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(Adnkronos) - Produrre vaccini precisi in tempi record grazie (anche) all'Ia. E' la promessa della Reverse Vaccinology 3.0, tecnologia descritta su 'Nature Reviews Microbiology' in un articolo firmato da Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, Emanuele Andreano, responsabile del Laboratorio di Sierologia della stessa Fondazione, insieme a Jason McLellan dell'università del Texas, Usa. 7 "Negli ultimi 25 anni abbiamo visto evolvere profondamente il modo di sviluppare i vaccini - spiega Rappuoli - Con la Reverse Vaccinology 3.0 integriamo genomica, immunologia e intelligenza artificiale per identificare antigeni e progettare vaccini in modo molto più rapido e razionale. L'Ia ci permette di analizzare grandi quantità di dati biologici e di individuare nuovi bersagli vaccinali in tempi che fino a pochi anni fa erano impensabili. E' un cambiamento profondo nel modo in cui possiamo studiare i patogeni e sviluppare nuove strategie di prevenzione". Da un quarto di secolo a oggi, ricostruisce lo scienziato, "la vaccinologia ha vissuto tre grandi rivoluzioni. La prima è stata la Reverse Vaccinology introdotta nel 2000, che ha utilizzato l'analisi genomica per individuare antigeni protettivi dei patogeni. La seconda fase ha sfruttato lo studio degli anticorpi monoclonali umani per comprendere quali parti del virus o del batterio siano davvero responsabili della protezione immunitaria. La Reverse Vaccinology 3.0 aggiunge a questi strumenti la potenza dell'intelligenza artificiale e della modellistica strutturale. I dati sugli anticorpi e sugli antigeni possono essere analizzati con modelli computazionali avanzati, riducendo drasticamente i tempi necessari per identificare nuovi bersagli vaccinali e allo stesso tempo aumentando la qualità, sicurezza e stabilità dei prodotti che vengono disdegnati. Il metodo è stato applicato allo studio del virus Mpox, consentendo di identificare un nuovo antigene neutralizzante, denominato OPG153, attraverso modelli di previsione strutturale basati su AlphaFold e successivamente confermato con tecniche di microscopia strutturale". "L'integrazione tra biologia e Ia potrebbe aprire una nuova fase nella progettazione di vaccini, anticorpi, e terapie immunologiche", prospetta il Biotecnopolo. "Questo approccio rappresenta un campo ancora emergente, ma con un grande potenziale per il futuro della medicina. Le stesse tecnologie potrebbero essere applicate anche ad altri ambiti della ricerca biomedica, dalla progettazione di anticorpi terapeutici fino allo sviluppo di nuove strategie contro tumori e malattie autoimmuni. La pubblicazione su Nature Reviews Microbiology - si legge in una nota - conferma il contributo della Fondazione alla ricerca internazionale sulle nuove tecnologie vaccinali e sull'uso dell'intelligenza artificiale nella biomedicina".
(Adnkronos) - Amazon annuncia l’apertura dei bandi per l’ottava edizione di 'Amazon Women in Innovation', il programma che assegna borse di studio a sette studentesse universitarie in altrettante Università italiane in ambito Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Per il settimo anno consecutivo, l’università di Roma Tor Vergata è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa: la vincitrice del bando beneficerà di un finanziamento di 6.000 euro all’anno per tre anni e di un percorso di mentorship dedicato, con l’affiancamento di una manager Amazon. Fino al 31 marzo, potranno presentare la propria candidatura tutte le studentesse immatricolate per la prima volta all’a.a. 2025/2026 al Corso di laurea in Ingegneria informatica e Ingegneria di Internet che abbiano conseguito almeno 6 CFU con una media ponderata non inferiore a 25/30. Per ulteriori informazioni visitare questa pagina. Dal 2018, 'Amazon Women in Innovation' ha supportato 33 studentesse e, oltre all’Università di Roma Tor Vergata, il progetto coinvolge altri sei atenei: l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università di Catania, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo, il Politecnico di Torino. “Otto edizioni di Amazon Women in Innovation rappresentano per noi una testimonianza concreta di quanto crediamo nel potenziale delle giovani donne che scelgono percorsi tecnico-scientifici”, afferma Rita Malavasi, responsabile delle relazioni istituzionali per Amazon.it. “In questi anni abbiamo visto talenti straordinari affrontare con determinazione settori ancora oggi caratterizzati da un forte squilibrio di genere. Continuare a investire in questo programma è il nostro modo di contribuire a cambiare questa realtà, un passo alla volta”, continua. Amazon Women in Innovation si inserisce nel più ampio impegno di Amazon a formare 200.000 studenti e studentesse in ambito stem in Italia entro il 2026, un piano che coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado, università, corsi post-diploma e percorsi di formazione professionale. Maggiori info: https://www.aboutamazon.it/creare-valore-per-il-paese/impatto-sulla-comunita/educazione-stem
(Adnkronos) - Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science, cui ha partecipato anche l’Italia con l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom), che ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici. Lo studio - spiega il Cnr in una nota - ha integrato osservazioni satellitari raccolte nell’arco di oltre trent’anni (1986-2020) con simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13mila siti distribuiti in tutta Europa. Il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale in grado di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest’approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell’evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici. I risultati indicano, tra le principali minacce alle foreste europee, l’incidenza crescente di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi (come il bostrico), evidenziando che i disturbi forestali aumenteranno in tutti gli scenari considerati. “Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici. Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee - in particolare nell’Europa centrale e meridionale - hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l’assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima”, afferma Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia che ha partecipato allo studio, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale dell’Istituto. Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare. Le differenze regionali risultano marcate. L’Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L’Europa settentrionale appare complessivamente meno colpita su scala continentale, ma sono attesi hotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, con implicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi. “I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee. Comprenderne l’evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale”, conclude Collalti. Daniela Dalmonech, ricercatrice presso lo stesso laboratorio e coautrice del lavoro, aggiunge: “I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale. Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni”. Tuttavia, lo studio sottolinea anche come tali fattori di rischio possano offrire anche opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi possono, infatti, favorire l’insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche. “Nel complesso la ricerca evidenzia come il cambiamento climatico sia destinato a modificare profondamente i regimi di disturbo delle foreste europee nel corso del XXI secolo. Anticipare tali cambiamenti attraverso modellistica integrata, monitoraggio continuo e gestione adattativa sarà cruciale per salvaguardare le funzioni ecologiche e socio-economiche delle foreste in un contesto di rapido riscaldamento globale”, conclude Collalti.