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(Adnkronos) - Donald Trump non ha posto a Mosca alcuna condizione per il cessate il fuoco prima di proseguire i negoziati. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, all'indomani del colloquio telefonico tra il presidente americano e Vladimir Putin e dopo che il consigliere del presidente russo, Yuri Ushakov, ha riferito l'interesse di Trump perché il conflitto in Ucraina si concluda con un rapido cessate il fuoco. "No, tali condizioni non sono state poste, se ne è già discusso più volte", ha detto Peskov rispondendo alla domanda se Trump abbia nuovamente chiesto prima un cessate il fuoco e poi la prosecuzione dei negoziati. Gli attacchi russi hanno colpito nella notte le città ucraine di Dnipro e Kharkiv, causando almeno 20 feriti. Lo riporta il Kiev Independent, mentre le squadre di emergenza continuano a valutare i danni. A Dnipro, il governatore Oleksandr Hanzha ha dichiarato che 10 persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino di 12 anni. Il sindaco Borys Filatov ha detto che numerosi edifici sono stati danneggiati. "A seguito di un altro attacco russo, almeno otto edifici a più piani sono stati danneggiati. Diverse centinaia di finestre sono andate in frantumi", ha riferito Filatov. Dnipro, la quarta città più grande dell'Ucraina, con una popolazione prebellica di 968.000 abitanti, continua a subire regolari attacchi missilistici e di droni russi a causa della sua vicinanza alle regioni del fronte ucraino, trovandosi a circa 130 chilometri dalle zone di combattimento. A Kharkiv, i droni russi hanno preso di mira i quartieri di Industrialnyi e Kholodnohirskyi, ferendo circa 10 persone, tra cui un'adolescente. Il sindaco della città, Ihor Terekhov, ha affermato che un attacco con drone Shahed ha danneggiato edifici residenziali e annessi nel distretto di Kholodnohirskyi. Le autorità hanno affermato che l'entità esatta delle vittime e dei danni deve ancora essere chiarita e che le operazioni di soccorso e la valutazione dei danni proseguiranno nel corso della mattinata. Gli attacchi notturni sono avvenuti solo pochi giorni dopo che le forze russe avevano colpito un edificio residenziale di cinque piani a Kharkiv con un missile balistico, il 7 marzo, uccidendo 11 persone, tra cui due bambini, e ferendone almeno altre 15. L'Unione Europea manterrà l'impegno preso con Kiev, di prestare al Paese 90 miliardi di euro per sostenerlo nel 2026 e 2027. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, a Bruxelles durante la conferenza degli ambasciatori. "Sono stato in Ucraina - ha ricordato - quattro volte dall'inizio del mio mandato, per rafforzare il nostro incrollabile sostegno. Nel dicembre scorso, il Consiglio Europeo ha approvato un prestito comune di 90 miliardi di euro, sostenuto dal bilancio dell'Ue, per coprire il fabbisogno finanziario dell'Ucraina nei prossimi due anni. Manterremo questo impegno assunto da tutti i leader. Dobbiamo continuare a fare pressione sulla Russia, affinché negozi una pace giusta e duratura, accettabile per l'Ucraina e che non comprometta la sicurezza dell'Europa", ha concluso.
(Adnkronos) - Il decreto sui Fondi interprofessionali ridisegna la governance: nuovi standard, più controlli e apertura a risorse integrative: la riforma cambia equilibri e modelli operativi del sistema. La sfida diventa quindi costruire un sistema capace di garantire trasparenza e controllo senza ridurre la capacità dei Fondi di rispondere rapidamente ai fabbisogni reali di imprese e lavoratori. "Il decreto introduce un sistema di regole più strutturato e vincolante, destinato a incidere non solo sugli aspetti amministrativi ma anche sugli equilibri del 'quasi mercato' e sulla concorrenza tra Fondi", spiega Giovanni Galvan, esperto di politiche attive del lavoro. "Si apre una fase di transizione in cui sarà determinante comprendere come le nuove disposizioni verranno applicate operativamente e quale impatto avranno su imprese ed enti di formazione", aggiunge. In un contesto segnato da transizione digitale, diffusione dell’intelligenza artificiale e ridefinizione dei fabbisogni professionali, la formazione finanziata torna così al centro delle politiche industriali e del lavoro, configurandosi sempre più come infrastruttura strategica per la competitività del sistema produttivo. Per offrire una lettura tecnica ed economica degli effetti della riforma, il 25 marzo a Roma, presso l’Università degli Studi Link (via del Casale di San Pio V), si terrà il Symposium della Formazione Finanziata, realizzato da Ecosistema Formazione Italia in collaborazione con lo Studio Galvan, tra i principali osservatori tecnici sulle politiche attive del lavoro e sul funzionamento dei Fondi interprofessionali. L’incontro riunirà rappresentanti istituzionali, Fondi, imprese ed enti di formazione per analizzare i principali nodi aperti dalla nuova normativa: sostenibilità del comparto, evoluzione delle dinamiche di mercato, interoperabilità digitale, certificazione delle competenze, ruolo dell’intelligenza artificiale e integrazione tra risorse pubbliche e private. "La riforma rende evidente come la formazione continua non sia più soltanto uno strumento di aggiornamento professionale, ma un’infrastruttura economica strategica per lo sviluppo del Sistema Paese", sottolinea Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia. "Il Symposium nasce proprio per favorire un confronto operativo tra istituzioni e operatori in una fase di ridefinizione del sistema delle competenze", aggiunge. L’evento, che si svolgerà a numero chiuso su invito, è fortemente voluto dagli attori di riferimento del settore e realizzato con la partecipazione attiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero dell’Università e della Ricerca, Inapp, Sviluppo Lavoro Italia, con il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Lazio, Comune di Roma, Aran Agenzia, Unioncamere e sostenuto da Coursera, Optimum Assessmen e Dokimazo. Al dibattito e ai diversi tavoli tematici tecnici saranno presenti la maggior parte dei Fondi Interprofessionali. La lista completa dei Fondi, dei partecipanti e il programma al link Symposium Formazione 2026 di Ecosistema Formazione Italia Il Symposium rappresenta un momento di confronto promosso da Efi, Ecosistema Formazione Italia, con la volontà di diventare piattaforma permanente di dialogo tra attori pubblici e privati del sistema delle competenze e si colloca in modo sinergico e complementare rispetto all’Innovation training summit, di cui rappresenta il momento preparatorio e di approfondimento specifico quanto strategico, nel giorno precedente l’apertura ufficiale dell’edizione 2026. L’Innovation training summit, giunto alla sua terza edizione, si terrà a Roma il 26 e 27 marzo presso l’Auditorium della Tecnica. E' l’evento di riferimento a livello nazionale e internazionale dedicato all’innovazione nella formazione, allo sviluppo delle competenze e al futuro del lavoro. Riunisce istituzioni, imprese e principali operatori del settore, enti di formazione, professionisti hr, startup Edtech e HRtech, rappresentanti della finanza e fondi di investimento. Con 250 relatori nazionali e internazionali e oltre 3.500 partecipanti, l’evento rappresenta il momento di sintesi del percorso avviato da Efi sul ruolo strategico della formazione per lo sviluppo del capitale umano e per accompagnare le trasformazioni economiche e produttive, rafforzando la competitività del Sistema Paese.
(Adnkronos) - Il Gruppo Dolomiti Energia partecipa alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo a Rimini, appuntamento di riferimento per le tecnologie legate alla transizione energetica, segnando un momento di svolta nella propria narrazione aziendale. Per la prima volta, la società presenta in fiera la sua nuova identità di brand, una tappa fondamentale del Piano Strategico ideata per accompagnare lo sviluppo del gruppo e rendere più riconoscibile il racconto del proprio futuro industriale. Al centro di questa evoluzione si trova il nuovo payoff, ‘Rinnovabili, integrati, indipendenti’, che sintetizza i pilastri operativi della società. (Video) "Il nuovo payoff di Dolomiti Energia sintetizza qual è la visione del nostro piano strategico - spiega il ceo del gruppo, Stefano Granella - Un piano che si fonda sulle rinnovabili. Siamo il primo operatore di sola produzione di energie rinnovabili tra idroelettrico, eolico e fotovoltaico con oltre 1800 megawatt di capacità installata". La solidità della proposta si basa su una struttura che controlla l'intera catena del valore. "Siamo integrati perché accanto alla generazione abbiamo la vendita: contiamo circa 800mila clienti, quindi siamo in grado, da un lato, di produrre e, dall'altro, di vendere in maniera integrata". Questa configurazione permette di offrire una risposta concreta alle oscillazioni dei prezzi che caratterizzano l'attuale scenario energetico: "Siamo indipendenti perché riteniamo che, proprio grazie alla nostra generazione da rinnovabili, siamo in grado di proporre ai nostri clienti delle offerte fisse a lungo termine che possano proteggerli e renderli indipendenti dalle fluttuazioni di mercato", osserva Granella. Il percorso di rebranding riflette dunque una precisa volontà di investimento e un posizionamento distintivo rispetto agli altri attori del settore. "Il nuovo rebranding si focalizza sulle nostre caratteristiche - fa sapere il ceo - è una scelta coerente con quanto fatto nel piano, ovvero investire di nuovo sulle rinnovabili triplicando il volume degli investimenti rispetto agli ultimi due anni, per dare il nostro contributo all'indipendenza e all'autonomia energetica del Paese". In un quadro geopolitico complesso, l'azienda ribadisce il proprio impegno: "Ogni giorno ci impegniamo ad accelerare la transizione energetica del Paese, con la nostra competenza industriale e la nostra solidità nel campo delle rinnovabili - afferma Granella - Integriamo infrastrutture e servizi per offrire alla nostra community green, in tutta Italia, strumenti che permettano di proteggersi dall'instabilità dei mercati e di compiere scelte sostenibili con semplicità e consapevolezza".