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(Adnkronos) - Un’apertura da tutto esaurito con l’evento di lancio di “Pulsar – Festival delle Stem 2026”, il progetto nato da un’idea di iliad e realizzato da Open per avvicinare le nuove generazioni alle discipline scientifiche e accendere curiosità, talento e nuove vocazioni. Le discipline Stem sono fondamentali per il nostro futuro e la rassegna punta a riportarle in primo piano: per la prima volta, iliad e Open hanno tradotto questo impegno in un vero e proprio festival, in grado di coinvolgere giovani, istituzioni, accademia e comunità locali attraversando l’Italia da Nord a Sud. Un festival pensato per irradiare passione, idee e innovazione, proprio come una pulsar diffonde la sua luce. La prima tappa è ospitata oggi negli spazi del Museo dell’Ara Pacis e patrocinata dal Comune di Roma, riunendo studenti, istituzioni, accademici, professionisti, media e appassionati di innovazione. Una partecipazione che conferma il forte bisogno di spazi di confronto su innovazione e competenze Stem, in preparazione e risposta alle sfide del futuro. Nel corso del pomeriggio, l’Ara Pacis si è trasformata in un luogo di incontro tra scienza, istituzioni, imprese e cultura, con interventi e momenti di confronto dedicati al futuro delle competenze scientifiche e al ruolo delle nuove generazioni nel guidare l’innovazione. Una conversazione che, per la prima volta, ha riunito sullo stesso palco mondi diversi, mostrando quanto sia importante affrontare il tema delle Stem attraverso linguaggi e prospettive differenti, in grado di coinvolgere un pubblico ampio e variegato. Ad aprire la giornata il panel “Verso lo spazio – voci di una nuova generazione di astronauti”, con gli astronauti Anthea Comellini e Andrea Patassa (European Space Agency), che hanno raccontato la propria esperienza e il valore della ricerca scientifica per affrontare le grandi sfide globali. “Penso ci sia una narrativa sbagliata sulle donne nella professione da astronauta. Spesso si portano avanti dei modelli che hanno un'eccezionalità e il messaggio che passa è che “per riuscirci devi essere straordinaria", ma non è così. Chiunque ce la può fare.” ha commentato l’astronauta Anthea Comellini. “Le Stem mi hanno sempre appassionato perché rispondono alle domande che ci facciamo tutti i giorni. Guardando al futuro, non dobbiamo vedere l'intelligenza artificiale come qualcosa che sarà in grado di sostituirci, ma come uno strumento. Ci permetterà di fare cose che ora non possiamo fare”, ha dichiarato l’astronauta Andrea Patassa. A seguire il dibattito 'Talenti e competenze di domani', un confronto dedicato alle trasformazioni del mondo del lavoro e della formazione con Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria e ceo di Orienta, Rosario Rasizza ceo di OpenJob Metis, Andrea Malacrida ceo di Ali Lavoro, Laura Di Raimondo, direttore generale Asstel. Dal confronto è emersa con forza la necessità di rafforzare il dialogo tra scuola, università e imprese, per preparare le nuove generazioni alle sfide tecnologiche dei prossimi anni. “Il gap di genere nelle materie Stem ha conseguenze importanti, perché in questo modo mancano delle vere role model per i giovani. Si tratta di una sfida anche per le stesse famiglie e sta a tutti noi fare un vero e proprio salto culturale. Le donne troppo spesso rischiano di essere limitate a professioni al di fuori dell’ambito Stem", ha dichiarato Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria e ceo di Orienta. “Oggi sulle materie Stem i numeri ci parlano di stereotipi di genere anacronistici rispetto ai bisogni reali che abbiamo sul mercato”, ha commentato Andrea Malacrida, ceo di Ali Lavoro. Secondo Rosario Rasizza, ceo di OpenJob Metis, “Le materie Stem sono più attrattive in questo momento, noi abbiamo tante posizioni aperte eppure non riusciamo a trovare quelle figure”. “Investire nelle competenze Stem significa rafforzare il futuro digitale e la competitività del Paese. È strategica la necessità di rafforzare il dialogo tra imprese, scuola, università e Academy per orientare le nuove generazioni verso percorsi scientifici e tecnologici", ha sottolineato Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, “La filiera delle telecomunicazioni ha la responsabilità di raccontare e rendere visibili le opportunità professionali offerte dall’innovazione in ambito tech. Iniziative come il festival Pulsar aiutano giovani e studentesse a immaginare nuovi percorsi e ad avvicinarsi alla scienza e al digitale. Fondamentale è rendere la tecnologia comprensibile e concreta per stimolare curiosità e partecipazione". Grande attenzione anche al tema della parità di genere nelle discipline scientifiche, con il panel “Stem, arrivano le ragazze!” grazie ai contributi di Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza Università di Roma, Giovanna Spatari, Rettrice dell’Università di Messina e coordinatrice della commissione Tematiche di genere del Crui e Claudia Pratelli, Assessora alla Scuola del Comune di Roma. Una conversazione che intende mettere in primo piano l’importanza di rendere le Stem sempre più accessibili e inclusive, valorizzando il talento femminile e abbattendo le barriere che spesso ostacolano la partecipazione delle donne al settore Stem. “Per promuovere la diffusione delle Stem è indispensabile agire anche sui più piccoli: ad esempio, lavorare con le scuole prima delle superiori, promuovere gare femminili di matematica, portare avanti azioni che non si limitino alle sole giornate di orientamento”, ha commentato Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza, Università di Roma. Il pomeriggio prosegue con un confronto tra istituzioni e imprese sul ruolo della formazione scientifica nel futuro dell’Italia insieme a Benedetto Levi, Amministratore delegato di iliad Italia, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, richiamando l’importanza di iniziative capaci di avvicinare i giovani alle discipline Stem e di rafforzare l’ecosistema dell’innovazione in Italia. “Le Stem giocano un ruolo centrale in una società sempre più governata dall’Intelligenza Artificiale e dalle nuove tecnologie. Grazie al contributo straordinario dei docenti, negli ultimi anni abbiamo raggiunto risultati straordinari nella diffusione delle STEM.”, ha dichiarato Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito. “Abbiamo investito due miliardi e cento milioni di euro per la digitalizzazione delle scuole e avviato riforme importanti per rafforzare l’insegnamento della matematica e delle STEM. Lavoriamo affinché il Paese possa crescere e conquistare il futuro grazie alla scuola, offrendo ai nostri giovani la possibilità di realizzare appieno i propri talenti e azzerando le differenze di genere.” “Per troppo tempo si è pensato che le materie scientifiche non fossero adatte alle donne, ma si tratta di un pregiudizio da superare. Per ridurre questo divario, abbiamo rafforzato le borse di studio per le studentesse Stem e proposto programmi di orientamento per avvicinare le ragazze alle materie scientifiche.”, ha dichiarato Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca. “Il Ministero sta lavorando per ridurre il mismatch tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Servono più laureati nelle materie scientifiche, perché le imprese cercheranno sempre più profili Stem - più velocemente di quanto il sistema riesca a formarli.” “Come le reti di telecomunicazioni, anche le Stem sono infrastrutture strategiche per la crescita del Paese: sembrano invisibili, eppure sono presenti in ogni aspetto della nostra vita e agiscono come abilitatori di opportunità. Con Pulsar vogliamo avvicinare sempre più persone alle STEM: vedere così tanti partecipanti riuniti all’Ara Pacis è il segnale più forte che iniziative come questa vanno nella giusta direzione.”, ha dichiarato Benedetto Levi, Amministratore delegato di iliad Italia. “Per iliad, investire nella diffusione delle STEM significa anche contribuire alla crescita del Sistema Paese, per costruire un futuro più aperto e ricco di possibilità.” L’evento si conclude con un momento di contaminazione tra scienza e cultura pop, con la partecipazione della cantautrice Ditonellapiaga e la stand-up comedy di Stefano Rapone, a testimonianza di come il linguaggio delle Stem possa dialogare con forme diverse di racconto e intrattenimento. Con questo primo appuntamento prende ufficialmente il via “Pulsar – Festival delle Stem 2026”, un progetto che nel corso dell’anno attraverserà altre sei città italiane con eventi, workshop e incontri dedicati alla scoperta delle materie scientifiche. Il festival coinvolgerà scuole, università e realtà del territorio, con attività pratiche, momenti di orientamento dedicati agli studenti e dialoghi aperti al pubblico, con l’obiettivo di rendere le discipline Stem sempre più accessibili e vicine alla vita quotidiana delle persone. Con Pulsar, iliad conferma il proprio impegno nel promuovere la diffusione delle competenze scientifiche e tecnologiche, contribuendo a sostenere le nuove generazioni nella costruzione del proprio futuro.
(Adnkronos) - Per 4 adolescenti su 10, “stare insieme” significa prima di tutto amicizia: uno spazio fatto di complicità, leggerezza e condivisione quotidiana. E tra i contesti in cui sperimentano il lavoro di squadra, la fiducia reciproca e il senso del “noi” seguono la scuola (22%) e lo sport (8,8%). È quanto emerge da 'Generazione Noi', l’analisi promossa da Ringo e realizzata dal partner Extreme, società specializzata nell'analisi strategica delle conversazioni web e social, su oltre 35.000 contenuti social prodotti in lingua italiana su TikTok, Instagram e YouTube. La ricerca si inserisce nella comunicazione di 'Tra di noi c’è più gusto', la campagna con cui Ringo racconta il valore delle relazioni tra coetanei e del Terzo Spazio: quel luogo, fisico o simbolico, in cui gli adolescenti costruiscono relazioni, autonomia e identità lontano dalla supervisione diretta di adulti, genitori o insegnanti. L’analisi si basa su un approccio di social listening qualitativo, che utilizza un sistema di ancore semantiche costruite a partire da slang, espressioni ricorrenti e codici linguistici tipici dei ragazzi e delle ragazze tra i 13 e i 18 anni. Il linguaggio diventa la chiave per intercettare e interpretare le conversazioni: non solo oggetto di studio, ma anche strumento metodologico centrale. Dai dati emerge con chiarezza anche dove gli adolescenti raccontano oggi lo stare insieme online: TikTok concentra il 50% delle conversazioni; Instagram il 49%; YouTube è marginale. Un dato che racconta una socialità espressa attraverso formati rapidi, visivi e performativi. Su TikTok lo stare insieme prende forma in meme, slang e micro-rituali, mentre su Instagram diventa un racconto più editoriale e descrittivo, fatto di immagini e parole che fissano i momenti condivisi. L’amicizia è il primo pilastro della collaborazione, soprattutto per le ragazze adolescenti, per le quali rappresenta il cuore della socialità (54,2%). Tra i ragazzi adolescenti, invece, lo stare insieme si costruisce più spesso attraverso sport e attività condivise (49,3%). Lo sport emerge come spazio di appartenenza più che di performance: genera maggiore coinvolgimento quando viene raccontato come esperienza collettiva. Il tono delle conversazioni è prevalentemente positivo (51,1%), e ruota attorno a quattro pilastri: appartenenza attiva (37,1%), inclusione (28,4%), continuità nel tempo (25%) e orgoglio condiviso (9,5%). La scuola, pur comparendo in meno conversazioni rispetto allo sport, genera un coinvolgimento medio più alto (oltre 5.300 like medi), confermandosi un grande denominatore emotivo. Non viene raccontata come un’istituzione, ma come uno spazio profondamente relazionale, in cui il gruppo diventa una risorsa fondamentale per vivere meglio la quotidianità. Dalle conversazioni emerge come stare insieme a compagni e compagne contribuisca innanzitutto ad alleggerire ansia e pressione (45,5%), rendendo più affrontabili verifiche, cambiamenti e nuove sfide. Accanto a questo, la scuola è anche il luogo del sostegno pratico e concreto (31,8%): studiare insieme, aiutarsi, condividere appunti e prepararsi alle difficoltà quotidiane. Infine, è lo spazio in cui si costruiscono ricordi comuni (18,2%), che rafforzano il senso di appartenenza e trasformano l’esperienza scolastica in una storia condivisa. In questo scenario, anche il cibo assume un ruolo sociale molto concreto: la merenda torna spesso come rito informale di gruppo, un momento semplice ma identitario in cui ci si ritrova, si chiacchiera e si “stacca” dalle regole. Non è solo consumo, ma condivisione: una pausa che diventa spazio di libertà e complicità. Il gioco on line (4,8% delle conversazioni) emerge come spazio sociale pieno: clan, team “aperti”, valutazioni di skill, gergo condiviso. L’intrattenimento non resta un’attività individuale, ma diventa un’occasione per creare piccole comunità molto unite. In questo contesto, il digitale non sostituisce l’amicizia, ma la struttura e la rende più organizzata. La musica (3,8% delle conversazioni) non risulta come semplice ascolto, ma diventa immaginario, sogno comune e desiderio, soprattutto nell’esperienza live, come un concerto, dove si trasforma in un rito di amicizia. È anche una sfida creativa, in cui la performance smette di essere solo esibizione per diventare un’occasione per mettersi alla prova, migliorare e rafforzarsi reciprocamente. Il racconto dello stare insieme passa anche, e soprattutto, dal linguaggio: è uno degli elementi chiave attraverso cui gli adolescenti costruiscono e riconoscono il gruppo. Non si tratta solo di “parole alla moda”, ma di un vero codice identitario, fatto di slang, format narrativi e riferimenti condivisi. Il lessico è ibrido e nativo digitale: convive l’italiano con anglicismi, termini dal gaming, meme culture e dialetto “remixato”. Le espressioni più diffuse nelle conversazioni, come bro, bestie, random, chill o team, funzionano come segnali di appartenenza, mentre hashtag come #fyp o #perte servono a rendere il contenuto visibile e condivisibile. Un ruolo centrale è giocato dai format narrativi, in particolare il POV (“Point of View”), che permette di raccontare lo stare insieme in prima persona, trasformando situazioni quotidiane in micro-storie immediatamente riconoscibili. Il linguaggio è breve, performativo e comunitario: più che spiegare, serve a far sentire “dentro” chi guarda. Emoji, allungamenti vocalici e punti esclamativi sostituiscono spesso le dichiarazioni esplicite di emozione. Nel complesso, il linguaggio racconta una generazione in cui il “noi” viene prima dell’“io”: le parole non servono solo a comunicare, ma a costruire legami e “delimitare il gruppo” Nel complesso, l’analisi restituisce l’immagine di una generazione fortemente relazionale, lontana dall’idea di individualismo spesso associata ai giovani. I ragazzi e le ragazze adolescenti di oggi non utilizzano il digitale per sostituire le relazioni, ma per estenderle e amplificarle: lo “stare insieme” nasce nella quotidianità offline (a scuola, nello sport, nel tempo libero) e viene poi raccontato e condiviso online come parte integrante dell’esperienza. I valori che emergono dall’analisi di Extreme prendono forma concreta in LabiRingo, l’installazione esperienziale che Ringo porterà nelle piazze italiane per invitare ragazzi e ragazze adolescenti a giocare insieme. Un vero Terzo Spazio fisico, pensato come luogo di incontro, relazione e scoperta, in cui la collaborazione non è solo un tema, ma una condizione necessaria per vivere l’esperienza. LabiRingo è un percorso immersivo e condiviso che accompagna i partecipanti all’interno di un labirinto fatto di prove, intuizioni e piccoli obiettivi da superare insieme. Ogni tappa è progettata per stimolare il lavoro di squadra, la complicità e la capacità di coordinarsi, trasformando il gioco in un’esperienza collettiva. All’interno dell’installazione, le persone vengono coinvolte in diverse attività che richiedono collaborazione e fiducia reciproca: solo agendo insieme è possibile orientarsi, avanzare nel percorso e arrivare all’uscita finale, dove l’esperienza viene celebrata e condivisa. Il labirinto diventa così una metafora concreta dello “stare insieme”: un viaggio fatto di scelte comuni e risultati condivisi. “Con Tra di noi c’è più gusto vogliamo valorizzare quei momenti in cui gli adolescenti stanno insieme in modo spontaneo e autentico - commenta Susanna Catelli, Senior Marketing Manager Ringo. “Il Terzo Spazio è proprio questo: un luogo in cui si cresce attraverso le relazioni, fuori dalle logiche di competizione e giudizio. Con LabiRingo trasformiamo questo concetto in un’esperienza reale, creando spazi che invitano a collaborare, condividere e divertirsi, parlando il linguaggio delle nuove generazioni e rispettandone tempi e modalità.” LabiRingo debutterà a Milano, in Piazza Gae Aulenti, dal 6 all’8 marzo, proseguirà a Napoli, in Piazza Dante, dal 13 al 15 marzo e, infine, approderà a Bari, in Largo Giannella, dal 20 al 22 marzo, per tre weekend dedicati al gioco e alla collaborazione.
(Adnkronos) - “L'Italia è un Paese emergente dopo il fenomeno della saturazione dei Flapd europei, gli hub di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino dedicati ai data center”. A dirlo, in occasione di Key – The Energy Transition Expo a Rimini, è Virginia Canazza, esperta di Data Center e partner di Key To Energy, advisory firm specializzata nella consulenza relativa alle attività della filiera dell’energia. (VIDEO) La kermesse, in svolgimento fino al 6 marzo nei padiglioni della fiera di Rimini e firmata Ieg - Italian Exhibition Group, si conferma punto di riferimento per gli attori della transizione energetica in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo. “Il tasso di crescita dei data center è sostenuto, circa il 16-20% all'anno, con il 68% concentrato in Lombardia, in particolare nell’area di Milano - prosegue - Ad oggi, i consumi sono pari a circa 4,5 Twh, corrispondenti a circa un gigawatt di potenza elettrica installata e 600 megawatt di potenza It. Il trend di crescita potrà essere ancora più sostenuto nel prossimo futuro, arrivando a richiedere una copertura energetica da due a quattro volte superiore all’attuale fabbisogno entro il 2030. Circa 1,6 gigawatt di nuovi progetti, guardando alla pipeline di quelli in fase avanzata di sviluppo, potranno essere operativi entro il 2028-2029. Il trend di crescita italiano relativo ai data center” pone il Paese in una condizione di competitività “rispetto ai trend monitorabili a livello europeo e globale”. Nata nel 2007 per supportare partner pubblici e privati nel percorso di evoluzione del sistema energetico, nell’attuazione delle scelte, nel monitoraggio dei risultati e nel rispetto dei principali indicatori di sostenibilità, Key to Energy ha da allora realizzato oltre 1.000 progetti, per un totale di 40.000 MW e un controvalore di 20 miliardi di euro, collaborando con i principali attori industriali e finanziari del settore energetico. Sostenuta da una profonda conoscenza delle dinamiche aziendali e di mercato; l'advisory firm è in grado di sviluppare soluzioni tailor-made ad alto valore aggiunto, progettate per ottimizzare l’efficienza energetica, valorizzare le energie rinnovabili e mitigare i rischi. “I data center, come grandi centri di consumo che stanno evolvendo verso dimensioni sempre maggiori con una velocità di sviluppo che va accentuandosi, vedono l'energia come un asset strategico - spiega - Sono molteplici le opzioni per un approvvigionamento energetico nel mercato italiano che siano competitive e sostenibili e che possano anche mitigare l'esposizione a una sempre crescente volatilità dei mercati - precisa - Ci sono strumenti patrimoniali basati sull'acquisizione e la proprietà di asset di generazione per coprire i propri consumi ma sono disponibili anche schemi commerciali che, attraverso contratti di medio-lungo termine, possono mitigare l'esposizione al rischio del mercato”. Quando “i centri di consumo si sviluppano con una velocità maggiore di quello che è l'adeguamento infrastrutturale del sistema, si pongono delle tematiche relative alla necessità di uno stretto coordinamento” volto all’integrazione delle reti esistenti con “quelle della transizione energetica, e quindi delle rinnovabili - conclude - e con questa nuova componente di domanda. Per massimizzare i benefici, l’evoluzione e l'integrazione progressiva e sostenibile devono basarsi su un approccio sinergico”.