ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Un caso di bullismo scuote il set della serie reboot di Harry Potter. Come riporta 'The Sun', due comparse di circa 12 anni avrebbero litigato durante le riprese e uno di loro avrebbe urlato: "Ti prenderò dopo le riprese". Secondo una fonte raggiunta dal tabloid inglese, i dirigenti della Warner Bros hanno attivato un protocollo anti‑bullismo per individuare ed eliminare qualsiasi comportamento problematico che possa mettere a rischio il cast, la troupe o l’andamento della produzione. "Qualsiasi comportamento inappropriato deve essere fermato sul nascere", riporta il 'Sun'. Le accuse riguardano sia adulti sia bambini, e la linea della produzione è stata resa chiara: chiunque venga segnalato per bullismo sarà immediatamente licenziato, indipendentemente dalla notorietà. I capi avrebbero inoltre inviato una mail a tutti i lavoratori coinvolti, spiegando come segnalare episodi o atteggiamenti scorretti, anche in forma anonima. 'Harry Potter', in arrivo prossimamente su Hbo Max Italia, punta a riportare sullo schermo l’universo creato da J.K. Rowling con un approccio completamente nuovo rispetto alla saga cinematografica uscita tra il 2001 e il 2011. Il progetto prevede una stagione per ciascun libro, un formato che consentirà di esplorare con maggiore profondità l’arco narrativo originale e di valorizzare personaggi, dinamiche e dettagli che i film avevano necessariamente sacrificato. L’obiettivo è restituire la complessità del mondo magico, offrendo ai fan una lettura più fedele e stratificata della storia. I giovani protagonisti saranno Dominic McLaughlin nei panni di Harry Potter, Arabella Stanton in quelli di Hermione Granger e Alastair Stout in quelli di Ron Weasley, ruoli che al cinema erano di Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint. Ad affiancarli, Lox Pratt è Draco Malfoy, prendendo il posto di Tom Felton, John Lithgow è Silente, Paapa Essiedu è Professor Piton, Janet McTeer è Professoressa McGranitt e Nick Frost è Hagrid. Resta invece ancora avvolta nel mistero l’identità dell’attore scelto per Voldemort, personaggio che nei film aveva il volto di Ralph Fiennes.
(Adnkronos) - L’Osservatorio di Nhrg, agenzia per il lavoro, ha condotto un’analisi sul database dei candidati dell’anno 2025 per delineare il profilo di chi è attualmente in cerca di occupazione. Il campione analizzato è composto prevalentemente da professionisti con esperienza consolidata e mostra una forte concentrazione nella fascia d’età 25–35 anni. Nel dettaglio, quasi un terzo dei partecipanti (30,27%) ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Seguono la fascia 36–45 anni (19,37%) e quella 46–55 anni (17,84%). Le persone con più di 55 anni rappresentano il 10,24%, mentre gli under 25 si attestano al 4,66%. I dati non disponibili incidono per il 17,63%. Per quanto riguarda l’esperienza professionale, emerge un profilo complessivamente qualificato: il 42,76% del campione vanta oltre 10 anni di esperienza. Il 22% ha maturato tra i 3 e i 5 anni di attività lavorativa, mentre il 17,19% si colloca nella fascia 6–10 anni. Più contenute le quote relative a chi ha meno di un anno di esperienza (8,77%) e a chi ne ha tra 1 e 2 anni (2,35%). I dati non disponibili si fermano al 6,93%. Osservando le aree professionali, il settore degli operatori tecnici e specializzati risulta il più rappresentato (19,99%), seguito da amministrazione e controllo di gestione (15,58%) e magazzino e logistica (11,71%). Completano il quadro segreteria e reception (7,85%), turismo e ristorazione (6,20%) e vendite (4,19%). Sul fronte del genere, si registra una marcata prevalenza maschile: il 67,8% a fronte del 32,2% femminile. Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia guida la classifica: Torino è la provincia più rappresentata (13,69%), seguita da Padova (5,55%), quindi Milano e Vicenza con rispettivamente il 3,93% e il 3,04%. Per il Centro, spicca Roma (9,69%), seguita da Bologna (5,31%). Resta una quota del 24,19% di dati geografici non disponibili. Nel complesso, i numeri delineano una struttura occupazionale orientata principalmente verso ruoli tecnici e specializzati, caratterizzata da una significativa predominanza maschile.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.