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(Adnkronos) - Portare le cefalee al centro dell’attenzione della farmacia di comunità, trasformando un punto di dispensazione in un nodo attivo del sistema salute. È l’obiettivo della campagna nazionale ‘Il primo sollievo inizia in farmacia. I farmacisti al centro della prevenzione e gestione delle cefalee’. L’iniziativa, presentata oggi a Roma, è promossa da Edra, con il supporto non condizionante di Angelini Pharma e il patrocinio della Società italiana di farmacia clinica (Sifac) e della Federazione nazionale associazioni giovani farmacisti (Fenagifar) e costruita con il supporto di un board scientifico interdisciplinare. Nel dettaglio - informa una nota - la campagna riconosce il ruolo del farmacista come primo contatto per molti pazienti, offe strumenti concreti per la gestione, identificazione e orientamento dei casi di cefalea primaria. Inoltre, crea un ponte strutturato tra farmacista, medico di medicina generale e Centri cefalee e integra formazione, operatività e sensibilizzazione in un modello replicabile a livello nazionale. Le cefalee primarie, e in particolare l’emicrania, rappresentano una delle principali cause di disabilità nella popolazione attiva, con un impatto clinico, sociale ed economico di enorme portata. Secondo i dati dell’Oms-Organizzazione mondiale della sanità e dell'International Headache Society (Ichd-3), il 50% circa degli adulti ha sofferto di cefalea almeno una volta nell’ultimo anno e nella fascia di età 18-65 anni la prevalenza sale fino al 75%. Inoltre: tra tutte le cefalee l’emicrania ha una prevalenza del 12% nella popolazione generale ma l’80% dei pazienti non riceve una diagnosi tempestiva; circa il 50% si affida esclusivamente all’automedicazione, con uso frequente e improprio di analgesici da banco. Le cefalee primarie vengono spesso trattate come disturbi ‘minori’, ma causano assenze lavorative, perdita di produttività e peggioramento della qualità della vita. Nonostante questi numeri, le cefalee restano sottovalutate sia dai pazienti che dal sistema sanitario stesso, creando un ritardo diagnostico medio di oltre sette anni per l’emicrania cronica. Il punto di forza del progetto è la collaborazione multidisciplinare tra neurologi, farmacologi e farmacisti. Sotto il coordinamento di Fabrizio Vernieri, professore di Neurologia, Università Campus Bio-Medico di Roma, responsabile Uos Cefalee e Neurosonologia Fondazione policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma e responsabile scientifico del progetto è stato istituito un board di esperti che ha lavorato alla stesura di un vademecum per la gestione delle cefalee in farmacia, alla validazione dell’algoritmo decisionale, alla definizione degli scenari clinici e alla realizzazione dei materiali di supporto per farmacisti e cittadini. Il risultato del lavoro del board è un documento operativo concreto, pensato per la farmacia e strutturato secondo criteri di semplicità, efficacia e rigore scientifico. Il vademecum, in corso di finalizzazione, contiene: un algoritmo decisionale basato su quattro nodi (storia pregressa, caratteristiche dell’episodio, presenza di red flags, risposta al trattamento); schede pratiche su emicrania, cefalea tensiva e a grappolo; un modello di counseling personalizzato, che considera intensità, frequenza, comorbidità e trattamento; i criteri per individuare le situazioni critiche da inviare al medico (es. esordio improvviso, over 50, deficit neurologici, uso eccessivo di farmaci); indicazioni per la gestione dell’abuso farmacologico e suggerimenti per educare il paziente a modificare comportamenti e stili di vita a rischio. "Il vademecum sviluppato - spiega Vernieri – propone un algoritmo operativo che facilita il colloquio con il paziente, orienta nella scelta dei farmaci sintomatici, aiuta a riconoscere le situazioni critiche, suggerisce strumenti di monitoraggio e promuove interventi comportamentali mirati. L’obiettivo è migliorare la gestione della cefalea già al primo contatto in farmacia, ridurre ritardi diagnostici e uso inappropriato di farmaci, prevenire la cronicizzazione e favorire un percorso di cura integrato tra farmacista, medico di medicina generale e specialista. La cefalea deve essere riconosciuta e trattata come una patologia curabile, non come un disturbo da gestire occasionalmente". Tra altri esperti del board, Cristina Tassorelli, direttrice dell’Headache Science & Neurorehabilitation Centre Irccs Mondino di Pavia, ricorda che "le cefalee primarie sono una malattia neurologica cronica ad alta prevalenza e, in molti casi, altamente disabilitante. Il ruolo del farmacista è fondamentale nell’intercettare le forme che necessitano di attenzione medica, favorendo una diagnosi corretta e una gestione terapeutica ottimizzata". Secondo Paolo Levantino, farmacista clinico, giornalista scientifico e segretario Fenagifar, "il vademecum non è solo una guida operativa, ma un supporto che aiuta a strutturare il dialogo con il paziente, per promuovere un uso appropriato dei farmaci e riconoscere quando è necessario orientare verso il medico o i centri cefalee, ma anche si inserisce pienamente nella direzione indicata dal nuovo D. Lgs. 3 febbraio 2026 n. 17, che riconosce e sviluppa le competenze educative e cliniche del farmacista". "Una collaborazione strutturata tra farmacisti e specialisti - osserva Matteo Alberto Baio, farmacista clinico e ricercatore Sifac, responsabile dell’Area Cefalee - può tradursi in benefici concreti per i pazienti affetti da cefalea, garantendo una presa in carico più precoce, appropriata e continuativa". In questo contesto, Pierangelo Geppetti, professore emerito di Farmacologia clinica all’Università degli Studi di Firenze, già direttore della Sod – Centro cefalee e farmacologia clinica dell’Aou Careggi di Firenze evidenzia che "l’educazione medica continua deve trasmettersi dal farmacista e medico al paziente ma anche ritornare anche indietro. Infatti, l’esperienza del paziente sull'efficacia e sicurezza dei farmaci deve contribuire a personalizzare e ottimizzare dell’intervento terapeutico indicato dal farmacista e medico in base alle linee guida". Nel concreto, saranno selezionate 150 farmacie su tutto il territorio nazionale che saranno formate e coinvolte in attività di: pre-screening dei cittadini con mal di testa ricorrente; applicazione dell’algoritmo e counseling personalizzato; educazione del paziente all’uso corretto dei farmaci sintomatici e raccolta di dati (anonimizzati) per valutare l’impatto dell’iniziativa. Le farmacie saranno identificate e i farmacisti riceveranno formazione dedicata e strumenti di supporto. Il progetto prevede due ondate di contatto e formazione, con call personalizzate e materiali aggiornati.
(Adnkronos) - In occasione del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina, Fondazione Cdp, l’ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, sta coordinando un progetto volto all’acquisto di apparecchiature diagnostiche per gli ospedali ucraini al quale hanno aderito diverse aziende e fondazioni italiane. I macchinari, destinati ai reparti materno-infantili, saranno consegnati a strutture situate in aree particolarmente colpite dagli attacchi russi. All’iniziativa, si legge in una nota di Fondazione Cdp, presieduta da Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti, collaborano il Dipartimento della Protezione Civile, impegnato nel coordinamento operativo e logistico delle operazioni, e le Regioni Toscana e Veneto, che hanno reso disponibili le apparecchiature. Nel dettaglio l’iniziativa di solidarietà ha ricevuto il sostegno di Ansaldo Energia; Autostrade per l’Italia; Ferrovie dello Stato Italiane; Fondazione Fincantieri; Fondazione Snam Ets; Fondazione Terna; Fondazione Tim; Gruppo Poste italiane; Italgas; Leonardo Spa; Nexi Spa; Open Fiber; Sace; Società del Gruppo Cdp;Webuild. Fondazione Cdp è l’ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, istituito nel 2020 per rafforzare e ampliare l’impegno del Gruppo nello sviluppo sociale, culturale, ambientale ed economico del Paese. Attraverso un’azione complementare e addizionale, la Fondazione sostiene iniziative ad alto impatto che valorizzano gli asset strategici dell’Italia e promuovono opportunità di crescita per le giovani generazioni, operando in collaborazione con istituzioni e società civile. La Fondazione Cdp concentra il proprio intervento nei settori della ricerca scientifica, dell’istruzione e inclusione sociale e dell’arte e cultura, con una particolare attenzione ai territori del Mezzogiorno. Dalla sua nascita ha finanziato oltre 200 progetti su tutto il territorio nazionale, impegnando più di 50 milioni di euro e adottando modelli di filantropia d’impatto orientati a generare risultati concreti e duraturi. Il Piano Strategico 2026–2028 conferma un approccio orientato all’impatto, fondato su partnership, co-progettazione e reti multistakeholder, per contribuire a un cambiamento strutturale e misurabile nella società.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.