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(Adnkronos) - La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, sarebbe stata uccisa nei raid condotti da Israele e Stati Uniti su Teheran e che, come confermato da Canale 12 e dal New York Times, hanno raso al suolo la sua residenza. The Times of Israel' riferisce che sarebbe stato recuperato il corpo poco dopo che il premier israeliano Benjamin Netnayahu ha affermato che c'erano "molti segnali" che indicano che "Khamenei sia morto". Data l'età e i problemi di salute che si sono susseguiti, più volte in passato erano circolate notizie - rivelatesi fake - che volevano Khamenei ricoverato in ospedale, a volte in punto di morte o che alimentavano speculazioni sul suo successore. Secondo valutazioni della Cia, a prendere il suo posto sarà una figura radicale legata ai Pasdaran. Nato il 19 aprile del 1939 a Mashad, città santa per gli sciiti, Khamenei iniziò il percorso di studi in una 'maktab', l'allora scuola elementare. Il figlio secondogenito dell'hojatoleslam Javad Khamenei frequentò poi il seminario di Mashad, dove frequentò le lezioni del grande ayatollah Milani. Il giovane Khamenei lasciò l'Iran a 18 anni per svolgere un pellegrinaggio a Najaf, città irachena che ebbe un ruolo importante nella vita della Guida Suprema. L'anno dopo si spostò a Qom, il 'Vaticano' degli sciiti, dove fino al 1964 seguì gli insegnamenti di alcuni degli ayatollah più famosi dell'epoca, tra cui l'ayatollah Borujerdi e Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica. "Per quanto riguarda le idee politiche e rivoluzionarie e la giurisprudenza islamica, sono certamente un discepolo dell'Imam Khomeini", affermò Khamenei, che sempre nei primi anni Sessanta si unì alle file dei rivoluzionari che si opponevano al regime dello Shah e alla sua politica filo-americana. Il 'matrimonio' con la causa khomeinista gli costò una notte in carcere nel maggio del 1963, quando il leader della rivoluzione gli affidò la missione di portare un messaggio segreto all'ayatollah Milani. Un mese dopo fu nuovamente arrestato e rinchiuso in carcere per attività antigovernative. In quegli anni Khamenei rimase in stretto contatto con Khomeini, a quell'epoca in esilio prima in Iraq e poi in Francia, di cui divenne un fidato consigliere. Subito dopo il ritorno di quest'ultimo a Teheran nel 1979 fu nominato membro del Consiglio della Rivoluzione. Dopo il suo scioglimento divenne vice ministro della Difesa e rappresentante personale di Khomeini nel Consiglio Supremo per la Difesa. Per un breve periodo comandò i Guardiani della Rivoluzione. Falco in politica estera, fu uno dei negoziatori chiave della cosiddetta crisi degli ostaggi. Tra i membri fondatori del Partito islamico repubblicano (Pir), nel 1981, mentre stava tenendo un discorso in una moschea di Teheran, una bomba esplose facendogli perdere l'uso del braccio destro. L'attentato venne poi rivendicato dai Mojahedin del Popolo. In quell'anno fu eletto deputato e poi presidente, incarico che ricoprì per due mandati di seguito fino al 1989, quando alla morte di Khomeini venne eletto Rahbar dall'Assemblea degli Esperti, approfittando della rottura tra il fondatore della Repubblica islamica e colui che appariva il candidato naturale alla sua successione, l'ayatollah Montazeri. In realtà Khamenei non aveva i titoli per ottenere la carica. La Guida suprema, infatti, doveva essere riconosciuta come 'marja-e taqlid', cioè fonte di imitazione. Ma davanti al vuoto che si era creato con la morte di Khomeini, si emendò la Costituzione pur di nominare un nuovo Rahbar. In una notte fu anche 'promosso' da hojatoleslam ad ayatollah. Sotto la sua leadership l'Iran affrontò momenti di grande difficoltà. Il primo ostacolo per la Guida Suprema fu il doppio mandato del presidente Mohammad Khatami, un riformista che spingeva per la distensione con l'Occidente, una linea che Khamenei vedeva come fumo negli occhi. Il Rahbar riuscì sostanzialmente a far fallire la presidenza Khatami bloccando molte delle sue riforme che avevano come obiettivo aprire il Paese sia da un punto di vista sociale che politico. Fu però con il suo successore, l'ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, da molti ritenuto un suo protégé, che la Repubblica islamica fu sul punto di crollare. La contestata rielezione dell'ex sindaco di Teheran nel 2009, infatti, portò il Paese sull'orlo del caos, con migliaia di manifestanti uccisi nella repressione dell'Onda Verde. Davanti alle più gravi manifestazioni di piazza dai tempi della rivoluzione, Khamenei usò il pugno di ferro. Migliaia di dissidenti, tra cui i due leader dell'opposizione Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, furono arrestati. La presidenza Ahmadinejad fu caratterizzata anche da aspre critiche contro il governo per la gestione dell'economia e per alcune decisioni di politica estera e alla fine del mandato la rottura tra l'allora presidente e Khamenei divenne evidente. Nel 2013 fu tempo di nuovo di un riformista alla presidenza dell'Iran. Il doppio mandato di Hassan Rohani fu caratterizzato dall'accordo sul programma nucleare (Jcpoa) che nel 2015 portò alla revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica. Intesa che poi nel 2018 Donald Trump fece naufragare. Khamenei appoggiò quell'accordo storico con le potenze mondiali, ma contrastò ogni tentativo di Rohani di espandere le libertà civili. L'abbandono del Jcpoa da parte degli Stati Uniti fece sprofondare l'Iran in una nuova crisi economica, innescando una nuova ondata di proteste antigovernative nel 2019, durante le quali i manifestanti scandirono lo slogan "morte al dittatore" - un riferimento al Leader. Il 'tradimento' statunitense rafforzò quel sentimento anti-occidentale, che sfociava in un vero e proprio odio per gli Usa, che ha sempre dominato la retorica populista di Khamenei in tutti i suoi anni al potere. "L'ho detto fin dal primo giorno: non c'è da fidarsi dell'America", commentò subito dopo la mossa di Trump. Ma se c'è un 'nemico' che Khamenei non ha mai cessato di bersagliare in tutti i suoi interventi pubblici quello è stato Israele. La Guida suprema, che più volte ha negato l'Olocausto, minacciò innumerevoli volte di cancellare lo Stato ebraico, definito "un cancro", dalle mappe geografiche. Un altro momento drammatico che fece tremare le fondamenta della Repubblica islamica sotto Khamenei fu l'uccisione del suo stretto alleato nonché amico personale Qassem Soleimani. L'allora capo della Forza Quds, corpo di elite dei Pasdaran, venne assassinato in un raid di un drone statunitense a Baghdad nel gennaio 2020. Khamenei promise "vendetta" e ordinò come rappresaglia il lancio di alcuni missili balistici contro due basi irachene che ospitavano truppe americane. Pochi giorni dopo la morte di Soleimani, l'Iran fu scosso da un altro episodio. L'abbattimento per errore di un aereo ucraino scambiato per un velivolo nemico ad opera della contraerea dei Guardiani della Rivoluzione. Il bilancio pesantissimo di 176 morti scatenò un sentimento di rabbia e nuove proteste antigovernative. Alcuni mesi dopo l'Iran, come il resto del mondo, fu colpito dalla pandemia. Una prova durissima per il Paese, che tra quelli del Medio Oriente ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane. L'ayatollah inizialmente minimizzò la minaccia del coronavirus, sostenendo che fosse una tattica per spaventare il Paese. "E' un problema che passerà. Non è niente di straordinario", disse. Nel lungo corso del suo dominio sull'Iran, Khamenei costruì un'articolata architettura di sicurezza fondata sull' 'Asse della resistenza': una rete di alleanze e milizie in Libano, Siria, Iraq e Yemen, concepita per proiettare l'influenza iraniana e contenere Israele e gli Stati Uniti. La guerra a Gaza ha però segnato un punto di svolta. Durante il conflitto, diversi leader e comandanti di Hamas, Hezbollah e degli Houthi furono uccisi in operazioni mirate, indebolendo una struttura che per anni aveva rappresentato il principale strumento di deterrenza regionale di Teheran. Quella rete, pensata per circondare Israele e garantire profondità strategica alla Repubblica islamica, divenne progressivamente sempre più fragile, sotto pressione militare e politica, fino al 'colpo di grazia' rappresentato dalla caduta di Assad a Damasco. Parallelamente, sul fronte interno, Khamenei ha dovuto fare i conti con un malcontento crescente. Le proteste esplose a fine dicembre in diverse città iraniane, represse duramente dalle autorità con un bilancio - secondo alcune fonti - di decine di migliaia di morti, hanno evidenziato l'ennesima frattura profonda tra establishment e società.
(Adnkronos) - Per tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro, l’Inail intende utilizzare al meglio le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale in grado di trasformare profondamente i processi produttivi e organizzativi e di creare, allo stesso tempo, nuove prospettive sia per la prevenzione di infortuni e malattie professionali sia per la protesica e la riabilitazione. Grazie anche a una rete di partner di eccellenza, la ricerca Inail ha realizzato progetti e strumenti innovativi per intercettare le esigenze dei lavoratori e riuscire a contrastare anche i rischi emergenti, legati all’utilizzo crescente della tecnologia nel mondo del lavoro. Per questo l’Istituto oggi in occasione dell’evento 'Ia nel mondo del lavoro, la visione umanocentrica dell’intelligenza artificiale', realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha presentato alcuni dei suoi progetti più innovativi. Progetti esposti oggi nello spazio allestito presso la sede di via IV Novembre, a Roma. Side è un esoscheletro aptico interfacciabile con sistemi di realtà virtuale o aumentata, sviluppato da Inail mediante un bando di ricerca e consiste in un sistema robotico per arto superiore interfacciabile con la realtà virtuale o aumentata. E' stato realizzato per sperimentare una formazione innovativa, di più efficace fruibilità diretta a prevenire i pericoli legati alle attività in spazi confinati o sospetti di inquinamento, come cisterne interrate, seminterrate o fuori terra, condutture fognarie, silos e pozzi, classificati come luoghi di lavoro a forte rischio per la sicurezza dei lavoratori. Riproducendo virtualmente le sollecitazioni di forza e contatto e simulando le interazioni tipiche tra uomo e ambiente, Side permette, infatti, di formare gli operatori e di valutarne la preparazione in diversi scenari lavorativi in totale sicurezza. L’integrazione di stimoli tattili e propriocettivi, come quelli forniti dall’esoscheletro sul braccio di chi lo indossa, aumenta il senso di presenza e immersività dell’operatore all’interno della realtà virtuale. Il discente, in questo modo, riesce ad apprendere in maniera più efficace comportamenti sicuri e buone pratiche. Smart-Shirt è un dispositivo indossabile collaborativo con sensori per monitorare i parametri fisiologici, nato dalla collaborazione tra Inail-Dimeila e Ipcb-Cnr, Icmate-Cnr, Irccs Ics augeri, Smart materials and technologies for thermal-stress & physio-monitoring shirt (Smart-Shirt). E' un prototipo di dispositivo indossabile altamente collaborativo progettato sia per effettuare il monitoraggio continuo di parametri termofisiologici, tra cui frequenza cardiaca, temperatura corporea e attività motoria, sia per svolgere una funzione attiva di raffrescamento localizzato del corpo. La maglietta sensorizzata integra materiali tessili avanzati, inchiostri formulati con nanotecnologie e pattern termicamente funzionali serigrafati sul tessuto, insieme a un modulo termoelettrico basato su tecnologia Peltier per il raffrescamento localizzato. Inoltre, attraverso l’elaborazione dei dati mediante modelli algoritmici basati su intelligenza artificiale e deep learning, il dispositivo può supportare l’attivazione di strategie personalizzate di raffreddamento e di alert all’utente. Smart-Shirt rappresenta un dimostratore tecnologico nel campo dei dispositivi indossabili avanzati per la prevenzione dei rischi legati allo stress termico, con potenziali applicazioni nei settori industriali caratterizzati da attività fisicamente impegnative o svolte in ambienti critici. Mano bionica Hannes e Intelligenza artificiale è un sistema protesico avanzato per il trattamento delle amputazioni di arto superiore progettato per offrire movimenti naturali e funzionali. Grazie alla sua meccanica sotto‑attuata adattativa, la mano è in grado di distribuire la forza in modo intelligente e di adattare automaticamente la presa alla forma e alle sollecitazioni degli oggetti, permettendo al paziente di afferrare con stabilità una vasta gamma di oggetti in modo intuitivo. Realizzata grazie alla collaborazione tra il Centro protesi Inail e l’Istituto italiano di tecnologia, Hannes nasce con l’obiettivo di coniugare robustezza, semplicità costruttiva e reale utilità funzionale, così da agevolare il recupero delle attività quotidiane. Il sistema è completato da un polso motorizzato, in grado di eseguire movimenti di prono‑supinazione e flesso‑estensione, ampliando le possibilità di orientamento e manipolazione della mano. Un ulteriore elemento distintivo è il giunto di gomito, dotato di un meccanismo di recupero energetico che riduce lo sforzo durante l’elevazione del braccio. Questo accorgimento rende l’utilizzo della protesi più confortevole e naturale, migliorando la gestione delle attività quotidiane anche in caso di uso prolungato. Nel complesso, il sistema offre una soluzione avanzata, ergonomica e pensata per avvicinare il più possibile la funzionalità protesica al movimento biologico. Il progetto Edats nasce con l’obiettivo di rendere le protesi di arto superiore più intuitive e naturali, sfruttando le potenzialità del machine learning. Immaginando di muovere la propria 'mano fantasma', nel moncone vengono ancora attivati numerosi muscoli residui. Queste contrazioni generano segnali elettromiografici che, se analizzati con precisione, rivelano pattern specifici per ciascun gesto immaginato. Gli algoritmi di pattern recognition sviluppati nel progetto imparano a riconoscere tali pattern e a tradurli nei movimenti reali di una protesi. Il sistema Edats utilizza un bracciale di sensori elettromiografici collegato a una piccola scheda elettronica che trasmette via Bluetooth i segnali a un software dedicato. Questo software guida l’intero processo: registra i segnali mentre il paziente esegue mentalmente determinati movimenti, addestra il modello di riconoscimento e ne verifica il funzionamento anche attraverso la realtà virtuale, permettendo di osservare una mano digitale muoversi in tempo reale. Il progetto, già in fase avanzata al Centro protesi Inail, punta ora ad ampliare le funzionalità includendo movimenti più complessi come quelli di polso e gomito, così da rendere il sistema utilizzabile anche per amputazioni più prossimali. Parallelamente, la ricerca sta esplorando l’integrazione di feedback sensoriale, fondamentale per restituire alla persona una percezione più naturale e completa della protesi. Ci sono poi i robot collaborativi tecnologicamente evoluti consentono di surrogare o assistere i lavoratori in interventi che espongono a elevati livelli di rischio dovuti alla pericolosità delle condizioni (incendi, terremoti, emissioni di gas tossici, ambienti confinati, ecc.) o alla complessità delle operazioni da svolgere. Il robot teleoperativo 3 costituisce un’evoluzione del sistema già sviluppato e punta a garantire maggiore agilità e affidabilità nella fase di dislocazione e puntualità e versatilità nella manipolazione, consentendo operazioni differenziate in base alle esigenze, anche grazie a un dispositivo ad hoc che permette l’agevole adozione di utensili diversi. Il progetto si compone di due sottosistemi: un robot 'in campo' (field robot) che riproduce le azioni dell’essere umano nel punto di intervento (locomozione, manipolazione, visione, capacità uditiva e tattile, ecc.) in base alle operazioni richieste; un sistema remoto che consente all’operatore di governare in sicurezza l’intervento, grazie alla realtà virtuale e aumentata che garantiscono la ricostruzione fedele dell’ambiente reale nel quale il robot deve intervenire. Il field robot prevede un sistema di locomozione costituito da un quadrupede robotico elettrico e un sistema di manipolazione, con un braccio tele-manipolato mobile. La stazione pilota, invece, è costituita da un braccio aptico e da un’interfaccia utente che offre all’operatore un’esperienza immersiva e intuitiva per la visualizzazione dell’habitat. Il field robot prevede un sistema di locomozione costituito da un quadrupede robotico elettrico e un sistema di manipolazione, con un braccio tele-manipolato mobile. La stazione pilota, invece, è costituita da un braccio aptico e da un’interfaccia utente che offre all’operatore un’esperienza immersiva e intuitiva per la visualizzazione dell’habitat. Tra i progetti Inail di prevenzione c'è anche Dpi Smart che sviluppa un sistema di prevenzione proattivo per l’industria 5.0 volto a trasformare i dispositivi di protezione individuale (Dpi) tradizionali in Dpi attivi tramite sensori, IoT e algoritmi, senza compromettere la certificazione di conformità al Regolamento europeo. L’obiettivo è realizzare un 'cluster di protezione' integrando sensori e sistemi di controllo in Dpi tradizionali senza modificarne le caratteristiche. Il prototipo, ideato per rilevare pericoli e supportare interventi preventivi, include quattro Dpi sensorizzati con allarmi: facciale filtrante (temperatura, urti/movimenti, frequenza respiratoria); elmetto (temperatura/umidità relativa, CO2, urti, posizione, esposizione solare, sudore); indumento con badge e braccialetto (microclima, urti/cadute, campi elettromagnetici per rischio elettrico); scarpa con sensori su caviglia e pianta (scivolamento, contatto caldo/freddo tramite movimenti, pressione e temperatura). I Dpi comunicano via Bluetooth con un’unità centrale che elabora i dati con algoritmi dedicati e con una App su smartphone che ne consente la gestione e il monitoraggio. Il valore aggiunto è l’approccio economico immediatamente industrializzabile e trasferibile in contesti reali. Il mediatore linguistico è uno strumento digitale che facilita la comunicazione tra persone di lingua e cultura diversa e operatori dell’Inail, garantendo comprensione reciproca, accesso equo alle informazioni e migliorando la qualità dei servizi erogati dall’Istituto. Lo strumento supporta la traduzione di messaggi vocali e scritti in 13 lingue (Arabo, Bengali, Cinese, Croato, Francese, Hindi, Inglese, Romeno, Sloveno, Spagnolo, Tedesco, Ucraino e Urdu) che potranno essere ampliate in base alle specifiche esigenze delle sedi territoriali. Nato per superare le barriere linguistiche e culturali, il mediatore linguistico può essere attivato su richiesta del cittadino o dall’operatore durante gli incontri in presenza o a distanza, per gestire situazioni complesse che richiedono una comunicazione efficace. Lo strumento è attualmente disponibile presso sette sedi territoriali (Caltagirone, Catania, Monfalcone, Roma Laurentino, Roma Tuscolano, Trento e Trieste) che lo stanno sperimentando per valutarne l’efficacia ed individuare eventuali aspetti da migliorare in vista della diffusione su larga scala. Tra i progetti Inail troviamo anche Esopia, si tratta di una piattaforma di ricerca cognitiva che si compone di un repository documentale che permette a Inail la raccolta della documentazione relativa alla sicurezza degli impianti industriali, e di un modello ontologico, di tipo entità-relazione, che utilizza algoritmi di Ia per estrarre informazioni dai documenti. L’obiettivo è condividere le esperienze operative relative a quasi incidenti (near miss) e incidenti disciplinati dal d.lgs. 105 del 2015 (settore Seveso, controllo del pericolo di incidenti rilevanti), per supportare il processo di prevenzione proattiva tramite l’accesso ad un sistema strutturato della conoscenza. Grazie al lavoro dei gruppi di ricerca ed al supporto di tecniche di Ia (in particolare Machine learning e Natural language processing), è possibile la consultazione in linguaggio naturale, ricercare casi simili, individuare pattern frequenti di incidente, visualizzare le relazioni di causa e far emergere informazioni rilevanti (soprattutto sui near miss). Attualmente, Esopia comprende oltre 6mila schede ed è l’unico modello, basato su ontologia, riferito non solo agli incidenti, ma anche a near miss e anomalie. Due le caratteristiche principali: liste non definite a priori, ma popolate acquisendo i dati di banche dati esterne o estratti da documenti, ed elenchi dinamici in continuo aggiornamento.
(Adnkronos) - Nel contesto dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, evento che intreccia sport, sostenibilità e innovazione, Gruppo Saviola contribuisce all’arredamento delle foresterie dell’Alta Valtellina attraverso l’allestimento delle aree di accoglienza di Bormio, Livigno, San Rocco e Trepalle (in provincia di Sondrio), destinate al personale sanitario. Grazie all’utilizzo del 'Pannello Ecologico' - fa sapere l'azienda in una nota - prodotto al 100% da legno riciclato e interamente Made in Italy, l’interior design segue i principi dell’architettura sostenibile, privilegiando soluzioni progettate per essere riutilizzate al termine dei Giochi. Un approccio circolare che permette di prolungare la vita delle strutture, ridurre gli sprechi e valorizzare al massimo le risorse impiegate, in piena coerenza con la filosofia del Gruppo. L’allestimento degli ambienti abitativi è frutto della collaborazione di Gruppo Saviola con Missaglia Srl, realtà di Lissone (MB), responsabile dello sviluppo, della progettazione e dell’installazione degli spazi. Il progetto è poi stato realizzato da S75 Spa, produttore degli arredi realizzati, utilizzando i decorativi Saviola. L’impiego del legno rigenerato Saviola ha inoltre permesso di risparmiare 103 alberi. “Essere parte delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 rappresenta per noi non solo un orgoglio, ma anche una responsabilità. Portiamo nell’Alta Valtellina un modello di economia circolare e di upcycling che da oltre 30 anni guida le nostre scelte industriali. Sapere che anche dopo le olimpiadi resteranno disponibili ambienti realizzati con materiali sostenibili e di alta qualità italiana è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa collaborazione dimostra che la sostenibilità è sempre più un vantaggio competitivo: un’opportunità per creare valore, innovazione e bellezza”, dice Alessandro Saviola, presidente di Gruppo Saviola.