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(Adnkronos) - Il direttore artistico e conduttore di Sanremo 2026 passerà in diretta il testimone al suo successore per il 2027. E' questo il motivo per cui Stefano De Martino sarà questa sera al Teatro Ariston. Poco dopo le 23 di oggi 28 febbraio, durante la finale, come recita la scaletta (suscettibile di variazioni di orario) che circola dietro le quinte del festival, Carlo Conti scenderà in platea. E il motivo - apprende l'Adnkronos - è proprio uno scambio di battute con De Martino sul festival 2027. D'altronde che l'investitura di De Martino fosse nell'aria si era capito da una serie di 'indizi' disseminati durante la settimana del festival. "Non parleremo dell'edizione 2027 fino a sabato", aveva detto a inizio festival il direttore dell'Intrattenimento di Prime Time, Willimas Di Liberatore. Poi Carlo Conti ha parlato a più riprese del fatto che gli sarebbe piaciuto passare il testimone ad un collega "più giovane" o a "una donna". Anche questa mattina ha detto che lascerà al suo successore un "festival in ottima salute", prima di offrire un mezzo spoiler sull'annuncio parlando di una sorpresa per stasera, mentre i giornalisti lo interrogavano sulla futura direzione artistica. Ma, per non rovinare la sorpresa, ha voluto 'depistare' la Sala Stampa alimentando il dubbio: "Magari resto io". Che l'opzione Sanremo fosse prevista nel contratto con De Martino con la Rai è cosa nota da tempo. Così come da settimane circolano indiscrezioni su un accordo raggiunto con il conduttore di 'Affari Tuoi' per il festival 2027. Una volta presa la decisione, è stata concordata tra tutte le parti un'inedita spettacolarizzazione dell'annuncio. E' infatti la prima volta che il conduttore e direttore artistico dell'anno successivo viene annunciato nella finale di Sanremo.
(Adnkronos) - Luca Pignataro è stato confermato oggi presidente di Cia-Agricoltori Italiani Calabria Nord per i prossimi 4 anni. "Il nostro obiettivo per il prossimo mandato -spiega Pignataro- è accrescere il coinvolgimento degli agricoltori nella nostra organizzazione, sarà una 'ristrutturazione'. Dobbiamo affrontare tante tematiche, quella della gestione dei fiumi, il dissesto idrogeologico, la Pac, la concorrenza sleale. Insomma tutto quello che riguarda l'agricoltura italiana, calabrese, ma specialmente quella cosentina, che ha bisogno delle organizzazioni di categoria come Cia Calabria Nord", conclude.
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.