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(Adnkronos) - L'assemblea dei soci di Hoepli, la storica casa editrice, simbolo della cultura milanese, ha deliberato lo scioglimento volontario e la messa in liquidazione della società "all'esito di una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva". Lo rende noto la società stessa. A imporre la liquidazione volontaria come "unica soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e assicurarne, per quanto possibile, la migliore salvaguardia", si legge ancora nella nota, sono stati i "risultati di esercizio negativi correlati con l'andamento previsionale del mercato editoriale e librario e la consistente impossibilità di far cessare il gravoso conflitto endosocietario". L’assemblea, viene poi specificato, "al fine di garantire imparzialità e trasparenza alla procedura, dopo le opportune verifiche circa la necessaria autonomia, terzietà e indipendenza, ha scelto con fiducia di affidare la gestione della liquidazione all'avvocato Laura Limido avendo vagliato le sue indiscusse competenze professionali e l'esperienza specifica maturata nella conduzione di procedure liquidatorie giudiziali". In questo modo, viene spiegato, si intende "assicurare una conduzione della liquidazione imparziale ed efficiente in un quadro di pieno rispetto dei diritti dei creditori, del dipendenti e di tutti i soggetti interessati, con l'obiettivo di preservare il valore del patrimonio aziendale e di garantire la massima tutela possibile delle parti coinvolte”. La nota sottolinea infine che “pur a fronte dell'attenzione mediatica riservata da ultimo alle vicende societarie e occupazionali di Hoepli, nonché delle indebite affermazioni di soggetti non autorizzati, il silenzio e il riserbo mantenuti sino ad oggi sono stati imposti dalla necessità di non anticipare fatti rilevanti prima dell'assunzione delle necessarie determinazioni da parte degli organi competenti”. La decisione presa oggi consentirà dunque “di dare conto in modo compiuto del percorso deliberativo seguito, in un quadro di indipendenza, equilibrio e responsabilità". La messa in liquidazione della società arriva dopo settimane difficili per i lavoratori, e a poche ore dallo sciopero e dal presidio convocato dai dipendenti sotto la sede di Hoepli nel centro di Milano. Nei giorni scorsi lavoratori e lavoratrici hanno ribadito in assemblea il loro disappunto sulla situazione e sul futuro dell’azienda. “Nonostante i ripetuti inviti a presentare un piano industriale che definisse i progetti futuri, a tutt’oggi non abbiamo nessuna prospettiva” hanno rimarcato. E sulla questione ieri è tornato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha rivolto un invito alla responsabilità nei confronti dei dipendenti della libreria e di tutti i lettori affezionati. A seguito della decisione della maggioranza dei soci che in assemblea hanno votato a favore della liquidazione della società, Giovanni Nava, socio di Hoepli con il 30% delle azioni afferma: "Prendo atto con grande dispiacere della decisione della maggioranza dei soci di Hoepli Spa, che in assemblea hanno votato a favore della liquidazione della società e della cessione dell’azienda anche frazionata in rami o, addirittura, del tutto disgregata. Mi sono opposto nel corso della riunione a questa deriva, senza che l’attuale maggioranza abbia neppure considerato di farsi da parte e affidare il rilancio della società a un nuovo management capace di immaginare e attuare un progetto in tal senso". "Continuerò la battaglia in tutte le sedi e con ogni mezzo messo a disposizione dalla legge - assicura Nava - per cercare di salvaguardare l'attività della casa editrice e della libreria che sono un pezzo della storia d'Italia ancora oggi viva e produttiva grazie all’impegno dei 90 lavoratori e lavoratrici di Hoepli."
(Adnkronos) - L’Osservatorio di Nhrg, agenzia per il lavoro, ha condotto un’analisi sul database dei candidati dell’anno 2025 per delineare il profilo di chi è attualmente in cerca di occupazione. Il campione analizzato è composto prevalentemente da professionisti con esperienza consolidata e mostra una forte concentrazione nella fascia d’età 25–35 anni. Nel dettaglio, quasi un terzo dei partecipanti (30,27%) ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Seguono la fascia 36–45 anni (19,37%) e quella 46–55 anni (17,84%). Le persone con più di 55 anni rappresentano il 10,24%, mentre gli under 25 si attestano al 4,66%. I dati non disponibili incidono per il 17,63%. Per quanto riguarda l’esperienza professionale, emerge un profilo complessivamente qualificato: il 42,76% del campione vanta oltre 10 anni di esperienza. Il 22% ha maturato tra i 3 e i 5 anni di attività lavorativa, mentre il 17,19% si colloca nella fascia 6–10 anni. Più contenute le quote relative a chi ha meno di un anno di esperienza (8,77%) e a chi ne ha tra 1 e 2 anni (2,35%). I dati non disponibili si fermano al 6,93%. Osservando le aree professionali, il settore degli operatori tecnici e specializzati risulta il più rappresentato (19,99%), seguito da amministrazione e controllo di gestione (15,58%) e magazzino e logistica (11,71%). Completano il quadro segreteria e reception (7,85%), turismo e ristorazione (6,20%) e vendite (4,19%). Sul fronte del genere, si registra una marcata prevalenza maschile: il 67,8% a fronte del 32,2% femminile. Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia guida la classifica: Torino è la provincia più rappresentata (13,69%), seguita da Padova (5,55%), quindi Milano e Vicenza con rispettivamente il 3,93% e il 3,04%. Per il Centro, spicca Roma (9,69%), seguita da Bologna (5,31%). Resta una quota del 24,19% di dati geografici non disponibili. Nel complesso, i numeri delineano una struttura occupazionale orientata principalmente verso ruoli tecnici e specializzati, caratterizzata da una significativa predominanza maschile.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.