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(Adnkronos) - La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha deciso di stringere le briglie ai suoi 26 commissari, mettendoli 'sotto tutela' nei periodi di campagna elettorale nei rispettivi Stati membri. La Standpauke, la 'ramanzina', della presidente è andata in scena nella riunione del collegio tenutasi nel pomeriggio del 10 febbraio scorso a Strasburgo, a quanto risulta dal verbale della riunione, consultato dall'Adnkronos. Von der Leyen ha ricordato al collegio che i trattati stabiliscono che i membri della Commissione devono essere "completamente indipendenti" e che non devono "chiedere né accettare" istruzioni da "alcun governo o altra istituzione, organo, ufficio o entità". Nello stesso tempo, in base al codice di condotta, i commissari hanno la responsabilità di "mantenere" i contatti politici con gli Stati membri, con i partiti politici e le amministrazioni nazionali. In questo contesto, la presidente ha richiamato l'attenzione sulla "particolare sensibilità politica" dei periodi elettorali e sull'"obbligo" dei membri del collegio di chiedere il suo consenso e di attendere la sua "approvazione scritta", se intendono partecipare alle elezioni nazionali. Su richiesta della presidente von der Leyen, la segretaria generale Ilze Juhansone ha sottolineato che negli orientamenti per la partecipazione dei membri della Commissione Europea alle campagne elettorali a livello di Stato membro vengono stabilite norme specifiche. Le norme riguardano due situazioni, vale a dire la partecipazione attiva e non attiva dei membri del collegio alle campagne elettorali negli Stati membri in cui sono affiliati a partiti politici nazionali. In entrambi i casi, ha ricordato la segretaria generale su richiesta di von der Leyen, le norme impongono ai membri del collegio di informare "immediatamente" la presidente della loro intenzione di partecipare a queste campagne. Si possono verificare, ha ricordato Juhansone, molte altre situazioni, dato che i membri del collegio si recano "regolarmente" negli Stati membri e le elezioni si tengono "sempre" in qualche parte d'Europa, a livello locale, regionale o nazionale. Durante i viaggi negli Stati membri, dunque, i membri del collegio, è stato loro ricordato, devono "tenere conto delle sensibilità politiche e dell'opinione pubblica", perché non venga percepito che stanno "interferendo" con le elezioni nazionali. Mentre si promuovono le priorità e i valori comuni europei, ha continuato la segretaria generale, questo significa prestare "particolare attenzione" a incontrare le parti di "tutto lo spettro politico", a "concentrare" gli interventi su questioni e iniziative relative al portafoglio e a "tenere conto della possibile percezione di parzialità, nell'ambito delle conferenze stampa". Il verbale non riporta alcuna reazione da parte dei membri del collegio a questa 'ramanzina', né chiarisce quale sia stato l'episodio che ha indotto von der Leyen a ricordare ai commissari che ha scelto quali sono gli obblighi che si sono assunti, quando hanno accettato di rappresentare l'interesse europeo. Non si può escludere, tuttavia, che il pensiero di qualcuno di loro sia silenziosamente corso alla metà di gennaio del 2025, quando la presidente si recò a Berlino per partecipare ad un summit dei leader del Ppe, con la partecipazione di Friedrich Merz, che allora era candidato cancelliere. Venne poi eletto il mese successivo. Un gesto, quello di von der Leyen, che valse più di mille parole: la presidente era reduce da una grave polmonite. Quella fu la sua prima apparizione pubblica, dopo che all'inizio dell'anno, come emerse in seguito, era stata costretto al ricovero in ospedale per una settimana. (di Tommaso Gallavotti)
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
(Adnkronos) - “Questa manifestazione cerca costantemente ogni anno di rappresentare quello che si verifica nel paese l'anno prima. Il tema dell'auto elettrica sta acquisendo uno spazio con un approccio meno dogmatico ed ideologico e più pratico. Abbiamo voluto dare spazio a questa tecnologia e a tutta la tecnologia che vi gira intorno”. Lo afferma Corrado Peraboni, amministratore delegato di Ieg - Italian Exhibition Group, presente a ‘Key - The energy transition expo’, manifestazione alla Fiera di Rimini fino al 6 marzo. Quanto al nuovo piano industriale dice: “Faremo leva su quello che sappiamo fare meglio, cioè fare fiere, ed in particolare lanciare fiere nuove. Abbiamo già detto che succederà almeno una volta all'anno solo in Italia, a cui andranno ad aggiungersi quelle che stiamo acquisendo all'estero. Il prossimo settembre, a Rimini, ci sarà la prima manifestazione sulla Space Economy in Italia, mentre tra pochi giorni annunceremo anche la fiera del 2027, sempre nella nostra penisola. In più la nuova acquisizione sul mercato estero. In pratica nel primo quarto di quest'anno saremo in grado di aggiungere tre fiere nuove al nostro portafoglio”. Poi conclude: “La diversificazione che seguiamo sui mercati internazionali serve anche ad essere più resilienti quando un'area geografica entra in crisi. Ad oggi, noi non stiamo avendo particolari ripercussioni, siamo presenti sul mercato del middle-east a Dubai con tre manifestazioni fieristiche, tra ottobre e novembre, ora speriamo che la situazione si stabilizzi prima di allora”.