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(Adnkronos) - Il medico gettonista over 70 richiamato in servizio, "titolare di partita Iva, ha dato la sua disponibilità a tornare in corsia a 150 euro l'ora perché la normativa vigente glielo consente. Tuttavia, secondo il Sumai-Assoprof, prima di ricorrere a questa soluzione andrebbero applicate le regole già previste". Così all'Adnkronos Salute Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici ambulatoriali, commenta la vicenda la vicenda del camice bianco richiamato dalla pensione per lavorare in corsia in alcuni ospedali del Lazio e che sarebbe stato pagato 35mila euro in 1 mese. "Prima di optare per il medico gettonista - chiarisce Magi - la legge prevede di verificare chi, tra i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale, è disponibile a coprire il turno e chi, tra gli specialisti ambulatoriali, è disposto a fare lo stesso. Così come occorre controllare le graduatorie, sia dei medici ospedalieri sia degli specialisti ambulatoriali. Solo se non ci sono alternative si può attingere alla graduatoria della libera professione". "Il problema - sottolinea Magi - è che oggi un medico gettonista guadagna più di un medico strutturato del Ssn: 150 euro lordi l'ora contro i 40 di chi è ancora in servizio nel Ssn. Parliamo di soldi pubblici, mentre lo Stato continua a non aumentare gli stipendi dei medici del Servizio sanitario nazionale. E' una situazione difficile da spiegare anche perché il gettonista e il medico strutturato lavorano fianco a fianco, una vergogna". Secondo il segretario del Sumai, "per rendere più attrattivo il Ssn bisognerebbe portare quella cifra (40 euro lordi l'ora) almeno a 70 euro lordi l’ora".
(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".
(Adnkronos) - “Per noi l'idrogeno è uno strumento mirato per la transizione energetica. Non si tratta di una soluzione universale ma pensata soprattutto per il trasporto pesante”. A dirlo è Stefan Stabler, director strategic marketing & communication di Alperia Group, alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, in programma fino al 6 marzo alla Fiera di Rimini. L’evento, firmato Italian Exhibition Group, rappresenta uno dei principali appuntamenti in Italia e in Europa dedicati a tecnologie e soluzioni per la transizione energetica. (VIDEO) Per Alperia, che si posiziona come abilitatore di sistema, l’idrogeno non è un’alternativa all’elettrificazione, ma un complemento utile in applicazioni selezionate: l’approccio è graduale e pragmatico, basato su progetti pilota, integrazione territoriale e realismo industriale: “Il costo dell'idrogeno è ancora molto alto. Per questo stiamo cercando di selezionare progetti che abbiano anche una forte valenza territoriale. A Bolzano Sud stiamo costruendo un impianto di produzione idroelettrico verde, insieme al trasporto locale SaSa. Stiamo inoltre collaborando alla Hydrogen Valley, che vuole creare una filiera completa di produzione e distribuzione dell'idrogeno verde. Abbiamo infine sostenuto anche la creazione di una cattedra all’università di Bolzano proprio sull'idrogeno”. “Crediamo che la transizione energetica - conclude - passi proprio tramite la valorizzazione della produzione e della distribuzione dell'idrogeno”.