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(Adnkronos) - Donald Trump dà il via a Washington alla prima riunione del Board of Peace per Gaza e ringrazia i partecipanti: è il consiglio "più importante di sempre in termini di potere e prestigio". "Stiamo facendo qualcosa di molto semplice: la pace. Parola facile da dire ma difficile da produrre. Stiamo facendo un ottimo lavoro", aggiunge. "Non c’è nulla di più importante della pace e non c’è nulla di meno costoso della pace. Sapete, quando si va in guerra, costa cento volte di più di quanto costi fare la pace". "Penso che Hamas consegnerà le armi - afferma il presidente Usa - . Se non la faranno, riceveranno una punizione durissima". Quindi annuncia che "gli Stati Uniti contribuiranno con 10 miliardi di dollari al Board of Peace". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la prima riunione dell'organismo che dovrà supervisionare la ricostruzione di Gaza. E "sono già stati raccolti 7 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza" da "Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrain, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait". La Striscia, sostiene il presidente, "non è più un focolaio di radicalismo e terrorismo". Non solo. L’United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs sta "raccogliendo 2 miliardi di dollari a sostegno di Gaza" e che il Giappone ospiterà una conferenza per raccogliere ulteriori fondi, alla quale parteciperanno altri Paesi della regione, tra cui Corea del Sud, Singapore e le Filippine. "So che anche la Cina sarà coinvolta e penso che lo sarà anche la Russia", ha concluso. Non resta a guardare il mondo del calcio. "La Fifa raccoglierà 75 milioni di dollari per progetti a Gaza. Penso che siano progetti legati al calcio, in cui si realizzano campi e si portano lì le più grandi stelle del mondo - fa sapere Trump - Presto forniremo i dettagli dell’annuncio. E, se posso, verrò lì con voi". "Il Board of Peace sarà quasi un controllore delle Nazioni Unite per assicurarsi che funzioni correttamente", afferma quindi Trump dicendosi fiducioso che l'Onu "sarà un giorno molto più forte". "La situazione di Gaza - afferma - era impossibile da risolvere nell’ambito delle strutture esistenti delle Nazioni Unite. Questa situazione a Gaza era impossibile da risolvere secondo l’ortodossia e le strutture esistenti. Così abbiamo fatto in modo che si andasse all’Onu, ottenendo l’approvazione per creare questo gruppo e riunire queste nazioni, per trovare soluzioni molto specifiche a un problema molto unico e specifico", spiega. "Abbiamo ancora molta strada da fare. C’è molto lavoro da completare. Sarà necessario il contributo di ogni Stato rappresentato qui oggi", aggiunge Trump, sottolineando che "dobbiamo fare le cose nel modo giusto. Non esiste un piano B per Gaza. Il piano B è tornare alla guerra. Nessuno qui lo vuole. L’unica strada possibile è ricostruire Gaza in modo da garantire una pace duratura e sostenibile, dove tutti possano vivere fianco a fianco senza dover mai più temere un ritorno al conflitto, alla guerra, alla sofferenza umana e alla distruzione". Quanto alla situazione sempre più tesa con l'Iran, "Witkoff e Kushner hanno avuto ottimi incontri con gli iraniani. Dobbiamo trovare un accordo significativo, altrimenti succederanno cose brutte", avverte. "Nei prossimi 10 giorni scopriremo se riusciremo a raggiungere un accordo con l'Iran oppure no", chiarisce. "Ora è il momento che l’Iran si unisca a noi su un percorso che completerà ciò che stiamo facendo. Se si uniscono a noi, sarà fantastico. Se non si uniscono a noi, andrà bene lo stesso. Ma sarà un percorso molto diverso". Quindi Trump elogia il lavoro dell'inviato speciale americano Steve Witkoff per il lavoro di mediazione tra Ucraina e Russia. "è amato da Ucraina, Europa e Russia". "Va a incontrare Putin. Non conosceva Putin, sono stato io a organizzare l’incontro - racconta Trump - Ho chiesto: 'Come sta andando Steve?' 'È ancora dentro'. 'Oh, ma è passata un’ora'. Ho richiamato. 'Dite a Steve di chiamarmi quando ha finito. Voglio sapere che diavolo sta succedendo. Tre ore, quattro ore, il loro incontro è durato quattro ore. Questo sì che è talento".
(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, Manageritalia e Assologistica hanno sottoscritto il rinnovo del 'Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti delle imprese di logistica, magazzini generali, terminal operators portuali, interportuali ed aereoportuali', con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e validità fino al 31 dicembre 2028. Contratto che ad oggi riguarda circa 90 dirigenti del settore. Una firma rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali. Un segnale forte in un contesto economico ancora incerto, che tutela il potere d’acquisto dei manager e consente alle imprese una pianificazione efficace dei costi del lavoro. Ma le vere novità sono l’ulteriore investimento in welfare e l’innovazione sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro e misure per genitorialità e parità di genere, gli incentivi all’autoformazione e per la fruizione delle ferie. Per Marco Ballarè, presidente di Manageritalia: “L’intesa raggiunta rappresenta un punto di equilibrio: consente ai dirigenti coinvolti di recuperare, almeno in parte, l’impatto dell’aumento dell’inflazione registrato negli ultimi anni, senza gravare in modo eccessivo sulle aziende. Si tratta di un intervento rilevante per la competitività del comparto logistico, settore strategico per lo sviluppo del Paese. Con la firma di oggi compiamo un ulteriore passo – contenuto ma significativo – nel percorso di Manageritalia a tutela dei diritti dei dirigenti italiani, con particolare attenzione al potenziamento del welfare. Abbiamo inoltre posto un focus specifico sull’invecchiamento attivo, promuovendo la valorizzazione dei dirigenti senior che, attraverso iniziative di tutoraggio e mentoring, potranno trasferire competenze ed esperienze alle nuove generazioni presenti in azienda”. “Siamo soddisfatti di questo accordo che concretamente va nella direzione da noi auspicata, ovvero la valorizzazione delle figure dei manager logistici, vero elemento strategico per le aziende” sottolinea Paolo Guidi, presidente Assologistica, rilevando in particolare l’inserimento all’art.1 nell’ambito di applicazione del ccnl delle “aziende di servizi logistici anche integrati con attività di supporto alla produzione che coprono l’intero processo della supply chain”. Sei i punti chiave dell’accordo. 1) Incremento retributivo: aumento lordo mensile a regime di 750 euro, suddiviso in tre tranche la prima pari a 250 euro a decorrere da 1° marzo 2026 (300 euro dal 1° gennaio 2027 e 200 euro mensili dal 1° gennaio 2028). Ad integrale copertura del periodo 1° gennaio/28 febbraio 2026, ai dirigenti in forza alla data di stipula dell’accordo verrà corrisposto un importo “una tantum” di euro 500 euro lordi. 2) Welfare contrattuale rafforzato: credito welfare annuale di 2000 euro, potenziamento del Fondo Mario Negri, conferma dei valori di universalità delle coperture assicurative dell’Antonio Pastore, revisione delle agevolazioni contributive contrattuali. 3) Campo di applicazione: è stato maggiormente dettagliato il campo di applicazione del ccnl. 4) Nuove tutele sociali e demografiche: innovazione sul tema dell'invecchiamento attivo, che supporta lo scambio intergenerazionale permettendo ai dirigenti vicini alla pensione di continuare ad operare con funzioni di tutoraggio dei colleghi più giovani, introduzione di una procedura per incentivare la fruizione delle ferie, sostegno alla genitorialità e mantenimento della copertura sanitaria per dirigenti con gravi patologie. 5) Formazione e politiche attive: promozione dell’auto-formazione, con diritto ad usufruire di un minimo di sei giornate di congedo retribuito nell’arco di un triennio. Estensione dell’ambito di applicazione delle Politiche attive per la ricollocazione. 6) Equità e trasparenza: misure per la parità di genere, la trasparenza retributiva e il contrasto al dumping contrattuale.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.