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(Adnkronos) - Ha avuto inizio la prima edizione della Pavia Innovation Week, il festival gratuito dedicato all'innovazione scientifica, tecnologica e culturale, con oltre 40 eventi e più di 80 ospiti italiani e internazionali. La manifestazione è stata inaugurata martedì 7 aprile nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Pavia, alla presenza dei promotori: Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Assolombarda, Comune di Pavia, Università degli Studi di Pavia e Principia Spa, in collaborazione con il Corriere della Sera e diretta da Massimo Sideri, inviato ed editorialista del Corriere. Presenti all’inaugurazione Massimo Sideri, direttore scientifico Pavia Innovation Week; Alessandro Reali, Rettore Università degli Studi di Pavia; Michele Lissia, Sindaco di Pavia; Elena Lucchini, Assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità Regione; Federica Villa, Prorettrice Università degli Studi di Pavia; Gian Domenico Auricchio, Presidente Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia; Alvise Biffi, Presidente Assolombarda; Tommaso Rossini, Presidente Sede di Pavia di Assolombarda; Alberto Mina, Direttore Relazioni esterne e Comunicazione Principia SpA; Andrea Prete, Presidente Unioncamere; Giovanni Palli, Presidente Provincia di Pavia. La Pavia Innovation Week è un progetto che non si limita a raccontare le trasformazioni del nostro tempo, ma le usa come lente per interrogare le grandi questioni aperte - dalla democrazia alla salute, dall'educazione all'etica, fino al rapporto tra scienza e società - con un palinsesto ricco e diffuso, con oltre 40 appuntamenti e più di 80 ospiti italiani e internazionali. Tra i grandi ospiti presenti: i Premi Nobel Giorgio Parisi e Geoffrey Hinton, l'ex sindaco di New York Bill De Blasio, l'astronauta Paolo Nespoli, il fisico Roberto Battiston, la Space Architect del Mit Valentina Sumini, la scienziata già direttrice generale del CERN Fabiola Gianotti, l’architetto e ingegnere Carlo Ratti e la virologa Ilaria Capua. Il programma animerà alcuni dei luoghi simbolo della città, dal Teatro Fraschini al Collegio Ghislieri e all’Almo Collegio Borromeo, dall’Aula Magna dell’Università a istituti scolastici cittadini, fino a Piazza della Vittoria, trasformando Pavia in un grande laboratorio di idee aperto a studenti, famiglie, cittadini, imprese, startup e comunità accademica. “È per me un onore partecipare a questa prima edizione della Pavia Innovation Week su delega del Presidente Attilio Fontana. Regione Lombardia crede con convinzione nella ricerca e nell’innovazione come leve fondamentali per la crescita dei territori - ha affermato Elena Lucchini - Assessore Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia -. Iniziative come questa dimostrano quanto sia forte e dinamico il nostro ecosistema, capace di mettere in rete università, imprese e centri di ricerca. Il nostro impegno è continuare a sostenere queste sinergie, per tradurre conoscenza e competenze in sviluppo concreto, sostenibile e al servizio dei cittadini". La manifestazione nasce come una piattaforma permanente di dialogo e condivisione della conoscenza, articolata in otto filoni pensati per raggiungere pubblici diversi e trasformare la città in un ecosistema diffuso di conoscenza. Le Signature Talks portano grandi interviste dal vivo e lectio sceniche con protagonisti internazionali; le Conversazioni aprono spazi di dibattito multidisciplinare; La Scienza per Tutti avvicina adulti, giovani e studenti ai grandi temi con un linguaggio accessibile; La Scienza a Teatro porta la divulgazione sul palcoscenico; infine, i Family Lab a Santa Maria Gualtieri offrono laboratori esperienziali gratuiti per bambini e famiglie su robotica, microelettronica e scienze della vita. A completare il programma, anche un calendario di visite guidate tematiche che accompagnano il pubblico alla scoperta di Pavia come città della conoscenza. I percorsi attraversano luoghi simbolo della tradizione scientifica e industriale pavese, intrecciando figure come Alessandro Volta, Camillo Golgi e Albert Einstein, e trasformando lo spazio urbano in un racconto vivo che unisce storia, ricerca e innovazione. “Pur consapevole che si trattasse di una start up (culturale), fin dalla prima edizione della Pavia Innovation Week ho voluto costruire un festival che non fosse solo una vetrina, ma un luogo di confronto reale e internazionale tra saperi diversi per riportare il dibattito sull’innovazione in una delle sue culle naturali: Pavia, Italia, Europa. Solo dei cittadini consapevoli del cambiamento tecnologico e delle sfide scientifiche che abbiamo di fronte possono esercitare consapevolmente il diritto di scegliere il futuro, quello proprio e quello delle generazioni che verranno. Il futuro non è già scritto ma è tutto da costruire. Il laboratorio 2026 della PIW nasce da qui: dall’idea che l’innovazione non sia solo tecnologia, ma anche cultura, linguaggio, responsabilità, etica e democrazia. In questo senso, l’istituzione del Premio Camillo Golgi va esattamente in questa direzione: riconoscere il valore della divulgazione scientifica seria come parte integrante del progresso in un’epoca in cui la scienza viene spesso percepita come nemica o addirittura manipolabile dal potere. La scienza siamo noi. Oggi più che mai, la sfida non è solo fare ricerca, ma renderla comprensibile e condivisa. Pavia è il luogo ideale per questo, perché qui la conoscenza ha una storia profonda e allo stesso tempo una straordinaria capacità di guardare avanti" ha detto Massimo Sideri, Direttore Scientifico ed editoriale dell’evento, Inviato ed Editorialista del Corriere della Sera. "La Pavia Innovation Week rappresenta non soltanto un momento di visibilità, ma una vera e propria occasione strategica per riaffermare e consolidare il ruolo dell’Università di Pavia come protagonista nei processi di ricerca, formazione e innovazione" secondo Alessandro Reali, Rettore dell'Università degli Studi di Pavia. "Con una comunità di oltre 28.000 studenti e un modello didattico profondamente integrato con l’attività di ricerca, sostenuto da laboratori di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, l’Ateneo si configura infatti come il principale punto di connessione tra saperi, competenze e attori che animano l’ecosistema dell’innovazione pavese - ha evidenziato -. In questo contesto si inserisce in modo particolarmente significativo l’istituzione del Premio Camillo Golgi, promossa dall’Ateneo insieme alla direzione della PIW, in coincidenza con il centenario della scomparsa del primo premio Nobel italiano per la Medicina. Tale iniziativa non ha soltanto un valore commemorativo, ma assume un significato profondamente attuale: scegliere di dedicare il premio alla saggistica e alla divulgazione scientifica equivale a riconoscere che il progresso della conoscenza non può prescindere dalla sua capacità di essere condiviso e compreso. Rendere la scienza accessibile a un pubblico ampio, senza compromettere il rigore metodologico, è oggi una sfida cruciale, in un contesto in cui la complessità delle trasformazioni scientifiche e tecnologiche richiede cittadini sempre più consapevoli e informati. In questo senso, il Premio Golgi diventa uno strumento concreto per promuovere una cultura dell'innovazione inclusiva, capace di generare valore non solo accademico, ma anche sociale". “Pavia Innovation Week rappresenta molto bene l’idea di città che vogliamo continuare a costruire: una città capace di tenere insieme la propria storia e la propria vocazione scientifica con uno sguardo aperto sul futuro. Pavia ha nella ricerca, nell’università, nei suoi centri di eccellenza, nei suoi luoghi della cultura e nella qualità del suo spazio urbano un patrimonio straordinario, che oggi deve essere sempre più valorizzato anche come motore di sviluppo, attrattività e partecipazione. Per questo il Comune ha scelto di essere tra i promotori di questa iniziativa: perché crediamo che l’innovazione non sia un tema riservato agli specialisti, ma una questione che riguarda la vita quotidiana delle persone, il lavoro, la formazione, la salute, l’ambiente e la capacità di immaginare il domani. Per quattro giorni Pavia diventerà un luogo di confronto aperto tra scienza, cultura, impresa e cittadinanza, ospitando voci autorevoli e occasioni di incontro diffuse nel cuore della città. È un modo concreto per rafforzare il legame tra il territorio e le grandi trasformazioni del nostro tempo, ma anche per restituire a Pavia il ruolo che merita nel dibattito pubblico nazionale e internazionale. Siamo convinti che questa settimana possa essere un’occasione importante non solo per chi arriverà da fuori, ma anche per i pavesi, chiamati a vivere da protagonisti un appuntamento che parla di innovazione, conoscenza e futuro” ha poi aggiunto Michele Lissia, Sindaco di Pavia. “La Camera di Commercio rappresenta da sempre un hub istituzionale impegnato nel realizzare progetti e fornire servizi per la diffusione della cultura dell'innovazione tecnologica e lo sviluppo della digitalizzazione dei processi aziendali, con particolare attenzione alle Piccole e Medie Imprese. Il sostegno economico dell'ente agli investimenti innovativi e digitali favorisce la formazione e qualificazione del capitale umano, per sviluppare adeguate competenze che consentano di gestire la doppia transizione digitale ed energetica. L'Azienda Speciale Paviasviluppo, anche attraverso la funzione Punto Impresa Digitale, organizza iniziative volte a favorire la collaborazione tra startup innovative, spin-off universitari e PMI innovative del territorio, promuovendo sinergie e nuove opportunità di crescita per il sistema economico locale. In questa prospettiva strategica dell’ente camerale si inserisce l’organizzazione di questo grande evento del tutto nuovo, promosso insieme a Comune di Pavia, Università, Assolombarda, Principia S.p.A., Unioncamere e Fondazione Monte di Lombardia, concepito come piattaforma culturale di approfondimento, comunicazione, confronto, divulgazione scientifica e intrattenimento sui grandi temi dell’innovazione, con particolare attenzione all’impiego delle nuove tecnologie. Confidiamo tutti che questa prima edizione del Pavia Innovation Week possa diventare un appuntamento fisso di crescita e valorizzazione del territorio” ha affermato Gian Domenico Auricchio, Presidente Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia. “L’innovazione rappresenta un fattore imprescindibile per la competitività delle imprese e dei territori: investire in nuove tecnologie, competenze e modelli organizzativi significa creare valore, aumentare la produttività e rafforzare la capacità di affrontare le sfide globali” ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda. “In questo contesto, l’impegno di Assolombarda si traduce in iniziative concrete come ForgIA: un ecosistema aperto ma protetto che consente alle imprese di collaborare condividendo dati, standard e infrastrutture, pur restando concorrenti sul mercato. L’obiettivo è ‘forgiare’ un’intelligenza artificiale modellata sulle esigenze reali dell’industria italiana. Grazie a questo progetto, le nostre PMI possono aumentare la loro produttività fino al 10%, generando 2,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari a +0,8 punti di PIL nel quadrilatero Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia. Un potenziale di crescita concreto, che può rafforzare un territorio già oggi punto di riferimento nazionale per l’innovazione. In questo scenario, Pavia si distingue per la capacità di coniugare una solida tradizione accademica e scientifica con una crescente vocazione all’innovazione. Manifestazioni come la Pavia Innovation Week sono fondamentali per valorizzare queste energie e consolidare un percorso di crescita condivisa". “Pavia, in questi giorni, è capitale dell’innovazione. Lo è perché - ha spiegato il Presidente della Sede di Pavia di Assolombarda, Tommaso Rossini - ha una strategia di sviluppo territoriale fondata sull’alleanza tra Assolombarda, l’Università e gli attori dell’ecosistema dell’innovazione: eccellenze sanitarie nella cura e nella ricerca, collegi di merito, centri avanzati di ricerca applicata. Un modello capace di unire competenze scientifiche, imprese innovative e giovani talenti. La Pavia Innovation Week rappresenta un importante tassello di questa strategia che gioca sui punti di forza della ricerca e dell’innovazione imprenditoriale: microelettronica e scienze della vita, agroalimentare e packaging, industria e intelligenza artificiale. Abbiamo voluto una manifestazione di livello internazionale perché questa è l’ambizione di Pavia e del suo territorio: mostrare un ecosistema che connette conoscenza, industria e talenti, e rende possibile il futuro”. “La Pavia Innovation Week è uno strumento strategico per il distretto dell'innovazione che sta sorgendo a Pavia: uno strumento per creare coinvolgimento sociale e reputazione internazionale; non un evento effimero, ma una piattaforma di relazioni e di contenuti di qualità che si svilupperà negli anni con il supporto convinto di Principia spa, che metterà a disposizione la propria esperienza nella trasformazione urbana e la propria rete di relazioni nazionali e internazionali” ha sottolineato Alberto Mina, Direttore Relazioni esterne e Comunicazione Principia SpA. Secondo il presidente di Unioncamere, Andrea Prete "la ricerca italiana brilla nel panorama internazionale con una crescita del 60% nelle pubblicazioni stem e un impatto scientifico d’eccellenza. Per trasformare questo primato in valore industriale e colmare il divario con le piccole e medie imprese, che incontrano oggettive difficoltà nell’accesso all’innovazione, è necessario un forte coordinamento istituzionale. Unioncamere e Camere di Commercio, insieme al mondo della ricerca, vogliono orientare l’innovazione verso le reali necessità delle imprese”, Andrea Prete, Presidente Unioncamere. “La Pavia Innovation Week diretta da Massimo Sideri è un risultato concreto, frutto di un sistema che ha lavorato insieme: istituzioni, università, imprese, associazioni di categoria. Pavia non ospita soltanto un festival: dimostra che fare rete non è uno slogan, ma un metodo. Ed è il metodo con cui questa provincia ha scelto la propria vocazione: costruire il proprio futuro nel segno dell'innovazione. Non partiamo da zero. Il Distretto della Microelettronica è la prova più concreta di cosa significa fare sistema da anni: un lavoro paziente e condiviso tra Università, imprese, Camera di Commercio e Provincia che ha trasformato Pavia in un polo tecnologico riconosciuto a livello nazionale. Un percorso che dimostra come l'innovazione non sia un esercizio accademico, ma la leva più efficace per creare occupazione di qualità: giovani che trovano qui le competenze per restare, imprese che investono sul territorio, una filiera della conoscenza che genera valore reale dall'Oltrepò alla Lomellina, dalla città ai Comuni più piccoli. Il programma di Pavia Innovation Week rafforza questa traiettoria: formazione sull'intelligenza artificiale, incontri tra imprese, attenzione alla mobilità sostenibile. Occasioni per mettere a terra idee e costruire connessioni che durano. E in questo progetto di territorio, anche il portale turistico VisitPavia - gestito dalla Provincia e dalla Camera di Commercio - contribuisce a raccontare e valorizzare questa identità: chi visita Pavia durante la Innovation Week scopre una città in cui innovazione e cultura si intrecciano da secoli, e che oggi sceglie consapevolmente di farne la propria forza” ha concluso Giovanni Palli, Presidente Provincia di Pavia. Il Comitato scientifico della Pavia Innovation Week è composto da eccellenze del mondo dell’innovazione: Presidente Massimo Sideri, Inviato ed Editorialista Corriere della Sera; Valentina Sumini, Space Architect Ricercatrice al Massachusetts Institute of Technology (MIT) Professoressa al Politecnico di Torino; Alessandro Reali, Rettore Università degli Studi di Pavia; Maria Chiara Carrozza, Professoressa di Bioingegneria Biomedica all’Università Bicocca, già Ministra dell’Università e della Ricerca e Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR); Roberto Battiston, Fisico e già Presidente Agenzia Spaziale Italiana; Massimiano Bucchi, Professore di Scienza, Tecnologia e Società all’Università di Trento e Accademico dei Lincei; Giorgio Metta, Direttore scientifico Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). La Pavia Innovation Week prosegue inoltre con il programma Pavia Innovation Week EXTRA, un palinsesto di incontri, attività e iniziative dedicate all’ecosistema locale dell’innovazione che continuerà fino al 14 aprile. Il programma completo della Pavia Innovation Week è disponibile a questo link.
(Adnkronos) - C’è un dolce che più di ogni altro simboleggia la Pasqua: la colomba. Ma, al di là delle ricette e delle interpretazioni più o meno innnovative, esiste un vero e proprio rito, che non tutti conoscono: quello della degustazione. Parola di Dario Loison, alla guida della pasticceria veneta che porta il nome della famiglia che da tre generazioni la gestisce con la stessa passione. "Perché la colomba non si 'consuma' soltanto: si ascolta, si annusa, si legge nella sua trama e nel suo equilibrio. E soprattutto si condivide", spiega. "Nella degustazione si manifesta un aspetto che va oltre la tecnica: la colomba è un dolce che nasce per essere messo al centro. La sua forma stessa suggerisce un gesto collettivo, e l’esperienza si compie nella convivialità: si taglia, si passa, si commenta, si confrontano impressioni e ricordi. In un tempo in cui tutto corre, la colomba conserva una funzione rara: riunire. Raccontarla attraverso la grammatica del gusto significa restituire dignità a un piacere semplice: non 'mangiare un dolce', ma prendersi un momento. È qui che il grande classico si fa contemporaneo: nella capacità di essere familiare e, allo stesso tempo, sorprendente quando lo si ascolta davvero", afferma. Ecco allora svelato il metodo per una perfetta degustazione. L’assaggio efficace parte prima della bocca. "Un metodo semplice, replicabile da chiunque, aiuta a 'leggere' la colomba come si farebbe con un pane ricco o un dolce da forno importante, spiega Loison. Il primo passaggio è 'vedere': colore caldo e uniforme dell’impasto, struttura interna ariosa ma non fragile, superficie e glassa (tostatura, mandorle, granella). Il secondo è 'spezzare': il gesto rivela la consistenza reale, una porzione che si apre con elasticità e senza sbriciolarsi suggerisce coesione e morbidezza; se cede in briciole racconta una struttura più debole o un servizio non ideale. Terzp, 'annusare': avvicinando la porzione, si riconosce l’alfabeto aromatico (burro, vaniglia, agrumi, miele leggero, tostature della glassa) e l’olfatto anticipa gusto e persistenza. Fondamentale è l’equilibrio e la qualità. La colomba è un dolce 'ricco' ma non dovrebbe essere pesante. La chiave è l’equilibrio, sottolinea Loison, cioè il modo in cui si compongono quattro componenti: dolcezza, che deve essere netta ma non invadente, in quanto una dolcezza troppo alta appiattisce tutto e stanca; grassezza, quindi la nota lattica/burrosa che dà rotondità, ma funziona solo se non copre le altre note; freschezza aromatica, che spesso arriva dagli agrumi e dalla sensazione 'pulita' al palato ed è ciò che rende l’esperienza desiderabile anche al secondo morso; tostatura e croccantezza della glassa, che è il contrappunto, il dettaglio che dà ritmo, alternanza, contrasto. C'è poi il capitolo temperatura e taglio, due dettagli che decidono l’esperienza, assicura il maestro pasticcere: "Molte delusioni nascono non dal dolce, ma dal servizio". Sono due i fattori che cambiano radicalmente la resa al palato. Il primo è la temperatura: se la colomba è troppo fredda, le note aromatiche restano chiuse e al palato risulta più compatta; la temperatura di servizio ideale è intorno ai 30°C perché così sprigiona i profumi e diventa più 'viva'; basta un passaggio rapido in forno tiepido per riattivare gli aromi. Il secondo è il taglio, che non è solo estetica: è struttura: un coltello a lama lunga seghettata usata con movimenti leggeri evita di schiacciare la mollica e di spezzare la glassa, una forchetta da servizio agevolerà l’operazione; una fetta tagliata bene sembra più soffice perché mantiene aria e coesione. "Una colomba ben fatta - spiega ancora Loison - si riconosce da ciò che resta dopo il morso: una dolcezza composta, profumi nitidi, un finale pulito. L’avvolgenza è piena ma leggera, perché burro e aromi non si sovrappongono: si alternano. La mollica rimane soffice e coerente, senza sbriciolarsi; gli agrumi aprono, la vaniglia arrotonda, e la glassa chiude con una tostatura discreta che dà ritmo. Il palato non si satura: si riordina, si libera, invita a continuare. È una qualità che non ha bisogno di effetti: parla con precisione e lascia spazio. Per questo, quando il trancio finisce, viene naturale desiderarne un altro, non per golosità, ma per equilibrio". E come abbinarla al meglio? "La lettura del gusto della colomba non vive solo nel 'fine pasto con passito'. Oggi l’abbinamento può avere una funzione precisa: pulire, alleggerire, mettere a fuoco le note aromatiche", osserva. Spazio allora a tè neri e oolong, che accompagnano tostature e mandorla senza coprire, infusi agrumati o alle erbe, che valorizzano freschezza e profumi, caffè filtro o moka leggera, che crea contrasto amaro-dolce e asciuga la bocca, bollicine secche, perché la carbonica 'sgrassa' e rende la fetta più dinamica, e vini dolci, tipo una vendemmia tardiva non troppo zuccherina per evitare l’eccessivo effetto 'dolce su dolce'. "Viviamo tempi in cui tutto deve stupire: piatti, parole, persino i dolci. La colomba fatta bene fa l’opposto: non cerca applausi, cerca la seconda fetta. Vince per precisione, non per eccesso. L’arte dell’assaggio è rallentare e riconoscere. Se ti lascia spazio, ha già parlato", conclude Loison.
(Adnkronos) - “Noi come ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in particolare il dipartimento che segue l’attuazione del Pnrr e quello che seguirà dopo il Pnrr, abbiamo partecipato con grande interesse alla nascita di Shift, perché crediamo che questo momento richieda più spazi di confronto tra i diversi stakeholder”. Queste le parole di Fabrizio Penna, capo dipartimento Unità di missione per il Pnrr del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in occasione della presentazione a Roma di Shift, il nuovo spazio di collaborazione per mettere a sistema competenze e sviluppare soluzioni integrate per acqua, energia e bioeconomia. “Abbiamo tutti obiettivi comuni, a partire dalla decarbonizzazione al 2050, ma anche la necessità di maggiore sicurezza e indipendenza energetica, oltre alla gestione del costo dell’energia e al miglioramento dei servizi pubblici legati ad acqua e rifiuti”, ha spiegato Penna, sottolineando la convergenza delle priorità tra istituzioni, imprese e territori. “È evidente che esistono interessi legittimi che a volte possono anche entrare in conflitto. Proprio per questo, trovare punti di confronto e tavoli di ragionamento per arrivare a posizioni comuni rappresenta un passaggio fondamentale”, ha aggiunto. “Si tratta di posizioni strategiche che possono essere portate a livello europeo e nei contesti internazionali: per questo iniziative come Shift sono non solo utili, ma necessarie”, ha concluso Penna, evidenziando il valore della piattaforma come strumento di coordinamento per le politiche ambientali ed energetiche.