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(Adnkronos) - Keir Starmer potrebbe vedersela con nuove dimissioni non appena i messaggi WhatsApp di Peter Mandelson saranno pubblicati. Lo hanno riferito al Guardian fonti governative di alto livello. Ieri, il primo ministro britannico si è scusato di nuovo per la sua gestione della nomina di Mandelson, affermando: "Sono stato io a commettere un errore, e sono io che chiedo scusa alle vittime di Epstein, e lo faccio". Il contenuto dei messaggi di Mandelson non sarà reso pubblico prima di diverse settimane. I messaggi saranno esaminati dalla commissione parlamentare per l'intelligence e la sicurezza, composta da membri del Parlamento e della Camera dei Lord, che valuterà, per motivi di sicurezza nazionale, quali possono essere divulgati. La pubblicazione era stata richiesta con una mozione parlamentare approvata dai conservatori, dopo che Mandelson era stato licenziato dopo soli nove mesi dal suo incarico di ambasciatore negli Stati Uniti, in seguito all'emergere di nuovi dettagli sui suoi legami con Epstein. L'ex membro del partito laburista è stato arrestato con l'accusa di cattiva condotta nell'esercizio di una carica pubblica, dopo che alcune e-mail provenienti dai file Epstein del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avrebbero dimostrato che aveva inoltrato informazioni riservate a Epstein mentre era segretario alle imprese nel governo di Gordon Brown. Mandelson aveva negato qualsiasi illecito. I funzionari ritengono che alcuni degli scambi che saranno resi pubblici nella prossima tranche dei file Mandelson saranno sufficientemente dannosi da provocare ulteriori dimissioni. A tutti i ministri di alto livello, ai funzionari pubblici e ai consiglieri speciali è stato chiesto di far esaminare i propri messaggi telefonici, compresi quelli di coloro che non fanno più parte del governo, come l'ex vice primo ministro Angela Rayner, l'ex capo di gabinetto del primo ministro Morgan McSweeney e l'ex direttore della comunicazione Matthew Doyle.
(Adnkronos) - Non è la tecnologia il principale ostacolo all’adozione dell’Intelligenza Artificiale nella filiera moda, tessile e accessori (mta) ma la capacità organizzativa e manageriale di governarla. E' questa una delle evidenze più significative emerse dal progetto Alix- AI learning innovation Experience, iniziativa strategica promossa da Fondirigenti e realizzata da Fondazione Piemonte Innova con la collaborazione di Unione Industriali Torino, Federmanager Torino Apdai e Federmanager Academy. I risultati del percorso, che ha coinvolto oltre 300 imprese attraverso una survey dedicata e una trentina di manager in tre incontri di co-design tra Torino e Biella, sono stati presentati presso l’Unione Industriali di Torino, segnando il momento conclusivo di un lavoro di analisi, confronto e modellizzazione delle competenze nel settore. Dall’indagine emerge un quadro chiaro: le imprese del settore non partono da idee astratte di AI, ma da problemi operativi concreti. I dati, nella maggior parte dei casi, sono già disponibili: sistemi Erp, dati di produzione, vendite e documentazione amministrativa costituiscono una base informativa spesso solida. Anche i processi aziendali risultano abbastanza ripetitivi e sufficientemente strutturati, ma poco integrati tra loro e raramente utilizzati per analisi predittive. “L’innovazione tecnologica - spiega Marco Bodini, presidente di Fondirigenti - ridisegna costantemente il modo in cui le imprese affrontano le nuove sfide, adattandosi alle esigenze dei diversi comparti produttivi e generando sempre nuovi fabbisogni di professionalità e competenze manageriali Da questa consapevolezza nasce Alix, un progetto promosso da Fondirigenti che si rivolge a un settore fondamentale del made in Italy, quello della moda e del tessile, per accompagnare le aziende nella trasformazione digitale, identificando nuove skills manageriali e trasferendo strumenti per muoversi con sicurezza in un futuro che cambia”. Uno dei risultati più rilevanti del progetto è l’individuazione di una figura chiave per la trasformazione, il data transformation manager. Non un tecnico puro, né esclusivamente un profilo IT, ma un ruolo ponte capace di integrare visione strategica, competenze digitali e capacità di change management. Una figura spesso interna all’organizzazione, da far crescere attraverso percorsi di upskilling e capacity building. “Il vero salto - dichiara Laura Morgagni, ceo di Piemonte Innova - che le imprese sono chiamate a compiere oggi non è tecnologico, ma organizzativo l’Intelligenza Artificiale viene riconosciuta come un potente abilitatore di efficienza produttiva, di ottimizzazione dei processi amministrativi e di supporto alle decisioni commerciali. Tuttavia, perché queste opportunità si traducano in un reale vantaggio competitivo, è necessario rafforzare la visione strategica, integrare in modo strutturato i dati aziendali e investire in nuove competenze manageriali capaci di guidare il cambiamento”. Il ruolo dei manager, in questo scenario, emerge con forza: dare una direzione chiara, creare le condizioni organizzative e abilitare decisioni data-informed. Tra gli output principali dell’iniziativa, la roadmap settoriale per la trasformazione data & AI driven, articolata in tre fasi: valutazione dello stato attuale, definizione dell’iniziativa, delle priorità di intervento e opportunità competitive, piano di azione operativo con risorse, responsabilità e gestione dei rischi e il data & AI readiness tool, uno strumento operativo che consente alle imprese di misurare il proprio livello di maturità nell’utilizzo di dati e Intelligenza Artificiale, individuando gap organizzativi e priorità di intervento. Il data & AI readiness tool resterà a disposizione sul sito di Fondazione Piemonte Innova per tutte le imprese, come guida concreta per avviare o strutturare percorsi di trasformazione basati sulla valorizzazione dei dati. L’evento ha segnato anche la nascita della Community Alix, uno spazio digitale di confronto permanente e condiviso, con l’obiettivo di accompagnare nel tempo dirigenti e imprese nella gestione strategica di dati e Intelligenza Artificiale. Il modello sviluppato, raccontato nell’e-book 'Ali-un modello trasferibile per governare la trasformazione Data & AI', potrà essere replicato anche su altre filiere industriali, estendendo l’esperienza maturata nel comparto moda, tessile e accessori ad altri ambiti del sistema produttivo.
(Adnkronos) - “Biae è la prima banca interamente focalizzata nel settore delle energie alternative e della transizione energetica ed ecologica. Siamo controllati al 100% da Banca del Fucino e tutte le nostre iniziative mirano a sostenere la transizione”. Così Carlo Cavallero, Direttore Generale della Banca Italiana per l'Ambiente e per l'Energia, illustra il core business di Biae nata a ottobre 2025 e per la prima volta al Key - The Energy Transition Expo, l’evento di riferimento per la transizione energetica in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo, organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), dal 4 al 6 marzo, presso la Fiera di Rimini. (Video) “È per noi un grande piacere essere a Key - afferma Cavallero - Vogliamo comunicare alle aziende che rappresentiamo il loro supporto per ogni necessità legata al mondo dell'energia. Assistiamo sia le imprese che realizzano impianti, sia quelle che si occupano di sviluppo: vogliamo essere protagonisti in questo settore affiancando tutti gli operatori”. Il dg si sofferma poi sulla struttura di Biae. “Sono due le direzioni: la direzione Green Lending, che eroga prodotti e servizi tipicamente bancari come finanziamenti e linee di liquidità, e la direzione Green Advisory. In quest'ultima - spiega - offriamo servizi di consulenza e siamo in grado di accompagnare le imprese nei loro investimenti, aiutandole, ad esempio, a trovare partner o acquirenti, o rispondendo a qualsiasi altra esigenza legata al mercato dell'energia”.