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(Adnkronos) - I disturbi del comportamento alimentare (Dca) non sono un problema esclusivamente femminile e colpiscono in età sempre più precoce: circa il 30% dei casi riguarda minori sotto i 14 anni. Se le ragazze rappresentano la maggioranza dei pazienti, negli ultimi anni si è registrata una crescente evidenza clinica anche tra i ragazzi, soprattutto nella fascia di età 12-17 anni. In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, che si celebra il 15 marzo, la Società italiana di pediatria (Sip) richiama l’attenzione su un aspetto ancora poco riconosciuto: nei ragazzi - spiegano gli esperti in una nota - i disturbi alimentari “possono manifestarsi con caratteristiche diverse rispetto alle ragazze e proprio per questo rischiano di essere intercettati più tardi, quando il quadro clinico è già più compromesso. Nell’anoressia nervosa i maschi rappresentano una quota variabile ma non trascurabile dei casi: a seconda delle casistiche, il rapporto maschi-femmine può variare da circa 1:3 a 1:12”. Nella bulimia nervosa e nei disturbi da alimentazione incontrollata la distanza tra i generi appare meno marcata. “La minore presenza maschile nelle statistiche potrebbe dipendere anche da anni di mancato riconoscimento”, afferma Elena Inzaghi, responsabile del Gruppo di studio Medicina di genere in pediatria della Sip. “Per molto tempo i criteri diagnostici e l’immaginario collettivo hanno identificato i disturbi alimentari come un problema ‘da ragazze’: questo - continua - ha reso più difficile riconoscerli nei maschi, dove i sintomi possono essere meno sovrapponibili ai modelli classici e dove spesso c’è una minore consapevolezza del problema”. Nei ragazzi il disturbo può non presentarsi con la tipica paura di ingrassare. Più frequentemente - chiariscono i pediatri - emerge “un’attenzione marcata alla massa muscolare, un ricorso eccessivo all’attività fisica, l’uso di integratori, una dieta rigidamente controllata per ‘definire’ il corpo più che per dimagrire”. Se si cercano solo i segnali tradizionali – restrizione calorica evidente, timore di prendere peso, condotte compensatorie – il rischio è di non riconoscere il disturbo nei ragazzi. È proprio questa diversa presentazione clinica che può ritardare la diagnosi, con il risultato che i maschi potrebbero arrivare all’osservazione specialistica in condizioni più gravi e con una prognosi potenzialmente meno favorevole, soprattutto quando l’esordio è precoce. “Uno studio condotto presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù su 501 pazienti pediatrici con anoressia nervosa, recentemente discusso sull’ultimo numero della rivista Sip ‘Pediatria’ - illustra Inzaghi - evidenzia che l’età media di presentazione della malattia è risultata significativamente più giovane nei maschi rispetto alle femmine. Nei maschi, inoltre, al momento del ricovero si osservavano parametri clinici indicativi di una maggiore gravità, un dato che potrebbe essere correlato anche a un riconoscimento più tardivo del disturbo”. Come sottolinea il presidente Sip, Rino Agostiniani: “Se continuiamo a pensare ai disturbi alimentari come a un problema solo femminile rischiamo di non riconoscerli nei ragazzi. È fondamentale che pediatri, genitori e insegnanti imparino a intercettare anche segnali meno tipici, come l’ossessione per la massa muscolare o l’eccesso di esercizio fisico”. Una diagnosi precoce resta il fattore più importante per migliorare l’evoluzione del disturbo, rimarcano gli esperti. Per questo, in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, la Sip invita a promuovere una maggiore consapevolezza delle differenze di genere nella presentazione dei disturbi alimentari. “L’attenzione alla pediatria di genere - conclude Agostiniani - rappresenta oggi uno strumento fondamentale per migliorare la capacità diagnostica e l’appropriatezza delle cure non solo nei disturbi alimentari, ma in molti ambiti della salute dell’infanzia e dell’adolescenza”.
(Adnkronos) - Al via la seconda edizione di 'Seminari Dop – Incontri d’autore', il progetto del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che lega cultura e valorizzazione delle eccellenze del made in Italy. Il nuovo ciclo intende accendere i riflettori sui temi di attualità e sui fenomeni sociali. Il primo appuntamento si terrà il 20 marzo alle ore 16.30 nelle Regie Cavallerizze della Reggia di Caserta, sede del Consorzio, con la presentazione del libro 'I diavoli dell’Averno' (Solferino) del giornalista Antonio Castaldo con ospiti d’eccezione. Con il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo, interverranno il procuratore aggiunto del tribunale di Napoli, Alessandro Milita; il direttore territoriale dell’Agenzia Dogane e Monopoli della Campania, Maria Alessandra Santillo; la dirigente scolastica dell’istituto di istruzione superiore “Giordani” di Caserta, Antonella Serpico, che è partner del progetto con i suoi studenti. Il reading sarà a cura di Raffaele Frega. Modera la giornalista Marilù Musto. Il 17 aprile, sempre alle ore 16.30 nella sede del Consorzio, si presenterà invece il “Breve trattato sul lecchino” (La Nave di Teseo), opera del professore Antimo Cesaro, docente di Filosofia Politica all’Università della Campania “Vanvitelli”. Attraverso la storia e la letteratura – da Aristotele a Dante, da Machiavelli a Musil –Cesaro descrive il ritratto impietoso di una creatura immortale, il lecchino. Con l’autore dialogheranno Marianna Pignata, componente del cda della Reggia di Caserta, e il giornalista Enzo Zuccaro. Il 28 maggio sarà la volta del volume “La filosofia della Dop Economy” di Mauro Rosati (direttore di Origin), in uscita con Treccani Editori. Il volume esplora cosa rappresentano per i territori i prodotti a indicazione geografica come la mozzarella di bufala campana. Chiusura il 18 settembre con il direttore del quotidiano 'Il Foglio', Claudio Cerasa, che presenterà il suo ultimo libro 'L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo' (Silvio Berlusconi editore). “Siamo convinti che la valorizzazione di un prodotto come la Mozzarella di Bufala Campana non possa limitarsi soltanto alla dimensione produttiva ed economica, ma debba necessariamente intrecciarsi con la cultura, il pensiero e il confronto sui grandi temi della nostra società. Con la seconda edizione dei Seminari Dop, vogliamo proprio rafforzare questa visione: aprire il Consorzio al territorio e trasformarlo in un luogo di dialogo tra istituzioni, scuola, informazione e mondo accademico”, commenta il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo. Il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, aggiunge: “Attraverso i libri e le riflessioni dei nostri ospiti affronteremo temi molto diversi tra loro – dalla legalità alla politica, dall’economia dei territori al ruolo dell’informazione – con l’obiettivo di stimolare un dibattito aperto e coinvolgere soprattutto i giovani, come dimostra la collaborazione con le scuole. Il Consorzio vuole essere sempre più un presidio anche di promozione culturale e civile. Perché difendere e raccontare le eccellenze del Made in Italy significa, prima di tutto, difendere e raccontare il valore dei nostri territori e delle comunità che li rendono unici.”
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.