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(Adnkronos) - "Il comparto della nautica vede nell’export la propria punta di diamante quindi i conflitti internazionali e questa instabilità globale che stiamo affrontando sono elementi di forte criticità. Il vantaggio è che i nostri cantieri esportano in tutto il mondo, non ci sono mercati prevalenti però da un lato dell’Atlantico abbiamo il problema dei dazi degli Stati Uniti che sono il nostro primo mercato di export, dall’altro questo nuovo conflitto in Medio Oriente. Il mercato del Golfo e delle aree dei Paesi intorno iniziava a dare qualche soddisfazione agli operatori, ma ora potrà rimanere bloccato per un determinato periodo". A dirlo Stefano Pagani Isnardi, direttore dell’Ufficio studi di Confindustria Nautica, intervenendo all’incontro organizzato a Milano, in cui sono stati presentati i rapporti 'La nautica in cifre Monitor – Trend di mercato 2025/2026', realizzato dall’Ufficio studi di Confindustria Nautica e Fondazione Edison, e 'Geografie della filiera nautica Italiana 2026', a cura di Fondazione Symbola, presentati oggi a Milano presso Palazzo Edison. C’è, però, un lato positivo: "La capacità dei nostri imprenditori e delle nostre imprese di andare a trovare clientela in tutte le coste del mondo è molto forte. Noi, come produttori di gioielli della nautica, riusciamo davvero ad attrarre da tutto il mondo le persone che sono interessate ai nostri prodotti e che vogliono il made in Italy da vivere in mare". L’incontro milanese è quindi importante "per capire quali siano i trend di mercato in corso. I nostri soci e le nostre aziende associate vogliono conoscere quale sia il contesto in cui operano per riuscire a fare investimenti e business plan, ma anche per far capire a tutte le istituzioni quale sia il valore e il peso del comparto e quali siano le eventuali criticità che dobbiamo affrontare".
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
(Adnkronos) - “La cosa interessante di questa manifestazione fin dall'origine è il non essersi specializzata in un solo settore dell'energia, ma essere stata in grado di offrire un panorama generale per tutto ciò che riguarda i settori energetici e le tecnologie per l'energia stessa. Abbiamo notato in quest’ultimo anno una forte crescita della domanda nella parte del solare, dell'eolico e nello storage, sostanzialmente nell'accumulo. Se facciamo un salto all’indietro di quattro anni all’interno del percorso di questa manifestazione, vediamo che all’origine si trattava di una piccola costola di una fiera più grande, Ecomondo; questo sviluppo così forte in pochi anni, dimostra un grandissimo interesse anche a livello nazionale di questo settore, e merita naturalmente tutta l'attenzione che gli riserviamo”. Maurizio Renzo Ermeti, Presidente di Ieg - Italian Exhibition Group, si esprime così nel corso della prima giornata di ‘Key - The energy transition expo’, la manifestazione in corso di svolgimento alla Fiera di Rimini. “Quasi tutti i padiglioni sono occupati - prosegue Ermeti - ben 24, quattro in più rispetto allo scorso anno, e gli espositori sono 1065, di cui il 30% arriva dall’estero. 500 sono i buyer e provengono da 50 paesi nel mondo. È davvero un’edizione da record”. Per Ermeti il controllo del prezzo dell’energia è un elemento chiave: “Per questa ragione c'è Rimini Key 2026, una piattaforma che - in tutti i suoi 125mila metri quadri di esposizione - viene riconosciuta a livello internazionale”, conclude.