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Iran, gli Usa attaccano l'isola di Kharg. Trump: "La Marina scorterà le petroliere"

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti attaccano l'isola di Kharg, il 'cuore' dell'industria del petrolio dell'Iran, per ottenere l'apertura dello Stretto di Hormuz. L'offensiva, annuncia Donald Trump, ha risparmiato le infrastrutture sull'isola. "Su mio ordine, il Comando ...

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Università Link, accordo con Regione Lazio per formazione medica e professioni sanitarie

(Adnkronos) - Gli studenti di Medicina e professioni sanitarie dell’Università degli Studi Link avranno la Asl Roma 1 come azienda di riferimento per le attività essenziali allo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e ricerca. L’Ateneo ...

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Energia, a Key 2026 consegnato il premio Lorenzo Cagnoni

(Adnkronos) - Innovazione ed eccellenza tecnologica per la transizione energetica sono state premiate a Key 2026 con il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, consegnato alle sette aziende espositrici che si sono distinte per i progetti più all’avanguardia e alle sette start-up ...

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Iran, gli Usa attaccano l'isola di Kharg. Trump: "La Marina scorterà le petroliere"

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti attaccano l'isola di Kharg, il 'cuore' dell'industria del petrolio dell'Iran, per ottenere l'apertura dello Stretto di Hormuz. L'offensiva, annuncia Donald Trump, ha risparmiato le infrastrutture sull'isola. "Su mio ordine, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha condotto uno dei più potenti bombardamenti nella storia del Medio Oriente, annientando completamente ogni obiettivo militare sull'isola di Kharg, il gioiello della corona iraniana", afferma il presidente degli Stati Uniti con un post sul social Truth. "Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto. Per ragioni di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere sull'isola", che si trova nel Golfo Persico. "Tuttavia, se l'Iran o chiunque altro dovesse fare qualcosa per interferire con il libero e sicuro passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente questa decisione", avverte Trump, annunciando che "molto presto" le navi della marina americana inizieranno a scortare le petroliere. L'Iran, con il blocco dello Stretto, tiene in scacco la via del greggio, con effetti sul 20% del traffico mondiale. Risultato: prezzi alle stelle, con un barile a oltre 103 dollari - record da giugno 2022 - e effetti sul costo di benzina e diesel. Il New York Times, sulla base di informazioni fornite da una fonte militare, afferma che i raid americani hanno colpito depositi di missili e di mine, potenzialmente utilizzabili nelle acque dello Stretto. "Durante il mio primo mandato, e tuttora, ho ricostruito le nostre forze armate trasformandole nella forza più letale, potente ed efficace al mondo. L'Iran non ha la capacità di difendere nulla di ciò che vogliamo attaccare: non c'è niente che possano fare al riguardo", aggiunge Trump prima di ribadire che "l'Iran non avrà mai un'arma nucleare, né avrà la capacità di minacciare gli Stati Uniti d'America, il Medio Oriente o tantomeno il mondo intero", afferma, prima di esortare il nemico alla resa: "L'esercito iraniano e tutti gli altri che hanno un ruolo in questo regime terroristico farebbero bene a deporre le armi e a salvare quel che resta del loro paese, che non è molto". L'attacco, come evidenzia Trump, potrebbe essere solo uno step intermedio. Il Pentagono sta trasferendo 5000 uomini tra Marines e marinai dal Giappone al Medio Oriente. In movimento anche altre navi, secondo il Wall Street Journal. C'è un assalto in vista all'isola di Kharg? "Non posso rispondere a una domanda del genere. Non dovrebbe nemmeno essere posta", dice il presidente a Fox News qualche ora prima del bombardamento. "Ok, diciamo che io abbia intenzione di farlo o diciamo che non abbia intenzione di farlo. Cosa dovrei dire? 'Oh, sì, sto pensando di farlo, lascia che ti faccia sapere a che ora e quando avrà luogo'. E' una domanda un po' sciocca". Intanto, l'Iran mobilita imbarcazioni di ogni tipo per iniziare a posizionare mine nello Stretto. "Le petroliere devono mostrare gli attributi, possono passare: l'Iran non ha più la Marina, non c'è niente da temere", il messaggio di Trump, che non appare turbato nemmeno dall'acclarato sostegno di Mosca a Teheran: "La Russia sta un po' aiutando l'Iran. Anche noi stiamo aiutando l'Ucraina, Putin lo dice, e probabilmente lo dice anche la Cina. Loro lo dicono e noi lo diciamo, è tutto giusto". Pete Hegseth, segretario alla Difesa, afferma che "il mondo sta vedendo la disperazione dell'Iran nello Stretto di Hormuz. Ce ne siamo occupati e ce ne occuperemo, non c'è motivo di preoccuparsi". Ed in effetti, a giudicare dagli sviluppi, gli Usa se ne sono occupati. Il muro dell'Iran potrebbe cedere, almeno in parte. Secondo la Cnn, Teheran potrebbe concedere il semaforo verde ad un numero limitato di petroliere se gli acquisti di greggio venissero perfezionati in yuan, la moneta della Cina. Il commercio internazionale del petrolio avviene quasi esclusivamente in dollari: solo il petrolio russo chiama in causa yuan o rubli. I messaggi e le contromisure degli Stati Uniti non bastano per tranquillizzare i mercati, mentre la revoca delle sanzioni alla Russia non piace affatto all'Europa che, secondo il Financial Times, cerca soluzioni alternative. La Turchia fa sapere di aver chiesto e ottenuto il permesso per il passaggio di una nave. Da Roma, dopo la smentita fornita da fonti di Palazzo Chigi, ecco le parole dell ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Assolutamente non stiamo trattando con l'Iran per far passare navi italiane dallo Stretto di Hormuz'', dice il numero 1 della Farnesina. Per ora, l'unica vincitrice nella corsa all'oro nero è la Russia. "La decisione unilaterale degli Stati Uniti è molto preoccupante, impatta sulla sicurezza europea", sottolinea il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, via social. "Aumentare la pressione economica sulla Russia è decisivo perché accetti negoziati seri per una pace giusta e duratura. Indebolire le sanzioni aumenta le risorse della Russia per condurre la guerra di aggressione contro l'Ucraina", aggiunge. "Questa singola concessione da parte degli Stati Uniti potrebbe fornire alla Russia circa 10 miliardi di dollari per la guerra. Ciò non contribuisce certo alla pace", l'affondo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le voci critiche abbondano. Secondo il presidente francese Emmanuel Macron la situazione nello Stretto di Hormuz "non giustifica in alcun modo" un allentamento delle sanzioni contro la Russia. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è perentorio: "Voglio essere molto chiaro: rimuovere le sanzioni ora, per qualsiasi motivo, è qualcosa che riteniamo sbagliato". Il dado ormai è tratto, almeno per un mese. Il semaforo verde made in America ridarà fiato al business della Russia, che già nelle ultime 2 settimane ha beneficiato delle condizioni internazionale. Con lo stop al petrolio del Medio Oriente, aumenta la richiesta di greggio russo. "Siamo stati informati che la Russia ha guadagnato 150 milioni di dollari al giorno in entrate aggiuntive dalle vendite di petrolio dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, il che rende la Russia probabilmente il maggiore beneficiario di questo conflitto", dice la portavoce-capo della Commissione europea, Paula Pinho. Mosca, intanto, gongola. Gli interessi di Russia e Stati Uniti per la stabilizzazione dei mercati globali dell'energia "al momento coincidono", dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Prima della guerra, il petrolio russo si accumulava nelle navi in mare aperto e spesso veniva venduto con forti sconti. Il quadro, ora, è cambiato radicalmente. Gli analisti di Kpler, fornitore di dati sul tracciamento delle navi, come riferisce il Wall Street Journal stimano che circa 135 milioni di barili di greggio russo fossero in mare prima dell'inizio dell'offensiva di Usa e Israele. Ora il totale è sceso a 121 milioni di barili e questo indicherebbe che gli acquirenti asiatici hanno rapidamente acquistato il petrolio russo e lo hanno portato a terra. Non è chiaro esattamente quanti di quei barili siano già stati venduti, ma Naveen Das, analista senior del greggio presso Kpler, stima che in media più di 4 milioni di barili di greggio russo siano stati scaricati nei porti ogni giorno questo mese.

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Università Link, accordo con Regione Lazio per formazione medica e professioni sanitarie

(Adnkronos) - Gli studenti di Medicina e professioni sanitarie dell’Università degli Studi Link avranno la Asl Roma 1 come azienda di riferimento per le attività essenziali allo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e ricerca. L’Ateneo privato e la Regione Lazio - informa una nota - hanno firmato un protocollo d’intesa per disciplinare le attività di collaborazione e le modalità di svolgimento della formazione medica e sanitaria degli studenti dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e di odontoiatria e protesi dentaria e dei corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, tecniche di laboratorio biomedico, tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia e osteopatia. L’accordo prevede anche forme di collaborazione tra la Link e la Regione Lazio per lo svolgimento delle attività integrate e di didattica, ricerca ed assistenza a tutela della salute della collettività e per lo sviluppo della ricerca biomedica e sanitaria. La Asl Roma 1 - dettaglia la nota - gestisce direttamente l’ospedale San Filippo Neri, l’ospedale Santo spirito e l’ospedale Monospecialistico oftalmico - Centro di riferimento regionale. Attività di alta specialità sono inoltre presenti presso il Centro per la tutela della salute della donna e del bambino Sant'Anna e il presidio Sant’Andrea di via Cassia. Il presidio Nuovo Regina Margherita è integrato con l’ospedale Santo Spirito su specifici percorsi assistenziali medici e chirurgici. Nell’anno accademico 2023-24 il ministero dell’Università e della ricerca ha accreditato alla Link di Roma il corso di laurea in Medicina e chirurgia, a cui si sono aggiunti, dal 2024-25, i corsi nelle diverse Professioni sanitarie e, dal 2025-26 quello in Odontoiatria e protesi dentaria. Gli studenti di questi corsi sono oggi oltre mille, ma il numero è destinato a crescere in maniera consistente nei prossimi anni accademici. L’Ateneo ha 7 sedi nel territorio nazionale. In ambito sanitario, oltre a Roma, i corsi di Medicina e chirurgia sono accreditati ad Ascoli Piceno, Fano e Novedrate, che ha anche osteopatia. A Macerata è accreditato il corso di laurea in odontoiatria. A Città di Castello sono erogati, tra gli altri, i corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, osteopatia e odontoiatria. “A partire dall’anno accademico in corso - ha commentato il rettore dell’Università degli Studi Link, Carlo Alberto Giusti - il nostro Ateneo ha aperto a Roma una seconda sede, di oltre 53mila metri quadrati, che accoglie tutti i corsi in Medicina e chirurgia e quelli nelle Professioni sanitarie. Il protocollo siglato con la Regione Lazio è un altro passo avanti importante, perché consentirà ai nostri studenti di poter fare riferimento alla Asl Roma 1, arricchendo il proprio percorso di formazione sia dal punto di vista della didattica che da quello della ricerca”.

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Energia, a Key 2026 consegnato il premio Lorenzo Cagnoni

(Adnkronos) - Innovazione ed eccellenza tecnologica per la transizione energetica sono state premiate a Key 2026 con il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, consegnato alle sette aziende espositrici che si sono distinte per i progetti più all’avanguardia e alle sette start-up dell’Innovation District più innovative, in ciascuno dei sette settori merceologici della manifestazione (solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City). Hanno consegnato la targa agli espositori: il presidente di Italian Exhibition Group Maurizio Ermeti, la Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Ieg Alessandra Astolfi, la project manager di Key Giorgia Caprioli e il segretario generale di Motus-E Francesco Naso. Sono state premiate le aziende: IGreen System, Meteodyn, Clivet, Crrc Zhuzhou Institute, Alperia Green Future, Dragone Energy ed Enea. A consegnare la targa alle start-up sono stati Maurizio Ermeti, Alessandra Astolfi, Giorgia Caprioli, Francesca Zadro, Global Start-up Program dell’Agenzia Ice, Fabrizio Tollari, Head of Energy and Climate Unit di Art-Er, Nicoletta Amodio, Executive Adviser ricerca e innovazione di Confindustria e direttrice della Fondazione Mai, e Gabriele Ferrieri, presidente di Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). Sono state premiate Taleta, Northernlight, I-Tes, CO2CO, AI-Cure, Powandgo, Enercade.

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