ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Mahmood lascia l'Italia. Il cantante ha annunciato la sua volontà di trasferirsi in Spagna, a causa delle troppe attenzioni e pressioni che sente nel nostro Paese. "Mi trasferisco in Spagna", ha detto alla rivista Butt, "voglio trascorrere più tempo camminando liberamente per strada, per pensare ai miei drammi, senza essere perseguitato". Uno dei motivi principali, insomma, è l'attenzione dei fan nei suoi confronti, con Mahmood che ha quindi rivelato di non saper gestire al meglio la fama: "A me non piace quando la gente mi riprende mentre ballo", ha spiegato, "magari sono ubriaco, non voglio fare brutta figura davanti a una telecamera che mi riprende". Poi un paragone piuttosto esemplare: "Mi sento come una tigre bianca in uno zoo". Ecco perché lo stop ai concerti e l'assenza dalle piattaforme, con nessun brano in uscita: "Ho smesso di andare in tour e di pubblicare canzoni. Ho davvero bisogno di tempo per trovare un'ispirazione nuova, una visione che voglio condividere con il mio pubblico", ha spiegato. Poi Mahmood un episodio che reputa emblematico per spiegare il suo disagio in Italia: "Una volta ho fatto sesso con una persona, e dopo mi ha detto: 'I miei figli sono tuoi grandi fan'. E io allora ho pensato: 'Cosa?', non sapevo cosa stava succedendo, ma nel complesso mi stavo divertendo". "Non ho mai sentito il bisogno di nascondere la mia vita sessuale", ha spiegato raccontando la sua omosessualità, "sono stato fortunato, ho una mamma davvero brava. LaLei è stata la mia più grande fortuna nella vita". Mahmood ha ripercorso i suoi inizi musicali raccontando dei tanti rifiuti: "Mi hanno trattato come uno schifo", ha rivelato, "volevano che pubblicassi una canzone terribile, super pop. Mi dicevano che dovevo ascoltare quello che passava alla radio". Poi il successo con 'Soldi', che ha vinto il festival di Sanremo nel 2019: "Nessuno credeva in quella canzone. Dicevano 'Carina, strana”. Ma è diventata la canzone italiana più ascoltata in streaming di tutti i tempi".
(Adnkronos) - L’Istituto nazionale tributaristi (Int), che ha partecipato ieri mattina con il proprio delegato, il vice presidente nazionale vicario Giorgio Del Ghingaro, alla riunione della Commissione ministeriale degli esperti per gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) , esprime apprezzamento per gli interventi introdotti nell’ambito degli Isa per il periodo d’imposta 2025, con particolare riferimento alle misure volte a considerare la contrazione della marginalità e della redditività delle attività economiche. “Si tratta – dichiara Giorgio Del Ghingaro – di un profilo che come categoria avevamo più volte segnalato nei confronti delle istituzioni competenti evidenziando la necessità che gli strumenti di analisi tengano adeguatamente conto delle dinamiche economiche che incidono sui margini delle attività”. Secondo Del Ghingaro, l’attenzione posta alla riduzione dei margini e della capacità reddituale delle imprese e dei professionisti rappresenta “un passo importante verso una maggiore aderenza degli Isa alla reale situazione economica dei contribuenti, soprattutto in un contesto caratterizzato da significative variazioni in aumento dei costi e una conseguente riduzione dei margini di redditività. L’intervento costituisce quindi un elemento positivo nel percorso di aggiornamento degli Isa e di progressivo miglioramento degli strumenti di analisi, affinché risultino sempre più coerenti con la reale capacità contributiva dei contribuenti”.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.