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(Adnkronos) - Sono peggiorate le condizioni di Domenico, il bambino ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli e attaccato a una macchina salvavita dopo il trapianto di cuore fallito il 23 dicembre. Ora "in accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato, al paziente saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell’ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici", ha spiegato con una nota l'ospedale napoletano a conclusione della prima riunione che ha visto l’équipe dell’Azienda Ospedaliera dei Colli interfacciarsi con il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e con la madre del piccolo paziente, nell’ambito del percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC). "Il bambino non soffre. E' sedato, è come fare un'anestesia generale, garantito che il bambino non sente dolore", ha aspiegato Antonio Corcione, direttore dipartimento Area critica dell'ospedale Monaldi di Napoli, aggiungendo: "Con la famiglia abbiamo concordato di non accanirci con le terapie e di tutelare il paziente, che è in gravissime condizioni". "La situazione è molto critica, ma non ci accaniamo e non stacchiamo la spina", ha detto ancora Corcione sottolineando: "Stiamo facendo l'indispensabile per tutelare il piccolo. L'Ecmo continua, è fondamentale, ma dopo tanti giorni ci porta anche tanti problemi, ma alternative non c'erano". "Noi stiamo applicando una legge dello Stato, del 2017 che tutela il paziente - ha concluso il medico- Con i genitori abbiamo condiviso la terapia da fare. Non ci accaniamo, non stacchiamo la spina, non facciamo le cure palliative che si fanno a casa, non facciamo la terapia del dolore. Il bambino è sedato, collegato a un apparecchio e ha una grande insufficienza multiorgano". All'Adnkronos Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo, informava, prima della riunione, che "la madre ed il padre, con il medico di parte, faranno parte della valutazione del piano terapeutico per una terapia del dolore, come previsto dal Piano, per l'alleviamento delle sofferenze del piccolo. Sarà presente il comitato etico del Monaldi ed è previsto un supporto psicologico per i genitori". L'avvocato ha poi spiegato che "dalla documentazione del Monaldi emerge, e non c'è errore perché è molto analitica sulla cronologia dei documenti a noi inviati, che il primo rapporto interdisciplinare sul caso del bimbo è datato 6 febbraio. Credo non ci sia bisogno di altri commenti". Nei giorni scorsi la notizia di un cuore disponibile aveva riacceso una flebile speranza per la famiglia di Domenico. Poi il 18 febbraio il verdetto degli specialisti dell'Heart Team riuniti all'ospedale Monaldi aveva escluso questa possibilità, chiarendo che l'organismo del piccolo non avrebbe potuto sopportare un nuovo trapianto. Quel cuore però una speranza l'ha riaccesa, a centinaia di chilometri di distanza. Come già preannunciato, l'organo è andato a uno dei bimbi compatibili che era in cima alla lista d'attesa. L'intervento è stato eseguito con successo all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
(Adnkronos) - 'La giustizia italiana al bivio'. E' il titolo dell’incontro–dibattito dedicato al confronto sul referendum confermativo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare', in programma lunedì 23 febbraio 2026, alle ore 10, presso l’Aula Rossi dell’Università Lum Giuseppe Degennaro. Dopo i saluti e l’introduzione del Rettore Antonello Garzoni, l’iniziativa vedrà le presentazioni di Riccardo Figliolia, Segretario Generale Confimi Industria BaBifg e Massimo Melpignano, Responsabile nazionale Konsumer Italia. Interverranno Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia per il Comitato del Sì, e Donatella Curtotti, ordinario di Procedura Penale e Prorettore dell’Università di Foggia per il Comitato del No. L’incontro prevede una sessione di q&a e si concluderà con l’intervento di Massimiliano Lanzi, Professore di Diritto Penale. A moderare il dibattito sarà il giornalista Antonio Bucci.
(Adnkronos) - Il Regolamento Ue Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) “imporrà un cambio di paradigma molto netto” in tema di imballaggi, “una vera e propria rivoluzione”. Così Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda attiva nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, in un'intervista all’Adnkronos traccia un quadro degli impatti che il nuovo regolamento avrà sulla filiera. “L’imballaggio non sarà più trattato come un ‘accessorio’ del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che sul piano informativo. In altre parole, il packaging dovrà essere ‘tecnicamente’ conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili”, spiega. Sul tema dell’etichettatura, “la direzione è chiara: si va verso un sistema armonizzato a livello europeo, pensato per rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione dell’imballaggio e delle corrette modalità di smaltimento. L’obiettivo del Ppwr è proprio quello di uniformare i processi in tutta l’Unione”. Sul fronte della tracciabilità, “il salto è ancora più significativo. Il Ppwr prevede che l’imballaggio debba essere marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. Ed è interessante notare che viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. Questo punto apre una prospettiva molto concreta: l’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria ‘identità’, non più soltanto fisica, ma anche digitale”. “Ma non è solo un tema di ‘codice sull’etichetta’”, avverte Dimaria. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale - spiega - I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità che copre tutti i dati rilevanti lungo la supply chain, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una ‘Eu Declaration of Conformity’. In più, la conservazione della documentazione non è banale: 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con obbligo di metterla a disposizione delle autorità competenti". Quanto alle scadenze, “il calendario è molto serrato. Il regolamento è entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, ma il vero spartiacque operativo sarà quello del 12 agosto 2026, quando inizierà l’applicazione generale e solo imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato Ue. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028. Mentre per il packaging riutilizzabile, dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni specifiche, anche tramite QR code”. Insomma, “l’impatto del Ppwr sarà enorme, perché trasforma l’etichetta da elemento ‘grafico’ a strumento regolatorio, mentre la tracciabilità, da concetto astratto, diventa requisito misurabile e documentabile”. In questo quadro “le sfide principali per le aziende italiane riguardano soprattutto la complessità operativa. Il Ppwr richiede dati, prove e documentazione che spesso oggi non sono disponibili in modo strutturato. Molte aziende hanno gap informativi lungo la filiera e la raccolta dati avviene ancora in modo manuale e frammentato”. Ne deriva che “la gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità: è ciò che consente alle aziende di trasformare obblighi normativi in processi industriali governabili. In un contesto così articolato è fondamentale puntare su tecnologie di ultima generazione e strumenti digitali centralizzati che consentano di raccogliere e strutturare i dati di prodotto e di imballaggio, coinvolgere fornitori e partner, gestire documentazione tecnica, etichettatura e Dichiarazioni di Conformità in modo integrato e verificabile”. In conclusione, secondo Dimaria, occorre tenere presente che “il 12 agosto 2026 non è lontano, e sarà una data spartiacque molto concreta. Da lì non si potrà tornare indietro. L’accesso al mercato europeo sarà vincolato e bisogna essere pronti per tempo”. In secondo luogo, “il Ppwr va interpretato come parte di una trasformazione più ampia, con l’Unione Europea che sta spingendo verso un’economia fondata su trasparenza, tracciabilità e responsabilità estesa. Un percorso collegato anche alla logica del Digital Product Passport. Chi si rende conto di questo oggi, probabilmente domani non sarà solo compliant: sarà più competitivo”.