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(Adnkronos) - Gli azzurri dell’inseguimento a squadre di pattinaggio di velocità conquistano la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano Cortina oggi, martedì 17 febbraio, chiudendo la finale davanti agli Stati Uniti. L’impresa al Milano Speed Skating Stadium è targata da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti. La loro è la 24esima medaglia conquistata dall’Italia ai Giochi di Milano-Cortina. Terza la Cina, che ha vinto la finale per il bronzo contro l’Olanda. Ecco chi sono i campioni olimpici azzurri. I primi pattini avevano le rotelle, poi la conversione al ghiaccio. Un amore che, proprio come la compagna di squadra Francesca Lollobrigida, oro nei 3.000 metri, nasce guardando le Olimpiadi di Torino 2006. Vent'anni dopo, con i Giochi invernali nuovamente in Italia, Davide Ghiotto è una delle punte di diamante della squadra azzurra del pattinaggio di velocità. Laurea in filosofia su 'etica e suicidio', della disciplina lui dice: "E' odiata solo perché non viene capita. Io sono stato fortunato, l'ho sempre guardata con attenzione". I suoi filosofi preferiti: "Schopenhauer e Nietzsche". Tre volte campione del mondo e bronzo olimpico a Pechino 2022 sui 10.000 metri, sulla distanza più lunga detiene anche il primato di 12:25.692, fatto segnare in Coppa del Mondo a Calgary nel gennaio 2025. Per il campione di Altavilla Vicentina l'anno pre-olimpico, iniziato con il record del mondo sui 10.000 metri, è stato puntellato di successi: ai Mondiali di Hamar, in Norvegia, si è portato a casa oltre al terzo oro consecutivo sui 10.000, anche un argento nell'inseguimento a squadre. E' rimasto appena ai piedi del podio invece sui 5.000 metri. Su questa distanza è fresco di un bronzo agli Europei del gennaio 2026, quando ha vinto anche l'inseguimento a squadre. Trentadue anni compiuti a dicembre, atleta delle Fiamme Gialle e padre di due figli, Ghiotto è alla terza partecipazione olimpica, dopo Pyeongchang 2018 e Pechino 2022. Michele Malfatti scopre il ghiaccio a cinque anni, spinto dal padre. Dallo Sporting Club Pergine a una scelta, strada di vita. Dal 2006 al 2011 fa short track: velocità nervosa, traiettorie strette, contatto. Poi il passaggio alla pista lunga, dove trova la sua dimensione. Motore diesel, passo regolare, testa fredda. Specialista dei 5000 metri e della team pursuit, Michele Malfatti ha vissuto i Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022 con un 15° posto nei 5000 e un 7° nell’inseguimento. Risultati solidi, base su cui costruire. La sua vera consacrazione arriva però con il trio dell’inseguimento: insieme a Davide Ghiotto e Andrea Giovannini diventa punta di diamante azzurra. Oro mondiale a Calgary 2024, argento a Hamar 2025. Sincronia, cambi perfetti, passo costante: l’Italia torna potenza nella specialità. In Europa il gruppo si conferma: oro a Tomaszów Mazowiecki 2026, argento nella staffetta a Heerenveen 2024, dopo il bronzo continentale nell’inseguimento a Heerenveen 2022. Anche a livello individuale Malfatti ha iniziato a lasciare il segno: terzo nei 10.000 metri in Coppa del Mondo a Stavanger 2023, primo podio personale nel circuito maggiore. E nei 5000 metri di Calgary 2024 chiude sesto. Si allena sotto la guida di Maurizio Marchetto e Matteo Anesi. Cura i dettagli, lavora sul passo, costruisce la condizione con pazienza. Fuori dalla pista cerca la natura: mountain bike, sci, arrampicata, trekking. Sport di fatica e silenzio, come lui. Trentino, centosettantotto centimetri per 73 chili, divisa delle Fiamme Gialle: nascita il 27 agosto, anno domini 1993. Andrea Giovannini comincia a sei anni sul lago ghiacciato di Baselga di Piné. Poi il passaggio al Circolo Pattinatori Pinè. Miti d'infanzia: da bambino guarda e imita Enrico Fabris. L’esplosione arriva nel 2013 ai Mondiali Junior: due ori, un argento, un bronzo. È il salto di qualità che apre la porta al circuito senior, dove costruisce la propria identità nella mass start. Qui diventa l'uomo da titoli: oro mondiale a Hamar 2025, dopo aver consolidato la leadership con due Coppe del Mondo consecutive (2023-24 e 2024-25). Prima, il bronzo nella mass start di Heerenveen 2023 e l’argento europeo a Kolomna 2018 avevano segnato la crescita. Specialista anche nell’inseguimento a squadre. Oro mondiale a Calgary 2024, argento a Hamar 2025 insieme a Davide Ghiotto e Michele Malfatti. Tre Olimpiadi nel curriculum: Sochi 2014 (17esimo nei 5000 metri), Pyeongchang 2018 (sesto team pursuit), Pechino 2022 (settimo team pursuit). Si allena con Maurizio Marchetto e Matteo Anesi. Sul ghiaccio unisce tattica e freddezza: sa aspettare, sa colpire. Fuori, ciclismo e lettura. Il padre, geometra appassionato di letteratura e filosofia, gli trasmette disciplina e curiosità.
(Adnkronos) - Giurarsi amore eterno davanti a un piatto stellato? Perché no. Per festeggiare San Valentino al top, e incantare la 'dolce metà', la scelta migliore è sicuramente quella di concedersi una cena in uno dei migliori ristoranti. Ma quanto si arriva a spendere e cosa aspettarsi dalle cucine più blasonate? Ecco qualche esempio, su e giù per lo Stivale, per farsi un'idea e, soprattutto, per capire se il cuore val bene una cena. Volendo puntare ai massimi livelli, ci sono gli chef tristellati, spesso considerati inarrivabili, anche perché eternamente pieni, soprattutto per le serate speciali come questa. L’Ansitz Heufler di Norbert Niederkofler, a Rasun-Anterselva (Bz), offre un’esperienza pensata per celebrare l’amore in tutte le sue forme: un menu speciale accompagna gli ospiti in un percorso di gusto da vivere con lentezza, tra intimità e calore, dove ogni dettaglio è pensato per rendere questo giorno davvero unico. Nel menù, a 95 euro, Verza al forno ripiena, Risotto con blu di bufala e tartufo nero, e poi doppio secondo con Trota al caviale e zabaione salato e Vitello al pepe nero e barbabietole. Per assaporare la cucina dello chef Massimiliano Alajmo (3 stelle a Le Calandre di Rubano, Padova), si può optare per un altro dei suoi locali, Le Cementine di Roncade (Treviso), per un menù completo di San Valentino a 100 euro. Inutile, invece, lanciarsi nell'intero weekend da sogno proposto (con prezzo anch'esso da sogno) a Villa Crespi, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, dove, oltre alla cena tristellata, è previsto anche un massaggio di coppia e un welcome bouquet in camera con Champagne e cioccolatini: è già sold-out. Intramontabile la proposta di Heinz Beck, sempre presente quando si tratta di occasioni speciali da trascorre nella sua Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma. Nel menù: fegato grasso d'anatra con carciofi e gel di amaretto, ricciola con sedano marinato ai profumi di rosa turca, melograno e cioccolato ossidato, astice su estratto di liquirizia, cuore di spinaci e fagioli borlotti, solo per citare i primi tre dei sette piatti in degustazione per 750 euro in due. Passando alle due stelle Michelin, l'offerta si allarga e spuntano idee interessanti al Sud. Nel suo ristorante La Madia di Licata (Ag), lo chef Pino Cuttaia non anticipa nulla, ma promette per la sera del 14 febbraio un menu esclusivo, creato appositamente "in occasione della celebrazione dell’amore" (la spesa per una menu degustazione mediamente va dai 150 ai 190 euro a persona). Il George Restaurant, primo due stelle Michelin 2026 di Napoli, presso il Grand Hotel Parker's, l'albergo più antico della città, ha in serbo un menù di quattro portate, più amuse bouche e dessert, firmato dallo chef Domenico Candela, a 167 euro a persona. Una serata speciale attende gli innamorati anche al Moma di Roma, una stella Michelin, che per San Valentino propone una serata all’insegna della seduzione giocosa. Lo chef Andrea Pasqualucci ha costruito un menu che si veste di rosso: tra giochi cromatici, note iodate, accenti floreali, carni opulente ammansite da bacche e frutti rossi e materie prime che si trasformano e travestono, il percorso si snoda in una rappresentazione allegorica di un amore che vive di equilibrio tra leggerezza e profondità, dall'Ostrica alla brace, margarita e aneto in apertura fino allo Yogurt di pecora e lamponi che chiude il percorso (costo 200 euro). Per la notte più romantica dell’anno, il Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, invita gli innamorati a vivere un’esperienza sensoriale unica nella cornice dell'FH55 Hotel Villa Fiesole, sospesa tra alta cucina, panorama mozzafiato e intimità senza tempo. Lo chef Antonello Sardi firma un menù di San Valentino che celebra l’amore attraverso materie prime d’eccellenza, tecnica raffinata e un racconto gastronomico elegante e seducente (279 euro inclusi i vini). A Milano, ci si può regalare una cena da Cracco in Galleria (1 stella Michelin), dove il menu degustazione tradizionale parte dai 350 euro. Ma per San Valentino Carlo Cracco ha pensato di stupire con una serie di edizioni speciali di cioccolatini, fra baci, tavolette, combo, e persino un kit dolce e uno salato, con packaging nei colori dell'amore. E se l'amore si vuole festeggiarlo con dolcezza, in arrivo quattro creazioni firmate dal maestro pasticcere Vincenzo Faiella, di San Marzano sul Sarno (Sa) - semifreddo al rocher, cheesecake ai frutti di bosco, al cappuccino e mousse al tris di cioccolati - disponibili sia in monoporzione sia in formato torta, pensata per trasformare il regalo in un momento di condivisione.
(Adnkronos) - “Una regolazione ben disegnata può diventare un fattore abilitante per la competitività, favorendo una transizione ordinata e inclusiva dell’intero sistema economico”. Così Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison, spiega all’Adnkronos come la normativa europea può agevolare il sistema imprenditoriale italiano sostenendone gli sforzi soprattutto in ambito Esg. “Le imprese oggi si muovono in un contesto caratterizzato da una profonda trasformazione economica, ambientale e sociale, in cui la sostenibilità non è più un tema accessorio ma un fattore strutturale di evoluzione dei modelli di produzione e consumo e, in ultima istanza, di competitività - premette - La principale sfida è integrare gli obiettivi ambientali, sociali e di governance all’interno delle strategie industriali e finanziarie, rendendoli coerenti con le esigenze di crescita, innovazione e creazione di valore nel lungo periodo. La transizione verso modelli produttivi più sostenibili richiede investimenti significativi, un’evoluzione delle competenze e una capacità di lettura sistemica dei rischi e delle opportunità, a partire da quelli legati al cambiamento climatico, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla tutela delle persone lungo la catena del valore”. In questo contesto, “il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità rappresenta un elemento importante per accompagnare il sistema imprenditoriale nel percorso di transizione”. “Iniziative come il pacchetto Omnibus I - continua Terenghi - vanno nella direzione di snellire l’architettura regolatoria, introducendo elementi di semplificazione e maggiore proporzionalità negli obblighi di rendicontazione, senza rinunciare all’obiettivo di garantire trasparenza e affidabilità delle informazioni”. Nello specifico, “la riduzione del perimetro di applicazione della Csrd esclude le imprese medio-piccole e concentra gli obblighi sulle aziende di grandi dimensioni, evitando un’eccessiva estensione degli obblighi a soggetti con minori capacità organizzative. Va però tenuto conto dell’effetto indiretto sulle imprese obbligate, che devono rendicontare sugli impatti lungo la catena del valore pur avendo un numero crescente di fornitori non più soggetti a obblighi analoghi. Omnibus I introduce alcune tutele procedurali, come la possibilità di spiegare le difficoltà nel reperire i dati ma non risolve del tutto la tensione tra obblighi di rendicontazione estesi e disponibilità effettiva delle informazioni a monte della filiera”. In generale, “per le imprese italiane, un contesto normativo più chiaro e armonizzato a livello europeo può tradursi in una migliore comparabilità dei dati, in una maggiore credibilità nei confronti dei mercati finanziari e degli investitori e in una riduzione della complessità della rendicontazione stessa. Questo consente di concentrare risorse e competenze sulla realizzazione concreta delle strategie di sostenibilità, piuttosto che sulla gestione frammentata degli adempimenti". Per quanto riguarda Edison, “la nostra rendicontazione, dallo scorso anno è allineata alla direttiva Csrd. Per Edison non è solo un adempimento, ma uno strumento di dialogo e di responsabilità, che consente di misurare i risultati, individuare aree di miglioramento e rendere conto in modo chiaro degli impatti generati. In questo approccio integrato risiede la nostra convinzione che la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile rappresentino non solo una responsabilità, ma anche una grande opportunità di impegno e creazione di valore e ne diamo conto nel Sustainability Statement documentando non solo i risultati passati ma anche i programmi futuri e le risorse che l’azienda intende dedicare per la loro realizzazione”. L’impegno di Edison per la sostenibilità si fonda in particolare su tre macro ambiti, spiega Terenghi: “Produzione rinnovabile (l’obiettivo è raddoppiare la capacità installata) e flessibile, sicurezza degli approvvigionamenti gas e sviluppo dei gas verdi, servizi a valore aggiunto e soluzioni per la transizione energetica dei clienti (B2B, B2C, B2G)”. Qualche dato. “A partire dal 2006, l’azienda ha già ridotto le proprie emissioni dirette di CO2 di oltre il 75%, passando da un livello prossimo a 25 Mt CO2eq nel 2006 a circa 6 Mt CO2eq nel 2024. Nel 2025 abbiamo completato nuovi impianti eolici e fotovoltaici per 200 MW, quest’anno avvieremo cantieri per altri 500 MW, che si aggiungono ai 250 MW già in costruzione - aggiunge - Inoltre, negli ultimi anni abbiamo realizzato 1,5 GW di capacità termoelettrica altamente efficiente e flessibile, grazie a due nuovi impianti - in Veneto e Campania - che sono tra i più avanzati al mondo in termini di prestazioni e sostenibilità per questo tipo di centrali. Nel 2024 la società ha proseguito lo sviluppo di nuova capacità per la produzione di Biometano e Biogas con 8 impianti in gestione, costruzione e autorizzazione in Italia e Spagna". Inoltre, "attraverso Edison Next e Edison Energia, promuoviamo il percorso di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni verso la decarbonizzazione e l’elettrificazione. Un esempio di investimento per le famiglie: dal 2021 la società ha lanciato un modello innovativo di condivisione dell’energia in ambito condominiale con l’obiettivo di promuovere l’autoproduzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Così i condomini possono aderire a gruppi di auto consumo collettivo (Auc) realizzato con l’installazione sul tetto del condominio di un impianto fotovoltaico”, conclude Terenghi.