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(Adnkronos) - Oltre 5 miliardi di dollari spesi in munizioni solo nei primi due giorni di guerra contro l'Iran. E' questo il conto presentato dal Pentagono, messo nero su bianco in una valutazione fornita dalla Difesa Usa al Congresso lunedì scorso. Una somma enorme, hanno spiegato alla Cnn due fonti a conoscenza del documento, che ha messo in allarme Capitol Hill. Troppo rapido infatti per il Congresso il modo in cui il Dipartimento della Difesa statunitense starebbe 'bruciando' sistemi d'arma avanzati - tra cui munizioni guidate di precisione a lungo raggio - ampiamente utilizzate, spiega ancora Cnn, nei primissimi giorni di guerra. Gli Stati Uniti e i loro alleati, aggiunge l'emittente americana, stanno inoltre impiegando un numero significativo di munizioni per la difesa aerea per abbattere missili balistici e droni iraniani in arrivo, di cui Teheran possiede "un'enorme scorta", ha affermato il senatore democratico dell'Arizona Mark Kelly. A fronte dell'allarme dovuto al maxi conto, Kelly ha spiegato che i senatori continueranno a chiedere a porte chiuse ai relatori il costo giornaliero del conflitto per gli Stati Uniti. Diverse fonti del Congresso hanno quindi riferito alla Cnn che la guerra in corso implica che l'amministrazione dovrà presto chiedere al Congresso finanziamenti supplementari per produrre più munizioni. "Questa è la prossima grande battaglia", ha affermato un assistente. Gli Stati Uniti finora hanno colpito oltre 5mila obiettivi nel corso della guerra iniziata 11 giorni fa, ha spiegato il capo degli Stati maggiori riuniti degli Stati Uniti, il generale dell'aeronautica Dan Caine, fornendo un aggiornamento operativo sull'offensiva contro l'Iran. Gli Stati Uniti - ha affermato - hanno affondato più di 50 navi iraniane, rispetto alle oltre 30 di giovedì scorso, "utilizzando una combinazione di artiglieria, caccia, bombardieri e missili lanciati dal mare". Caine ha ribadito che gli Stati Uniti hanno compiuto "progressi significativi" nella riduzione del numero di attacchi missilistici e con droni dall'Iran, con gli attacchi con missili balistici in calo del 90% e gli attacchi con droni in calo dell'83% dal primo giorno di guerra, il 28 febbraio.
(Adnkronos) - Andrea Mignanelli, manager con una trentennale esperienza nei servizi per il credito, assume la presidenza di Klaro, la piattaforma che facilita l'accesso ai finanziamenti e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese italiane grazie all’Intelligenza artificiale. Andrea Mignanelli vanta un’importante carriera nel settore, prima in McKinsey, poi come fondatore di Jupiter, e quindi dal 2019 al 2024 è stato amministratore delegato del Gruppo Cerved. Klaro è una piattaforma che, grazie a collegamenti sicuri con conti bancari, cassetto fiscale e altre fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate e Riscossione, Camera di commercio, Inps, etc), velocizza la richiesta di finanziamenti attraverso la raccolta di tutti gli elementi necessari per l’istruttoria creditizia, generando il Klaro profile, e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese attraverso un unico cruscotto. Il Klaro profile è un set documentale standard, certificato e sempre aggiornato che consente a banche e intermediari di effettuare istruttorie sicure in pochi minuti, invece che in settimane. Questo risponde alla necessità di fare incontrare domanda e offerta di credito nel contesto italiano in cui, nonostante l’ottima infrastruttura dati sulle imprese, i prestiti bancari alle piccole società sono calati del 40% dal 2014 al 2025. "Sono entusiasta - dichiara Andrea Mignanelli - di questa nuova avventura. In Klaro ho trovato le risposte ai due principali problemi che da anni affliggono gli imprenditori italiani: difficile accesso al credito e gestione amministrativa complicata. La nostra missione è aiutare gli imprenditori a valorizzare al meglio la propria azienda e ottimizzare le risorse finanziarie. Combinando l'avanzata infrastruttura dati del Paese con la tecnologia AI specialistica di Klaro, facciamo la differenza nel rapporto tra impresa e filiera del credito".
(Adnkronos) - Green, clean-tech italiana attiva nelle soluzioni energetiche innovative, ed Entesy, realtà nella consulenza energetica, annunciano l’avvio di una collaborazione strategica volta ad offrire alle imprese un pacchetto completo che integra il mondo dell'efficientamento e della fornitura energetica. (VIDEO) L’accordo si integra nell’ecosistema di SeLea che accompagna le imprese in ogni fase della transizione energetica. Grazie alla sinergia tra le competenze di Entesy e le soluzioni di Green, le aziende possono ora accedere a un modello di gestione totale che armonizza l’efficientamento energetico con l’approvvigionamento 100% rinnovabile. Questa visione congiunta permette di ottimizzare i consumi e migliorare simultaneamente il rating Esg, trasformando la sostenibilità da costo operativo a leva di valore competitivo. “L’integrazione delle competenze e soluzioni di Green e di Entesy rappresenta un moltiplicatore di impatto - commenta Sergio Leali, Ceo & Founder di Green - Entesy ha la capacità tecnica di analizzare i bisogni delle imprese; noi forniamo lo strumento perfetto per trasformare quei bisogni in un vantaggio competitivo di medio-lungo termine”.