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(Adnkronos) - "La vaccinazione è uno degli strumenti di sanità pubblica più importanti di sempre, seconda solo all’acqua potabile per impatto sulla popolazione. In cinquant’anni ha salvato circa 150 milioni di vite. Dopo aver consolidato la protezione nei bambini, oggi la priorità si sposta sugli adulti e sugli anziani, perché la popolazione invecchia e le fragilità pesano sempre di più sul Servizio sanitario nazionale". Lo ha dichiarato Antonino Biroccio, General Manager Gsk Italia, in occasione del congresso internazionale sull’Rsv, Resvinet, che si è tenuto a Roma. In questo contesto, l'azienda bio-farmaceutica Gsk, ha presentato alla comunità scientifica nuovi studi e nuovi dati che confermano il valore della prevenzione tramite il vaccino contro l’Rsv nell’adulto e nei fragili sia dal punto di vista clinico, che dal punto di vista socio-economico. "Il vaccino contro l’Rsv - ha aggiunto Biroccio - si inserisce proprio in questa logica di maggiore tutela per anziani, persone con comorbidità e adulti che devono restare in salute. Tuttavia, in Italia la vaccinazione anti-Rsv non è ancora inserita nel calendario nazionale: questo è un elemento di preoccupazione, perché dovrebbe far parte del pacchetto di protezione dell’adulto fragile". “Esistono dati solidi sull’impatto clinico: il vaccino Gsk contro l’Rsv mostra una riduzione delle ospedalizzazioni tra il 70% e l’85%. Considerando che ogni anno si registrano centinaia di migliaia di casi e 1.800 decessi correlati al virus, è evidente la necessità di un intervento strutturale. Inoltre, studi presentati al congresso evidenziano una riduzione di eventi cardiovascolari maggiori nei vaccinati e una diminuzione del rischio di riacutizzazioni del 74% nei pazienti con Bpco e del 61% in quelli con asma". L’impatto di questa vaccinazione è anche socioeconomico: "Investire un euro in vaccinazione può generare fino a tre euro di risparmio se si vaccinassero tutti gli over 75, e fino a otto euro nella fascia 60-74 anni ancora attiva. Quindi on è solo un beneficio clinico per il paziente, ma anche un vantaggio concreto per lo Stato" ha concluso Biroccio.
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini. "Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano. "Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti. "Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".