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(Adnkronos) - "Siamo lieti di poter avviare una collaborazione così importante e innovativa - dichiara Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - Come testimonia una vasta letteratura scientifica la salute umana, quella animale e l'ecosistema sono strettamente collegati e interdipendenti. Circa un quarto di tutte le malattie è influenzato da fattori ambientali e l'inquinamento rappresenta un fattore di rischio non trascurabile. Con la firma di oggi, per la prima volta in Italia, si vuole promuovere l'approccio One Health nelle università, ma non solo all'interno di aule didattiche o di strutture sanitarie. Grazie al supporto dei vari Cus, già attivi sui territori e che aderiranno all'iniziativa, porteremo i nostri messaggi sui campi da gioco, nelle palestre, nelle piazze, fra gli atleti e anche tra l'intera cittadinanza. Ci aspettiamo infine di creare una nuova cultura del One health tra giovani studenti che magari un giorno saranno protagonisti della ricerca scientifica interdisciplinare proprio su questo tema". "La FederCusi riunisce i 49 centri sportivi universitari attivi in Italia - afferma Antonio Dima, presidente FederCusi - Nelle nostre strutture sportive e ricreative si allenano molti giovani studenti che rappresentano la futura classe dirigente del nostro Paese. Non solo i campi e le palestre che gestiamo sono spesso luoghi di ritrovo e punti di riferimento per l'intera cittadinanza. A nostro avviso tutta la società deve avere una maggiore consapevolezza sull'importanza di temi come il benessere, la prevenzione delle gravi malattie, la salvaguardia della salute animale e la tutela dell'ambiente. Abbiamo per questo deciso, con grande piacere, di firmare oggi il nuovo protocollo d'intesa con la One Health Foundation. Insieme a loro possiamo ora avviare nuovi progetti in tutta Italia sfruttando proprio la rete dei Cus. Quest'estate poi a Salerno vi saranno gli 'European Universities Games' con oltre 4.500 partecipanti da tutto il Vecchio continente. Rappresenterà un'ottima occasione per rilanciare il paradigma One health legato al mondo dello sport universitario". “Il nostro Ateneo, in sinergia con il Cus, aderisce con convinzione a questa iniziativa e sarà tra i primi in Italia ad avviare nei prossimi mesi progetti pilota pensati per i giovani e realizzati insieme ai giovani - sottolinea Enrico Quagliarini, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche presente alla conferenza stampa insieme al Direttore generale dell’Ateneo Alessandro Iacopini -. Le nostre studentesse e i nostri studenti potranno essere non soltanto destinatari di azioni formative, ma protagonisti attivi di un percorso di crescita e responsabilizzazione sui temi della salute. La prevenzione delle patologie e la riduzione del loro impatto rappresentano una priorità di salute pubblica. Oggi disponiamo di conoscenze e strumenti che consentono di prevenire molte malattie, ma è fondamentale investire nella formazione di professionisti capaci di adottare una visione ampia, integrata e interdisciplinare. In questo senso, l’approccio One health offre un paradigma innovativo e necessario. Questa iniziativa si inserisce pienamente nella Terza Missione dell’Università: mettere il sapere accademico al servizio della società, generando impatto sul territorio e promuovendo, insieme alle nuove generazioni, una cultura della salute più consapevole e partecipata”. “Preservare la salute di una popolazione sempre più anziana, come quella italiana, è davvero una sfida epocale – aggiunge Quintavalle, coordinatore Politiche pubbliche e istituzionali One Health Foundation -. Solo i tumori solidi provocano più di 160mila decessi l’anno, sono patologie tipiche della terza età e che risultano molto condizionate dagli stili di vita. Oltre alle abitudini salutari vanno migliorate le condizioni ambientali perché la qualità dell’aria gioca un ruolo nell’insorgenza di molte neoplasie. La ricerca scientifica deve proseguire e continuare a rendere disponibili ai pazienti nuove opportunità diagnostico-terapeutiche. Tuttavia bisogna anche prestare maggiore attenzione al contrasto all’inquinamento, alla tutela delle specie animali e allo studio di tutte queste interconnessioni sulla nostra salute”. “L’uomo è ciò che respira, ciò che mangia e l'energia che consuma - conclude Attilio Bianchi, Segretario generale di One Health Foundation e ideatore del progetto -. One Health è il cambio di paradigma verso la sostenibilità dei nostri sistemi di welfare e la loro ragion stessa di esistere. Per troppo tempo abbiamo confuso la tutela della salute con la sola cura della malattia. Salute è una sfera più ampia, più complessa e più articolata. Un messaggio così profondamente innovativo, che trova nella cultura della prevenzione, nella promozione di sani stili di vita, che guarda alla prevenzione, all'alimentazione, al movimento come driver fondamentali, ha bisogno di ripensare anche i modi e i mezzi con i quali poter essere diffuso. Ed ecco l’idea del progetto. Gli studenti universitari, prima fruitori di consolidati momenti di prevenzione, partecipi di progetti di ricerca ad hoc e, dopo ancora ambasciatori, all'interno delle proprie famiglie e dei propri variegati mondi del vissuto sociale, del nuovo modello interpretativo della dimensione Salute. Siamo certi che quanti già credono in questo progetto continueranno a sostenerlo con convinzione e che molti altri, nel tempo, sceglieranno di diventare compagni di viaggio in questa splendida avventura”.
(Adnkronos) - Gestione ottimale delle risorse umane, organizzazione efficiente dei processi produttivi e utilizzo evoluto della tecnologia sono le tre variabili su cui le competenze manageriali possono davvero fare la differenza: ed è su questi tre ambiti prioritari che Fondirigenti il fondo interprofessionale di Confindustria e Federmanager, leader in Italia per la formazione continua dei dirigenti, ha deciso di focalizzare l’Avviso 1/2026, pubblicato oggi. Un Avviso ad ampio spettro, con una dotazione complessiva di 18 milioni di euro, e un finanziamento massimo concedibile a ciascuna impresa pari a 15.000 euro. “Dal nostro osservatorio abbiamo rilevato negli ultimi anni, una crescita costante del fabbisogno di competenze manageriali - spiega il dg Fondirigenti, Massimo Sabatini - determinata tanto dall’accelerazione dell’evoluzione tecnologica e digitale quanto dal radicale cambio di paradigma relativo al ruolo delle persone in azienda. Sempre più la managerialità agisce come moltiplicatore di crescita e di creazione di valore, ed ha bisogno di essere supportata in modo strutturale. Con il primo Avviso del 2026 vogliamo dare una spinta decisa in questa direzione, sia in termini di risorse, sia in termini di contenuti formativi proposti”. I dati di Fondirigenti relativi ai piani finanziati nel periodo 2021–2025 consentono, infatti, di rilevare una profonda ridefinizione della domanda di formazione: accanto alle competenze tecniche necessarie a padroneggiare i fondamenti della trasformazione digitale, cresce in parallelo il fabbisogno di competenze manageriali in senso stretto, connesse alla capacità trasversali di interpretazione dei diversi scenari e di guida di organizzazioni e persone in contesti ad alta complessità. Un’analisi rafforzata dalle evidenze dei progetti di ricerca e modellizzazione promossi dal Fondo e che, non a caso, trova riscontro anche a livello europeo, con la strategia Union of Skills, lanciata nel 2025 dalla Commissione Europea, che evidenzia in maniera chiara il collegamento tra competenze, in particolare manageriali, e competitività del sistema produttivo. Il titolo evocativo del nuovo avviso 'Valore manageriale: il ruolo abilitante delle competenze come moltiplicatore di competitività' intende andare proprio in questa direzione, approfondendo il modo con il quale i manager del nostro Paese contribuiscono con le proprie competenze, allo sviluppo del modello originale di fare impresa come quello italiano. L’Avviso si concentra su tre ambiti prioritari, ritenuti determinanti per la competitività delle imprese: 1) Gestione delle Risorse Umane, con interventi rivolti al miglioramento delle performance e del benessere organizzativo; 2. Organizzazione dei processi produttivi, per ottimizzare la capacità di governare i nuovi processi di lavoro e di produzione 3. Utilizzo evoluto della tecnologia, inclusa l’Ia generativa e nuovi strumenti digitali per potenziare la qualità delle decisioni, ottimizzare i flussi operativi e abilitare un’innovazione continua e sostenibile. “Il manager di oggi deve essere sempre più in grado di integrare le diverse dimensioni della sostenibilità, la tecnologia e la visione strategica in un unico approccio - commenta il Presidente di Fondirigenti Marco Bodini - generare valore attraverso la managerialità significa perciò mettere a frutto un insieme integrato di competenze, dalla gestione del capitale umano, all’organizzazione dei processi, all’uso responsabile delle risorse finanziarie, capace davvero di cambiare il volto dell’impresa, garantendone la competitività nel medio lungo periodo”. La partecipazione all’avviso è aperta a tutte le aziende aderenti al Fondo. La presentazione dei Piani formativi dovrà avvenire, attraverso l'area riservata sul sito di Fondirigenti, dalle ore 12.00 del 18 marzo 2026 e fino alle ore 12.00 del 23 aprile 2026.
(Adnkronos) - “Il menù fisso ha il problema di fondo che crea disaffezione: il bambino subisce il pasto perché non ha la possibilità di scegliere. Si ritrova un primo, un secondo, un contorno che qualcun altro ha deciso. Questa disaffezione crea distanza". Lo ha detto Nicola Lamberti, Ceo di PlanEat, al convegno promosso da PlanEat 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. “C'è anche un altro problema legato alla quantità: in un contesto scolastico ci sono bisogni, abitudini e attività differenti che richiedono quantità diverse. Avere la possibilità di scegliere il pasto e la quantità è, secondo noi, il miglior strumento per lottare contro lo spreco alimentare a monte, evitando di produrre ciò che sarebbe certamente buttato.” “Dal progetto pilota PlanEat Scuole, realizzato nella provincia di Pavia, sono emersi risultati concreti: ponendo la scelta del pasto in forma volontaria il giorno prima, il 98% degli alunni ha aderito ordinando quasi tutti i piatti disponibili. La possibilità di selezionare tipo e quantità del primo, del secondo e del contorno ha permesso di ridurre del 52% lo spreco dei piatti e di diminuire del 20% il cucinato, aumentando così la qualità del servizio. Per estendere il modello su larga scala, è necessario introdurre nei contratti e negli appalti strumenti digitali per la pianificazione, così da evitare l’esubero alimentare a monte”, conclude Lamberti.