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(Adnkronos) - In un conflitto che nei primi sette giorni si è combattuto principalmente nei cieli, i data center sono emersi come il nuovo target da colpire. E' quanto emerge dalla strategia condotta nelle ultime ore dall'Iran che ha preso di mira le strutture di It dei colossi Usa nel Medioriente, come mostrano gli attacchi con droni contro i data center di Amazon Web Services negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein. Attacchi che - sottolinea il Financial Times - "evidenziano la vulnerabilità delle strutture cloud, simboli del potere tecnologico statunitense nella regione ma difficili da difendere". La conferma del nuovo 'fronte' è arrivata dall'agenzia di stampa Fars, legata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che ha ufficializzato come Teheran abbia preso di mira con droni le strutture di Amazon e Microsoft. AWS, divisione cloud di Amazon, è al lavoro da diversi giorni per ripristinare i servizi in Bahrein e negli Emirati Arabi Uniti, dopo che gli attacchi ai data center hanno bloccato i servizi in tutta la regione, colpendo app di consumo come l'online banking. L'azienda ha confermato che due delle sue strutture negli Emirati Arabi Uniti sono state "colpite direttamente" da droni, mettendo fuori uso due delle tre cosiddette zone di disponibilità del gruppo, che contribuiscono a fornire ridondanza in caso di guasto. Anche un data center Amazon AWS in Bahrein è stato colpito da un attacco nelle vicinanze. Il gruppo gestisce almeno tre strutture sull'isola del Golfo, tra cui una situata ad Hamala, vicino a una base militare locale e al King Fahd Causeway, un ponte stradale che collega il Bahrein con l'Arabia Saudita. Quanto a Microsoft ha invece affermato di non aver subito problemi operativi nella regione. Microsoft aveva peraltro annunciato a febbraio l'intenzione di aprire una nuova struttura Azure in Arabia Saudita entro la fine dell'anno, al servizio di clienti come il fornitore di servizi locali Acwa e Qiddiya Investment Company, uno dei "giga project" di punta del regno. L'attenzione degli esperti a questo punto è se come il primo attacco militare al mondo contro gli "hyperscaler" statunitensi che dominano il mercato globale del cloud computing potrebbe avere un effetto dissuasivo sui piani degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Saudita di investire nei prossimi anni miliardi di dollari in infrastrutture di intelligenza artificiale locali, nel tentativo di diversificare le proprie economie. Il saudito Humain e l'emiratino G42, due gruppi di intelligenza artificiale del Golfo che operano con supporto pubblico, si sono impegnati a finanziare vasti cluster di data center nella regione e hanno firmato importanti accordi con Nvidia, Amazon e Microsoft. Gli Emirati Arabi Uniti stanno anche costruendo uno degli enormi cluster "Stargate" di OpenAI ad Abu Dhabi.
(Adnkronos) - Si è svolto oggi nella sede di Ca’ Del Bosco a Erbusco nel Bresciano, l’innovation workshop promosso da Fondazione LGH in collaborazione con Teha - The European House Ambrosetti. Un appuntamento cruciale nel percorso di dialogo che la Fondazione porta avanti nei territori in cui opera. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia degli interventi a favore di innovazione e sviluppo sostenibile nel Sud della Lombardia. Fondazione Lgh – nata nel 2021 con la missione di stimolare, promuovere e sostenere l’innovazione generatrice di impatti ambientali, economici e sociali positivi – intende ora avviare una riflessione strutturata sulle proprie priorità di finanziamento, così da renderle sempre più aderenti ai bisogni dei territori, alle vocazioni locali e alle filiere produttive di riferimento. Fino a oggi, la Fondazione ha finanziato 24 progetti scientifici e ha avuto un impatto significativo anche nei settori culturale e sociale, come dimostrano le 87 iniziative supportate. Nell’anno 2025 il valore complessivo delle ricadute sui territori di riferimento ammonta a circa 1.049.000 di euro. “Ascoltare il territorio - ha sottolineato Giorgio Bontempi, presidente Fondazione Lgh - significa prestare attenzione alle sue caratteristiche uniche e valorizzare le relazioni tra le persone. Con questo workshop, abbiamo voluto attivare una riflessione strutturata con i nostri principali portatori d’interesse, rafforzando l’impatto ambientale, economico e sociale delle attività della Fondazione. La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica sono fondamentali per trovare soluzioni efficaci. In un periodo di profondi cambiamenti ambientali, economici e sociali, innovare insieme è essenziale". Attraverso sessioni plenarie e tavoli di lavoro, oltre quaranta qualificati stakeholder locali e nazionali – provenienti dal mondo della ricerca, dell’impresa e dell’ecosistema abilitante – sono stati coinvolti in un dialogo costruttivo per individuare le principali priorità di innovazione, analizzare la coerenza tra queste e il perimetro di intervento della Fondazione e definire i driver più rilevanti per orientare l’azione futura nelle diverse filiere di interesse: trasformazione alimentare, agricoltura e zootecnia, cosmetica e materiali. “Il sistema delle fondazioni del Gruppo A2A – che comprende Fondazione AEM, Fondazione ASM, Banco dell’Energia e Fondazione Lgh – rappresenta un pilastro fondamentale del nostro impegno verso la crescita sostenibile dei territori e delle comunità che serviamo - ha spiegato Roberto Tasca, presidente di A2A -. Con la nascita di A2A Life Ventures abbiamo creato in Italia un modello societario integrato di open innovation che permette di trasformare idee, tecnologie e collaborazioni con startup, università e centri di ricerca in soluzioni concrete per l’economia circolare, l’energia pulita e infrastrutture intelligenti, favorendo l’ingaggio di giovani talenti”. Il percorso avviato all’Innovation workshop costituisce l’inizio di una nuova fase di sviluppo per la Fondazione, finalizzata al consolidamento del suo ruolo come promotore di innovazione territoriale, con l’obiettivo di servire le comunità locali e le future generazioni impegnate nell’innovazione. “Momenti come questo - ha precisato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi - dimostrano quanto sia strategico mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo della ricerca a vantaggio del territorio. Regione Lombardia crede in un’innovazione che non resti un concetto astratto, ma diventi strumento concreto di competitività e coesione, capace di generare valore diffuso. Nel Sud della Lombardia esistono filiere produttive solide e identità economiche ben riconoscibili: accompagnarle con strumenti mirati, favorire l’accesso a competenze e capitale, sostenere la capacità progettuale significa rafforzare l’intero sistema regionale. Il confronto avviato oggi va nella direzione giusta”. L’incontro, gestito e moderato da Teha, ha rappresentato un momento di confronto di alto livello, volto ad allineare le priorità di finanziamento della Fondazione Lgh all’identità e alle vocazioni dei territori, alle economie locali e ai bisogni espressi dalle comunità. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli strumenti di ingaggio e di erogazione dei fondi: non solo modalità di finanziamento, ma anche accompagnamento, partnership e meccanismi di scouting come bandi, call for ideas e sportelli, per intercettare progettualità innovative e di qualità. A conclusione di questi primi anni di attività, la Fondazione ha voluto quindi avviare un processo di revisione delle proprie linee guida strategiche e operative, riassunte nelle nuove direttrici territoriali, in un’ottica di ascolto e valorizzazione delle specificità locali e delle relazioni tra le persone. L’obiettivo è posizionarsi come attore capace di promuovere un’innovazione radicata nei bisogni reali del territorio e validare le nuove direttrici in modo partecipato.
(Adnkronos) - L’89% degli intervistati definisce il settore delle rinnovabili un ambiente inclusivo in cui le donne si sentono rispettate, ascoltate e valorizzate. Questo elemento estremamente positivo si accompagna però a elementi di criticità rispetto a una minore rappresentanza delle donne nel settore e a elementi di disparità percepita. È quanto emerge dall’indagine su circa 600 aziende del settore delle rinnovabili e del fotovoltaico, realizzata da Italia solare e Key - The Energy Transition Expo con il supporto di Excellera Intelligence, che analizza la presenza femminile e le dinamiche di inclusività nel comparto. Secondo i partecipanti all’indagine, le donne rappresentano il 35% dei dipendenti del comparto. Poco più di una donna su quattro (28%) opera nell’area tecnica, mentre il 72% è impiegato in altre funzioni aziendali, con una maggiore presenza nell’area Amministrazione (27%). Sul fronte delle posizioni apicali, il report evidenzia una presenza femminile ancora contenuta seppur in linea con i trend di altri settori: il 67% delle aziende ha almeno una donna in posizioni di vertice, mentre il 33% non ne ha nessuna. Se il dato a livello aggregato è positivo, nel momento in cui ci si concentra sulla leadership femminile la quota si assottiglia decisamente: solo 1 azienda su 10 dichiara di avere una donna come ad, dg o amministratrice unica, mentre il 4% segnala una presenza femminile nei ruoli di presidente o vicepresidente. L’89% degli intervistati pensa che nella propria azienda ci sia un clima inclusivo e rispettoso dell’universo femminile. Questo elemento è molto positivo per il settore e ha un portato positivo anche in termini di attrattività di talenti per le aziende che lo rappresentano. Questo dato però non equivale a dire che non esistano criticità, quasi una donna su due (48%) afferma di aver assistito nel suo percorso professionale a episodi riconducibili a disparità di genere. Gli episodi si verificano sia all’interno delle aziende sia durante eventi pubblici o incontri di lavoro. Gli episodi riportati riguardano principalmente delegittimazione tecnica e professionale, utilizzo di linguaggio non inclusivo, differenze nell’attribuzione di responsabilità e nei trattamenti economici. L’indagine evidenzia inoltre una significativa differenza di percezione tra uomini e donne rispetto alle opportunità professionali nel settore. Tra gli uomini intervistati, circa due terzi (67%) ritengono che esistano pari opportunità di carriera tra i generi, mentre questa convinzione è condivisa solo dal 41% delle donne. Il divario percettivo risulta ancora più marcato sul tema della parità retributiva: il 65% degli uomini considera equilibrate le retribuzioni tra uomini e donne, a fronte del 28% delle lavoratrici che esprime la stessa valutazione. Sul fronte degli strumenti organizzativi, il settore mostra una diffusione significativa di politiche a supporto dell’equilibrio tra vita professionale e personale: il 78% degli intervistati dichiara infatti che nella propria azienda sono attive misure di flessibilità e conciliazione vita-lavoro. Accanto a questo dato positivo emerge tuttavia un elemento di attenzione: circa una donna su cinque (21%) ritiene che l’utilizzo di tali strumenti possa comportare possibili ripercussioni sul percorso professionale, segnalando la persistenza di timori legati a potenziali penalizzazioni di carriera. “Il comparto energetico, e con questo anche il mondo delle rinnovabili e del fotovoltaico, è storicamente rappresentato da una forte presenza maschile. Negli anni abbiamo visto cambiare il trend, con aziende sempre più aperte e attente alla parità di genere, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Come Associazione stimoliamo tale cambiamento e questa iniziativa è un passo concreto nella presa di coscienza di quello che manca e di ciò che si può fare per sostenere una presenza maggiore delle donne nel nostro settore. Quello che appare evidente è che oltre a una mancanza di figure femminili nelle discipline Stem (Science, Technology, Engineering, and Mathematics), resta ancora molto un fatto culturale. Partire da qua per promuovere il cambiamento è fondamentale e Italia Solare con le sue attività se ne rende promotrice”, commenta Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare. “Le professioni legate al mondo dell’energia restano ancora poco presidiate dalla componente femminile, anche perché le donne intraprendono in misura limitata percorsi di studio e carriere nelle discipline Stem. Questo rapporto porta l’attenzione su un tema strategico per il futuro della filiera energetica e offre elementi utili a favorire una maggiore presenza femminile nel mondo tecnico e scientifico. Si tratta di un percorso che può rafforzare ulteriormente il contributo di competenze e valore che le donne già oggi portano nella filiera”, commenta Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group.