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(Adnkronos) - Fedez e Marco Masini sono in coppia in gara al Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, tornano sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora. I due artisti gareggiano insieme all'Ariston - dopo la collaborazione dello scorso anno nella serata delle cover - con il brano 'Male necessario'. Per Fedez si tratta della terza partecipazione. Nel 2021 in gara con Francesca Michielin dove ha raggiunto il secondo posto e nel 2025 in gara con il brano 'Battito'. Marco Masini, invece, ha partecipato al Festival di Sanremo 8 volte in gara come cantante tra il 1990 e il 2020. Nel corso della sua carriera ha ottenuto due vittorie: la prima nel 1990 tra le Novità con 'Disperato' e la seconda nel 2004 nei Big con 'L'uomo volante'. Nasce come rapper, ma negli anni la sua fama è cresciuta grazie all'impero Ferragnez, ormai crollato dopo la separazione dall'ex moglie Chiara Ferragni, con cui ha avuto due figli Leone e Vittoria. Fedez, pseudonimo di Federico Leonardo Lucia, nasce a Milano il 15 ottobre 1989 da papà Franco e mamma Annamaria Berrinzaghi, detta Tatiana (che da sempre è al fianco del figlio anche come manager). Fedez cresce a Buccinasco e frequenta il liceo artistico, che decide di abbonare in quarta superiore prima di raggiungere la maturità per dedicarsi completamente alla musica. "Non credo che un titolo di studio possa definire la cultura di un essere umano o il valore", ha detto Fedez nello studio di 'Belve'. Da piccolo sognava di diventare un giocatore di basket. E il nome d'arte Fedez nasce grazie a un amico d'infanzia che nominò il file di una vecchia foto che ritraeva Federico mentre giocava a basket proprio 'Fedez'. Durante il Covid, Fedez ha tenuto compagnia sui social media attraverso le dirette, diventando un appuntamento fisso in quarantena. Ogni giorno alle ore 18 si affacciava dal balcone di CityLife, con tanto di cassa e microfono ad intrattenere il pubblico virtuale. Insieme all'ex moglie Chiara Ferragni ha dato vita ad una raccolta fondi per l'emergenza coronavirus: hanno raccolto quasi 4 milioni di euro, dando la possibilità di realizzare una terapia intensiva al San Raffaele di Milano. Nel 2022 Fedez ha condiviso ampiamente sui social la storia della malattia che lo ha colpito e il percorso di guarigione dal tumore al pancreas. Prima della relazione con Chiara Ferragni, Fedez ha avuto un'importante storia con Giulia Valentina, che ha conosciuto in una discoteca milanese. I due vanno a convivere dopo poco, fino a marzo del 2016. Fedez ha ammesso di aver avuto un debole per Emma Marrone: su Twitter aveva chiesto alla cantante di poterla sposare. Un flirt mai nato perché la proposta è stata stroncata subito da Emma. Della relazione con la Ferragni, invece, non ci sono curiosità da scoprire. Sono sempre stati molto trasparenti sui loro traguardi: il matrimonio dei Ferragnez, celebrato l'1 settembre del 2018 a Noto, è stato uno dei più chiacchierati sul web. Altrettanto chiacchierata è stata la proposta di matrimonio, avvenuta il giorno prima del 30° compleanno di Chiara, durante un concerto all'Arena di Verona, dove Fedez si è inginocchiato davanti a lei, alla presenza di migliaia di spettatori e le ha detto: "Non servono anelli che ci tengono assieme, ma per quello che sto per chiederti forse sì". Galeotto fu un verso di una canzone di Fedez: "Il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vuitton, e un collare con più glitter di una giacca di Elton John" che ha dato la possibilità ai due di farli diventare una coppia. La storia si è conclusa dopo sei anni di matrimonio: Il 12 dicembre del 2024, il Tribunale di Milano ha ufficializzato la separazione. Fedez ha lasciato la casa di famiglia, trasferendosi da solo. Nei mesi successivi è stato più volte paparazzato in compagnia di diverse donne. Tra queste la modella francese ventenne Garance Authié, conosciuta durante il Coachella Festival. A giugno 2025 è poi circolata la notizia di un bacio tra Fedez e la cantante Clara. Secondo quanto riportato da Chi, i due sarebbero stati visti insieme a Roma, all'uscita del ristorante Il Marchese, dopo aver partecipato al Radio Zeta Future Hits Live 2025. In quel periodo Clara risultava single, mentre il rapper veniva nuovamente fotografato poco dopo in compagnia di Giulia Honegger. La svolta è arrivata il 4 agosto 2025, quando Fedez ha ufficializzato la relazione con Giulia Honegger, presentandola pubblicamente. Sono tanti gli artisti con cui Fedez ha collaborato nel corso degli anni, e tanti altri con cui i rapporti professionali si sono interrotti bruscamente: Rovazzi, J-Ax, Salmo, Luis Sal, Tony Effe. Per citarne alcuni. Al Festival di Sanremo 2025 Fedez è tornato in gara con Battito, un brano intimo e autobiografico dedicato alla depressione, descritta come una relazione costante e soffocante nella propria vita. Il tema della salute mentale e il riferimento agli psicofarmaci hanno diviso l'opinione pubblica tra chi ha apprezzato la sua sincerità e chi ha parlato di eccessiva spettacolarizzazione del dolore. A fare da sfondo, le tensioni con Tony Effe, nate da precedenti dissing e frecciate personali, e le polemiche con Selvaggia Lucarelli, che ha commentato in modo critico la sua esposizione mediatica e il racconto pubblico della malattia, alimentando un acceso dibattito social durante tutta la settimana del Festival. Marco Masini nasce a Firenze il 18 settembre 1964. Si avvicina già giovanissimo alla musica e già durante gli anni del liceo fonda il gruppo 'Errata Corrige'. L'incontro decisivo arriva nel 1986 con il paroliere e produttore Giancarlo Bigazzi. È un momento che segna l'avvio di Masini nel mondo della discografia, lavorando anche alla realizzazione di colonne sonore e collaborando con artisti come Umberto Tozzi e Raf. Il grande pubblico scopre Marco Masini nel 1990, quando trionfa tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo con 'Disperato'. Il brano diventa subito un successo, trainando l'album d'esordio. L'anno seguente torna all'Ariston con Perché lo fai, classificandosi terzo, mentre l'album Malinconoia supera il milione di copie vendute, consacrandolo come una delle voci più riconoscibili del periodo. Presto però si diffonde un'ondata di critiche e maldicenze: il cantautore viene etichettato come artista "pessimista" accusato addirittura di portare sfortuna e di influenzare negativamente i giovani con i suoi testi intensi e malinconici. In risposta, nel 1993 pubblica Vaffanculo, brano simbolo contenuto nell'album T'innamorerai, una presa di posizione netta contro le accuse. Le polemiche proseguono anche con Il cielo della Vergine (1995), che include canzoni come Bella stronza e Principessa, oggetto di discussioni e censure per i contenuti ritenuti provocatori. Dopo la raccolta L'amore sia con te (1996) e l'album Scimmie (1998), che non ottiene i risultati sperati, Masini attraversa un periodo complesso. Il ritorno a Sanremo nel 2000 con Raccontami di te non inverte la tendenza, e l'insuccesso di Uscita di sicurezza lo porta ad annunciare il ritiro nel 2001. La pausa dura due anni. Nel 2003 rientra con Il mio cammino, ma è il 2004 a segnare la vera rinascita: con L'uomo volante vince il Festival di Sanremo nella categoria Campioni, conquistando anche il premio della sala stampa. Un successo che rilancia la sua carriera e riporta Masini al centro della scena musicale italiana. Parallelamente si dedica anche alla televisione: nel 2018 è giurato a Sanremo Young e coach a Ora o mai più, mentre dal 2022 prende parte a The Band nel ruolo di tutor. Nel 2020 celebra i trent'anni di carriera con la raccolta Masini+1 30th Anniversary, suggellando un percorso artistico fatto di cadute, rinascite e coerenza espressiva. Schivo e lontano dal gossip, Marco Masini ha sempre mantenuto grande riserbo sulla propria vita personale. L'unica relazione resa pubblica è quella con Aurora Nardozzi, ufficializzata nel 2011: la convivenza a Firenze si interrompe nel 2013, anche a causa di differenti visioni sul desiderio di paternità, tema che l'artista ha affrontato apertamente nella canzone L'uomo volante. Profondissimo il legame con la madre, Anna Maria, scomparsa quando Masini era appena diciottenne. Un'assenza che ha segnato in modo indelebile la sua sensibilità e la sua scrittura. Nel 2011 il cantautore ha voluto tatuarsi il nome 'Anna' sull'avambraccio, accompagnato da due ali, come simbolo di un ricordo sempre vivo. A lei ha dedicato anche due brani. Marco Masini a 'Tv Sorrisi e Canzoni' ha spiegato: "Il messaggio di 'Male necessario' è che bisogna avere coraggio e non possiamo perdere la speranza, specialmente nei periodi di grande sopportazione". So che in fondo non c'è tempo Quante cose che cambiano Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so I miei problemi ormai Saranno la parte di te Quella più vulnerabile e spietata Lo sai Non ho più spazio per dipingermi d'inchiostro Lo ammetto però Per altre cicatrici trovo sempre un posto Da questa notte resto solo insieme a me Toccando il fondo in una stanza di un hotel Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare Come un latitante a un passo dall'arresto Ora non ho più bisogno di scappare io Dal silenzio che è un rumore Da tutto questo male necessario Dovrei separare l'ego dall'io Ma non siamo fatti per essere fragili Ogni padre inizia come fosse un Dio Ma poi finisce che diventa un alibi La gente pudica giudica Che brutta gente che frequenta Fedez Ma ci si dimentica sempre che Giuda Se la faceva con gente per bene E so che farà male E vorrai cominciare A bere poi fumare Forse per distrazione Se è vero che siamo solo di passaggio Il vero obiettivo non può essere la meta Ma imparare a godersi il viaggio Quando crescerai E non mi chiederai nemmeno più il permesso Si impara vedrai Che i mostri non stanno soltanto sotto al letto Da questa notte resto solo insieme a me Toccando il fondo in una stanza di un hotel Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare Come un latitante a un passo dall'arresto Ora non ho più bisogno di scappare io Dal silenzio che è un rumore Da tutto questo male necessario Ci ho messo una vita per sentirmi vivo Seguendo la linea sottile di un filo Succederà ciò che deve succedere Anche nel buio si impara a vedere In fondo a tutto il male necessario Da questa notte resto solo insieme a me Toccando il fondo in una stanza di un hotel Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare Come un latitante a un passo dall'arresto Ora non ho più bisogno di scappare io E ringrazierò il passato E chi mi ha condannato E tutto questo male necessario So che in fondo non c'è tempo Quante cose che cambiano Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so.
(Adnkronos) - Per Autoconnexa, la startup Insurtech italiana che sta ridefinendo il panorama delle assicurazioni auto, si è appena chiuso un aumento di capitale da 4,4 milioni di euro che sommato ai Safe collocati a inizio 2025 portano ad Autoconnexa oltre 6 milioni di euro complessivi, a supporto del proprio inarrestabile percorso di crescita. Un’operazione che non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento per accelerare ulteriormente una visione chiara: portare l’innovazione tecnologica all’interno di settori storici, accompagnandoli nell’evoluzione senza romperne gli equilibri industriali e culturali. Autoconnexa si posiziona come partner distributivo di polizze nel settore rca proponendosi come un vero e proprio generatore di ricavi per banche, compagnie assicurative e, in prospettiva, anche per realtà delle telecomunicazioni, dell’automotive e di altri comparti industriali. "Affianchiamo aziende solide - spiega Robin Daina, amministratore delegato e founder di Autoconnexa - che hanno costruito valore nel tempo. Il nostro obiettivo è offrire a queste società tutta la nostra tecnologia per creare un elemento importantissimo di differenziazione nel mercato e abilitare nuovi canali di vendita in grado di far evolvere il loro business". La crescita di Autoconnexa è guidata da una catena del valore i cui elementi centrali sono: sicurezza stradale ed ecosostenibilità. L’azienda ha realizzato un dispositivo (SmartBox) che si installa nell’abitacolo dell’auto e, insieme all’app Drive Connexa, raccoglie feedback sul comportamento di guida proprio dal punto di vista della sicurezza ed ecosostenibilità a ogni viaggio. Questi dati, elaborati attraverso algoritmi Ia proprietari, permettono di delineare il profilo di rischio dell’automobilista per creare polizze personalizzate. Una tecnologia che si traduce nel claim: Meglio guidi, meno paghi, meno inquini. Le soluzioni tecnologiche sviluppate da Autoconnexa consentono di fatto un utilizzo più consapevole dei dati raccolti, favorendo comportamenti di guida più sicuri e contribuendo a una mobilità più efficiente e sostenibile, con benefici concreti per cittadini, compagnie e territori. "Sicurezza sulle strade ed ecosostenibilità - prosegue Daina - sono il perno del nostro modello. Per noi, innovare significa anche assumersi una responsabilità verso le persone, l’ambiente e il sistema industriale nel suo complesso". L’operazione appena conclusa ha visto la partecipazione di un pool qualificato di investitori istituzionali e professionali, tra cui il fondo Lumen II, Cdp Venture Capital, Crédit Agricole ed alcuni membri del Club degli Investitori per il tramite della Simon Fiduciaria che si uniscono a MBSpeedUp (veicolo di Mediobanca e Founders Factory dedicato agli investimenti in startup early stage), Itas Mutua e Doorway investitori del precedente round Safe. "Supportiamo Autoconnexa - ha dichiarato Davide Fioranelli General Partner di Lumen II - perché la riteniamo una delle migliori realtà Insurtech emersa in Italia negli ultimi anni, in quanto interpreta la tecnologia come fattore abilitante per un’industria più efficiente e responsabile. Un approccio che guarda al lungo periodo e alla creazione di valore per l’intero ecosistema". "Siamo lieti - sottolinea Francesca Ottier, responsabile del fondo Italia Venture II di Cdp venture capital - di sostenere Autoconnexa in un percorso che coniuga innovazione tecnologica e sviluppo del Mezzogiorno. Il settore assicurativo auto sta attraversando una profonda trasformazione, in cui l’utilizzo della telematica e dei dati consente di costruire modelli più efficienti, trasparenti e in grado di premiare comportamenti di guida sostenibili e virtuosi. Crediamo che Autoconnexa possa giocare un ruolo rilevante in questo processo di digitalizzazione, contribuendo a modernizzare il comparto assicurativo e a rafforzare un polo di innovazione tecnologica nel Sud Italia". "Con l'ingresso nel capitale di Autoconnexa, Crédit Agricole Italia intende monitorare da vicino l’evoluzione delle nuove tecnologie sostenibili nell’ambito della mobilità del futuro". E' stato il commento di Andrea Riva, responsabile open innovation di Crédit Agricole Italia. "Il razionale che guida l’investimento è rappresentato dalla volontà di esplorare nuove partnership strategiche che ci consentano di rispondere alle esigenze future dei clienti del nostro Gruppo, ponendo le basi per una potenziale evoluzione dell’offerta in chiave tecnologica e personalizzata". "La tecnologia di Autoconnexa è di grande qualità, ma ciò che ci ha convinto davvero è il team. Competenza, visione e una resilienza rara: qualità che hanno permesso alla società di arrivare fin qui con basi solide. Come soci del Club degli Investitori potevamo dare un supporto importante alla crescita di questa realtà, avendo delle competenze all’interno del network del Club sia nel mondo digitale, che automotive, che assicurativo. Sotto la guida di Robin Daina abbiamo visto davvero una opportunità importante per il mercato". Hanno concluso Sergio Brizzo e Giorgio Gorelli, rappresentanti dei soci del Club degli investitori che hanno partecipato con entusiasmo e convinzione a questo round. A seguito dell’operazione, viene confermato il board della società, composto da professionisti con consolidata esperienza nel settore assicurativo, con l’ingresso di Davide Fioranelli come nuovo membro del consiglio di amministrazione espresso dai nuovi investitori che affianca Jamie Brown, Marta Daina e Vittorio Giusti. La conferma di Robin Daina nel ruolo di Amministratore Delegato garantisce continuità strategica e coerenza con una visione che mette i valori al centro della crescita. Con questo aumento di capitale, Autoconnexa rafforza il proprio ruolo nel panorama italiano come ponte tra tradizione industriale e innovazione tecnologica, ribadendo che le risorse finanziarie sono un mezzo per raggiungere un fine più ampio: costruire un ecosistema assicurativo più sicuro, sostenibile e pronto ad affrontare le sfide della mobilità contemporanea.
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.