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(Adnkronos) - "Abbiamo vinto, abbiamo vinto. Non bisognerebbe dirlo troppo presto, ma era tutto finito dopo un'ora. Non è rimasto niente, abbiamo distrutto tutto. Non sanno nemmeno cosa li ha colpiti". Donald Trump continua a descrivere una guerra dominata dagli Stati Uniti contro l'Iran. Il regime di Teheran, dice il presidente americano, è stato annichilito dall'Operazione Epic Fury: "Un nome bellissimo, no?", dice arringando la folla in un comizio in Kentucky. "Dobbiamo finire il lavoro, abbiamo virtualmente distrutto l'Iran. Abbiamo demolito la capacità di lanciare missili, è crollata del 90%. Abbiamo raso al suolo le fabbriche di droni. L'Iran non ha più marina, abbiamo affondato 58 navi. Abbiamo distrutto l'aviazione, i sistemi di difesa, i radar, le comunicazioni. E' rimasta qualche piccola cosa qua e là", afferma snocciolando i risultati ottenuti in 11 giorni, prima di spingersi oltre. "Abbiamo risparmiato qualche obiettivo, potremmo distruggerlo nel giro di un'ora ma poi non sarebbe possibile ricostruire il paese. Li abbiamo colpiti più duramente di quanto sia mai stato fatto nella storia e non abbiamo ancora finito", aggiunge. "Quando deciderò che deve finire, finirà", chiosa, mentre tra i media americani si fa riferimento ad una presunta apertura dell'Iran: il paese accetterebbe un cessate il fuoco solo se questo includesse la garanzia americana che gli Stati Uniti e Israele non attaccheranno più la Repubblica islamica in futuro. La proposta di Teheran, di cui riferisce Bloomberg, formulata in questi termini non ha nessuna chance di ottenere risposte positive. Il quadro proposto da Trump non si concilia con la cronaca delle ultime 24 ore. L'Iran, che controlla lo Stretto di Hormuz e tiene in scacco il traffico di petrolio, ha colpito 3 navi. Teheran continua a lanciare missili contro Israele, che teme un'ulteriore escalation degli attacchi, e minaccia ulteriori azioni. "Gli Stati Uniti sostengono di aver distrutto le capacità missilistiche dell'Iran. Le prime ondate di missili su larga scala erano per accecare radar e difese nemiche. Ora possiamo colpire qualsiasi luogo con meno missili", dice il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. La repubblica islamica, nonostante il calo nel lancio di missili e droni verso gli altri paesi del Golfo, si dice pronta a colpire i porti della regione, considerati obiettivi legittimi. "Se i nostri porti vengono minacciati, tutti quelli della regione saranno nostri obiettivi legittimi", dice Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane. "Possiamo effettuare lanci di missili da posizioni subacquee, raggiungono la velocità di 100 metri al secondo. Potremmo usarli nei prossimi giorni", dice Ali Fadavi, comandante dei pasdaran. Tra le due posizioni diametralmente opposte, nella giornata si colloca l'analisi di Emmanuel Macron. Il presidente francese si esprime a margine di una riunione del G7 e non sembra condividere totalmente l'analisi di Trump. Le capacità militari dell'Iran non sono state "azzerate", dice. "Sono stati arrecati danni considerevoli alle capacità balistiche militari dell'Iran, ma continua ad aggredire diversi Paesi della regione e quindi le sue capacità non sono azzerate", aggiunge, rimandando a Trump la decisione di "chiarire sia i suoi obiettivi finali sia il ritmo che intende dare alle operazioni".
(Adnkronos) - "I recenti dati Istat che vedono l’export italiano in crescita, nonostante una situazione geopolitica complessa, sono il segno tangibile della tenuta del nostro sistema produttivo e della capacità di aprirsi a nuovi mercati, grazie anche a una leva strategica irrinunciabile come il sistema fieristico, di cui gli allestitori sono partner strategici. Contribuire alla valorizzazione e al potenziamento dell’export, all'interno di un quadro di regole chiare, è l’obiettivo che da sempre il comparto degli allestitori persegue". E' quanto sottolinea Asal Assoallestimenti in una nota. “Rappresentiamo un patrimonio di competenze specialistiche che contribuisce in modo concreto alla valorizzazione del Made in Italy e delle aziende del legno-arredo sui mercati internazionali. È quindi auspicabile che l’intera filiera rafforzi un confronto costruttivo volto a garantire all’interno dei quartieri fieristici condizioni operative eque, trasparenti e orientate alla competitività, onde evitare di mettere in ginocchio un comparto con delle attività operative e commerciali non concorrenziali: è interesse del Paese, oltre che delle centinaia di imprese che realizzano allestimenti. Garantire regole chiare e aperte alla concorrenza è l’obbligo che chiediamo al Governo di perseguire", spiega il presidente di Asal Assoallestimenti, Marco Fogarolo. “Gli allestitori - spiega Asal – sono infatti fermi nel sostenere che azioni e prassi che mirano a soffocare la libera concorrenza e il libero mercato devono e dovranno essere evitate perché, oltre a rischiare di generare una profonda crisi per il nostro settore, finiranno anche per indebolire le basi per la crescita dell'export italiano”. “Il recente ingresso diretto dei quartieri fieristici nel mercato degli allestimenti sta infatti determinando un’evoluzione significativa dello scenario competitivo. Riteniamo pertanto necessario garantire con chiarezza il principio della piena e corretta concorrenza, a tutela delle imprese e della qualità complessiva del sistema fieristico: questo l’impegno che chiediamo al Governo e alle istituzioni. Prevenire situazioni di evidente criticità significa non solo tutelare la qualità e l’efficienza dell’intero comparto, ma - conclude Fogarolo - anche di tutti gli espositori che affidano loro la realizzazione di un progetto che va ben oltre la mera dimensione tecnica, oggi ma ancor più domani”. "Preservare un equilibrio complessivo, all’interno di un sistema di trasparenza e di reale concorrenza, è fondamentale affinché il settore degli allestimenti possa sentirsi ancora protagonista, al fianco delle imprese, nel rappresentare al meglio il 'bello e il ben fatto' che è la forza della nostra penetrazione dei mercati, in linea anche con gli obiettivi 2027 del Governo. Ampia disponibilità - conclude la nota - da parte degli allestitori a dialogare, attraverso FederlegnoArredo che ci rappresenta, in maniera costruttiva con tutti gli attori coinvolti, affinché il settore degli allestitori possa trovare nuovo slancio e forza in un reale modello di concorrenza libera che tenga anche tra le sue finalità la sicurezza del lavoro e delle sue professionalità”.
(Adnkronos) - Abb conferma la presenza a Key - The Energy Transition Expo, il principale appuntamento italiano dedicato alle tecnologie per l’efficienza energetica, la digitalizzazione e l’elettrificazione. Dal 4 al 6 marzo, allo Stand 100 - Padiglione A1 presso il Rimini Expo Center, l’azienda presenta un portafoglio aggiornato di soluzioni pensate per supportare l’evoluzione dell’intera filiera dell’elettrificazione. All’offerta tecnologica si affianca un programma di formazione tecnica ricco e strutturato, con corsi sui temi più caldi e richiesti dal mercato destinati a impiantisti, progettisti, installatori e tecnici. Abb è fortemente impegnata nello sviluppo delle competenze, puntando su aggiornamento continuo e professionalità qualificate.