ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Due esplosioni sono state avvertite oggi a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove la scorsa notte la base Camp Singara - in cui è presente anche personale italiano - è stata attaccata con droni. Le difese aree hanno intercettato droni sulla città, riporta al Jazeera, aggiungendo che fonti ufficiali hanno confermato che sono stati intercettati due droni. "Un attacco deliberato", fa sapere il ministro della difesa Guido Crosetto. "Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil, sono in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto per monitorare la situazione", scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che aggiunge: "A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari, rimasti illesi : l'Italia è orgogliosa del coraggio e della professionalità che mettono nel lavorare quotidianamente per la pace e la sicurezza nei molti teatri di crisi". "Non è certo il luogo di partenza dei droni'' diretti verso la base di Erbil, "probabilmente saranno partiti da basi di iracheni filo-iraniani", ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina. ''Stiamo valutando dal punto di vista tecnico che tipo di droni siano'', ha aggiunto Tajani affermando che l'attacco ha causato ''danni materiali, ma non di enorme entità''. ''Abbiamo appena concluso una videoconferenza con l'ambasciatore in Iraq e con il console d'Italia a Erbil, ha fatto sapere Tajani confermando, come anticipato nei giorni scorsi, che ''stiamo riducendo la presenza del personale sia in ambasciata a Baghdad, sia nel consolato a Erbil per ragioni di sicurezza''. Quella di oggi, ha spiegato, ''è una riunione che abbiamo fatto con la presenza della Difesa e della presidenza del Consiglio per fare il punto della situazione. Non ci sono stati altri attacchi''. "Oggi parlerò con le autorità del Kurdistan iracheno e con il ministro degli Esteri dell'Iraq'' Fuad Hussein ''per fare un punto della situazione, sempre per garantire un'azione che sia a favore della pace, del dialogo e della riapertura del negoziato", ha quindi annunciato. Dal canto suo il ministro della Difesa Crosetto ha fatto sapere che "il contingente era già stato avvisato della possibilità - di un attacco - e dalle otto e mezza avevano attuato tutte le condizioni di sicurezza, quindi erano entrati nelle aree protette e non c'è stato alcun danno al contingente". E' stato un attacco deliberato? "Assolutamente sì, quella è una base della Nato, quindi anche americana. Già nei giorni scorsi erano avvenuti incidenti o tentativi d'attacco". "Abbiamo preferito lasciare in quella base il personale che è rimasto ancora in missione - ha spiegato al Tg1 - perché è più sicuro degli alberghi; noi abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione, ne abbiamo trasferiti una quarantina in Giordania e degli attuali 141 era già in fase di programmazione un rientro che non è facile, perché non è possibile mandare un aereo e quindi deve avvenire via terra, probabilmente via Turchia. La stabilizzazione di quelle zone è fondamentale, perché tutte le volte che si infiammano i danni arrivano dentro le nostre case e anche se sembrano lontane sono vicine per gli effetti che hanno sulla nostra vita quotidiana". "Il drone su Erbil ha impattato all'interno della base, provocando danni a infrastrutture e materiali, al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone. Dal momento dell'incidente, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sono stati in contatto costante e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente; il morale nonostante la stanchezza rimane alto, il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni. La sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità". Così, in un videomessaggio, il colonnello Stefano Pizzotti, comandante del contingente nazionale della missione 'Prima Parthica'.
(Adnkronos) - Si avvicina la data del Welfare Day 2026, l’appuntamento dedicato alle strategie di welfare aziendale promosso da Comunicazione Italiana, in collaborazione con Pluxee Italia – azienda leader a livello globale nel settore dei benefit aziendali e dell’engagement dei dipendenti – in programma il 19 marzo a Roma presso Palazzo dell’Informazione. È ancora possibile iscriversi all’evento – ultimi posti disponibili – attraverso la pagina: https://comunicazioneitaliana.it/eventi/welfare-day-26#partecipa. Ad aprire la giornata sarà il talk show “Il benessere come leva strategica: dalla teoria alla pratica aziendale”, che riunirà hr director e responsabili delle risorse umane di realtà pubbliche e private. Il confronto affronterà alcuni dei principali ostacoli che ancora limitano una piena integrazione del benessere nelle politiche HR: la frammentazione delle iniziative e la loro scarsa coordinazione; la difficoltà di misurarne l’impatto reale; la distanza tra dichiarazioni di principio e applicazione concreta nei processi organizzativi; il rischio di interventi percepiti come “simbolici” e non strutturali. A seguire, il Keynote Speech, realizzato in collaborazione con Pluxee Italia, offrirà uno sguardo data-driven sul valore del welfare nelle organizzazioni. Durante la sessione verranno presentati i risultati di una ricerca inedita che mette in relazione le decisioni organizzative, i comportamenti delle persone e gli impatti più concreti del welfare su attrattività, retention e clima aziendale. "Il Welfare Day rappresenta per noi un momento privilegiato di confronto con il sistema HR italiano. La nostra ricerca dimostra come il welfare stia uscendo dalla logica del 'benefit aggiuntivo' per entrare a pieno titolo nella progettazione strategica delle organizzazioni. Le persone chiedono servizi più personalizzati, coerenti con le loro esigenze e con i diversi momenti della vita lavorativa. Le imprese, allo stesso tempo, sono alla ricerca di modelli misurabili, in grado di generare impatti concreti su attrattività, retention e produttività. È nell’incontro tra questi due bisogni che il welfare diventa realmente trasformativo. Portare dati, insight e visione al Welfare Day significa contribuire a costruire un ecosistema più maturo, capace di sostenere la competitività delle aziende e migliorare la qualità della vita delle persone", spiega Tommaso Palermo, Managing Director, Pluxee Italia. La mattinata proseguirà con i due Talk Show tematici previsti dal programma ufficiale: 'Welfare inclusivo: equità, personalizzazione, diversità', dedicato al passaggio da modelli di welfare standardizzati a soluzioni capaci di rispondere a bisogni eterogenei e spesso meno visibili; 'La nuova dimensione dell’engagement e la ricerca di senso nel lavoro (anche grazie al welfare)', che esplorerà il ruolo del welfare come leva per rafforzare la relazione tra persone e organizzazioni nell’attuale scenario di trasformazione del lavoro. Completano la giornata due tavoli tematici a porte chiuse dedicati rispettivamente al rapporto tra welfare e comunicazione interna e al welfare come leva di talent attraction, oltre agli interventi di numerosi HR leader presenti in agenda. Durante l’evento interverranno in qualità di speaker hr director, welfare manager e professionisti HR provenienti da aziende e istituzioni quali Aeroporto di Bologna, Avio, Capgemini, Fondazione Telethon, Gruppo BCC Iccrea, INPS, Nokia, RINA, Sara Assicurazioni, Tinexta Infocert insieme ad altre realtà impegnate nello sviluppo di politiche di welfare e benessere organizzativo.
(Adnkronos) - “L'Italia è un Paese emergente dopo il fenomeno della saturazione dei Flapd europei, gli hub di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino dedicati ai data center”. A dirlo, in occasione di Key – The Energy Transition Expo a Rimini, è Virginia Canazza, esperta di Data Center e partner di Key To Energy, advisory firm specializzata nella consulenza relativa alle attività della filiera dell’energia. (VIDEO) La kermesse, in svolgimento fino al 6 marzo nei padiglioni della fiera di Rimini e firmata Ieg - Italian Exhibition Group, si conferma punto di riferimento per gli attori della transizione energetica in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo. “Il tasso di crescita dei data center è sostenuto, circa il 16-20% all'anno, con il 68% concentrato in Lombardia, in particolare nell’area di Milano - prosegue - Ad oggi, i consumi sono pari a circa 4,5 Twh, corrispondenti a circa un gigawatt di potenza elettrica installata e 600 megawatt di potenza It. Il trend di crescita potrà essere ancora più sostenuto nel prossimo futuro, arrivando a richiedere una copertura energetica da due a quattro volte superiore all’attuale fabbisogno entro il 2030. Circa 1,6 gigawatt di nuovi progetti, guardando alla pipeline di quelli in fase avanzata di sviluppo, potranno essere operativi entro il 2028-2029. Il trend di crescita italiano relativo ai data center” pone il Paese in una condizione di competitività “rispetto ai trend monitorabili a livello europeo e globale”. Nata nel 2007 per supportare partner pubblici e privati nel percorso di evoluzione del sistema energetico, nell’attuazione delle scelte, nel monitoraggio dei risultati e nel rispetto dei principali indicatori di sostenibilità, Key to Energy ha da allora realizzato oltre 1.000 progetti, per un totale di 40.000 MW e un controvalore di 20 miliardi di euro, collaborando con i principali attori industriali e finanziari del settore energetico. Sostenuta da una profonda conoscenza delle dinamiche aziendali e di mercato; l'advisory firm è in grado di sviluppare soluzioni tailor-made ad alto valore aggiunto, progettate per ottimizzare l’efficienza energetica, valorizzare le energie rinnovabili e mitigare i rischi. “I data center, come grandi centri di consumo che stanno evolvendo verso dimensioni sempre maggiori con una velocità di sviluppo che va accentuandosi, vedono l'energia come un asset strategico - spiega - Sono molteplici le opzioni per un approvvigionamento energetico nel mercato italiano che siano competitive e sostenibili e che possano anche mitigare l'esposizione a una sempre crescente volatilità dei mercati - precisa - Ci sono strumenti patrimoniali basati sull'acquisizione e la proprietà di asset di generazione per coprire i propri consumi ma sono disponibili anche schemi commerciali che, attraverso contratti di medio-lungo termine, possono mitigare l'esposizione al rischio del mercato”. Quando “i centri di consumo si sviluppano con una velocità maggiore di quello che è l'adeguamento infrastrutturale del sistema, si pongono delle tematiche relative alla necessità di uno stretto coordinamento” volto all’integrazione delle reti esistenti con “quelle della transizione energetica, e quindi delle rinnovabili - conclude - e con questa nuova componente di domanda. Per massimizzare i benefici, l’evoluzione e l'integrazione progressiva e sostenibile devono basarsi su un approccio sinergico”.