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(Adnkronos) - "Festeggiare gli 80 anni della Repubblica italiana non all'interno del Quirinale ma in un luogo aperto alla società civile è una svolta che Mattarella, sull'onda di ciò che stiamo vivendo particolarmente negli ultimi mesi, ha voluto imprimere. E' una decisione che ha un significato notevole, quello di dire: La Repubblica (da res-pubblica, cioè cosa pubblica) non è lo Stato". Ne parla con l'Adnkronos Stefano Zamagni, già presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e dell'Agenzia per il terzo settore che, condividendo la scelta del Capo dello Stato, provocatoriamente domanda: "Se è vero che è la festa della Repubblica perché invitare solo alcuni con certi ruoli?". Dal momento che si dice "Repubblica per dire che tutti coloro che vivono in questo territorio, che si identifica con l'Italia, formano insieme una 'cosa pubblica' il cui obettivo è il bene comune". "Mattarella ha voluto rimarcare che è la società che fonda lo Stato e non viceversa. E infatti la nostra Costituzione parla solo tre volte di Stato e sempre di Repubblica. Ci sono due correnti di pensiero: una risalente ad Hobbes ed Hegel che dice che è lo stato che invera la societa civile; l'altra, a cui Mattarella appartiene, comincia invece con Tommaso D'Aquino e dice è la societa civile che invera, cioe dà forza e autorevolezza allo stato. Perché se lo stato non è inverato dalla società civile diventa uno stato autoritario". Zamagni ricorda che "la societa civile è come un cane da guardia che abbaia quando vede che lo stato va fuori dai limiti per costringerlo a tornare nel recinto. La scelta di Mattarella è quindi senz'altro stata condizionata anche dai momenti che stiamo vivendo - conclude - dalla degenerazione avvenuta negli ultimi 7-8 mesi, dagli eventi di questo tempo che mostrano una societa civile che ha rinunciato a svolgere il ruolo di guida ed a mettersi al seguito degli apparati statali. E questa per un autentico democratico è una bestemmia". (di Roberta Lanzara)
(Adnkronos) - Sanpellegrino, azienda di riferimento nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, celebra la 'Giornata nazionale del made in Italy', istituita per promuovere la creatività e l’eccellenza italiana aprendo alle scuole del territorio le porte dello stabilimento di San Giorgio in Bosco. L’iniziativa si inserisce tra le attività sostenute dal ministero delle Imprese e del Made in Italy nel mese di aprile per promuovere il ruolo sociale e il contributo del Made in Italy allo sviluppo economico e culturale del Paese. L’impegno di Sanpellegrino per il Made in Italy si esprime attraverso una gamma di prodotti capace di interpretare gusti ed esigenze di consumo diversificati, che contribuiscono a far conoscere le eccellenze italiane a livello internazionale. Un approccio che valorizza la qualità delle materie prime e le filiere locali del Gruppo, costituite dall’82% di fornitori che hanno attività produttive in Italia. La collaborazione con ristoranti e chef di fama internazionale rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso, attraverso il quale Sanpellegrino crea esperienze distintive e momenti speciali a tavola. “Celebrare il Made in Italy significa valorizzare un patrimonio fatto di competenze, tradizioni e cultura che rendono unici i prodotti italiani nel mondo. Con le nostre bibite e con le acque minerali S.Pellegrino e Acqua Panna portiamo ogni giorno sulle tavole di oltre 150 Paesi i valori distintivi dei territori d’origine dei nostri prodotti, espressione della cultura enogastronomica e dello stile di vita italiano", ha dichiarato Ilenia Ruggeri, Direttore Generale del Gruppo Sanpellegrino. "La scelta di condividere la Giornata del Made in Italy con i giovani si inserisce in un percorso che ci vede, da anni, impegnati con progetti e iniziative volti a valorizzare la formazione delle competenze e il talento, per accompagnare le nuove generazioni nella costruzione del proprio futuro", ha continuato. Sanpellegrino ha accolto gli studenti e gli insegnanti delle classi prima e seconda dell’Its Meccatronico Veneto di Bassano nello stabilimento di San Giorgio in Bosco dove vengono prodotte le bibite, da quasi un secolo simbolo della qualità e dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo. L’incontro, culminato con la visita alle linee produttive, ha dato ai partecipanti l’opportunità di entrare nel vivo dei processi produttivi e di conoscere le tecnologie alla base dell’attività. I ragazzi coinvolti, terminato il percorso di studi, diventeranno infatti figure professionali qualificate con competenze nell’integrazione, programmazione e manutenzione di sistemi industriali. Un momento di orientamento e scoperta per gli studenti, e al tempo stesso un’opportunità per Sanpellegrino di presentare la propria realtà ai professionisti di domani. L’esperienza ha permesso di avvicinare concretamente i ragazzi al contesto industriale e alle competenze richieste dalle aziende ed è stata per Sanpellegrino l’occasione per rafforzare il legame con il territorio. Una sinergia che negli anni scorsi ha portato all’inserimento in azienda di diplomati Its con la formula dell’apprendistato duale che prevede tre giorni in aula e due giorni in azienda con la possibilità di mettere in pratica quanto si è imparato. Sanpellegrino si propone, infatti, di valorizzare i talenti emergenti con percorsi di carriera che, dall’apprendistato consentono di sviluppare progressivamente una professionalità per ricoprire, negli anni, posizioni di crescente responsabilità, dal supervisore fino a posizioni manageriali nell’ambito della manutenzione e dell’engineering.
(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a cambi costanti nel 2025, confermando un trend positivo sostenuto dall’internazionalizzazione e dal mercato professionale. Alla base di questo percorso, una visione precisa. “L’incrocio tra sostenibilità e performance è la ragione del gruppo Davines di esistere”, spiega il presidente Davide Bollati. Un approccio che va oltre il prodotto e si inserisce in un contesto più ampio: “La cosmetica italiana riesce a entrare nel profondo degli stili di vita delle persone, rappresentando una modalità unica del sistema Italia”. (VIDEO) All’interno di questo ecosistema si colloca Comfort Zone, divisione skin-care del Gruppo, che celebra 30 anni di attività puntando su innovazione scientifica e longevità della pelle. Un anniversario che segna un’evoluzione del brand, oggi sempre più orientato verso soluzioni rigenerative e tecnologie avanzate. Il filo conduttore è il collagene, al centro di nuove formulazioni e dispositivi per viso e corpo. Tra le innovazioni, il sistema Thermo Sculpt per la ridefinizione tridimensionale, che utilizza infrarossi e massaggio vibrazionale, e Longevilift, dispositivo multi-tech che integra diverse tecnologie per trattamenti personalizzati. “Oggi il tema della longevità la fa da padrone: è importante invecchiare bene, lavorando non solo sul viso ma anche sul corpo”, sottolinea Davide Manzoni general manager Italia e Spagna Comfort Zone. “Per farlo, oltre ai prodotti dedicati al collagene, è necessario utilizzare anche nuove tecnologie come gli infrarossi, che ripristinano il microcircolo e migliorano la qualità della pelle”. Accanto alle tecnologie, anche nuove soluzioni skincare, come la Body Strategist Collagen Cream con collagene biotecnologico e peptidi, e il Longevity Collagen+ Serum, pensato per stimolare la produzione di collagene e contrastare l’invecchiamento cutaneo. Ma a fare la differenza è un insieme di fattori. “Non è solo il prodotto che distingue, ma la ricerca, le materie prime, il nostro Davines Group Village di Parma e soprattutto le persone”, aggiunge Manzoni. “Siamo una realtà che, dopo 30 anni, ha ancora molte delle persone con cui è partita”. Un modello che unisce innovazione, identità e visione internazionale, e che conferma il ruolo di Davines e Comfort Zone tra i protagonisti di un settore in continua evoluzione.