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(Adnkronos) - Non ce l'ha fatta il piccolo Domenico. Il bimbo di due anni al quale il 23 dicembre scorso era stato trapiantato un cuore 'bruciato', è morto questa mattina al Monaldi di Napoli dove era ricoverato da due mesi. Dalla presidente del Consiglio Meloni al vice premier Tajani e al ministro della Salute Schillaci, anche la politica si stringe alla mamma del piccolo con messaggi d'affetto e vicinanza. "L'Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato. Alla mamma Patrizia, al papà Antonio e a tutti i suoi cari rivolgo, a nome mio e del governo, il più sincero abbraccio e il più profondo cordoglio. Sono certa che le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda", scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X. "Una preghiera per il piccolo Domenico. Che Dio possa accoglierlo tra le sue braccia. Il coraggio della sua mamma, Patrizia, sia d’esempio a tutti noi. Oggi ci stringiamo al suo dolore. Un dolore che sento mio dal profondo del cuore. Riposa in pace, piccolo angelo", le parole in un post su X del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "La tragica scomparsa del piccolo Domenico lascia un grande dolore e un senso di profonda ingiustizia. Alla sua famiglia giunga il sentito cordoglio del Senato della Repubblica". Così sulla sua pagina Facebook il presidente del Senato Ignazio La Russa. “La morte del piccolo Domenico mi addolora profondamente. Non ci sono parole che possano consolare di fronte a una così grave perdita, resta il sentimento di vicinanza umana e istituzionale verso una famiglia duramente colpita e il rispetto per il ricordo di un bambino che ha commosso l’Italia intera". È quanto dichiara il ministro della Salute, Orazio Schillaci. "In questo momento di immenso dolore - conclude - ci stringiamo alla sua mamma e al suo papà ai quali rivolgo, a nome mio e di tutto il Servizio Sanitario Nazionale, un pensiero di affetto, rispetto e sincera vicinanza”. "Profondo cordoglio per la scomparsa del piccolo Domenico. Il coraggio della mamma, Patrizia, ci insegna forza e dignità. In questo momento ci stringiamo al dolore dei genitori e preghiamo che il piccolo angelo possa riposare in pace". Così in un post sui social il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. "'Mio figlio sta continuando a lottare. Spero sempre si trovi una soluzione. Prima faceva la vita di tutti i bambini. Lui aveva una terapia, ma io cercavo di fargli fare una vita normale. La voglia di vivere viene tutta da lui'. Queste le parole della mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, che è rimasta al fianco del suo piccolo fino alla fine e che anche oggi ci insegna come nell’amore, nel dolore, nell’ingiustizia di un destino così crudele, sia possibile trovare nella fede la forza di combattere e di reagire. Una preghiera e tutto il mio amore per Domenico e la sua famiglia", le parole sui social del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. "Quella del piccolo Domenico è una storia che ti spezza il cuore e ti fa tremare le gambe. Un caso di malasanità vergognoso che non può restare impunito. Una madre che ha lottato per il suo bambino con tutte le sue forze, che ci chiede di non dimenticare questa vicenda e di andare affondo sulle responsabilità di quanto accaduto. Non solo per onorare la memoria del piccolo, ma perché non si ripeta mai più. Chiediamo che il ministro della Salute riferisca in Parlamento per chiarire i contorni di questa tragica vicenda", la richiesta sui social di Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato. “Profondo e sincero dolore per il piccolo Domenico. Ci stringiamo alla mamma e al papà, che hanno lottato accanto a lui in questa assurda e drammatica vicenda. Una prova terribile, affrontata con amore immenso e grande dignità, che ha commosso l’Italia intera. Daremo tutto il sostegno possibile alla fondazione che vogliono creare, per aiutare altri bambini e perché simili ingiustizie non si ripetano più. Resta la rabbia per quello che è successo, su cui dovrà essere fatta piena luce. Ma questo è il momento del cordoglio, per un dolce e meraviglioso angelo volato via. Per tutto il resto ci sarà tempo”. Così Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati.
(Adnkronos) - Rafforzare la capacità del sistema-Paese di leggere e anticipare le trasformazioni del mercato del lavoro attraverso l’analisi dei big data e l’utilizzo di strumenti avanzati di intelligenza artificiale. E' l'obiettivo del progetto di ricerca 'Skill, training and labour market indicators for italy: big data analysis to navigate the future', promosso da Sviluppo Lavoro Italia, società in house del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), e presentato oggi al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. “Comprendere in modo tempestivo l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato del lavoro è una condizione essenziale per rendere più efficaci le politiche attive e i sistemi di formazione”, ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone. “Questo progetto rappresenta un passo importante verso un approccio sempre più basato su dati affidabili e analisi predittive, capace di orientare le scelte pubbliche, sostenere l’occupabilità delle persone e accompagnare le imprese nei processi di innovazione”, ha continuato. “Con questa iniziativa Sviluppo Lavoro Italia rafforza il proprio ruolo di supporto tecnico-strategico alle istituzioni, mettendo a disposizione strumenti innovativi per leggere il presente e orientare il futuro del mercato del lavoro”, ha affermato Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia. “La collaborazione con l’Ocse ci consente di sviluppare un modello avanzato e replicabile di big data intelligence, capace di integrare fonti informative diverse e di generare evidenze concrete a supporto delle decisioni pubbliche, con ricadute positive sui territori e sui sistemi locali delle competenze”. “L’uso innovativo dell’enorme mole di dati disponibile consente di leggere con maggiore profondità le dinamiche del mercato del lavoro in profondo cambiamento", ha dichiarato il direttore del direttorato per l’occupazione e gli affari sociali e prossimo chief economist dell’Ocse, Stefano Scarpetta. “La collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia mira a sviluppare strumenti concreti per promuovere l'incontro tra la domanda di manodopera da parte delle imprese e l'offerta da parte delle persone in cerca di lavoro. Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto del valore della cooperazione internazionale nel rafforzare le capacità analitiche dei Paesi", ha aggiunto. Il Progetto si fonda sull’analisi delle offerte di lavoro pubblicate online e sull’elaborazione di grandi moli di dati attraverso algoritmi di AI, con l’obiettivo di monitorare in modo sistematico, a livello nazionale e territoriale, la domanda di lavoro e di competenze espressa dalle imprese. Un approccio che consente di ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e di rafforzare la programmazione delle politiche attive e formative. L’intervento si configura, tra l’altro come un modello di supporto evidence-based alle politiche del lavoro, in grado di connettere livelli di governance differenti e di contribuire in modo strutturale al rafforzamento del sistema nazionale delle competenze e al miglior funzionamento dei mercati del lavoro locali.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.