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(Adnkronos) - Dopo quelli cinesi, ecco arrivare sulle tavole degli italiani i pomodori egiziani. La recente e massiccia espansione delle importazioni di derivati del pomodoro dall'Egitto verso il mercato europeo (+88% nell'ultimo semestre 2025), oltre che come fenomeno economico o geopolitico, secondo l'esperto va analizzato anche sotto la lente della sicurezza alimentare e della prevenzione clinica. "Il punto più critico della questione risiede nell'impiego di molecole chimiche bandite dal regolamento comunitario per la loro accertata tossicità sull'uomo. Mentre l'agricoltura italiana opera in regime di 'tolleranza zero' o limiti minimi precauzionali, le analisi sui prodotti extra-Ue rivelano spesso residui di sostanze tutt'altro che tranquillizzanti. Figurano tra queste il mancozeb e il chlorpyrifos", dice il punto per l'Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro. "Il primo (mancozeb) - spiega - è un fungicida classificato come un potente interferente endocrino. La letteratura scientifica evidenzia la sua capacità di alterare la funzionalità tiroidea e interferire con il metabolismo ormonale. L’esposizione cronica, anche a bassi dosaggi, è associata, in forza di un effetto accumulo, a rischi teratogeni. Il secondo (chlorpyrifos) è invece un insetticida organofosforico la cui pericolosità per lo sviluppo neurologico, specialmente nell'infanzia, ha portato al suo bando totale in Ue nel 2020. Agisce inibendo l’acetilcolinesterasi, con potenziali danni permanenti alle funzioni cognitive e comportamentali. L'importazione di prodotti coltivati con queste sostanze configura un vero e proprio 'dumping sanitario', dove il risparmio alla cassa si traduce in un rischio tossicologico silente per l'organismo". "Difendere la filiera italiana non significa solo escludere il rischio, ma garantire un beneficio", precisa Minelli. "Il pomodoro italiano - rimarca - non è un semplice ingrediente, ma un concentrato di molecole bioattive. Grazie alle varietà selezionate (come il San Marzano) e all'esposizione solare ottimale dei nostri territori, il contenuto di licopene è ai vertici mondiali. Questo carotenoide è un potentissimo antiossidante che protegge il sistema cardiovascolare e riduce lo stress ossidativo cellulare. La trasformazione industriale italiana (passate, concentrati) ottimizza la biodisponibilità di questa molecola, rendendola più facilmente assimilabile rispetto al prodotto crudo. I suoli italiani, spesso di origine vulcanica o ricchi di microelementi, favoriscono una sintesi superiore di vitamina C, polifenoli e flavonoidi. Questi agiscono in sinergia con il licopene, potenziando le difese immunitarie e contrastando l'infiammazione sistemica di basso grado". Secondo l'immunologo-nutrizionista, poi, "esiste un legame indissolubile tra etica del lavoro e sicurezza alimentare. Le segnalazioni di sfruttamento del lavoro minorile e di precarie condizioni igienico-sanitarie nelle aree di raccolta del Delta del Nilo aumentano esponenzialmente il rischio di contaminazioni microbiologiche crociate. Al contrario, la filiera italiana garantisce tracciabilità e protocolli di sterilità industriale che blindano il prodotto finito, proteggendo il consumatore da patogeni che potrebbero resistere a processi di trasformazione meno rigorosi". In conclusione, rispetto all'arrivo di pomodoro dalle Piramidi alla Penisola, "in un'epoca in cui la medicina moderna si sposta sempre più verso la personalizzazione e la prevenzione, la scelta dei nutrienti diventa un atto clinico - avverte Minelli - Sostituire l''oro rosso' italiano con derivati provenienti da mercati deregolamentati significa esporre la popolazione a un 'effetto cocktail' di pesticidi e, contemporaneamente, privarla di quegli apporti protettivi fondamentali della dieta mediterranea. La tutela del pomodoro italiano, con i suoi 4 miliardi di fatturato e i suoi rigorosi controlli, non è una battaglia di parte: è una misura di prevenzione primaria necessaria per la salvaguardia della salute pubblica e del nostro patrimonio biologico".
(Adnkronos) - Torna il Business care international award, giunto alla sua ottava edizione, un riconoscimento che dal 2019 celebra personalità, istituzioni e organizzazioni che attraverso il proprio impegno quotidiano contribuiscono a costruire un mondo migliore, guidati da valori come etica, innovazione, cultura e una visione del business orientata al bene comune. Il premio rinnova il suo impegno nel rafforzare l'alleanza economica e culturale con gli Stati Uniti, partner strategico per l'Italia. La conferenza stampa di presentazione dei premiati 2026 si è tenuta presso la storica società Dante Alighieri a Palazzo Firenze, per gentile ospitalità del segretario generale, Alessandro Masi. Un contesto che riflette perfettamente lo spirito del Premio: un ponte tra tradizione e futuro, tra cultura e impresa. Saranno dieci i premiati di quest'anno, sette grandi personalità 'Player globali' e due personalità 'Rising star' e una menzione speciale, scelte dalla giuria del Business care international award e che rappresentano le nuove energie e il talento. Sono Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio parmigiano reggiano, Claudia Cremonini, vice presidente Cremonini spa, il diplomatico italiano Fabrizio Di Michele già console generale d’Italia a New York, Sebastiano Fanizza, imprenditore nel campo della consulenza al settore jackting e luxury brand, Milena Lerario, ceo di E-Geos, Pietro Salini, ad di Webuild spa, Chiara Sbarigia, presidente dell’Associazione produttori audiovisivi e Sabrina Zappia, presidente degli Italian & international patrons of the art dei Musei Vaticani. Per la categoria Rising star saranno premiati il musicista e compositore Marco Nodari e il professore Aldostefano Porcari dell’University College di Londra. Un modo per guardare non solo ai risultati raggiunti, ma anche al potenziale di chi sta costruendo il domani. A completare il quadro, una menzione speciale all’Associazione della Stampa Estera in Italia, rappresentata dalla sua direttrice, la giornalista Elena PosteInicu. L'edizione 2026 introduce un'importante novità: la sezione 'Le icone del Made in Italy che illuminano il mondo', dedicata a brand, realtà produttive e talenti che contribuiscono alla reputazione internazionale dell'Italia. La decisione nasce dal mutato scenario del commercio globale e dalla necessità di contrastare l'italian sounding, valorizzando le eccellenze autentiche che portano qualità e identità italiana all'estero. Le icone italiane operano in settori diversi, ma condividono una visione comune: eccellenza, qualità e passione. Dall'eleganza che detta tendenze globali, all'ingegno tecnologico, passando per la tradizione che diventa innovazione, queste realtà rappresentano lo stile italiano nel mondo, unendo bellezza e concretezza, talento e coraggio. Le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti nel 2024 hanno generato più di 65 miliardi di euro in settori come la meccanica, la farmaceutica, la moda, l'agroalimentare e i trasporti, secondo i dati di Pagella Politica. Scambi che hanno generato un surplus di 39 miliardi e che rappresentano il 10% di tutte le esportazioni italiane, che verso il resto del mondo hanno generato 624 miliardi di euro pari al 28,4% del PIL nazionale. Tra il 2022 e il 2024 ben 25.000 imprese hanno esportato verso gli Stati Uniti, con il 25% che esporta oltre il 50% dei propri prodotti verso il mercato americano. "In un momento storico complesso e frammentato, il Business care international award si conferma punto di riferimento per chi crede nella forza degli scambi culturali, economici, scientifici e sociali", ha dichiarato Massimo Veccia, presidente e ideatore del Business care award. "L'importanza e il prestigio di questa iniziativa hanno raggiunto una platea internazionale sempre più ampia. Il nostro Premio collega Europa, Nordamerica, Asia e il resto del mondo, promuovendo una visione di progresso fondata sulla collaborazione, non sulla competizione, come chiave per affrontare le sfide del nostro tempo." Alla presentazione sono intervenuti i componenti della giuria Fabrizio Ferragni, Paolo Liguori, Silvana Mangione e Alessandro Masi, il deputato Christian Di Sanzo e Alberto Milani. Per Fabrizio Ferragni, presidente della giuria: "In un momento storico complesso e frammentato, il premio rappresenta una bussola per chi lavora a tutela delle ricchezze del Paese". Mentre Paolo Liguori ha sottolineato come, nell'era dell'intelligenza artificiale, sia "fondamentale riconoscere il valore delle intelligenze umane che alimentano l'ingegno italiano nella cultura, nell'arte e nella progettazione, ribadendo che le persone restano al centro del mondo e del business". La premiazione si terrà il 27 marzo 2026 presso la Sala della Regina della Camera dei deputati a Roma e il 12 novembre 2026 a New York, al Consolato generale d'Italia.
(Adnkronos) - I Giochi Invernali di Milano Cortina "mi sembra proprio siano stati sostenibili. Il bilancio lo fare alla fine, però devo dire di sì". Lo ha detto oggi il presidente del Conai, Ignazio Capuano, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano.