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(Adnkronos) - Fino a 540 euro in più a famiglia su bollette e carburante; è questo l’aggravio che gli italiani rischiano di dover sostenere nei prossimi 12 mesi per l’aumento del prezzo delle materie prime causato dalla guerra in Iran. Secondo gli analisti di Facile.it, con il perdurare del conflitto salgono vertiginosamente gli aumenti previsti per i prossimi 12 mesi: 304 euro per la bolletta del gas e 98 euro per quella dell'energia elettrica. E diventa sempre più difficile trovare sul mercato offerte a prezzo fisso. Il calcolo, effettuato considerando le stime di Pun e Psv per i prossimi 12 mesi, porta quindi il conto complessivo a 2.829 euro nell'anno, pari al 17% in più rispetto ai 2.427 euro previsti per il 2026 prima che scoppiasse il conflitto. Per le stime gli analisti hanno preso in considerazione i consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh per l’energia elettrica e 1.400 smc per il gas) e le previsioni sull'andamento del Pun e del Psv (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da Eex (European Energy Exchange) per i prossimi 12 mesi, mettendo a confronto i valori pre- e post-scoppio del conflitto. Il conflitto ha iniziato ad avere effetti importanti anche sul prezzo del carburante alla pompa; confrontando i valori con quelli pre-conflitto (23 febbraio) si scopre che il prezzo della benzina in modalità self è aumentato dell’1% dopo pochi giorni dall’attacco (2 marzo) per poi salire fino al +4% il 4 marzo e arrivare, l’8 marzo, al +7%. Su base annua, considerando una percorrenza di 10.000 Km, secondo le stime* di Facile.it la differenza sul costo del pieno di un’automobile rispetto al 23 febbraio era di appena 8 euro il 2 marzo, è salita a 41 euro il 4 marzo ed è arrivata a 79 euro l’8 marzo. Anche sul prezzo del diesel l’impatto è stato immediato e addirittura più elevato: il 2 marzo l’aumento del prezzo alla pompa in modalità self è stato dell’1% (rispetto al 23 febbraio), è salito al +6% il 4 marzo ed è arrivato al +15% l’8 marzo; considerando una percorrenza di 10.000 Km, rispetto ai valori pre-conflitto (23 febbraio), l’impatto sul costo del rifornimento è passato da +8 euro del 2 marzo a +58 euro del 4 marzo fino ad arrivare a +140 euro dell’8 marzo. L’effetto, in valori assoluti, è più visibile se si guarda al settore degli autotrasporti: secondo le simulazioni di Facile.it, un camion per percorrere una tratta di 3.000 km il 2 marzo spendeva 14 euro di diesel in più rispetto alla settimana precedente, il 4 marzo l’aumento è salito a 79 euro, l’8 marzo è arrivato a 191 euro.
(Adnkronos) - Si è svolto oggi nella sede di Ca’ Del Bosco a Erbusco nel Bresciano, l’innovation workshop promosso da Fondazione LGH in collaborazione con Teha - The European House Ambrosetti. Un appuntamento cruciale nel percorso di dialogo che la Fondazione porta avanti nei territori in cui opera. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia degli interventi a favore di innovazione e sviluppo sostenibile nel Sud della Lombardia. Fondazione Lgh – nata nel 2021 con la missione di stimolare, promuovere e sostenere l’innovazione generatrice di impatti ambientali, economici e sociali positivi – intende ora avviare una riflessione strutturata sulle proprie priorità di finanziamento, così da renderle sempre più aderenti ai bisogni dei territori, alle vocazioni locali e alle filiere produttive di riferimento. Fino a oggi, la Fondazione ha finanziato 24 progetti scientifici e ha avuto un impatto significativo anche nei settori culturale e sociale, come dimostrano le 87 iniziative supportate. Nell’anno 2025 il valore complessivo delle ricadute sui territori di riferimento ammonta a circa 1.049.000 di euro. “Ascoltare il territorio - ha sottolineato Giorgio Bontempi, presidente Fondazione Lgh - significa prestare attenzione alle sue caratteristiche uniche e valorizzare le relazioni tra le persone. Con questo workshop, abbiamo voluto attivare una riflessione strutturata con i nostri principali portatori d’interesse, rafforzando l’impatto ambientale, economico e sociale delle attività della Fondazione. La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica sono fondamentali per trovare soluzioni efficaci. In un periodo di profondi cambiamenti ambientali, economici e sociali, innovare insieme è essenziale". Attraverso sessioni plenarie e tavoli di lavoro, oltre quaranta qualificati stakeholder locali e nazionali – provenienti dal mondo della ricerca, dell’impresa e dell’ecosistema abilitante – sono stati coinvolti in un dialogo costruttivo per individuare le principali priorità di innovazione, analizzare la coerenza tra queste e il perimetro di intervento della Fondazione e definire i driver più rilevanti per orientare l’azione futura nelle diverse filiere di interesse: trasformazione alimentare, agricoltura e zootecnia, cosmetica e materiali. “Il sistema delle fondazioni del Gruppo A2A – che comprende Fondazione AEM, Fondazione ASM, Banco dell’Energia e Fondazione Lgh – rappresenta un pilastro fondamentale del nostro impegno verso la crescita sostenibile dei territori e delle comunità che serviamo - ha spiegato Roberto Tasca, presidente di A2A -. Con la nascita di A2A Life Ventures abbiamo creato in Italia un modello societario integrato di open innovation che permette di trasformare idee, tecnologie e collaborazioni con startup, università e centri di ricerca in soluzioni concrete per l’economia circolare, l’energia pulita e infrastrutture intelligenti, favorendo l’ingaggio di giovani talenti”. Il percorso avviato all’Innovation workshop costituisce l’inizio di una nuova fase di sviluppo per la Fondazione, finalizzata al consolidamento del suo ruolo come promotore di innovazione territoriale, con l’obiettivo di servire le comunità locali e le future generazioni impegnate nell’innovazione. “Momenti come questo - ha precisato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi - dimostrano quanto sia strategico mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo della ricerca a vantaggio del territorio. Regione Lombardia crede in un’innovazione che non resti un concetto astratto, ma diventi strumento concreto di competitività e coesione, capace di generare valore diffuso. Nel Sud della Lombardia esistono filiere produttive solide e identità economiche ben riconoscibili: accompagnarle con strumenti mirati, favorire l’accesso a competenze e capitale, sostenere la capacità progettuale significa rafforzare l’intero sistema regionale. Il confronto avviato oggi va nella direzione giusta”. L’incontro, gestito e moderato da Teha, ha rappresentato un momento di confronto di alto livello, volto ad allineare le priorità di finanziamento della Fondazione Lgh all’identità e alle vocazioni dei territori, alle economie locali e ai bisogni espressi dalle comunità. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli strumenti di ingaggio e di erogazione dei fondi: non solo modalità di finanziamento, ma anche accompagnamento, partnership e meccanismi di scouting come bandi, call for ideas e sportelli, per intercettare progettualità innovative e di qualità. A conclusione di questi primi anni di attività, la Fondazione ha voluto quindi avviare un processo di revisione delle proprie linee guida strategiche e operative, riassunte nelle nuove direttrici territoriali, in un’ottica di ascolto e valorizzazione delle specificità locali e delle relazioni tra le persone. L’obiettivo è posizionarsi come attore capace di promuovere un’innovazione radicata nei bisogni reali del territorio e validare le nuove direttrici in modo partecipato.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.