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(Adnkronos) - Il pisolino troppo lungo può non essere un buon segno. Quando si parla di ictus cerebrale, "la maggior parte delle volte l'attenzione si concentra sull'evento acuto: inatteso, drammatico, capace di cambiare la vita in pochi istanti. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l'ictus non nasce all'improvviso, ma è piuttosto il risultato finale di un lungo e silenzioso processo che si sviluppa nel corso degli anni e che mette insieme numerosi fattori di rischio. Tra questi, lo stress cronico e le alterazioni del sonno - sia notturno sia diurno - stanno emergendo come elementi sempre più rilevanti per la salute cerebrovascolare". A fare il punto, in vista della Settimana mondiale del cervello che si celebra dal 15 al 22 marzo, sono gli esperti di Alice Italia Odv (Associazione per la lotta all'ictus cerebrale), impegnata da quasi 30 anni nella prevenzione, nella divulgazione scientifica e nel supporto alle persone colpite da ictus e alle loro famiglie. "Accanto al sonno notturno, la ricerca scientifica si sta concentrando anche sul sonno diurno, in modo particolare sulle pennichelle lunghe e non intenzionali. Se un breve riposino programmato può aiutare il recupero mentale e la memoria, i sonnellini prolungati e involontari sembrano causare un aumento del rischio cerebrovascolare", rimarcano gli specialisti. "Lo stress - spiega Alice Italia - fa parte della vita quotidiana ed è, di per sé, una risposta fisiologica utile: il problema nasce quando questo stato di allerta non si spegne mai davvero. In presenza di stress cronico, infatti, l'organismo mantiene attivi in modo persistente i principali sistemi di risposta allo stress, con una produzione prolungata di ormoni come il cortisolo e una costante attivazione del sistema nervoso simpatico. Nel tempo questa condizione può determinare un aumento stabile della pressione arteriosa, una maggiore rigidità dei vasi sanguigni e uno stato infiammatorio cronico di basso grado, tutti meccanismi che favoriscono la progressione dell'aterosclerosi e la formazione di trombi". Sottolinea Valeria Caso, responsabile Struttura complessa Uo Neurologia Stroke Unit Polo ospedaliero Saronno (Varese): "Lo stress cronico non va considerato solo come un problema emotivo o psicologico. E' uno stimolo biologico persistente che, nel tempo, modifica profondamente l'equilibrio cardiovascolare. Quando questi meccanismi restano alterati a lungo, il rischio di eventi cerebrovascolari, come l'ictus, aumenta in modo significativo". Le persone esposte a stress cronico presentano dunque una maggiore incidenza di ipertensione e di eventi cardiovascolari, due dei principali fattori di rischio per l'ictus cerebrale. Quanto al sonno, non è un semplice momento di 'spegnimento' dell’organismo - precisa l'associazione - ma al contrario rappresenta una fase attiva di regolazione e recupero. "Durante il sonno fisiologico, la pressione arteriosa tende a ridursi di circa il 10-20%, l'attività del sistema nervoso simpatico diminuisce e i processi infiammatori vengono modulati. Quando il sonno è insufficiente, oppure risulta frammentato o disturbato, questa finestra di protezione si chiude. Studi osservazionali mostrano infatti che dormire meno di 5-6 ore per notte o più di 8-9 ore è associato a un aumento del rischio di ictus, rispetto a una durata di sonno considerata ottimale", evidenziano gli esperti. "Un ruolo particolarmente rilevante - proseguono gli specialisti - è svolto dall'apnea ostruttiva del sonno, una condizione spesso non diagnosticata che interessa una quota importante della popolazione adulta. Le ripetute pause respiratorie notturne causano ipossia intermittente e, allo stesso tempo, brusche oscillazioni della pressione arteriosa, contribuendo a un danno vascolare progressivo. Le persone con apnea ostruttiva del sonno presentano un rischio di ictus circa doppio rispetto a chi non ne soffre". Occhio anche ai sonnellini prolungati e involontari, che sembrano causare un aumento del rischio cerebrovascolare. Una revisione di studi osservazionali pubblicata su 'Sleep Medicine Reviews', che ha coinvolto oltre 600.000 persone (di cui circa 16.000 andate incontro a ictus), ha evidenziato una relazione tra durata del sonnellino diurno e probabilità di ictus. In particolare: i sonnellini brevi (fino a 30 minuti) mostrano un impatto minimo o nullo sul rischio; i riposini superiori ai 90 minuti sono associati a un aumento del rischio fino a circa l'80% rispetto a chi non dorme di giorno; i sonnellini non programmati e involontari sono associati a un rischio ancora più elevato, riporta Alice Italia. "Ovviamente il riposino non va demonizzato - precisa Massimo Del Sette, direttore Uoc Neurologia Policlinico San Martino di Genova - ma è necessario riconoscere come la sonnolenza diurna frequente e non voluta possa essere un segnale di un sonno notturno non ristoratore o di disturbi come l'apnea ostruttiva del sonno, che sappiamo aumentare il rischio di ictus. Il rischio aumentato è stato osservato per tutte le principali tipologie di ictus: ischemico, emorragico e subaracnoideo". "L'ictus arriva all’improvviso, ma il rischio si costruisce spesso molto prima - conclude Andrea Vianello, presidente di Alice Italia Odv - Imparare ad ascoltare segnali apparentemente banali, come la stanchezza persistente o la tendenza ad addormentarsi durante il giorno, significa fare prevenzione. Prendersi cura del sonno e dello stress vuol dire invece prendersi cura del proprio futuro". Per Alice Italia la prevenzione dell'ictus non si limita al solo controllo dei fattori di rischio più noti, come ipertensione, diabete o fumo, ma deve includere anche la qualità del sonno, la gestione dello stress e l'attenzione alla sonnolenza diurna. L'invito dell'associazione è quindi a non sottovalutare pennichelle frequenti, prolungate o involontarie, soprattutto se recenti o in aumento, e a parlarne con il medico per una valutazione complessiva del rischio cardiovascolare e dei disturbi del sonno. Perché il cervello, spesso, lancia segnali molto prima che l'ictus si manifesti.
(Adnkronos) - Malta, Gozo e Comino si raccontano attraverso una prospettiva più intima. Nasce 'Explore The Unexplored', il progetto multimedia ideato e sviluppato da VisitMalta Italia come spin-off strategico della campagna internazionale 'Explore More...', con l’obiettivo di offrire una narrazione più profonda e articolata dell’arcipelago sul mercato italiano. Il progetto, presentato in una conferenza stampa ospitata presso Libreria Spazio 7, a Roma, prende forma da un lavoro di brainstorming interno al team Italia di VisitMalta, in stretta sinergia con la sede centrale, e rappresenta un’evoluzione consapevole della comunicazione: uno strumento pensato per avvicinarsi in modo ancora più concreto alle esigenze del target italiano, valorizzando i cambiamenti e l’evoluzione del prodotto turistico maltese, offrendo spunti insoliti per visitare l’arcipelago. Malta si propone come destinazione multi-target e multi-experience, capace di parlare contemporaneamente a un pubblico multigenerazionale, nuclei familiari, coppie, gruppi di amici, viaggiatori business e repeater. 'Explore The Unexplored' stabilisce alcuni elementi centrali del prodotto turistico maltese: la fruibilità tutto l’anno di aspetti iconici insieme a realtà meno conosciute e la capacità di offrire esperienze differenti e complementari nello stesso viaggio. Il cuore del progetto è rappresentato da cinque pilastri narrativi, ciascuno identificato da un colore e da un elemento iconico, che interpretano le diverse anime dell’arcipelago: 'Unseen Heritage' approfondisce il patrimonio storico e culturale da una prospettiva meno convenzionale, mettendo in dialogo memoria collettiva, architetture, comunità locali e storie meno raccontate; 'Unexpected Vibes' esplora l’anima contemporanea e festosa delle isole (eventi, tradizioni popolari, creatività, atmosfere urbane e quel senso di allegria condivisa che caratterizza la vita maltese); 'Unforeseen Energy' valorizza il rapporto con la natura e il benessere, tra paesaggi costieri, trekking urbani, attività outdoor e nuove forme di equilibrio tra corpo e mente; 'Undiscovered Flavours' racconta il legame tra prodotti del passato e nuovi gusti (produzioni locali, aziende vitivinicole, cooking lab, tradizioni contadine e reinterpretazioni contemporanee); 'Unbelievable Escapes' interpreta Malta come luogo di evasione e trasformazione, tra design urbano, piazze rigenerate, lifestyle mediterraneo e servizi che accompagnano l’evoluzione dell’esperienza di viaggio. Nel corso dell’evento, VisitMalta Italia ha presentato la struttura narrativa, visiva e operativa di 'Explore The Unexplored'. Fulcro dell’iniziativa è un booklet, disponibile anche in formato digitale, articolato in cinque sezioni. Ogni capitolo si apre con i 'must see' e 'must do' e approfondisce poi esperienze meno note, offrendo una lettura emozionale e trasversale del territorio. Le immagini dialogano tra loro, creando un racconto visivo che affianca architetture, paesaggi, comunità, tradizioni ed esperienze contemporanee, ma soprattutto concreti spunti di viaggio. 'Explore The Unexplored' non è solo un progetto editoriale, ma un vero e proprio strumento operativo per il mercato la cui strategia si sviluppa su tre direttrici. La prima, Consumer: insieme al booklet, si esprime con contenuti digitali, social, podcast, video-podcast e il coinvolgimento di nove microinfluencer che diventeranno Malta Explorers; i social rappresentano la democratizzazione del racconto e la possibilità di interagire con le community di riferimento; Podcast e video-podcast vedranno il team di VisitMalta Italia protagonista di un racconto diretto e attuale dell’arcipelago, offrendo contenuti utili sia al consumatore finale sia agli operatori del settore. La seconda, Trade: il progetto, oltre ad offrire strumenti validi di approfondimento e formazione per agenti di viaggio e per i propri clienti, prevede il coinvolgimento del trade con tre fam trip tematici nel 2026 (Unforeseen Energy ad aprile, Unseen Heritage a settembre, Unexpected Vibes a dicembre). La terza, Mice: spunti progettuali per costruire eventi in linea con idee innovative ed un forte legame con il territorio. A supportare il lato interattivo del progetto, l’ideazione del Creators Award, aperto a tutti i content creator che pubblicheranno su Instagram e TikTok contenuti di viaggio, in linea con il concept creativo, utilizzando l’hashtag #MaltaUnexplored. L’iniziativa accompagnerà tutto il 2026 e si concluderà con una cerimonia finale che annuncerà il vincitore. Come sottolinea Ester Tamasi, direttore Italia di Malta Tourism Authority - VisitMalta, “Malta non si visita, si attraversa nel tempo, seguendo le stagioni della propria vita, grazie alle emozioni che è in grado di raccontare". "L’obiettivo - spiega - è far percepire in modo sempre più diretto ciò che di insolito e inesplorato si può vivere nella destinazione, invitando a considerarla tutto l’anno come luogo fortemente emotivo, capace di rispecchiare esigenze e desideri diversi, creando aggregazione e nuovi stimoli. Una visione attuale, consapevole e attiva del viaggio”. 'Explore The Unexplored' è un invito a guardare Malta, Gozo e Comino da una prospettiva più profonda e consapevole. Una chiave di lettura che valorizza l’equilibrio tra memoria e visione, tradizione e innovazione, in un Paese che in appena 316 kmq custodisce oltre 8.000 anni di storia e dialoga oggi con il presente attraverso design, creatività e nuove architetture in linea col pensiero del Team VisitMalta Italia: “Ogni luogo di Malta e Gozo custodisce più di ciò che mostra: basta fermarsi, cambiare ritmo e lasciarsi guidare dalle sue storie”. E Malta continua a registrare risultati solidi sul mercato turistico, con 583.323 visitatori italiani su un totale di 4.022.310 arrivi e un market share del 14,5%. Numeri importanti che rendono necessario attivare nuove leve narrative per raccontare un arcipelago in continua crescita e trasformazione, preservando l’anima delle isole.
(Adnkronos) - Tre giornate di grande esposizione, incontri, confronti e interlocuzioni per tracciare la nuova direzione del futuro energetico globale. Key - The Energy Transition Expo, l’evento di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, si è chiuso oggi alla Fiera di Rimini. Le presenze totali sono cresciute del 10%, con quelle estere in aumento del 9% e una forte presenza di investitori. Su 125mila metri quadrati lordi di superficie espositiva e 24 padiglioni, oltre 1.000 brand espositori, di cui 320 internazionali, con prodotti, soluzioni e tecnologie innovative nei sette settori della transizione energetica. Presenti 530 hosted buyer e delegazioni da 59 Paesi, coinvolti grazie al supporto dell’Agenzia Ice e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci); 412 i giornalisti accreditati da tutto il mondo. La manifestazione, inaugurata mercoledì 4 marzo dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha valorizzato competenze industriali e tecnologiche europee e non. Con i suoi 160 convegni, Key 2026 si è confermato uno degli eventi più importanti in Europa sull’energia, differenziandosi per la completezza dell’offerta espositiva e di contenuti. Fra questi, l’importanza dell’efficienza energetica per la decarbonizzazione, lo storage e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare le reti elettriche, prevedere la produzione di energia da fonti rinnovabili e gestire flussi energetici in tempo reale. Una piattaforma che ha unito innovazione tecnologica e finanza, favorendo il dialogo fra ingegneri, sviluppatori di tecnologie, investitori e istituzioni con l’obiettivo di rendere bancabili i progetti e accelerarne la realizzazione, riducendone il rischio. Tra le richieste emerse da associazioni e industrie, anche la necessità di aumentare la flessibilità della rete e adottare regole certe che favoriscano investimenti e competitività per trasformare la transizione energetica da orizzonte a realtà. Grande attenzione al tema della finanza, ai nuovi modelli finanziari e di investimento e ai capitali per la realizzazione dei progetti rinnovabili e agli strumenti innovativi per controllare i costi dell’energia, come nuove forme di finanziamento, green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità. Innovazione e green jobs sono stati al centro dell’Innovation District, con 32 Start-up e Pmi innovative e con l’iniziativa Green Jobs&Skills che ha favorito l’incontro fra domanda e offerta di lavoro nell’ambito della sostenibilità. Il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni è stato consegnato a sette Start-up e alle sette aziende espositrici di Key per i loro progetti più innovativi, una per ogni categoria merceologica della manifestazione. In concomitanza, si è svolta una nuova edizione di Dpe - International Electricity Expo, la manifestazione dedicata all’ecosistema della generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Associazione Generazione Distribuita - Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata Anima Confindustria - e Federazione Anie - che nel sistema Confindustria rappresenta le imprese attive nelle filiere dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica e i General Contractor industriali. Martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, Key è stata anticipata da una nuova edizione di successo di Key Choice - Unlock the future of Ppa, l’evento B2B di KEY - The Energy Transition Expo, organizzato da Italian Exhibition Group in collaborazione con Elemens e dedicato ai Power Purchase Agreement.