ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Il Green deal europeo ha creato "uno svantaggio competitivo drammatico per l'economia europea senza produrre benefici reali per l'ambiente". È la critica che Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d'Italia e copresidente del gruppo dei Conservatori e riformisti europei (Ecr) al Parlamento europeo, muove alle politiche ambientali dell'Unione nel video podcast "Italia in transizione", realizzato da Adnkronos in collaborazione con Shared Ground e condotto dal vicedirettore Giorgio Rutelli. Procaccini, che è anche responsabile ambiente di Fratelli d'Italia e presidente della Fondazione dei Conservatori e riformisti europei, sostiene che la stagione politica del Green deal abbia impostato la transizione ecologica partendo "prima dagli obiettivi e dalle scadenze e solo dopo dai mezzi per raggiungerli", un errore che oggi starebbe emergendo con chiarezza. Secondo l'eurodeputato, l'Unione europea rappresenta circa il 7% delle emissioni globali di gas serra, ma nonostante la riduzione delle emissioni europee quelle globali continuano a crescere. "Abbiamo creato uno svantaggio competitivo atroce nel sistema economico europeo senza che l'ambiente se ne accorgesse", afferma. Uno dei punti centrali della critica riguarda il sistema Ets, il meccanismo europeo di scambio delle emissioni. Procaccini lo definisce "una tassa europea sul fare", perché aumenta i costi di produzione delle imprese europee mentre i concorrenti internazionali non sono soggetti agli stessi obblighi. Nel confronto si parla anche delle scadenze della transizione energetica, come lo stop ai motori endotermici nel 2035. Per Procaccini, l'approccio europeo ha penalizzato la neutralità tecnologica, escludendo soluzioni alternative come i biocarburanti, che secondo il parlamentare potrebbero contribuire alla riduzione delle emissioni mantenendo una filiera industriale già presente in Europa. Un altro elemento sottolineato dall'eurodeputato riguarda il cosiddetto "lato oscuro" della transizione verde, legato all'estrazione delle materie prime necessarie per batterie e tecnologie energetiche. "Molte di queste risorse vengono estratte in Paesi che non sono democrazie liberali e spesso senza rispetto per ambiente e diritti umani", osserva. Secondo Procaccini, la strategia dei conservatori europei punta a correggere gli eccessi della precedente stagione politica attraverso maggiore realismo, semplificazione normativa e più investimenti tecnologici. "L'approccio non deve essere quello di imporre divieti e sanzioni, ma di favorire innovazione e sviluppo tecnologico", sostiene. Nel podcast si affrontano anche i nuovi dossier europei in discussione, dai pacchetti "omnibus" per la semplificazione normativa alle modifiche alle regole sulla sostenibilità delle imprese e alla possibile revisione di alcune scadenze della transizione climatica. YouTube: https://youtu.be/0JxaEfApVAc?si=NxrwUzMLHnud4iQx Spotify: https://open.spotify.com/episode/744M5yocVaKM3Dfu5uhW5A?si=8rHC2ZW6RJWePxl2lQJxEQ Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/ep-1-transizione-con-realismo-con-lon-nicola-procaccini/
(Adnkronos) - "Tra aspettative confermate e dubbi ancora aperti, l’Italia ha avviato il proprio percorso di recepimento della Direttiva 970/2023 sulla trasparenza salariale. Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione, successivamente trasmesso alle Camere per l’acquisizione dei pareri parlamentari. Rispetto alla Direttiva, la bozza di decreto introduce alcune semplificazioni a favore delle piccole e medie imprese italiane, ma altrettanti dubbi interpretativi. La più grande semplificazione riguarda il riferimento ai contratti collettivi per la definizione delle categorie di lavoratori che svolgono lavoro uguale o di pari valore. Ai sensi della bozza di decreto, costituisce 'stesso lavoro' o 'lavoro di pari valore' quello riconducibile a mansioni identiche o comparabili, riconducibili al medesimo livello del contratto collettivo applicato". Così, con Adnkronos/Labitalia, Ornella Patané, partner di Toffoletto De Luca Tamajo, in merito allo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva EU sulla trasparenza salariale. Secondo l'esperta, "si tratta di una presunzione semplice a favore della contrattazione collettiva che assicura sistemi di classificazione retributiva fondati su criteri oggettivi e neutri rispetto al genere, ai sensi della Direttiva, e che consente la prova contraria, ovvero la dimostrazione dell’esistenza di trattamenti retributivi individuali discriminatori" "Il riferimento alla contrattazione collettiva, tuttavia, non risulta sempre adeguato -continua Patanè- ai fini di una compiuta attuazione della Direttiva. In primo luogo, perché i livelli dei contratti collettivi sono generici e molto ampi e non prendono in considerazione ogni singola organizzazione aziendale. In secondo luogo, essi non prevedono livelli retributivi per la fascia più alta della popolazione aziendale, ovvero per quadri e dirigenti, ove si annida statisticamente la discriminazione retributiva di genere". "Forse proprio in considerazione di questo, la bozza di decreto consente -spiega ancora l'esperta di diritto- anche sistemi di classificazione professionale decisi dal datore di lavoro ai fini della determinazione della retribuzione, integrativi dei livelli previsti dalla contrattazione collettiva, purché anch’essi basati su criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere. A differenza di quanto previsto dalla Direttiva, tali sistemi integrativi di classificazione dei lavoratori sono decisi unilateralmente dalle imprese e non condivisi con i rappresentanti dei lavoratori". Secondo Patanè "presenta, inoltre, dei problemi interpretativi la definizione di livello retributivo, introdotta dalla bozza di decreto rispetto a quanto previsto dalla Direttiva: definizione certamente importante perché su di essa si baseranno tutte le comparazioni introdotte dalla Direttiva per valutare la sussistenza di un gap retributivo di genere. Nella bozza di decreto, vanno esclusi dal livello retributivo i superminimi individuali, i premi una tantum e le indennità ad personam, qualora questi siano stati previsti a favore di alcuni dipendenti sulla base di criteri 'oggettivi individuali'". "Tale formulazione poco felice da un punto di vista lessicale prima ancora che giuridico, introduce non poche incertezze interpretative soprattutto perché pare vanificare lo scopo della Direttiva volto a comparare tutti gli elementi retributivi, fissi, variabili e in natura proprio al fine di rinvenire eventuali situazioni di discriminazione", conclude Patanè.
(Adnkronos) - “Biae è la prima banca interamente focalizzata nel settore delle energie alternative e della transizione energetica ed ecologica. Siamo controllati al 100% da Banca del Fucino e tutte le nostre iniziative mirano a sostenere la transizione”. Così Carlo Cavallero, Direttore Generale della Banca Italiana per l'Ambiente e per l'Energia, illustra il core business di Biae nata a ottobre 2025 e per la prima volta al Key - The Energy Transition Expo, l’evento di riferimento per la transizione energetica in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo, organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), dal 4 al 6 marzo, presso la Fiera di Rimini. (Video) “È per noi un grande piacere essere a Key - afferma Cavallero - Vogliamo comunicare alle aziende che rappresentiamo il loro supporto per ogni necessità legata al mondo dell'energia. Assistiamo sia le imprese che realizzano impianti, sia quelle che si occupano di sviluppo: vogliamo essere protagonisti in questo settore affiancando tutti gli operatori”. Il dg si sofferma poi sulla struttura di Biae. “Sono due le direzioni: la direzione Green Lending, che eroga prodotti e servizi tipicamente bancari come finanziamenti e linee di liquidità, e la direzione Green Advisory. In quest'ultima - spiega - offriamo servizi di consulenza e siamo in grado di accompagnare le imprese nei loro investimenti, aiutandole, ad esempio, a trovare partner o acquirenti, o rispondendo a qualsiasi altra esigenza legata al mercato dell'energia”.