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(Adnkronos) - Due ori alle Olimpiadi e il palco di Sanremo. Eccoli, gli estremi del momento magico di Francesca Lollobrigida, una delle regine di Milano Cortina 2026. “È stata un’esperienza indescrivibile – racconta all’Adnkronos – fino all’arrivo all’Ariston. Per me è qualcosa di nuovo, non sono abituata alla popolarità”. Bicampionessa olimpica nei 3000 e nei 5000 metri, la stella del pattinaggio di velocità ai Giochi invernali appena conclusi ha incantato l’Italia con le sue fatiche sul ghiaccio, trascinando il pubblico dentro ogni rincorsa. “Do tantissimo al mio sport e sto ricevendo un affetto enorme. Vedere che le persone si siano appassionate alla mia storia è un orgoglio. Dietro ogni atleta c’è un percorso unico e sapere che il mio sia arrivato alla gente è una gioia immensa”. Un messaggio ribadito anche a Sanremo, dopo aver conquistato il tifo italiano. “È la vittoria più grande. Ho scelto uno sport poco popolare per pura passione. Amo pattinare, mi diverte, è un affare di cuore”. Com’è stata la serata all’Ariston? “Bellissima, emozionante. Ho detto a Laura Pausini che è la mia cantante preferita. Avrei voluto fare un selfie con lei, ma nell’unico momento utile non avevo il telefono con me. Ho perso l’attimo” (sorride). Francesca Lollobrigida, bicampionessa olimpica. Si è già abituata? “Non ancora. Tra poco ci saranno i Mondiali in Olanda, un altro obiettivo importante. Ho speso tutte le energie fisiche e mentali per Milano Cortina e non è stato semplice. Poi, come quattro anni fa, vorrei dedicarmi alla famiglia e magari allargarla”. La rivedremo alle Olimpiadi del 2030? “Mai dire mai. In questi giorni ho letto di tutto, anche fake news e post creati con l’intelligenza artificiale su un mio possibile ritiro. Niente di vero, non l’ho mai detto. Ho solo espresso un desiderio. Sono già tornata una volta, perché non potrei farlo ancora?”. Suo figlio Tommaso si è divertito in queste settimane? “Non ha nemmeno tre anni, è difficile che abbia capito davvero cosa sia successo per davvero. Ha giocato subito con le medaglie, per fortuna senza romperle, ma ora è meglio metterle al sicuro. Abbiamo tantissime foto e video, un giorno rivedremo tutto insieme. In questo senso, ci tengo però a dire una cosa...”. Prego... “Ringrazio chi mi definisce atleta, olimpionica o altro. Ma io per prima mi definisco mamma, fin dall’inizio di questo percorso. Volevo lanciare un messaggio chiaro, si può essere entrambe le cose. Mi sono fermata nel momento più alto della mia carriera e sono tornata più forte di prima, dopo essermi dedicata completamente alla famiglia. Ho vinto più ora di quanto fatto in passato. Essere definita mamma non mi scredita in alcun modo”. L’abbraccio con Tommaso dopo il primo oro è l’immagine simbolo dei suoi Giochi. “Non vedo l’ora di incorniciarla”. La maternità resta un tema delicato per molte atlete. Serve maggiore attenzione? “Io non sarei riuscita a fare tutto questo senza la mia famiglia, la Federghiaccio e il mio gruppo sportivo. È un lavoro di squadra, senza supporto non si va lontano. Con il ‘Progetto mamma' la Federazione mi è stata accanto in ogni fase. Senza quell’aiuto, con ogni probabilità, questi due ori non sarebbero arrivati”. Qualche mese fa ha rischiato di saltare i Giochi per una grave infezione virale. Ci racconta quei momenti? “Con un’Olimpiade in casa sognavo una stagione perfetta. Mi sono sempre allenata, anche per conquistare la qualificazione, ma in uno sport di fatica non essere al 100% pesa. Ho provato rabbia, delusione, un po’ di tutto. Le persone che mi hanno accompagnato in questo percorso mi hanno dato la forza di non mollare”. Dica la verità. Il 6 febbraio se la sarebbe aspettata delle Olimpiadi così? “Sognavo un oro, ne ho vinti due e ho superato ogni aspettativa. Sono realista, ma fin dall’arrivo all’impianto avevo sensazioni molto positive. Mi sentivo bene”. Al di là delle medaglie, che esperienza è stata? “Mi sono trovata alla grande, ovunque. Dal Villaggio olimpico alla mensa, mi sentivo a casa. Porterò sempre con me l’emozione di aver gareggiato davanti al mio pubblico”. Ha raccontato di essersi commossa per i tanti messaggi ricevuti da mamme, mariti, addirittura ginecologi. “Mi hanno ringraziata, ma ho solo dimostrato che niente è impossibile. Se puoi sognarlo, puoi farlo. Sono fiera, nel mio piccolo, di aver dato a qualcuno una motivazione in più”. Da lei a Federica Brignone, le imprese azzurre possono essere una spinta anche per le Paralimpiadi? “L’ho detto subito alla fine dei Giochi. Restate sintonizzati, perché Milano Cortina non finisce qui. Le Paralimpiadi hanno un significato profondo. Raccontano voglia di rivincita e capacità di superare i propri limiti”. A tal proposito, lei è anche impegnata nella campagna ‘Campioni ogni giorno’ di P&G, dedicata all’inclusione. “È un’iniziativa che sostiene in modo concreto l’attività sportiva delle persone con disabilità, donando loro ausili e anche pattini speciali. È una questione di equità. Tutti possono provare la bellezza del pattinaggio ed è una carica incredibile. Lo sport è vita, deve essere accessibile a tutti”. Si parla di una possibile candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2036 o del 2040. “Ne sarei felicissima, anche perché sarebbero davvero a due passi da casa. Vivere un’Olimpiade nel proprio Paese è straordinario, spero che questa opportunità possa essere data anche ad altri atleti italiani in futuro”. (di Michele Antonelli)
(Adnkronos) - "Il messaggio che vogliamo dare oggi ai nostri studenti è che internazionalizzazione, prossimità, selezione e soprattutto servizio - servizio ai docenti e ai nostri valori - sono elementi insostituibili. L'università vive attraverso la presenza costante degli studenti nelle aule e nei corridoi dove, grazie all'esempio dei docenti, possono costruire il loro futuro". Così Rocco Papalia, magnifico rettore dell'università Campus Bio-Medico di Roma, intervenendo oggi alla cerimonia di inaugurazione del 33esimo anno accademico. Papalia ha sottolineato il valore simbolico di una governance che oggi vede ai vertici ex studenti dell'ateneo. "E' il passaggio" del testimone "a cui crediamo molto: docenti che hanno formato attraverso valori fondanti e studenti che, cresciuti in queste aule, oggi mettono in pratica il loro bagaglio professionale e umano". Guardando alle sfide attuali, il rettore ha evidenziato come le università, pur avendo oltre 8 secoli di storia, non siano realtà superate. "Sono luoghi di comunicazione, di apprendimento dei valori e di condivisione. Questa trasmissione" di sapere e ruoli "da docente a studente e tra studenti non può essere sostituita da alcuna azienda. E' qui - ha concluso - che si costruiscono competenze e si alimenta una dimensione internazionale fondata sulla speranza nel futuro".
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.