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(Adnkronos) - E' morto Robert Duvall. L'attore, 95 anni, è deceduto ieri come ha reso noto la moglie, Luciana Duvall. "Ieri abbiamo detto addio al mio amato marito, caro amico e uno dei più grandi attori del nostro tempo", ha scritto sui social. "Bob se n'è andato serenamente a casa, circondato da amore e conforto. Per il mondo, era un attore premio Oscar, un regista, un narratore. Per me, era semplicemente tutto". Duvall in carriera ha vinto un Oscar per l'interpretazione in 'Un tenero ringraziamento'. Ha ricevuto le nomination per i ruoli in Il padrino, Apocalypse Now e Il grande Santini, L'apostolo, A Civil Action e The Judge. Ha inoltre vinto quattro Golden Globe, due Emmy, uno Screen Actors Guild Award ed un Bafta. "La sua passione per la sua arte era pari solo al suo profondo amore per i personaggi, per un buon pasto e per l’arte di intrattenere in salotto. In ciascuno dei suoi numerosi ruoli, Bob si è dato completamente ai personaggi e alla verità dell’animo umano che incarnavano", ha aggiunto la moglie nel messaggio. "Così facendo, lascia a ciascuno di noi qualcosa di duraturo e indimenticabile. Grazie per gli anni di supporto che gli avete dimostrato e per averci concesso il tempo e l’intimità necessari per celebrare i ricordi che lascia dietro di sé". Robert Selden Duvall, icona del cinema americano e attore dalla presenza magnetica, è stato, a partire dagli anni Sessanta, uno degli interpreti più celebri del grande schermo, capace di offrire intense interpretazioni, anche grazie a un volto fortemente caratterizzato ed espressivo, il più delle volte in parti di personaggi scomodi o violenti. Alla sua carriera di attore, che ha conosciuto un'inarrestabile progressione in ruoli secondari di grande spessore, dagli anni Ottanta Duval ha affiancato anche una sporadica ma brillante attività di regista. Ottenute due nominations agli Oscar come miglior attore non protagonista, nel 1973 per "Il padrino" (1972) e nel 1980 per "Apocalypse now" (1979), entrambi diretti da Francis Ford Coppola, ha ricevuto l'ambito premio nel 1983, questa volta come protagonista, per "Tender mercies - Un tenero ringraziamento" (1982) di Bruce Beresford. Nel corso della carriera ha ricevuto complessivamente sei candidature all'Oscar, tra cui quelle per "Il grande Santini" (1980), "L'apostolo" (1997), "A Civil Action" (1998) e "The Judge" (2014). Ha inoltre vinto quattro Golden Globe, due Emmy, uno Screen Actors Guild Award ed un Bafta. Per i milioni di spettatori che hanno seguito la sua carriera, Duvall resterà l'uomo dallo sguardo penetrante, capace di attraversare con la sua recitazione il cuore stesso dei personaggi, dalla spietatezza di un colonnello in guerra alla fragile redenzione di un cantante country al tramonto della vita. Nato il 5 gennaio 1931 a San Diego, Robert Duvall cresce in una famiglia dalle forti tradizioni. Suo padre, William Howard Duvall, era un ammiraglio della Marina statunitense, mentre sua madre, Mildred Virginia Hart, si dilettava come attrice. L'influenza paterna lo porterà a servire il proprio paese durante la guerra di Corea, dal 1953 al 1954, esperienza che segnerà il giovane Robert e contribuirà a modellare la profondità psicologica che contraddistinguerà i suoi futuri personaggi sul grande schermo. Dopo l'esercito, Duvall si trasferisce a New York per studiare recitazione alla Playhouse School of Theatre, dove stringe amicizia con Dustin Hoffman, James Caan e Gene Hackman. Qui inizia un lungo apprendistato sui palcoscenici di Broadway e Off-Broadway, dove costruisce la sua reputazione di attore capace di muoversi con naturalezza tra ruoli drammatici intensi e personaggi complessi. Il suo debutto avviene nel 1952 al Gateway Playhouse di Long Island e, dopo una pausa forzata dal servizio militare, torna al teatro con una serie di interpretazioni memorabili, tra cui Eddie Carbone in "Uno sguardo dal ponte" di Arthur Miller, ruolo che Duvall definirà in seguito il "catalizzatore della sua carriera". Duvall fa il suo ingresso nel cinema nel 1962 con "Il buio oltre la siepe" di Robert Mulligan, interpretando un giovane uomo mentalmente instabile. Gli anni Sessanta e Settanta vedono il suo talento farsi notare con ruoli progressivamente più significativi: da "Capitan Newman" (1963) di David Miller a "Mash" (1970) di Robert Altman, fino all'incontro decisivo con Francis Ford Coppola. È "Il Padrino" (1972) a consacrarlo come attore di livello internazionale, interpretando Tom Hagen, consigliere e figlio adottivo di Don Vito Corleone. Benché tra lui e Marlon Brando ci fossero solo sette anni di differenza, Duvall riesce a incarnare la maturità, la saggezza e la lealtà del personaggio, diventando subito un punto di riferimento per la critica e il pubblico. Il suo lavoro prosegue con "Il Padrino - Parte II" (1974), consolidando una carriera già segnata dall'eccellenza. La sua collaborazione con Coppola si ripete in "Apocalypse Now" (1979), dove interpreta il colonnello William Kilgore, figura di lucida follia e determinazione ossessiva, immortalata nella celebre frase: "Mi piace l'odore del napalm al mattino". Questo ruolo gli vale una candidatura all'Oscar e un Golden Globe, confermando la sua capacità di trasportare sullo schermo figure complesse, talvolta disturbanti, con una naturalezza e un’intensità raramente viste. Duvall non è solo interprete, ma anche narratore della vita stessa dei suoi personaggi. Nel 1983 vince l'Oscar come miglior attore protagonista per "Tender Mercies - Un tenero ringraziamento", dove interpreta Mac Sledge, un cantante country alcolizzato che ritrova la forza di vivere grazie all’amore e alla redenzione personale. Questa performance testimonia il suo approccio unico al mestiere: ogni personaggio viene studiato nei minimi dettagli, restituito con verità e umanità. Parallelamente, Duvall si cimenta come regista con "Angelo, amore mio" (1983) e successivamente con "L'apostolo" (1997), film che gli valgono due Independent Spirit Awards e una nuova candidatura all'Oscar. La regia, pur sporadica, evidenzia un'altra dimensione del suo talento: la capacità di raccontare storie intime e complesse con la stessa intensità dei ruoli interpretati. Dopo "Il migliore" (1984), Duvall continua a distinguersi con ruoli intensi, come in "Colors - Colori di guerra" (1988) di Dennis Hopper, e negli anni Novanta alterna film d'azione e drammi, tra cui "Giorni di tuono" (1990), "Ricordando Hemingway" (1993) e "Un giorno di ordinaria follia" (1993), oltre a "Cronisti d'assalto" (1994), "Qualcosa di cui… sparlare" (1995) e "A Civil Action" (1998), che gli vale la sesta candidatura all’Oscar. Nel nuovo millennio partecipa a produzioni importanti come "Fuori in 60 secondi" (2000), "Il sesto giorno" (2001) e "John Q" (2002), dirigendo e producendo anche "Assassination Tango" (2002). Accetta ruoli minori ma incisivi in "Terra di confine – Open Range" (2003), "Thank You for Smoking" (2005), "I padroni della notte" (2007) e "Crazy Heart" (2009), oltre a "Broken Trail - Un viaggio pericoloso" (2006), vincitore di due Emmy. Nel 2010 torna protagonista con "The Funeral Party" e viene scelto da Terry Gilliam per "The Man Who Killed Don Quixote", progetto poi sospeso per problemi finanziari. Nel 2011 interpreta "Seven Days in Utopia" e nel 2014 è coprotagonista in "The Judge" con Robert Downey Jr., ruolo che gli vale la settima candidatura a Oscar e Golden Globe. Robert Duvall è stato un sostenitore del Partito Repubblicano, appoggiando figure come George W. Bush, Rudy Giuliani, John McCain e Mitt Romney, ricevendo nel 2005 la National Medal of Arts. Con la moglie Luciana Pedraza, nel 2011 aveva fondato il Robert Duvall Children's Fund per aiutare famiglie in Argentina e ha sostenuto Pro Mujer, organizzazione dedicata alle donne più povere dell'America Latina. Duvall si è sposato quattro volte: con la ballerina Barbara Benjamin dal 1964 al 1975; con l'attrice Gail Youngs dal 1982 al 1986; poi con la ballerina Sharon Brophy dal 1991 al 1996. Nel 1997 iniziò una relazione con l'attrice argentina Luciana Pedraza che ha sposato nel 2005. Nonostante i quattro matrimoni, non ha mai avuto figli e, secondo quanto dichiarato nel 2007 dall'attore, la probabile causa sarebbe stata una sua infertilità. Tra i suoi amici più stretti figurano James Caan e Francis Ford Coppola, che testimoniano la sua capacità di creare legami duraturi basati sul rispetto e sull'arte condivisa. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - In occasione della Settimana nazionale delle discipline Stem - international day of women and girls in science - promossa dal ministero dell’Università e della Ricerca , previste attività in presenza e online con l’obiettivo di avvicinare allo studio e alle professioni scientifiche e tecnologiche. L’università di Roma Tor Vergata partecipa con iniziative volte a favorire il riconoscimento dell’impegno e il maggiore coinvolgimento delle donne nelle materie scientifiche. Un primo evento da sottolineare che vede protagonista l’ateneo è il 'Global women breakfast 2026, Insieme per la Scienza inclusiva', presso la macroarea di scienze Mm.ff.nn., che si svolge oggi martedì 10 febbraio 2026 - aula Gismondi. Dopo i saluti istituzionali affidati a Bianca Sulpasso, delegata all’internazionalizzazione e a Mariano Venanzi, coordinatore di macroarea di scienze Mm.ff.nn., prende il via un dibattito sui seguenti temi: la tavola periodica nelle diverse discipline scientifiche e la scienza che unisce culture, esperienze e identità. Il giorno dopo, l’11 febbraio, dalle ore 8:30 l’Infn - sezione di Roma Tor Vergata e il dipartimento di Fisica di ateneo presentano l’Atlas masterclass girl, un’iniziativa dedicata all’orientamento e alla promozione delle discipline scientifiche, presso l’aula Grassano del dipartimento di Fisica. Dopo i saluti introduttivi di Roberta Sparvoli, direttrice della sezione Infn-Tor Vergata, previsti seminari e conferenza con Giovanna Vingelli, docente di Unical. L’occasione prevede la partecipazione di circa trenta studentesse delle scuole superiori, con la concreta opportunità di incontrare ricercatrici e docenti e di avvicinarsi al mondo della ricerca scientifica diventando loro stesse scienziate per un giorno. L’evento si inserisce nelle attività dell’Ateneo e dell’Infn volte a favorire l’inclusione e la parità di genere nelle discipline stem: ulteriori due date il 6 e il 18 marzo completano l’evento masterclass Infn per le scuole superiori a Roma To Vergata. Inoltre il 19 febbraio l'università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con Ibm, invita le studentesse delle scuole secondarie di secondo grado a partecipare alla nuova edizione del 'Progetto Nerd?' ('Non È Roba per Donne?') – Edizione Lazio 2026, un'iniziativa nazionale volta a promuovere l'interesse delle giovani verso l'informatica e, più in generale, verso le discipline stem. L'obiettivo del progetto è quello di far avvicinare al mondo dell'informatica, e più in generale alle materie scientifiche, le ragazze delle scuole superiori italiane; vorremmo mostrare loro che l'informatica e le materie stem sono anche “roba per donne”. Il progetto sarà articolato in quattro incontri di presentazione e formazione online (19 febbraio,6 marzo, 13 marzo e 13 aprile), seguiti dalla creazione del progetto da parte delle ragazze, per un totale di 50 ore (10 ore per la frequenza degli eventi + 40 per la consegna del progetto). Come riporta l’Ocse, con il rapporto Education at a glance 2025, in Italia il 21 % degli studenti universitari consegue una laurea 'triennale' in uno degli ambiti Stem (un dato ancora inferiore alla media Ocse), il 20 % in economia, amministrazione e giurisprudenza e il 36 % nel settore delle arti e delle scienze umanistiche, in scienze sociali, giornalismo e informazione. Emerge, inoltre, dal Focus sulle carriere femminili Mur-Istat 2025, con riferimento all’anno 2023 che le donne, pur rappresentando oltre la metà della popolazione degli iscritti e dei laureati in italia come nella media europea, nel settore stem le donne sono meno rappresentate a tutti i livelli e gradi accademici (fonte Mur). Tutte le iniziative a livello nazionale si concludono nella Giornata Internazionale Unesco delle donne e delle ragazze nella scienza nata per far conoscere sempre più il contributo che le donne portano alla ricerca scientifica e all’innovazione.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".