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(Adnkronos) - Se camminare è l'esercizio fisico più elementare, fare le scale è altrettanto semplice e alla portata di tutti. Salire e scendere gradini, in particolare per le persone di una certa età, diventa progressivamente un allenamento vero e proprio, paragonabile per efficacia ad un'attività moderata svolta in palestra. Il movimento, come è acclarato da decine di studi, produce effetti positivi sull'organismo a livello cardiovascolare: aiuta il cuore, contribuisce a tenere sotto controllo la pressione, riduce rischi legati a glicemia e colesterolo. Gli studi si concentrano sugli effetti dell'attività anche sulle persone anziane e su chi, in generale, non è in condizione di svolgere attività intensa. Salire e scendere le scale, anche a ritmo 'soft', è un'alternativa valida che può essere integrata nella routine quotidiana. Con quali effetti sugli over 60? E' la domanda che si sono posto i i ricercatori dell'università di Hasselt, in Belgio. Per elaborare una risposta fondata su basi solide, come ha evidenziato il Washington Post, hanno sviluppato uno studio che ha coinvolto 46 soggetti di età compresa tra i 65 e gli 80 anni in condizioni di buona salute. "Bisogna trovare soluzioni alternative per mantenere forza muscolare", ha sintetizzato la professoressa Evelien Van Roie, che ha guidato la ricerca, evidenziando l'importanza di svolgere attività fisica, compatibilmente con le condizioni generali, anche ad un'età relativamente avanzata. Le persone, per 12 settimane, hanno seguito un programma articolato su due binari differenti. Il protocollo ha previsto in palestra sessioni con la leg-press machine, una 'pressa' pneumatica che sollecita sostanzialmente tutti i gruppi muscolari delle gambe: quadricipiti, bicipiti femorali, glutei, polpacci. Lo studio ha appurato che 2 allenamenti a settimana, nell'arco di 3 mesi, hanno prodotto risultati equiparabili a quelli che raggiungono salendo e scendendo almeno 2 rampe di scale più volte nell'arco di una settimana. In due giorni alla settimana, l'università ha convocato i soggetti arruolati nello studio. Il gruppo ha svolto un riscaldamento standard con 10 minuti sulla cyclette. Quindi, tutti hanno svolto due esercizi per la parte superiore del corpo. Il terzo step ha previsto la diversificazione delle attività: metà del gruppo si è dedicato alla leg-press machine, con un esercizio estremamente comune in ogni palestra, e l'altra metà ha utilizzato un altro 'attrezzo': ha fatto le scale. L'esercizio del programma di 'stair-climbing' ha previsto inizialmente 4 serie con salita e discesa su un box da 30-40 centimetri: due secondi per salire, breve pausa, due secondi per scendere. Nella quinta settimana, l'accelerazione con la salita di due rampe di 6 gradini, salita da un recupero di 45 secondi prima della discesa. L'esercizio è stato ripetuto 4 volte senza saltare gradini o usare il corrimano come sostegno: in totale, 10 minuti di lavoro. Alla fine della ricerca, dopo 3 mesi, gli anziani sono stati in grado di salire le scale indossando gilet zavorrati da pesi. Entrambi i gruppi hanno guadagnato potenza muscolare e hanno migliorato la velocità di camminata. Effetti positivi anche sullo sforzo e il tempo necessario per alzarsi da una sedia. "Non serve un'ora di esercizio in una palestra alla moda" per i soggetti di una certà età, ha detto Van Roie, che ha invitato a seguire il programma con gradualità: "Non bisogna cominciare con movimenti rapidi, si rischia di cadere".
(Adnkronos) - "Il messaggio che vogliamo dare oggi ai nostri studenti è che internazionalizzazione, prossimità, selezione e soprattutto servizio - servizio ai docenti e ai nostri valori - sono elementi insostituibili. L'università vive attraverso la presenza costante degli studenti nelle aule e nei corridoi dove, grazie all'esempio dei docenti, possono costruire il loro futuro". Così Rocco Papalia, magnifico rettore dell'università Campus Bio-Medico di Roma, intervenendo oggi alla cerimonia di inaugurazione del 33esimo anno accademico. Papalia ha sottolineato il valore simbolico di una governance che oggi vede ai vertici ex studenti dell'ateneo. "E' il passaggio" del testimone "a cui crediamo molto: docenti che hanno formato attraverso valori fondanti e studenti che, cresciuti in queste aule, oggi mettono in pratica il loro bagaglio professionale e umano". Guardando alle sfide attuali, il rettore ha evidenziato come le università, pur avendo oltre 8 secoli di storia, non siano realtà superate. "Sono luoghi di comunicazione, di apprendimento dei valori e di condivisione. Questa trasmissione" di sapere e ruoli "da docente a studente e tra studenti non può essere sostituita da alcuna azienda. E' qui - ha concluso - che si costruiscono competenze e si alimenta una dimensione internazionale fondata sulla speranza nel futuro".
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.