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(Adnkronos) - "Oggi lo scenario della gestione delle persone che vivono con Hiv è completamente cambiato: abbiamo a disposizione terapie e trattamenti altamente efficaci. Uno dei primi passi per favorire l'aderenza ai pazienti è rivedere il piano terapeutico di coloro che assumono terapie obsolete, gravate da eventi avversi ed effetti collaterali. Pertanto, per favorire una maggiore aderenza, è importante capire se c'è la possibilità di passare alle nuove terapie moderne, che favoriscono maggiore aderenza". Così Paolo Bonfanti, direttore di Malattie infettive Irccs San Gerardo di Monza e professore di Malattie infettive all'università degli Studi di Milano-Bicocca, partecipando oggi a Milano al convegno di Hivlab Lombardia dedicato alla prevenzione e alla gestione dell'Hiv, organizzato dalla Regione in collaborazione con Summet, Crems, Health Strategy e il contributo non condizionante di ViiV Healthcare. "A cambiare, poi, sono anche le priorità - spiega Bonfanti - Le terapie sono molto efficaci e i problemi che possono avere oggi le persone che vivono con Hiv sono spesso legati all'invecchiamento e alle comorbidità che affliggono maggiormente queste persone rispetto alla popolazione generale, come i tumori e le malattie cardiovascolari. Da un punto di vista organizzativo, è importante che all'interno dei percorsi negli ospedali vengano pensate delle forme di integrazione con gli specialisti che possono prendersi cura di queste comorbidità". Per ridurre la crescita delle nuove infezioni "bisogna fare un ultimo step - sottolinea l'esperto - Si tratta di far emergere il sommerso delle persone che non si sottopongono al test. Vi sono già dei progetti in corso per estendere i test in ambito ospedaliero, ma si devono raggiungere anche le persone più fragili, fuori dall'ospedale, attraverso il coinvolgimento degli enti del terzo settore. E' necessario fare uno sforzo per capire chi sono queste persone attualmente non agganciate e non consapevoli del rischio e pensare a percorsi dedicati a loro", conclude.
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale, così come dicono anche tante ricerche a livello internazionale, certamente comporterà un riposizionamento e soprattutto anche un rischio su alcune posizioni lavorative ma quello che dicono le ricerche internazionali è che invece porterà alla fine un saldo positivo in termini di nuove opportunità di lavoro". Lo dice la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, a margine dell’evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità'. "Il tema ovviamente è un tema connesso alla strategia sulle competenze, alla formazione e alla riqualificazione dei lavoratori, all'attenzione a dare una risposta in termini di competenze digitali delle persone", precisa Calderone. "Stiamo formando migliaia di persone proprio per trasferire competenze digitali che sono fondamentali in questo contesto", spiega. "La nostra - prosegue il ministro - non è una visione pessimistica, dobbiamo certamente avere attenzione a quelli che possono essere i potenziali contraccolpi negativi, ma la risorsa umana è fondamentale, l'intelligenza artificiale deve essere al servizio del lavoro ovviamente di qualità", conclude.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.