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(Adnkronos) - Com'è cambiata la classifica del FantaSanremo 2026 dopo la seconda serata della kermesse canora andata in onda ieri, mercoledì 25 febbraio? A salire sul palco dell'Ariston sono stati solo 15 dei 30 artisti in gara, e di conseguenza l'aggiornamento dei punteggi ha riguardato la metà dei campioni. Per gli altri 15 artisti, che si esibiranno questa sera, l'appuntamento con i punti è rimandato e quindi la classifica sarà nuovamente aggiornata. Ma al FantaSanremo non conta soltanto l'esibizione sul palco dell'Ariston: gli artisti possono infatti conquistare punti extra anche fuori. Vediamo la classifica aggiornata. 1. Lda & Aka 7Even (345 punti) 2. Dargen D'Amico (260 punti) 3. Bambole di Pezza (215 punti) 4. Elettra Lamborghini (185 punti) 5. Ditonellapiaga (185 punti) 6. J-Ax (185 punti) 7. Ermal Meta (165 punti) 8. Leo Gassman (145 punti) 9. Sal Da Vinci (120 punti) 10. Fulminacci (115 punti) 11. Fedez & Masini (100 punti) 11. Arisa (100 punti) 11. Patty Pravo (100 punti) 14. Nayt (95 punti) 15. Levante (90 punti) 15. Samurai Jay (90 punti) 17. Eddie Brock (85 punti) 18. Tommaso Paradiso (80 punti) 19. Malika Ayane (75 punti) 20. Serena Brancale (70 punti) 21. Chiello (65 punti) 22. Enrico Nigiotti (65 punti) 23. Maria Antonietta & Colombre (60 punti) 24. Sayf (55 punti) 25. Luchè (45 punti) 26. Michele Bravi (45 punti) 27. Francesco Renga (35 punti) 28. Mara Sattei (25 punti) 29. Raf (15 punti) 30. Tredici Pietro (10 punti) 10 punti bonus per LDA e Aka 7even per aver scattato un selfie con un conduttore nel backstage. 10 punti bonus anche per le Bambole di Pezza, Fulminacci, Eddie Brock, Malika Ayane e Sayf. A giocare molto bene è Dargen D'Amico che ha conquistato +60 punti di bonus, non solo i bonus per l'esibizione (dati dalla scelta di scendere in platea e sedersi sulle scale) e per l'outfit (dagli occhiali da sole all'accessorio verde), il cantante ha conquistato anche 30 punti per il brindisi con il FantaSanremo e per aver giocato a FantaSanremo Adventure. 40 punti bonus per Elettra Lamborghini, Arisa e Samurai Jay. 30 punti di bonus per Leo Gassmann. Patty Pravo ha aperto la gara, assicurandosi 10 punti per essere stata la prima artista a esibirsi. Tuttavia, la cantante non ha ringraziato a fine performance, ricevendo il malus di 5 punti valido solo nella seconda serata del Festival. Il pieno di punti per Lda & Aka 7even, che ne hanno totalizzati ben 140, e per Elettra Lamborghini, che ne ha guadagnati 75. Levante ha sfruttato il bonus 'si inchina con la mano sul cuore' e così ha portato a casa 20 punti. Anche Ditonellapiaga ha fatto il pieno: 20 punti solo per essersi esibita per ultima, dopo mezzanotte e con la presentazione di un co-conduttore. L'outfit, i ballerini e la parziale standing ovation fanno il resto: 80 punti per lei.
(Adnkronos) - In occasione del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina, Fondazione Cdp, l’ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, sta coordinando un progetto volto all’acquisto di apparecchiature diagnostiche per gli ospedali ucraini al quale hanno aderito diverse aziende e fondazioni italiane. I macchinari, destinati ai reparti materno-infantili, saranno consegnati a strutture situate in aree particolarmente colpite dagli attacchi russi. All’iniziativa, si legge in una nota di Fondazione Cdp, presieduta da Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti, collaborano il Dipartimento della Protezione Civile, impegnato nel coordinamento operativo e logistico delle operazioni, e le Regioni Toscana e Veneto, che hanno reso disponibili le apparecchiature. Nel dettaglio l’iniziativa di solidarietà ha ricevuto il sostegno di Ansaldo Energia; Autostrade per l’Italia; Ferrovie dello Stato Italiane; Fondazione Fincantieri; Fondazione Snam Ets; Fondazione Terna; Fondazione Tim; Gruppo Poste italiane; Italgas; Leonardo Spa; Nexi Spa; Open Fiber; Sace; Società del Gruppo Cdp;Webuild. Fondazione Cdp è l’ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, istituito nel 2020 per rafforzare e ampliare l’impegno del Gruppo nello sviluppo sociale, culturale, ambientale ed economico del Paese. Attraverso un’azione complementare e addizionale, la Fondazione sostiene iniziative ad alto impatto che valorizzano gli asset strategici dell’Italia e promuovono opportunità di crescita per le giovani generazioni, operando in collaborazione con istituzioni e società civile. La Fondazione Cdp concentra il proprio intervento nei settori della ricerca scientifica, dell’istruzione e inclusione sociale e dell’arte e cultura, con una particolare attenzione ai territori del Mezzogiorno. Dalla sua nascita ha finanziato oltre 200 progetti su tutto il territorio nazionale, impegnando più di 50 milioni di euro e adottando modelli di filantropia d’impatto orientati a generare risultati concreti e duraturi. Il Piano Strategico 2026–2028 conferma un approccio orientato all’impatto, fondato su partnership, co-progettazione e reti multistakeholder, per contribuire a un cambiamento strutturale e misurabile nella società.
(Adnkronos) - Il Regolamento Ue Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) “imporrà un cambio di paradigma molto netto” in tema di imballaggi, “una vera e propria rivoluzione”. Così Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda attiva nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, in un'intervista all’Adnkronos traccia un quadro degli impatti che il nuovo regolamento avrà sulla filiera. “L’imballaggio non sarà più trattato come un ‘accessorio’ del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che sul piano informativo. In altre parole, il packaging dovrà essere ‘tecnicamente’ conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili”, spiega. Sul tema dell’etichettatura, “la direzione è chiara: si va verso un sistema armonizzato a livello europeo, pensato per rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione dell’imballaggio e delle corrette modalità di smaltimento. L’obiettivo del Ppwr è proprio quello di uniformare i processi in tutta l’Unione”. Sul fronte della tracciabilità, “il salto è ancora più significativo. Il Ppwr prevede che l’imballaggio debba essere marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. Ed è interessante notare che viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. Questo punto apre una prospettiva molto concreta: l’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria ‘identità’, non più soltanto fisica, ma anche digitale”. “Ma non è solo un tema di ‘codice sull’etichetta’”, avverte Dimaria. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale - spiega - I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità che copre tutti i dati rilevanti lungo la supply chain, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una ‘Eu Declaration of Conformity’. In più, la conservazione della documentazione non è banale: 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con obbligo di metterla a disposizione delle autorità competenti". Quanto alle scadenze, “il calendario è molto serrato. Il regolamento è entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, ma il vero spartiacque operativo sarà quello del 12 agosto 2026, quando inizierà l’applicazione generale e solo imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato Ue. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028. Mentre per il packaging riutilizzabile, dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni specifiche, anche tramite QR code”. Insomma, “l’impatto del Ppwr sarà enorme, perché trasforma l’etichetta da elemento ‘grafico’ a strumento regolatorio, mentre la tracciabilità, da concetto astratto, diventa requisito misurabile e documentabile”. In questo quadro “le sfide principali per le aziende italiane riguardano soprattutto la complessità operativa. Il Ppwr richiede dati, prove e documentazione che spesso oggi non sono disponibili in modo strutturato. Molte aziende hanno gap informativi lungo la filiera e la raccolta dati avviene ancora in modo manuale e frammentato”. Ne deriva che “la gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità: è ciò che consente alle aziende di trasformare obblighi normativi in processi industriali governabili. In un contesto così articolato è fondamentale puntare su tecnologie di ultima generazione e strumenti digitali centralizzati che consentano di raccogliere e strutturare i dati di prodotto e di imballaggio, coinvolgere fornitori e partner, gestire documentazione tecnica, etichettatura e Dichiarazioni di Conformità in modo integrato e verificabile”. In conclusione, secondo Dimaria, occorre tenere presente che “il 12 agosto 2026 non è lontano, e sarà una data spartiacque molto concreta. Da lì non si potrà tornare indietro. L’accesso al mercato europeo sarà vincolato e bisogna essere pronti per tempo”. In secondo luogo, “il Ppwr va interpretato come parte di una trasformazione più ampia, con l’Unione Europea che sta spingendo verso un’economia fondata su trasparenza, tracciabilità e responsabilità estesa. Un percorso collegato anche alla logica del Digital Product Passport. Chi si rende conto di questo oggi, probabilmente domani non sarà solo compliant: sarà più competitivo”.