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(Adnkronos) - Il Gruppo Ferrero rafforza la propria governance, con nuovi ruoli di leadership a partire dal 1 settembre 2026 con diretto riporto a Giovanni Ferrero, presidente di Ferrero International. In particolare, Alessandro Nervegna diventerà ceo di Ferrero Core, con il mandato di guidare la crescita delle categorie core del Gruppo e l’attuale ceo Lapo Civiletti, continuerà a ricoprire la carica di vicepresidente di Ferrero International e assumerà il ruolo di presidente di Ferrero Ice Cream e Wk Kellogg. Nel suo ruolo di presidente di Ferrero International, Giovanni Ferrero continuerà a guidare la crescita del Gruppo, concentrandosi sulla visione strategica, di lungo periodo, e sull’innovazione, mantenendo la continuità con la cultura e i valori che contraddistinguono l’azienda. “La nuova governance è pensata per consolidare la propria competitività nel settore dei prodotti dolciari confezionati”, spiega una nota ricordando che “nel corso dell’ultimo decennio, il Gruppo Ferrero ha intrapreso un percorso di espansione e di crescita da azienda focalizzata sul confectionery a leader globale nel settore dei prodotti dolciari confezionati. Un risultato che riflette lo spirito imprenditoriale del Gruppo e una gestione rigorosa, sostenuta da acquisizioni strategiche e da un costante impegno nel portare innovazione nei marchi iconici e nelle nuove categorie di prodotto” In linea con l’evoluzione del business, pertanto, Nervegna, attualmente Chief Strategy & Innovation Officer, assumerà il ruolo di ceo di Ferrero Core, con la responsabilità delle categorie core del Gruppo, tra cui Confectionery, Biscotti e Prodotti da Forno, e il segmento Better-For-You. “La sua visione strategica, il forte orientamento al business e il rigore manageriale - commenta Giovanni Ferrero - garantiranno al Gruppo Ferrero di proseguire nel proprio percorso di crescita, rafforzando ulteriormente la nostra posizione di leader nel settore dei dolci confezionati.” Sotto la guida di Civiletti "e grazie alla sua capacità di trasformare la visione in risultati concreti, l’obiettivo di raddoppiare le dimensioni del business in meno di dieci anni è diventato realtà. Ha costruito un team manageriale solido, capace di garantire risultati costanti e pronto a cogliere le opportunità future”, conclude Giovanni Ferrero.
(Adnkronos) - TH Resorts compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita e rafforza in modo significativo la propria presenza in Sardegna con la firma di un accordo di gestione di lungo periodo per il TH Free Beach Costa Rei, storico villaggio da oltre 400 camere tra i più rilevanti dell’isola. L’intesa, siglata con ITI Marina Hotels della famiglia Loi, segna una nuova fase di sviluppo per una delle destinazioni simbolo del turismo sardo. L’operazione rappresenta un passaggio di rilievo nel piano industriale del Gruppo TH e consolida una partnership ormai storica con la famiglia Loi. Il Free Beach Costa Rei, grazie alle sue dimensioni, alla posizione privilegiata e alla forza del brand TH, si conferma un asset strategico nel segmento mare e un motore di attrattività per il mercato nazionale e internazionale. “Questo accordo di lungo periodo completa una collaborazione costruita negli anni su fiducia reciproca e visione comune sullo sviluppo del turismo in Sardegna” dichiara Piero Loi di ITI Marina Hotels. La gestione del villaggio si inserisce in un più ampio disegno di crescita di TH Resorts, orientato al rafforzamento delle destinazioni iconiche e alla costruzione di relazioni solide e durature con i partner locali. Con oltre 400 camere, il Free Beach rappresenta una struttura di grande rilevanza dimensionale e organizzativa, capace di generare ricadute economiche significative anche in termini di occupazione, indotto e valorizzazione della filiera turistica regionale. “La partnership con ITI Marina Hotels della famiglia Loi è accolta con grande soddisfazione da soci e manager di TH Resorts che individuano nella crescita e nello sviluppo i pilastri della propria strategia industriale” queste le parole espresse dal presidente Graziano Debellini, dall'amministratore delegato Alberto Peroglio e dal vicedirettore generale Salvatore Piazza. In vista della stagione 2026, il villaggio sarà al centro di un’evoluzione dell’offerta che rafforza il posizionamento del prodotto TH: nuovo format di ristorazione con buffet esclusivo organizzato in angoli tematici, formula all inclusive ancora più ricca con cocktail e bevande alla spina inclusi per tutto l’orario di apertura dei bar, due campi da paddle, ampia spiaggia sul mare di Costa Rei, animazione e servizi family firmati TH Club. L’accessibilità è garantita dai collegamenti aerei da oltre 20 aeroporti italiani, prenotabili nelle migliori agenzie di viaggio.
(Adnkronos) - “La lotta allo spreco alimentare e più in generale gli obiettivi di sostenibilità in Italia nell'ambito dei contratti pubblici sono regolati dai Cam. Il decreto che riguarda la ristorazione collettiva è del 2020. Noi sin dall'inizio avevamo criticato un'impostazione troppo rigida di questo decreto, soprattutto per quanto riguardava le prescrizioni molto vincolanti e molto prescrittive sulle percentuali di utilizzo di prodotti biologici”. Lo ha dichiarato Daniele Branca, responsabile ufficio Legislativo e Lavoro di Legacoop Produzione e Servizi, al convegno 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. Branca ha ricordato che “di recente, dopo un proficuo confronto con il ministero, siamo riusciti ad avere dei chiarimenti e delle specifiche con una circolare del settembre del 2025, che rende più flessibili gli strumenti”. Tuttavia, ha sottolineato, resta aperto il nodo economico. “Riteniamo che il problema principale in questo momento è un'impostazione del mercato che scarica sugli operatori economici gli investimenti e i costi in materia di sostenibilità. Troppo spesso ci sono basi d'asta non adeguate e gare che non prevedono meccanismi di revisione prezzi adeguati e quindi assistiamo a gare deserte, a imprese che faticano a mantenere l'esecuzione del servizio”. Da qui la richiesta di un cambio di paradigma: “Crediamo che debba esserci un cambio culturale per cui i servizi essenziali come quelli di ristorazione collettiva vengano vissuti e percepiti per quello che sono: un investimento per la collettività, per la qualità, è un investimento per l'utenza. Servono investimenti che permettano effettivamente di innalzare la qualità del servizio e di offrire servizi di qualità, sostenibili”.