima, devo ammettere". "Ho voluto mostrarmi così perché mi sono resa conto che bloccava me stessa, la mia serenità. Mi truccavo in continuazione, avevo paura che qualcuno mi sgamasse, e così ho deciso di liberarmi di queste paranoie parlandone pubblicamente", ha spiegato. Tu, quell'espressione malinconica E quel sorriso in più Cosa mi fai? Stai così vicino, così immobile Parla qualcosa, non ti ascolto mai I maschi disegnati sui metrò Confondono le linee di Mirò Delle vetrine, dietro ai bistrot Ogni carezza della notte è quasi amor I maschi innamorati dentro ai bar Ci chiamano dai muri di città Dalle vetrine, dietro ai juke box Ogni carezza della notte è quasi amor Tu, sotto la giacca cosa avrai di più Quando fa sera E il cuore si scatena Mi va, sulle scale poi te lo darò Quello che sento Parlami ancora un po' I maschi innamorati dentro ai bar Ci chiamano dai muri di città Dalle vetrine, dietro ai juke box Ogni carezza della notte è quasi amor Ai maschi innamorati come me Ai maschi innamorati come te Quali emozioni, quante bugie Ma questa notte voglio farti le pazzie Ai maschi innamorati come te Ai maschi allucinati più di me Non è mai ora a dirvi addio Tutta la notte voglio farti ancora mio, sì Ai maschi innamorati come te Ai maschi innamorati come te Quali emozioni, quante bugie
(Adnkronos) - Luca Pignataro è stato confermato oggi presidente di Cia-Agricoltori Italiani Calabria Nord per i prossimi 4 anni. "Il nostro obiettivo per il prossimo mandato -spiega Pignataro- è accrescere il coinvolgimento degli agricoltori nella nostra organizzazione, sarà una 'ristrutturazione'. Dobbiamo affrontare tante tematiche, quella della gestione dei fiumi, il dissesto idrogeologico, la Pac, la concorrenza sleale. Insomma tutto quello che riguarda l'agricoltura italiana, calabrese, ma specialmente quella cosentina, che ha bisogno delle organizzazioni di categoria come Cia Calabria Nord", conclude.
(Adnkronos) - Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet. È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale. Sommario Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026. Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050. Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto. L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo. Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero. Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere. Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni. Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale. Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato. Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.